Garlasco in Tv, le contraddizioni su Sempio in casa Poggi. Linarello: "Allibito, ora si giustifica tutto". L'impronta 33 come pistola fumante

A Morning News martedì 18 agosto 2026 spazio al caso Garlasco, focus sul quadro indiziario contro Sempio, ritenuto dalla Procura di Pavia l'assassino di Chiara Poggi

Ilaria Macchi

Ilaria Macchi

Content Editor

Laureata in Linguaggi dei Media, amo il giornalismo, il calcio, la TV e la moda, dove cerco sempre le ultime tendenze.

Nuovo appuntamento con "Morning News", in onda martedì 18 agosto 2026, che dedica uno spazio agli aggiornamenti sul caso Garlasco, ben sapendo di essere arrivati in un periodo cruciale, a poca distanza dalla conclusione delle attuali indagini, prevista per il 28 settembre. A breve quindi sapremo se Andrea Sempio, ritenuto dalla Procura di Pavia l’assassino di Chiara Poggi, sarà rinviato a giudizio.

Garlasco, Morning News puntata 18 agosto 2026: cosa è successo

Siamo ormai arrivati a un momento determinante che può permetterci di fare luce sul delitto di Garlasco. avvenuto ormai diciannove anni fa. Dopo l’avviso di chiusura indagini su Andrea Sempio, unico indagato nell’inchiesta bis da parte della Procura di Pavia convinta di avere trovato elementi fortemente indiziari, univoci e concordanti, si attende un altro passaggio da non sottovalutare E’ previsto per il 28 settembre il termine ultimo per la chiusura delle indagini preliminari, arrivati a questo punto il 38enne potrebbe essere rinviato a giudizio per omicidio volontario con le aggravanti dei motivi abietti e della crudeltà. Gli inquirenti avrebbero anche individuato il movente, cosa che non era venuta alla luce quando si era arrivati alla condanna di Alberto Stasi, tutto sarebbe scaturito da una reazione incontrollata che l’uomo avrebbe avuto dopo un rifiuto a un approccio sessuale nei confronti della ragazza.

Vuoi essere sempre aggiornato sulle ultime news su TV, personaggi e gossip? Iscriviti al nostro canale WhatsApp

Entra nel canale WhatsApp

La difesa vuole comunque provare a non lasciare niente di intentato, ha così predisposto sei consulenze che, a suo dire, potrebbero servire a scardinare il quadro accusatorio. Si contesta innanzitutto l’impronta 33 presente sul muro delle scale dove era il corpo della vittima, attribuita dai consulenti della Procura a lui, mentre secondo chi assiste l’indagato non sarebbe attribuibile. A questa si sono aggiunte una nuova BPA per smentire quella fatta dai RIS, una consulenza medico-legale, un lavoro genetico sulle tracce di DNA trovato sulle unghie della 26enne e una sulle impronte di scarpa a pallini presenti in casa, ritenute non compatibili con il piede di Sempio.

A Pavia non sono però rimasti a guardare. L’anatomopatologa Cristina Cattaneo ha predisposto approfondimenti sulle misure del piede di Sempio concentrandosi sulla larghezza, ma senza convocare nuovamente l’indagato. ll professor Roberto Catanesi deve invece stilare una consulenza psichiatrica, anche questa senza contatto con il diretto interessato che ha rifiutato di sottoporsi a ogni test.

Interviene Pasquale Linarello, genetista del team Stasi, il primo ad analizzare il DNA presente sulle unghie della vittima, ricevuto all’epoca in forma anonima. "L’incarico me lo aveva dato l’agenzia investigativa con cui collaboravo, mi ha chiesto di fare una valutazione in cieco, senza sapere a chi appartenessero quei tracciati. Questi erano relativi alla perizia del 2014 del professor De Stefano, oltre a un altro DNA recuperato da una bottiglietta analizzato da un altro laboratorio. Io ho fatto la comparazione tra alcune di queste analisi, stabilendo la compatibilità tra due dita e quello sulla bottiglietta. Dopo di me c’è stata l’archiviazione, ero stato ritenuto poco affidabile sul piano scientifico, ma la Procura non aveva chiamato un perito terzo come ha fatto l’attuale Procura, aveva interrogato il professor De Stefano, che ha confermato i suoi risultati del 2014. Adesso la Procura ha chiamato il professor Previderè e la dottoressa Grignani, che hanno dato lo stesso parere, quelle analisi erano utilizzabili per comparazione ed è stata fatta. Nel marzo 2025 è stato poi predisposto il prelievo ad Andrea Sempio perché nessuno gli aveva mai chiesto il DNA".

