Garlasco in Tv, nuova consulenza del team Sempio sul DNA. La genetista smonta tutto: "Solo contaminazione, ecco perché"

A Morning News mercoledì 19 agosto 2026 spazio agli aggiornamenti sul caso Garlasco, focus sul DNA con la presenza della genetista Marina Baldi, che assiste Andrea Sempio

Ilaria Macchi

Ilaria Macchi

Content Editor

Laureata in Linguaggi dei Media, amo il giornalismo, il calcio, la TV e la moda, dove cerco sempre le ultime tendenze.

Chiara Poggi - Andrea Sempio
Mediaset Infinity

Il caso Garlasco è al centro delle cronache ormai da 19 anni, ma si avvicina ora una data cruciale, quella del 28 settembre, giorno in cui chiuderà l’attuale inchiesta che vede indagato Andrea Sempio per l’omicidio di Chiara Poggi, di cui si sta occupando la Procura di Pavia nonostante la condanna di Alberto Stasi (dopo più di dieci anni di carcere ha ottenuto l’affidamento in prova ai servizi sociali). "Morning News" ha voluto così fare il punto della situazione nella puntata di mercoledì 19 agosto 2026 con la presenza di Marina Baldi, genetista consulente dell’attuale indagato.

Garlasco, Morning News puntata 19 agosto 2026: cosa è successo

La chiusura delle indagini nei confronti di Andrea Sempio, accusato di omicidio volontario con le aggravanti dei motivi abietti e della crudeltà, è a un passo, questo dovrebbe poi portare quasi sicuramente al rinvio a giudizio per il 38enne. La Procura di Pavia è convinta di avere trovato elementi gravi, univoci e concordanti a suo carico, nonostante si sia sempre dichiarato innocente.

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La difesa dell’indagato si sarebbe però messa al lavoro per realizzare nuove consulenze con l’intento di scardinare il quadro accusatorio, tra cui una relativa all’impronta 33, che gli inquirenti attribuiscono a lui, presente sulmuro delle scale in cui si trovava il corpo della vittima. A questa si aggiunge la nuova BPA, che dà una dinamica differente del delitto avvenuto nella villetta di Garlasco, una consulenza medico-legale e una genetica supplementare per spiegare il DNA trovato sulle unghie della 26enne, attribuito alla linea patrilineare dell’uomo. Non manca un’ulteriore consulenza sulle impronte di scarpa a pallini presenti in casa, da sempre considerate dell’assassino ma che i legali ritengono non corrispondenti con il piede di Sempio.

Marina Baldi parla proprio della consulenza integrativa sul DNA, volta a scardinare quanto affermato dalla Procura, di cui si è occupata: "Mi sono limitata ad allegare una serie di pubblicazioni scientifiche internazionali, dove si parla di sperimentazioni sulla quantità presente sulle dita delle persone che subiscono un’aggressione rispetto a chi prende il DNA da contaminazione quotidiana con gli oggetti. Non è una consulenza, si vuole corroborare questo concetto con un piccolo commento".

Dario Maltese la incalza chiedendole se sia davvero certa si tratti di contaminazione: "Sì, assolutamente, vedremo che cosa hanno potuto trovare di nuovo i consulenti della Procura, che tipo di convinzione si farà il GUP e poi eventualmente un giudice". Si torna a parlare dei circa 30 oggetti che, a detta della difesa, potrebbero avere causato la contaminazione: "Sono solo una piccola parte degli oggetti che vengono quotidianamente toccati quando accediamo in un posto. Questi sono quelli che Andrea ricordava, abbiamo guardato le fotografie della scena con lui, ci ha detto dove fosse stato e dove no, gli oggetti che ha toccato di più e quelli di meno. In realtà, questa attività di rilascio di DNA avviene ogni giorno anche parlando, io sto parlando e le goccioline di saliva contengono le mie cellule, se si va ad analizzare un microfono potrebbero esserci le tracce di tutte le persone che hanno parlato con il microfono. Quindi è relativamente importante stabilire quanti oggetti e quali sono, ogni oggetto potrebbe essere stato toccato o sfiorato".

