Garlasco in Tv, le diverse versioni della mamma di Sempio, Taccia sbotta: "Tutto ha trovato riscontro". E spiega il silenzio con i PM

Ampio spazio dedicato a Garlasco a Morning News nella puntata di mercoledì 29 luglio 2026, l'avvocato Taccia, legale di Sempio, spiega perché il suo assistito ora sia in silenzio

Ilaria Macchi

Ilaria Macchi

Content Editor

Laureata in Linguaggi dei Media, amo il giornalismo, il calcio, la TV e la moda, dove cerco sempre le ultime tendenze.

"Morning News" torna a occuparsi del delitto di Garlasco nella puntata di mercoledì 29 luglio 2026, allo scopo di analizzare gli ultimi sviluppi dell’indagine portata avanti dalla Procura di Pavia, convinta che a uccidere Chiara Poggi sia stato Andrea Sempio, amico del fratello della vittima. Presente in studio l’avvocato del 38enne, Angela Taccia.

Garlasco, Morning News puntata 29 luglio 2026: cosa è successo

Il giallo di Garlasco si avvia a un punto di svolta, la Procura di Pavia è convinta che ci siano indizi fortemente indiziari, univoci e concordanti contro Andrea Sempio, ha ora disposto una serie di nuovi approfondimenti in risposta alle consulenze della difesa. L’anatomopatologa Cristina Cattaneo, su rischiesta degli inquirenti, sta effettuando ulteriori analisi sulle misure del piede dell’indagato, concentrandosi sulla larghezza, anche se non sono previste nuove misurazioni. Il professor Roberto Catanesi dovrà invece effettuare una consulenza psichiatrica su di lui, nonostante il diretto interessato abbia deciso di non sottoporsi direttamente al suo giudizio. Nel frattempo, i documenti della nuova inchiesta sono al vaglio della Procura Generale di Milano, che dovrà verificare se ci siano i criteri per una revisione del processo ad Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni, da poco affidato in prova ai servizi sociali.

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Angela Taccia è presente in studio, Dario Maltese le chiede come stia il suo cliente: "E’ sempre molto rassegnato ma lucido, forte della sua innocenza, dico sempre che speriamo possa bastare. E’ molto preoccupato per i genitori, in modo particolare per la mamma. Lei non sta benissimo, è un momento molto difficile, con le cure adatte e con il giusto tempo spero si riprenderà".

Impossibile non notare come il 38enne si stia esponendo meno rispetto al passato a livello mediatico, l’avvocato spiega questa scelta: "In realtà, lui vorrebbe sempre dire la sua, noi gli abbiamo fatto capire come sia meglio stare riparato perché la Procura utilizza tutto di lui, ma senza interpellarlo direttamente. In passato ci ha tenuto troppo a dire la sua per far sapere la persona che è, secondo me ha fatto bene, da quando si era esposto mettendoci la faccia le persone reali gli esprimono molta solidarietà. Non lo fanno tutti sui social, ovviamente, ma le persone reali sì".

Il conduttore chiede poi alla legale il suo pensiero sui nuovi accertamenti disposti dalla Procura dopo il deposito delle consulenze della difesa, se crede che le loro tesi abbiano insinuato dei dubbi: "Io direi di sì, umilmente, ma io e il collega Cataliotti e tutto il team difensivo siamo rimasti perplessi dal comunicato della Procura per la frase ‘anche al fine di verificare il rigore scientifico’. Premetto che loro non debbano valutare un bel niente, sarà poi un giudice terzo e imparziale a decidere e valutare le consulenze presentate da noi, quando chiudi le indagini non ti aspetti che la Procura dica: ‘Ah, ci siamo dimenticati anche questo, andiamo avanti’. Vedremo, noi abbiamo già pronto un lavoro anche in merito ai termini, abbiamo le antenne alzate. Non speriamo, lavoriamo sodo, noi entreremo in gioco e in battaglia davanti a un giudice terzo e imparziale. La Procura, con tutto il rispetto, è comunque una parte".

Il giallo della bottiglietta d’acqua e dello scontrino

Spazio a un dettaglio che sta facendo discutere, relativo alla telefonata (del 2022) tra la mamma di Andrea Sempio e l’inviato de "Le Iene", Alessandro De Giuseppe, dove lei rivela di avere consigliato al figlio di tenere lo scontrino del parcheggio di Vigevano, mossa che lei definisce "l’errore più grande della mia vita". A questa ne segue un’altra, dove lei ha raccontato della bottiglietta d’acqua che lui avrebbe preso in un bar, particolare emerso solo recentemente, ma che il diretto interessato ha riferito di non ricordare.

Arriva su questo il parere dell’avvocato: "Se si parla di questo è perché non abbiamo argomenti solidi, non c’è la pistola fumante. Se passiamo una settimana a parlare di una bottiglietta d’acqua senza tappo non siamo messi benissimo, diciamo in generale. Io cerco sempre di guardare tutto in positivo, in questo anno e mezzo tutto quello che ha raccontato Andrea o i genitori ha sempre avuto dei riscontri nei fatti, che hanno dimostrato la veridicità del racconto. Anche questa sciocchezza ci può aiutare, come faceva Andrea a sapere che quel giorno a Vigevano le bottigliette venivano servite senza tappo? Tanto è vero che c’è un’ordinanza prefettizia del Comune che prevedeva, anzi vietava, ai bar della cittadina di vendere le bottigliette con i tappi per ragioni di ordine pubblico. Lui continua a sostenere di non ricordare questo dettaglio, ma che se sua mamma lo sostiene evidentemente non è un’invenzione. Aggiungo una cosa, non da legale ma da amica, ho sentito dire che se non ha mangiato a pranzo è perché sarà stato agitato, ma da quando lo conosco anche in birreria se beveva tanta acqua o birra poi lasciava a metà il piatto. E’ una curiosità da amica, non vale niente giuridicamente, ma è per far capire alle persone che è una cosa normalissima".

