Garlasco in Tv, Sempio verso il no all'incontro con lo psichiatra: "Senza prove cambia poco". Perché c'è il rischio di ripetere errore fatto con Stasi
Ultimo appuntamento per Morning News venerdì 4 settembre 2026, focus sul caso Garlasco e la decisione della difesa Sempio sul confronto con lo psichiatra della Procura

Ultima puntata stagionale per "Morning News", in onda venerdì 4 settembre 2026 (da lunedì torna "Mattino Cinque"), con uno spazio dedicato come di consueto alla cronaca e alle indagini sul delitto di Garlasco, che si avviano alla conclusione prevista per il 28 settembre. E’ in quel momento che sapremo se Andrea Sempio, accusato dalla Procura di Pavia di avere ucciso Chiara Poggi, andrà a processo, in attesa di allora lo psichiatra Roberto Catanesi, incaricato di fare una consulenza su di lui dai magistrati, ha chiesto di incontrarlo per portare a termine il suo lavoro.
Garlasco, Morning News puntata 4 settembre 2026: cosa è successo
Fino ad ora la difesa di Andrea Sempio aveva ritenuto inutile sottoporre l’indagato a una consulenza psichiatrica non essendoci una patologia accertata in corso, ora che è però arrivato l’invito da parte di Roberto Catanesi, incaricato dalla Procura di farla, è necessario prendere una decisione. La scelta sembra comunque imminente, come preannunciato dal consulente Armando Palmegiani. Il consulente della Procura richiede l’incontro necessario per completare il profilo psichiatrico e personologico dell’indagato.
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Entra nel canale WhatsAppUna prima istanza a riguardo era arrivata tre mesi fa per valutare la capacità di intendere e di volere del 38enne e l’eventuale pericolosità sociale, da allora il lavoro è stato comunque eseguito sulla base di scritti, interviste e soliloqui. La mossa ora deve essere soppesata con cura, valutando conseguenze di un eventuale faccia a faccia o di un rifiuto. Questa volta come si deciderà di agire avrà inevitabilmente effetti anche sul suo destino, a maggior ragione se, come sembra probabile, si arriverà al rinvio a giudizio.
La Procura non è rimasta comunque ferma in queste settimane, sono infatti attesi i risultati delle consulenze sul piede dell’indagato per avere maggiori certezze sulla sua collocazione sulla scena del crimine e sul DNA, attribuito dalla perizia Denise Albani alla sua linea paterna, mentre il suo team sostiene sia dovuto a un contatto indiretto attraverso qualche oggetto.
A fare il punto della situazione è l’inviata Martina Orecchio, che si trova proprio a Garlasco, fuori dalla casa di Sempio: "La decisione potrebbe arrivare a stretto giro, gli avvocati hanno incontrato Sempio già ieri, oggi il team difensivo si riunirà per poi comunicare cosa intenderanno fare. L’avvocato Cataliotti è stato chiaro, se questo lavoro non sarà in grado di individuare eventuali patologie in lui non sarà utilizzabile ai fini del processo, non può infatti entrare nel dibattimento, per questo non potrà servire a stabilire la sua colpevolezza".
"La Provincia Pavese" ha provato ad anticipare cosa possa accadere, ritenendo sia più probabile il no, anche se questa volta sarà Sempio a dare il parere decisivo.
Dario Maltese coinvolge l’avvocato Davide Steccanella per avere un parere legale in merito alle possibili mosse: "Senza l’esame diretto di Sempio la consulenza non vale niente, se lui rifiuta il confronto lo rende invalido, se opteranno per il no puntano a rendere invalido un elemento di prova, che è però richiesto dall’accusa. La scelta della difesa di non collaborare con una Procura che cerca a tutti i costi di incastrarlo può avere una sua logica, probabilmente sconsiglierei a un mio cliente di non partecipare a questo atto, anche se vale il detto ‘male non fare, paura non avere’. La situazione è delicatissima, la pistola fumante non c’è, pretendere che Sempio collabori all’indagine di una Procura che vuole rinviarlo a giudizio da due anni mi sembra eccessivo. L’ncapacità totale è esclusa, al massimo potrebbero ravvisare un lievo vizio che riduce la pena".
Interviene a riguardo anche Melania Rizzoli: "Si può stabilire se lui all’epoca fosse incapace di intendere e di volere a seconda di quello che è stato dichiarato, al comportamento, il professore chiamato è uno dei più grandi psichiatri, per questo lo temono".
Nonostante tutto, non manca chi ritiene che l’ennesimo diniego non faccia bene all’indagato, come è il caso della giornalista Safiria Leccese: "Se non va da Catanesi perde un’occasione, dai suoi scritti e ricerche emerge una personalità particolare, alcune cose ci stupiscono e ci inquietano, sarebbe un’opportunità per dimostrare chi veramente sia se ha la coscienza pulita". Il RACIS, che ha effettuato un suo profilo psicologico, lo ha definito un abile mentitore, effettivamente anche alcuni suoi racconti non sono sempre stati lineari nelle varie interviste.
A chiudere ci pensa Steccanella, che ha provato a soppesare i possibili pro e contro di questa scelta che arriverebbe in una fase davvero cruciale: "Se non ci sono prove che ha commesso il fatto la consulenza pscichiatrica cambia poco, dal movente non si può ricostruire il fatto e basta. Già il primo è stato condannato senza movente, quello di Stasi non l’ho mai colpito. Se non ci sono prove che lui l’abbia uccisa sapere come lui fosse nella sua testa serve a poco", Melania Rizzoli azzarda quindi un’ipotesi: "Sarà un processo senza colpevole".