Importante è l’opinione di Umberto Brindani, direttore di ‘Gente’, che con il suo giornale ha fatto la lista dei numerosi errori commessi con la vecchia indagine. "Marina Baldi fa bene il suo lavoro, ma la Procura la pensa in modo radicalmente opposto perché esclude che ci possa essere stata una contaminazione. Questo per una serie di ragione, la prima di tutte è che la traccia di DNA è stata trovata su due mani di Chiara. Non sono state trovate nemmeno tracce di DNA delle persone che frequentavano quella casa, dei genitori, del fratello, ma anche dello stesso Stasi. E’ strano quindi che ci sia quello della linea paterna di Sempio, su di lui la Procura ha dubbi sulla sua frequentazione in casa, all’inizio tutti dicevano che non lo facesse, poi si è scoperto che lui andasse in tutte le stanze, quindi anche sui famosi 30 oggetti. Poi sarà un giudice a stabilirlo".

Maltese chiede inoltre alla genetista come possa spiegare l’alta compatibilità con l’indagato emersa con la perizia Albani. "I numeri che troviamo nel profilo estrapolato dal professor De Stefano dalle unghie di Chiara Poggi sono corrispondenti alla Y di Sempio, io questo l’ho sempre detto, mi si accusa di aver cambiato idea, ma non è così. E’ come avere un numero di telefono, uno sì e uno no, quelli corrispondono, ma non è detto che quelli mancanti corrispondessero. La perizia, su cui non si tornerà perché è l’unico dato che entrerà nel processo, conclude dicendo che ‘su quel profilo di certo non c’è nulla perché è non consolidato, scarso, incompleto e misto’. Non so se un dato discusso in incidente probatorio possa essere poi ripreso e ridiscusso nel processo"

Una precisazione su quest’ultimo aspetto arriva dall’avvocato Daniele Bocciolini: "Ha ragione la dottoressa Baldi, quel dato è cristallizzato, verrà preso così e messo nel processo. Si può eventualmente discostare il magistrato, la Corte, i consulenti di parte possono discuterne. La dottoressa Albani nella conclusione della sua perizia è abbastanza granitica, non lascia margini a certezze scientifiche, e quando si riapre un caso dopo 19 anni servirebbe una ragionevole certezza a mio avviso. Il direttore Brindani ha ragione, non c’era il DNA di Stasi sul corpo di Chiara, non c’era nemmeno per contaminazione quello dei genitori, non c’era quello di nessuno, salvo che quello di un soggetto che presumibilmente non frequentava la casa". Baldi interviene: "Non è l’unico, sono due profili su tre dita diverse, i profili sono tutti misti, quindi sono di più persone".

Brindani precisa: "La Albani dà la certezza sull’esclusione di Stasi e di tutta una serie di amici, questo è definitivo".

Il conduttore infine interroga Baldi anche su quanto detto ieri da Pasquale Linarello, genetista consulente di Stasi, convinto che l’impronta 33 contenga sudore e sangue: "Secondo noi non è sangue. L’Opti, il test utilizzato in tutto il mondo per stabilire se il contenuto biologico di una traccia sia sangue umano, ha dato esito negativo, come scritto nella consulenza tecnica dell’epoca, quindi non credo ci siano dubbi su questo". Quella traccia si è però colorata di più rispetto alle altre, Maltese vuole sapere dalla genetista come lo giustifichi: "E’ una traccia che magari aveva una concentrazione di materiale biologico che ha portato a una reazione maggiore con l’intonaco, ma non è questo il punto. Se fosse stato sangue si sarebbe colorato l’Opti. La ninidrina reagisce con tante sostanze, non può essere considerata un rilievo certo. Stiamo discutendo tanto perché abbiamo molto poco di certo. Ci spaventa? Assolutamente no".


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