Garlasco, l'omicidio su commissione e la pista dimenticata. Lovati: “È tutto nella pennetta”. E svela perché Sempio non può essere rinviato a giudizio
"Morning News" torna a occuparsi del caso Garlasco venerdì 21 agosto 2026 con la presenza di Massimo Lovati, ex legale di Sempio, che avanza una teoria sul delitto

Ultima puntata della settimana per "Morning News", in onda venerdì 21 agosto 2026, con un punto della situazione sul caso Garlasco, a pochissime settimane dalla chiusura dell’inchiesta che vede indagato Andrea Sempio per il delitto di Chiara Poggi (è prevista per il 28 settembre). Solo a quel punto il 38enne saprà se sarà rinviato a giudizio, a parlarne è il suo ex avvocato Massimo Lovati.
Garlasco, Morning News puntata 21 agosto 2026: cosa è successo
La Procura di Pavia dovrà decidere entro il 28 settembre quale possa essere il destino di Andrea Sempio, se rinviarlo a giudizio o archiviare la sua posizione. Gli inquirenti si stanno concentrando su diversi aspetti, a partire dal DNA trovato sulle unghie di Chiara Poggi oggetto di incidente probatorio, secondo il perito Denise Albani avrebbe una compatibilità tra alta e molto alta con la linea paterna dell’indagato. La difesa, invece, sostiene si tratti di un profilo parziale, che potrebbe essere legato a una contaminazione. Da non trascurare le tre chiamate da lui fatte a casa Poggi nei giorni precedenti il delitto, sempre sottovalutate in passato, oltre alla traccia 33, impronta palmare trovata sul muro delle scale che portavano alla cantina dove c’era il corpo della vittima, attribuita per 15 minuzie al 38enne. A questo si aggiunge l’ormai noto scontrino del parcheggio di Vigevano emesso la mattina del delitto alle 10.18, conservato da Sempio per più di un anno prima di consegnarlo ai Carabinieri, anche se non si ha certezza che sia stato lui a farlo. La Procura ha individuato anche il movente, pensando sia legato a un approccio sessuale rifiutato nei confronti della ragazza, collegandolo anche a diversi soliloqui da lui fatti in macchina.
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Entra nel canale WhatsAppSi attendono però altre quattro consulenze fatte dalla Procura per rafforzare il quadro accusatorio, che dovrebbero essere depositate entro fine agosto.
Dario Maltese interroga subito Massimo Lovati su una questione dibattuta anche ieri, ovvero chi abbia ucciso Chiara Poggi visto che, a suo dire, non sarebbero stati né Stasi né Sempio. "L’omicidio è stato commissionato, la ragazza aveva visto, notato o stava approfondendo ricerche contro coloro che l’hanno poi eliminata. Che tipo di ricerche? La risposta è nella pennetta di Chiara Poggi, di cui nessuno più parla, ma secondo me è un elemento fondamentale di tutta la vicenda. Lei nell’ultimo periodo della sua vita, intorno a luglio e inizio agosto, stava facendo ricerche in orari molto particolari, appena sveglia o appena tornata dal lavoro, cosa che dimostra la sua grande attenzione a questo. Le sue ricerche erano sulla pedofilia negli enti ecclesiastici statunitensi, un tema che nessuno approfondisce in Italia".
Il giornalista non sembra troppo convinto, chiede quindi perché per questo sia stato incastrato Alberto Stasi: "Lui era la pedina giusta per depistare le indagini, era l’unico presente e a essere vicino a Chiara. L’organizzazione ha fatto in modo di inserirlo sulla scena del delitto per depistare le indagini. Facciamo una ricerca su quante persone in Italia fanno ricerche su queste, lei continuava a vivisezionare e approfondire questi argomenti".
Non può che essere importante capire anche l’opinione del legale su quello che potrebbe accadere al suo ex assistito: "Non può essere rinviato a giudizio perché c’è una sentenza passata in giudicato per cui è stato condannato Alberto Stasi. Come fanno quindi a chiedere il giudizio di uno quando c’è già un altro condannato? Ci stava all’inizio dell’indagine quando si parlava di concorso, ed è il motivo per cui erano state riaperte le indagini. Io sono sempre stato un fautore della negazione del confronto, dopo un anno e mezzo è caduto il confronto ed è rimasta questa ipotesi fantasiosa secondo me, dell’omicidio volontario commesso da Andrea Sempio".
A questo si aggiunge il pensiero dell’avvocato sullo scontrino, che desta preoccupazione nei genitori dell’indagato: "Lo sono perché non è un elemento processuale, lo è stato nel processo di primo grado quando è stato definito dal giudice Vitelli ‘una curiosità’. E’ stato un elemento processuale nel 2017 perché era contenuto come indizio. L’orario cambia poco, l’azione omicidiaria è variabile, nessun consulente ha stabilito esattamente l’orario della morte. Non è un elemento processuale indiziante, immaginiamoci se lui non l’avesse mostrato sarebbe rimasto incastrato".