Garlasco in Tv, le certezze della Procura sullo scontrino di Sempio. Cassese e le amnesie: "Non mi devo difendere, risposte negli atti"
A Morning News martedì 21 luglio 2026 è intervenuto Gennaro Cassese, che aveva coordinato le indagini su Garlasco nel 2007 per chiarire la sua posizione, anche se si dice tranquillo

"Morning News" è tornato a occuparsi del caso Garlasco nella puntata di martedì 21 luglio 2026, con focus sui diversi punti da chiarire, a partire da uno dei nodi cruciali, lo scotrino del parcheggio di Vigevano che Andrea Sempio aveva presentato per sostenere di trovarsi lì la mattina del delitto. A dare il suo punto di vista ci penserà anche il Colonnello Gennaro Cassese, che nel 2007 aveva condotto le indagini.
Garlasco, Morning News puntata 21 luglio 2026: cosa è successo
Cresce l’attesa in vista dei prossimi passi sul delitto di Garlasco, dopo l’avviso di chiusura indagini nei confronti di Andrea Sempio, ritenuto l’autore dell’omicidio di Chiara Poggi, la Procura di Pavia ha predisposto una serie di accertamenti supplementari per rispondere alle consulenze presentate dalla difesa per respingere le accuse. Sono diversi i punti che sono stati toccati, le misure antropometriche dell’indagato, oltre alla consulenza psichiatrica richiesta, anche se appare difficile riuscire a evitare il rinvio a giudizio. Non si deve però dimenticare il ruolo della Procura Generale di Milano, che sta studiando i documenti dell’inchiesta per valutare se chiedere in prima persona la revisione per Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni di carcere e ora affidato in prova ai servizi sociali.
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Entra nel canale WhatsAppGli indizi a carico del 38enne sono diversi, a partire dall’impronta 33, una traccia palmare presente dove si trovava il corpo della vittima, fino allo scontrino, da sempre ritenuto centrale perchè da lui presentato come alibi. Resta inoltre un giallo relativo a quanto accaduto il 4 ottobre 2008, giorno in cui il diretto interessato aveva presentato ai Carabinieri il tagliando, ma con teorie differenti su quello che sarebbe successo, sia in merito alla presentazione dello scontrino, sia in merito all’intervento dell’ambulanza arrivata in suo soccorso.
In studio è presente il Colonnello Gennaro Cassese, ora indagato per false informazioni ai PM dopo alcune inesattezze e reticenti nella sua deposizione di un anno fa, caratterizzata da diversi "Non ricordo". Dario Maltese vuole sapere quale sia stata la reazione dopo avere saputo di essere indagato: "Io rispetto l’istituzione e la Procura, ho fatto questo lavoro per 40 anni, ma non sono arrivato all’ultimo a capire dove saremmo arrivati, ha fatto menzione dell’articolo all’inizio del verbale, chi è del settore capisce dove si possa andare a parare. Una precisazione, al mio primo interrogatorio, il 4 aprile, non mi sono stati esibiti i verbali, mostrati a giugno, la prima volta mi era stata solo data lettura del passaggio relativo allo scontrino, io avevo confermato quello che c’era negli atti".
Non si può quindi non parlare dello scontrino, Maltese gli chiede se a suo dire all’epoca le indagini siano state sufficienti: "Noi abbiamo investigato sulle dichiarazioni complessive date da Sempio, su quelle abbiamo fatto ulteriori riscontri. Non sullo scontrino, ma perchè non c’era indicata una targa, all’epoca non c’era nemmeno un sistema di videosorveglianza sulla piazza, abbiamo sentito il responsabile della Feltrinelli per sapere se fosse chiusa o aperta, abbiamo sentito anche altre persone che hanno concordato sulla sua dichiarazione. Noi abbiamo fatto quindi verifiche su Sempio, come per tutte le persone sentite". Il giornalista gli chiede se sapere che lui avesse conservato uno scontrino per un anno non lo avesse messo in allerta: "No, anche altre persone sentite hanno portato scontrini, ricevute o biglietti ferroviari. Quel biglietto non era strano, dal punto di vista probatorio mancano elementi per essere ricondotto al veicolo, che era a sua volta in uso a Sempio nel caso specifico".
A dare ulteriori dettagli sullo scontrino ci pensa l’inviato Emanuele Canta, presente a Garlasco, che aveva effettuato personalmente anche alcune verifiche. "La Procura è convinta che sia stato fatto dalla mamma, tenuto e presentato come alibi oltre un anno dopo dal figlio nella SIT del 4 ottobre 2008. Si è arrivati a questo dopo un lavoro investigativo certosino fatto anche di prove sul territorio, il percorso che lui dichiara di avere fatto dalle 9.58 alle 10.18 quando viene stampato lo scontrino non è ritenuto non verosimile. I Carabinieri hanno simulato lo stesso viaggio, alle 4 del mattino senza traffico, dal punto in cui Sempio viveva fino a quel parcheggio, ma ci hanno messo 22 minuti, sforando rispetto al tempo dichiarato. A supporto di questa teoria ci sarebbero anche una serie di intercettazioni".
Tra gli aspetti che pochi ricordano c’è anche quello relativo all’intervento dell’ambulanza, chiamata per soccorrere Andrea Sempio a causa di un suo malessere. Il conduttore non si spiega come sia possibile che Cassese non rammenti una cosa così particolare: "Bisogna vedere gli atti, ci sono orari da cui si possono fare ipotesi. Io non ricordo l’ambulanza perché l’intervento è alle 11.11, dovrebbe essere arrivata alle 11.19, ma io e il collega alle 11.25 eravamo in un’altra parte della caserma a sentire Biasibetti, uno degli amici. Si dovrebbe calcolare l’interruzione del verbale di Sempio, anche se non è annotato a questo è un errore, si chiama il piantone, si fa portare al piano Biasibetti, la persona entra e si fa quello". Il giornalista Stefano Zurlo obietta: "Un’eco dell’arrivo dell’ambulanza però le arriva". A questo Cassese ribatte: "Io sono stato sicuramente avvisato del malore di Sempio, ma dopo. C’è il Comandante di stazione, quindi sono stato avvisato, ma non ricordo l’ambulanza".
Il conduttore incalza ulteriormente Cassese, sottolineando la numerosa quantità dei suoi "Non ricordo", lui non esita a rispondere: "Vigevano non è New York, ma abbiamo avuto quattro omicidi in un anno, tutti scoperti. Il verbale è carente della sospensione, con la sospensione tutto quello che viene dopo è consequenzialmente giustificato. La mancanza c’è, ma non significa che tutto il resto sia stato alterato, la modalità dell’acquisizione dello scontrino manca, ma è stato acquisito e trasmesso in Procura. Noi abbiamo garantito la validità probatoria a quello scontrino, non c’è l’interruzione".
Nonostante tutto, il Colonnello sembra essere tranquillo: "Io non mi devo difendere, per me le risposte sono negli atti, non me le ricordo, posso fare delle ipotesi, dando una giustificazione di quello che non ricordo, condivisibile o non condivisibile.