Garlasco in Tv, scontro Procura-difesa Sempio sulle misure del piede. Cataliotti deciso: "Noi abbiamo già la risposta"

A Morning News mercoledì 2 settembre 2026 spazio al caso Garlasco, con l'intervento di Liborio Cataliotti, legale di Andrea Sempio, a pochi giorn dalla fine delle indagini

Ilaria Macchi

Ilaria Macchi

Content Editor

Laureata in Linguaggi dei Media, amo il giornalismo, il calcio, la TV e la moda, dove cerco sempre le ultime tendenze.

La programmazione di "Morning News" volge al termine, il programma estivo mattutino di Canale 5 continua però a occuparsi dei casi di cronaca più importanti, tra questi c’è certamente il caso Garlasco, al centro della puntata di mercoledì 2 settembre 2026. A intervenire è Liborio Cataliotti, legale di Andrea Sempio, pronto a fare il punto sulle indagini che vedono il suo assistito accusato dell’omicidio di Chiara Poggi, a poche settimane dalla loro conclusione.

Garlasco, Morning News puntata 2 settembre 2026: il punto sulle indagini e le sofferenze dei genitori

La data chiave per l’inchiesta per il delitto di Garlasco è quella del 28 settembre, giorno in cui si chiuderanno le indagini a carico di Andrea Sempio e sapremo se verrà avanzata una richiesta di rinvio a giudizio per lui. La pubblica accusa ha predisposto due integrazioni di consulenze per rafforzare il quadro accusatorio contro di lui: l’anatomopatologa Cristina Cattaneo si sta occupando di alcuni approfondimenti sulle misure del suo piede, così da capire se sia compatibile con le impronte trovate nella casa di Chiara Poggi, il genetista Carlo Previderè deve invece confermare che il DNA trovato sulle unghie della vittima sia compatibile con la linea patrilineare dell’indagato. Lo psichiatra Roberto Catanesi deve inoltre esprimersi sulla sua capacità di intendere e di volere e sulla sua pericolosità sociale, la sua consulenza dovrebbe essere presentata nei prossimi giorni, nonostante lui abbia rifiutato di sottoporsi all’analisi direttamente, visto che la sua difesa lo ritiene inutile in assenza di una patologia accertata.

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In collegamento è presente Liborio Cataliotti, legale dell’indagato, Dario Maltese sottolinea subito come il destino di Alberto Stasi sia inevitabilmente legato a quello del suo assistito, a lui chiede quindi innanzitutto di commentare le parole della mamma dell’unica persona finora condannata: "Sono parole commoventi e condivisibili, hanno provocato in me lo stesso sentimento, quindi la commozione e lo strazio, che avevano provocato le due occasioni in cui ho trovato altri genitori di persone coinvolte, una indagata, l’altra della povera vittima. Lo stesso strazio l’ho visto ancora di più nei genitori di Chiara Poggi, che non rivedranno più la loro figlia, mi sia concesso rimarcarlo negli occhi dei genitori di Andrea Sempio, uno di loro ha anche tentato un atto estremo non riuscendo a sopportare la situazione. Sono tre/quattro persone da rispettare egualmente, rispetto alle quali esiste un minimo comune denominatore che dobbiamo rispettare qualunque sia la verità. Tutti sono convinti, i genitori di Andrea Sempio e la mamma di Alberto Stasi, dell’innocenza dei propri figli, questo sentimento va rispettato comunque, poi arriveranno, e in parte già ci sono, le risultanze processuali, che io so già che non scalfiranno le convinzioni degli uni e dell’altra. Vanno rispettate le decisioni delle Corti d’Assise, della Corte d’Appello, della Corte di Cassazione, dei giudici dell’indagine preliminare, della Corte di Strasburgo, sono forse permeate da meno sentimento, sono informate e fondate su prove".

Il conduttore chiede quindi al legale le condizioni della mamma di Sempio dopo quanto accaduto nelle scorse settimane: "Non voglio dirlo, non è mia cliente, non la vedo da circa un mese, mi è bastata quell’occasione. Fortunatamente era in compagnia di una psicologa e ho potuto verificare confrontandomi con la psicologa che le poche parole che ho scambiato con lei fossero state di conforto, non induttive di ulteriore stress psico emotivo, la situazione psicologica della signora è evidentemente fragile. Non mi permetto di dire quale sia l’evoluzione di questo stato".

