Garlasco in Tv, lo psichiatra chiede incontro a Sempio. Nuzzi sconvolto: "E se accertasse la sua innocenza?". I prossimi passi in arrivo
Roberto Catanesi, psichiatra della Procura, ha chiesto incontro con Sempio per concludere la sua consulenza, ecco cosa può cambiare la sua decisione

Penutlimo appuntamento stagionale con "Morning News", in onda giovedì 3 settembre 2026, con uno spazio dedicato al caso Garlasco, a pochissimi giorni dalla fine delle indagini a carico di Andrea Sempio ritenuto dalla Procura di Pavia l’assassino di Chiara Poggi, prevista per il 28 di questo mese. Entro quella data si saprà se l’indagato sarà rinviato a giudizio.
Garlasco, Morning News puntata 3 settembre 2026: cosa è successo
Da ieri si è diffusa una notizia che può cambiare non di poco la situazione relativa alle indagini per il delitto di Garlasco, la richiesta del professor Catanesi, lo psichiatra incaricato dalla Procura di incontrare personalmente Andrea Sempio. Il colloquio, a detta del medico, potrebbe permettergli di rendere ancora più preciso il profilo personologico che sta tracciando, fino ad ora redatto sulla base dei suoi soliloqui e scritti. Fino ad ora lui si era rifiutato di sottoporsi in prima persona ai test, su consiglio della sua difesa che non lo riteneva un passo necessario non essendo in presenza di una persona affetta da una patologia. Ancora una volta la palla passa ai legali del diretto interessato, chiamati a valutare attentamente le conseguenze di un eventuale incontro o di un nuovo diniego. Questo potrebbe inevitabilmente avere un peso in un eventuale processo.
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Entra nel canale WhatsAppPresente in collegamento Armando Palmegiani, consulente di Sempio, il primo a diffondere l’invito fatto dallo psichiatra: "Prima non c’era stata una richiesta, quando la Procura ha reso noto anche a noi con un comunicato stampa che ci sarebbe stata una consulenza non ci è arrivata la richiesta di presentare il nostro assistito. Noi abbiamo detto che non si sarebbe presentato, ma nell’eventualità di una richiesta, volevamo capire una situazione per noi importante, cosa significhi consulenza e perizia, non ce lo ha chiesto un perito, è sempre una consulenza di parte. Questo è accaduto dopo la chiusura delle indagini, quindi è una cosa per noi particolare, vedremo, decideremo tra oggi e domani, ma deciderà anche Andrea Sempio. Non credo andremo oltre, parleremo online, ognuno darà il suo parere, decideranno gli avvocati per ultimo Sempio".
Interviene a riugardo il professor Leonardo Mendolicchio, che è stato allievo del professor Catanesi: "Chiedere di vedere Sempio è un atto dovuto, quando uno psichiatra deve esprimersi su aspetti clinici legati a questioni psicopatologiche che possono rientrare in un coinvolgimento nella scena del crimine il medico deve poter parlare con la persona. Se fossi nel Collegio difensivo farei andare tante volte Andrea a parlare con Catanesi, per due motivi. Primo, se lui non dovesse andare il professore trarrà comunque delle conclusioni, comunque non complete, poi si terminerà in dibattimento con la richiesta di una perizia psichiatrica, il giudice dovrà comunque attivarla. Secondo, immaginando che le cose dette nei soliloqui e nei diari siano una suggestione di sé che non esiste nella realtà, questo è il momento migliore per raccontarlo, conoscendo anche la laicità del professore, che sarà super partes".
Dario Maltese è interessato comunque a sapere se sia possibile stabilire se Sempio fosse capace di intendere e volere al momento dei fatti essendo passati diversi danni dal delitto: "Altamente improbabile, è passato troppo tempo. I tre quesiti posti dalla Procura al professore sono formali, gli unici che secondo l’ordinamento della procedura penale consentono di fare una consulenza o una perizia a uno psichiatra. Non potranno essere dissipati del tutto visto il tempo passato, ma è importante raccogliere una serie di materiali dal punto di vita emotivo, psicologico e personologico di Sempio e capire se questo giochi un ruolo nella dinamica omicidiaria".
Non può che essere importante l’opinione di Gianluigi Nuzzi, che da tempo si occupa del caso per "Quarto Grado", lui non usa mezzi termini: "Questo mi sconvolge. Premesso che non voglio sindacare sull’autorevolezza del professor Catanesi, ma dubito che possa avere un colloquio per poi scoprire la palese innocenza di Sempio, parlo per assurdo e fare poi una relazione alla Procura dicendo che lui non c’entra niente con l’omicidio. Questa è una consulenza di parte, la parte è la Procura, che persevera l’idea che Sempio sia l’assassino, sarà un grandissimo professore, ma è di parte, tanto è vero che poi il giudice andrà a fare una perizia, con un peso specifico più rilevante. Sono passati troppi anni, unire cosa è successo all’epoca con quello che ha scritto rende complesso trarre conclusioni. Credo che la difesa respingerà questa richiesta, già al momento della prima richiesta aveva espresso una serie di perplessità già superate".
Mendolicchio prova comunque ad avanzare una previsione su quello che potrebbe accadere: "Se lui non andrà sicuramente si arriverà a una perizia psichiatrica, è matematico. Non voglio correggere Nuzzi, mal professor Catanesi non si esprimerà sull’innocenza, non è compito suo, il consulente psichiatrica risponde a questioni di altro tipo. Se non va a giustificare alcune convinzioni che sono state storicamente riportate ci sarà un alone di dubbio che sarà per forza approfondito in sede di giudizio. Quella sarà però una perizia diversa da quella che sta facendo il professor Catanesi, questa si basa su quesiti generici, ma se non si chiariscono alcune cose adesso..". Nuzzi però obietta: "Sempio è già stato valutato dalla sua difesa con un esperto con cui ha avuto dei colloqui, quello che dice lei è già stato fatto dalla difesa, che porterà una consulenza che avrà il peso di una consulenza difensiva di parte. La Procura fa i suoi passi, ma questo non è terzo, ci sarà la perizia e viva la perizia".
In realtà, la difesa non ha mai depositato la consulenza fatta con l’indagato preferendo utilizzarla in un secondo momento. Palmegiani chiarisce quindi una questione a nome della difesa: "Non è certo che si andrà in perizia, che il giudice perle indagini preliminari vede la relazione del professor Catanesi e il suo rifiuto, ipotizziamo che andrà così, e quindi deciderà di fare la perizia. E’ una valutazione, io non ho questa certezza. Bisogna vedere quanto il giudice ritiene che questo possa incidere, è una cosa accaduta diciannove anni fa, non si può dire che lui all’epoca avesse questa capacità, non credo sia attualmente probabile, io parlerei di un 50 e 50 se dovessi dire una percentuale".