Il giornalista prova a incalzarla, chiedendole se abbiano provato a contattare i gestori del bar per avvalorare la versione: "Sì, io ci sono andata con una mia collega, ma si sono messi a ridere perché nel frattempo il bar ha cambiato due gestioni. Anche se fosse la stessa gestione vai a trovare dopo vent’anni la stessa persona che si ricorda di un ragazzo, ci abbiamo provato ma senza esito".

A fare il punto della situazione, soprattutto sulla vicenda della bottiglietta, ci pensa l’inviato Emanuele Canta, che si trova a Garlasco: "A dare rilievo a questo dettaglio sono i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Milano, che nell’informativa parlano di questo passaggio, in modo particolare del racconto della mamma. Lei parlando con l’inviato de ‘Le Iene’ dice: ‘Mio figlio è venuto a casa e ha mangiato normalmente’, lo dice in una chiamata del 25 agosto 2022. Venti giorni dopo, il 14 settembre, invece dice: ‘Mio figlio è tornato a casa, mi ha detto di non avere fame perchè aveva bevuto tutta la bottiglietta datagli senza tappo’. I Carabinieri sottolineano l’incongruenza della mamma, per chi indaga questo ha un valore importante. C’è un altro aspetto di non poco conto, che riguarda i tempi. Noi dobbiamo tenere conto che alle 11.10 lui è certamente a Garlasco, riceve un SMS e viene agganciato dalla cella Santa Lucia, ancora sul territorio di Garlasco. Se alle 10.18 ha lasciato la sua auto nel parcheggio a Vigevano e a piedi ha raggiunto la libreria, ha fatto il giro della piazza, ha preso il caffè e ha bevuto saremmo stretti con i tempi perché ci vogliono sempre 20-25 minuti per il ritorno. Chi indaga sta vagliando tutti questi aspetti, le indagini non sono concluse, il 28 settembre è la data di scadenza naturale".

L’inviato aveva però fatto una prova compiendo lo stesso tragitto, partendo dalle 9.58 orario in cui la cella telefonica agganciava Garlasco, risultava impossibile essere a Vigevano per le 10.18, orario indicato sullo scontrino del parcheggio (ha impiegato 24 minuti solo per lasciare l’auto). A dire la sua a riguardo è l’avvocato: "Noi abbiamo fatto più percorsi, in vari orari e guidando a 60 km/h, ma mi fa sorridere perché Canta parla di 24 minuti, una sua collega di 21. C’è un vulnus iniziale, ci sono consulenti presenti anche nei precedenti processi, la cella di Garlasco aggancia fino a oltre 750 metri da casa di Sempio, tutti danno quindi per scontato che sia partito da lì alle 9.58. In realtà, bisognerebbe provare, e abbiamo fatto anche quello, il punto successivo, il tempo si restringe ulteriormente, quindi meno di 16 minuti. Noi abbiamo i filmati, ne parleremo nella sede opportuna".

Arriva il commento del giornalista Riccardo Signoretti: "L’avvocato dice che tutto quello che ha detto Sempio ha trovato riscontro, ma non è esattamente così, restano tanti dubbi. Ci ha anche detto che avrebbe tanta voglia di parlare e che adesso appare meno, ma davanti ai magistrati non è andato". Taccia obietta: "E’ una cosa diversa", ma il giornalista resta della sua idea: "No, lei dice che la Procura va avanti senza sentire Sempio, ma hanno provato a farlo e lui non è andato. Sul caso della bottiglietta Sempio ha acceso il faro sul nodo vero, e non è il tappo, è il pranzo di quella mattina". Taccia prosegue: "Ma sta scherzando? Dopo quello che sta subendo da 10 anni va a parlare con i Pm? Uno si tutela, ascolta i suoi avvocati, abbiamo detto 25 volte che lui ha ascoltato i suoi avvocati, Stasi non lo aveva fatto con i suoi e ha fatto un errore. Grazie a Dio Sempio ha ascoltato i suoi avvocati, in Tv è tutta un’altra cosa, parla alle persone per farsi conoscere, poi parlerà nella sede opportuna". Signoretti conclude il ragionamento: "Il punto nodale di quella mattina è il pranzo, la nonna racconta di averlo visto alle 11/11.10 e ha detto che non sarebbe rimasto. La mamma, invece, la prima volta dice che lui ha mangiato regolarmente, venti giorni dopo ricorda la storia della bottiglietta, che dovuto berla tutta perché il tappo non c’era, quindi non ha mangiato. Chi indaga ritiene che gli spostamenti di Sempio si possano modificare a seconda che abbia pranzato o no a casa, se lo ha fatto chi c’era e cosa è successo".

L’avvocato vuole fare chiarezza anche su un’intercettazione ormai nota, quella in cui il papà di Andrea Sempio dice alla moglie: "Lo scontrino lo hai fatto tu", questa la sua replica: "Io non ne posso più di parlare del nulla e di essere presa in giro, a volte sento la mia intelligenza e il buon senso frantumati. Si sente, dice: ‘L’hai fatto tu, secondo lui’. Io non posso pensare che un corpo come quello dei Carabinieri di Moscova non capisca sottolineino ‘lo hai fatto tu’, e non ‘secondo lui’. Ma di cosa stiamo parlando? Si capisce benissimo, sono allucinati e ne ridono. Onestà intellettuale, solo così si può combattere seriamente. Non riescono a leggere le altre due parole? Non ci credo".

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