L’impronta dell’assassino e la compatibilità con il piede

La prima battaglia sicentifica tra difesa e Procura si gioca sulla camminata e l’impronta Frau dell’assassino, ritenuta compatibile con quella dell’assassino, il consulente Palmegiani aveva però già smentito questa teoria. "Il nostro esperimento si basa su un punto fondamentale, in tutti questi anni si è sempre ritenuto che l’impronta dell’assassino fosse un’impronta a pallini che si trova in casa 25 volte, e venne misurata all’epoca. Ho assistito alle misure antropometriche effettuate dalla professoressa Cattaneo, mi sono accorto all’epoca che ci fosse una discrepanza non tanto nella lunghezza, ma nella larghezza. A quel punto abbiamo approfondito con un esperto progettista di calzature per lavorare su quel punto, abbiamo constatato che una scarpa di quel tipo con un numero 42-43 non può ospitare il piede di Sempio".

Su questo arriva il commento del legale: "Il piede di Sempio è più largo di due centimetri, riguarda una verifica non fatta né nel processo Stasi, né nell’indagine Sempio, la professoressa Cattaneo ha misurato solo il piede, credo non abbia competenze per dirci la sfera che può ospita in una scarpa un piede, solo un progettista di scarpe può dirlo, ed è la verifica che noi abbiamo fatto. Il piano di alloggio all’interno della calzatura che ha lasciato quell’impronta è notevolmente più stretto rispetto alla larghezza dell’impronta, il piede di Sempio almeno oggi non ci sta, nemmeno forzandolo. Si ragioni attorno al fatto, lo suggerisco sfacciatamente agli inquirenti, se il piede possa essersi modificato nel tempo, altrimenti quel piede non può avere indossato la scarpa dell’assassino".

La Procura di Pavia è invece di parere opposto, ne aveva fatto comunicazione al diretto interessato. I consulenti Iuliano e Caprioli hanno infatti messo in discussione sia la certezza della taglia, sia che si tratti davvero di una Frau, a questo ribatte il legale: "Sono due errori metodologico e uno di natura probatoria, si è messa a confronto solo la misura dell’impronta e il piede, senza considerare che il piano di alloggio che ha lasciato l’impronta sia più stretto, e questo è un errore metodologico. Sul piano probatorio, non si è considerato che già nel processo Stasi, e lo abbiamo verificato anche noi ora, si è controllato che quella suola che reca un’indicazione con il logo dell’azienda Frau è inevitabilmente della Frau, è l’unica azienda autorizzata a usare quella soletta".

Arriva il commento del giornalista Giuseppe Guastella: "Dalle indagini della dottoressa Cattaneo non emergono il numero e la marca Frau, immagino ci sarà un incidente probatorio, sarà necessario fissare questo aspetto. Vorrei ricordare che il piede umano negli anni cambia, può diventare più largo o più lungo. Ci sono poi alcune scarpe di alcune aziende che portano un numero ma ne ospitano un altro, questo è da vedere in confronto. Le misurazioni sono relative allo stato attuale, oggi Sempio è più in carne rispetto ad anni fa, cambia il peso sulla pianta del piede, si modifica tutto a causa di questo. Credo che la Procura e la dottoressa Cattaneo siano abbastanza fermi di questo".

La difesa conferma che l’indagato portasse già allora il 44: "Abbiamo prove fortissime sul tema, non mi faccia svelare quali. Condivido l’approccio del dottor Guastella, il vero tema da chiarire è se si sia modificato il piede, facciano le verifiche, anche nel contraddittorio delle parti, ma su questo ci sentiamo fortissimi. Non ci sono stati eventi traumatici che possono avere riguardato gli arti di Sempio, oggi il piede di Sempio non può starci in quell’impronta, si chiedano se si sia modificato negli anni, anche se noi abbiamo già la risposta. Questa è una prova a discarico secondo noi decisiva. Dopo il 28 settembre non so cosa accadrà, per me il coacervo di indizi è debolissimo, non credo si arricchirà, se è innocente, come credo lo sia, non possono essere trovati indizi. Ciò nonostante, temo che la Procura chiederà il rinvio a giudizio, poi passerà tutto a un giudice per l’udienza preliminare".


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