Linarello parla anche dei test sperimentali fatti con il consulente Ghizzoni sull’impronta 33, da cui sono emersi esiti cruciali: "Abbiamo cercato di capire come mai una traccia così importante e in prossimità del corpo potesse essere negativa ai test per il sangue. Su questa traccia il primo test effettuato, il Combur Test, che è generico, aveva dato esito dubbio. E’ stato fatto un secondo test, a conferma dell’interesse del RIS di capire se potesse essere una traccia di sangue, il test specifico per il sangue ha dato esito negativo. Noi abbiamo fatto un esperimento per capire l’esito negativo, per noi quella traccia potrebbe essere composta da sudore e sangue in quantità differente, ma lo si vede già notando alcune goccioline, come se si fossero staccate dall’impronta principale, insomma c’è qualcosa di organico che ha reagito con la ninidrina, un reagente che deve reagire con qualcosa di organico. Aver asportato dal muro l’intonaco ha inibito le successive fasi, il risultato negativo non ci dà la certezza che quello non possa essere un misto tra sudore e sangue".

Importante è il parere di Umberto Brindani, direttore di ‘Gente’: "L’Impronta 33 potrebbe diventare quella che si chiama pistola fumante. Bisognerà capire se effettivamente un perito terzo stabilirà che sia di Sempio, c’è dibattito anche su questo. Capire la presenza o meno di sangue è legato alla databilità, lui ha sempre detto di avere girato la casa, ma se si dimostrerà con ragionevole certezza che nell’impronta ci fosse sangue allora quella viene datata al 13 agosto 2007. Quindi diventerebbe la prova decisiva contro di lui".

Linarello ci tiene a sottolineare come già all’epoca fosse stata data rilevanza all’impronta 33: "I RIS dedicano attenzione a questa traccia sin dai primi minuti, evidentemente ha attirato lo sguardo di chi ha fatto il sopralluogo, era considerata interessante perchè il corpo di Chiara Poggi era appena sotto. Oggi tutti i componenti della squadra che fece i rilievi sono stati risentiti, tutti sottolineano come fosse un alone visibile anche a occhio nudo, sospetto e che andava attenzionato, così come hanno fatto. Ci sono altri contatti su quella parete, un’impronta di Marco Poggo e una di Cassese, non ce ne sono altre, questa è stata l’unica che ha avuto una rilevanza. Questa è stata l’unica che si è colorata in maniera così intensa".

Spazio anche alla frequentazione di casa Poggi da parte di Sempio, visto che nel corso degli anni le versioni sono apparse contrastanti. Il suo team difensivo parla di "presenza abituale e non sporadica" perché nella cerchia delle amicizie del fratello di Chiara, questo spiegherebbe la presenza del suo DNA sulle unghie della vittima. Nel 2007 i genitori della vittima non lo avevano però inserito nella lista consegnata agli inquirenti con i normali frequentatori (c’erano anche il falegname e il ragazzo delle pizze, ma non lui). I due coniugi avevano detto la stessa cosa anche nel 2016, sottolineando come lui arrivasse a suonare il campanello per chiamare il figlio per poi muoversi per il paese, teoria rafforzata l’anno successivo anche da Paolo Reale, cugino della vitttima e consulente dei Poggi, arrivato a definire Sempio come "un frequentatore occasionale della villetta". A distanza di nove anni Reale ha però cambiato in parte la sua versione, parlando della presenza del ragazzo in sala o in camera per usare il computer insieme a un altro amico, Alesandro Biasibetti. Anche questo non coincide con quanto detto dal 38enne, che riferisce recentemente di essere stato ovunque, a eccezione della camera dei genitori.

Linarello commenta anche la teoria della difesa, che parla di un DNA da contaminazione: "Potrebbe essere, ma mi sembra poco logico. Ammettiamo che Sempio entrasse in tutte le stanze, non ci sono i DNA di Marco Poggi e del papà, che sono conviventi della vittima. L’articolo che viene citato per parlare del DNA da background dice che sulle mani di diverse vittime che hanno graffiato il proprio aggressore spesso si può trovare il DNA da background dei conviventi della casa, non soggetti che ci entravano raramente. Quanto è probabile che in quella casa ci sia un oggetto toccato la mattina da Chiara Poggi e toccato da Sempio, che non entrava in casa almeno dal 4 agosto. Quindi per tutto questo tempo c’è un oggetto che non è stato toccato da altri soggetti. Si è parlato del telecomando, ma la sera prima viene toccato sia da Chiara sia da Alberto, come mai non troviamo sulle mani di Chiara il DNA di Stasi, di Giuseppe o Marco Poggi. Non posso escludere che possa essere un DNA presente su qualche oggetto, ma mi sembra poco probabile. Ma se avessimo trovato il DNA di Stasi saremmo qui a parlarne o sarebbe stata la pistola fumante? Ricordo che la perizia del 2014 era stata disposta perché l’avvocato Tizzoni aveva il sospetto che su quelle unghie ci fosse il DNA dell’assassino, non avendolo trovato allora quello è diventato non utilizzabile e non ci serve. Rimango allibito che quanto trovato dalla Procura ha trovato ora possa avere qualche giustificazione, ma non è stato tenuto lo stesso criterio nel 2014 quando è stato condannato Alberto Stasi".


Potrebbe interessarti anche