Garlasco in Tv, oggi la cerimonia in Chiesa, il paese appoggia la famiglia Poggi: “Sembra tutto sospeso”. Ma la svolta sta arrivando, ecco perché

A Morning News giovedì 13 agosto 2007 spazio al caso Garlasco nel 19esimo anniversario del delitto, a breve tutto potrebbe essere riscritto sconfessando la sentenza

Ilaria Macchi

Ilaria Macchi

Content Editor

Laureata in Linguaggi dei Media, amo il giornalismo, il calcio, la TV e la moda, dove cerco sempre le ultime tendenze.

Oggi è il 13 agosto 2026, una data che non può essere considerata come tutte le altre perché 19 anni fa, nel 2007, veniva uccisa a 26 anni Chiara Poggi in quello che è ancora oggi considerato il delitto di Garlasco. Nonostante ci sia stata una sentenza passata in giudicato con la condanna del fidanzato Alberto Stasi, un anno e mezzo fa la Procura di Pavia ha scelto di riaprire le indagini, convinta che l’assassino sia un altro, Andrea Sempio, amico del fratello della vittima, che a breve sarà se sarà rinviato a giudizio. "Morning News" ha voluto quindi parlarne nella puntata odierna.

Garlasco, Morning News puntata 13 agosto 2026: cosa è successo

L’inchiesta in corso che coinvolge Andrea Sempio non ha comunque scalfito la convinzione dei genitori di Chiara Poggi, che non hanno alcun dubbio sulla colpevolezza di Allberto Stasi, che ha da poco ottenuto l’affidamento in prova ai servizi sociali dopo oltre dieci anni di carcere. I genitori dell’allora 26enne preferiscono però evitare ogni tipo di clamore mediatico, per questo in vista dell’anniversario dell’omicidio si sono limitati a dire: "Vogliamo ricordare Chiara in silenzio, come sempre". Alle 18 di oggi è prevista come sempre in occasione dell’anniversario la Messa di suffragio nella Chiesa parrocchiale, la stessa in cui sono stati celebrati i funerali della giovane.

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Lo scenario avanzato dalla Procura di Pavia è però diverso da quello cristallizzato dalle sentenze, secondo i magistrati il 13 agosto 2007 nella villetta di via Pascoli a Garlasco c’era Andrea Sempio, che avrebbe agito per odio per un’avance rifiutata. A rendere ancora più solido il quadro accusatorio ci sarebbero inoltre altre quattro consulenze, che saranno depositate entro fine agosto, sulla base di queste il giudice dovrà decidere se rinviare a giudizio il 38enne e mandarlo a processo. Allo stesso tempo, si dovrà valutare in un eventuale percorso parallelo l’istanza di revisione per Alberto Stasi, che si è sempre proclamato innocente, anche negli anni trascorsi in carcere.

L’inviata Martina Orecchio si trova proprio a Garlasco davanti alla Chiesa in cui si terrà la funzione, fa quindi il punto sulla giornata: "La mamma di Chiara, Rita Preda, ha sottolineato la volontà a nome della famiglia di ricordare la figlia da soli e in silenzio. Abbiamo provato a parlare con le persone, qui l’aria sembra sospesa, ferma a quel giorno, le persone sembrano voler condividere il desiderio della mamma di restare in silenzio e ricordare Chiara lontano dal clamore". Non si può però non fare un accenno anche all’inchiesta in corso: "Questo 19esimo anniversario cade in un anno decisivo, è in corso un’altra indagine, l’inchiesta bis che vede Andrea Sempio indagato e che potrebbe riscrivere la dinamica del delitto per cui è stato condannato Alberto Stasi. Il termine ultimo per la chiusura delle indagini preliminari è il 28 settembre, entro quella data la Procura dovrà raccogliere tutti gli ultimi accertamenti, a quel punto il giudice dovrà decidere se archiviare la posizione di Sempio o rinviarlo a giudizio. Se il giudice dovesse decidere di rinviarlo a giudizio potrebbe aprirsi la strada per una revisione della condanna di Alberto Stasi, condannato a 16 anni".

Si approfitta dell’occasione anche per ricordare i temi su cui vertono le quattro consulenze supplementari richieste dalla Procura. Una riguarda il DNA trovato sulle unghie di Chiara Poggi, poi ci sono le impronte di scarpe trovate sulla scena del delitto, l’impronta 33 sulla parete che dà alla cantina dove è stato ritrovato il corpo e la consulenza psichiatrica dell’indagato.

Rilevante è l’osservazione di Giuseppe Guastella, giornalista del ‘Corriere della Sera’: "Tutto può cambiare, lo abbiamo visto in questi anni. Sia per il DNA sia per l’impronta 33 dobbiamo ricordare un dettaglio, noi non abbiamo più i reperti del corpo da cui è stato estratto il DNA, ma il risultato ottenuto a suo tempo sull’esame, quello che si è fatto è un ricalcolo con nuove tecnologie. La difesa cercherà tutte le strade per confutare, le cose possono modificarsi ancora, lo abbiamo visto anche con le azioni della Procura, dopo la chiusura delle indagini e il deposito degli atti con l 415bis ha ritenuto necessario proporre altre analisi e indagini dopo le risposte della difesa. La storia è in evoluzione, questo processo mi dà l’idea di una matrioska, che incastra all’interno altre matrioske, ogni volta che le apriamo ne troviamo una nuova. Ci sono due fattori importanti, uno è legato alla famiglia che non trova pace dopo 19 anni, credo sia difficile elaborare un lutto anche con un continuo rimando all’omicidio, l’altro riguarda le omissioni emerse nelle indagini in passato, questi sospetti possono far pensare a connivenze. C’è una sentenza che ha stabilito un colpevole, ma un procedimento in corso che dice che il colpevole è un altro".

Uno dei punti più controversi dell’attuale indagine riguarda inevitabilmente la frequentazione di casa Poggi da parte di Sempio, visto che solo recentemente lui è arrivato ad ammettere di esserci stato spesso (i genitori a ridosso del delitto non lo avevano inserito nella lista delle persone che aveva avuto modo di accedere all’abitazione). A "Zona Bianca" tempo fa lui aveva sostenuto di essere stato ovunque, a eccezione della camera dei genitori, ma precisando un dettaglio: "Mi lascia un po’ lì, perché si parlava di ‘tracce di Sempio sulla scena del crimine’, ma no. Ci sono tracce di Sempio in casa perché io frequentavo la casa, poi la casa è diventata la scena del crimine, il discorso è al contrario, non ci sono tracce mie in un luogo estraneo dove non dovrebbero esserci".


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