Garlasco in Tv, le contraddizioni nel verbale di Sempio. Bocellari tuona: "Stasi giudicato su questi atti". La coincidenza tra Andrea e la mamma

A Morning News mercoledì 1° luglio 2026 spazio al caso Garlasco, alla presenza dell'avvocato di Stasi Giada Bocellari, che ha evidenziato elementi poco chiari nella vecchia inchiesta

Ilaria Macchi

Ilaria Macchi

Content Editor

Laureata in Linguaggi dei Media, amo il giornalismo, il calcio, la TV e la moda, dove cerco sempre le ultime tendenze.

"Morning News", lo spazio informativo del mattino su Canale 5, è tornato a occuparsi del caso Garlasco nella puntata di mercoledì 1° luglio 2026 con un ospite importante, Giada Bocellari, avvocato di Alberto Stasi. Il 42enne era stato condannato per l’omicidio della fidanzata Chiara Poggi, ma si è sempre dichiarato innocente, ora è da poco uscito dal carcere dopo avere ottenuto l’affidamento in prova.

Garlasco, Morning News puntata 1 luglio 2026: cosa è successo

L’inviato Emanuele Canta fa il punto sulle indagini in corso da parte della Procura di Pavia, che ritiene Andrea Sempio colpevole dell’omicidio di Chiara Poggi. "La difesa di Alberto Stasi sta lavorando per predisporre quello che serve per la revisione, di cui si occuperà la Corte d’Appello di Brescia. Allo stesso tempo, sta lavorando anche la Procura Generale di Milano, nei mesi scorsi il Procuratore Capo di Pavia si è recato dal Procuratore Francesca Nanni portando una grande quantità di materiale raccolto durante le indagini contro Andrea Sempio, secondo i magistrati pavesi questo scagionerebbe Alberto Stasi. Proprio per questo Pavia ha sollecitato la Procura Generale di Milano a chiedere la revisione, vedremo quando arriverà questa decisione, probabilmente non prima di settembre. La Procura di Pavia valuterà poi le consulenze presentate dalla difesa di Andrea Sempio, anche sul piano del rigore scientifico, a questo si affiancherà il lavoro del professor Roberto Catanesi, che dovrà redigere un profilo psichiatrico dell’indagato. Si cercherà di capire la sua capacità di intendere e di volere all’epoca dei fatti, ma soprattutto un’eventuale sua pericolosità sociale a oggi".

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Presente in studio Giada Bocellari, avvocato di Alberto Stasi, si parte dal punto dell’interrogatorio di Andrea Sempio, in cui il procuratore aggiunto Civardi aveva notato la sua forte attenzione nei confronti del processo al 42enne poi condannato e al DNA. Questa l’opinione del legale: "L’impostazione accusatoria parla di una sorta di ossessione di Sempio, ma questa non si fonda su suggestioni, bensì su analisi fatte in maniera approfondita e riportate nell’informativa finale. Tutto è basato su ricerche che Sempio aveva fatto in quegli anni, in particolare nel 2014 ci sono numerose ricerche sul processo di Stasi e sul DNA, in quel processo di appello bis una delle due perizie era relativa al DNA sulle unghie della vittima, evidentemente aveva un interesse specifico su questa tematica".

Stasi, invece, un anno fa nel suo interrogatorio aveva sottolineato di non avere mai avuto alcun sospetto sull’attuale indagato, non sapeva nemmeno della sua esistenza. Allo stesso tempo, non aveva nascosto di essere rimasto incuriosito dalle sue SIT in merito alla questione dello scontrino, comportamento decisamente inusuale. Dario Maltese chiede all’avvocato se, a suo dire, Chiara Poggi possa avere nascosto qualche dettaglio magari per paura al fidanzato: "Alberto in maniera netta ha detto di non avere mai visto né conosciuto Sempio, Chiara non gli aveva mai parlato di lui, non sapeva nemmeno che esistesse. I motivi per cui Chiara non abbia mai riferito di questo possono essere vari, lui ha detto di avere saputo da lei di un collega di lavoro che si era mostrato interessato, anche se si era trattato solo di un invito per un caffè, è una cosa che magari si dice tra fidanzati per testare la gelosia dell’altro. Diversa è una situazione come quella che paventa la Procura, ovvero che Chiara potesse avere saputo che qualcuno avesse visionato i loro video intimi, questo avrebbe potuto spingere lui a fare domande, tipo ‘Come mai non hai protetto le nostre cose?’. Se io sbaglio e lascio liberi alcuni contenuti, sapendo che quel computer sia utilizzato da altri soggetti e lo vado a dire al mio fidanzato, lui avrebbe potuto chiedermi conto, fino a maggio quei video non erano protetti".

Ed effettivamente era possibile, almeno per un periodo, che estranei potessero visionare quei contenuti: "Fino a maggio senza dubbio, le foto intime sono arrivate nel PC nel 2005, i video intimi di cui si parla a settembre 2006, fino a maggio 2007 sono liberamente accessibili. Poi Chiara li mette in una cartella Zip, li protegge con password il 1° maggio 2007, a luglio attiva un’ulteriore protezione, ovvero distrugge la cartella. Questo fa presumere che lei potesse essersi accorta di qualcosa, io ad esempio non avrei detto al mio fidanzato una cosa del genere, magari l’avrei fatto arrabbiare, ma è un’ipotesi".

Spazio anche all’interrogatorio di Gennaro Cassese, che aveva coordinato l’indagine all’epoca, ricca di "Non ricordo", questa l’opinione del legale: "Il Colonnello Cassese ricorda perfettamente tutto quello che riguarda Alberto Stasi, quello che il Procuratore Civardi gli fa notare è come mai vista la rarità di un episodio come quello capitato ad Andrea Sempio, come l’ambulanza chiamata per il suo malessere, lui non ricordi niente".

La deposizione era del 27 giugno 2025, Emanuele Canta la contestualizza: "Era il suo secondo interrogatorio, era già stato sentito il 4 aprile, le domande sono incalzanti, riguardano quanto accaduto il 4 ottobre 2008, quando il Colonnello Cassese aveva ascoltato Andrea Sempio per la prima volta, anhce se le attenzioni erano già rivolte su Stasi. Il verbale non era stato interrotto quando si era allontanato per poi tornare in caserma, ma soprattutto quando è arrivata l’ambulanza per lui, di questo chiedono conto. Civardi lo definisce un ‘falso in atto pubblico’, oggi reato non perseguibile, ma a lui viene ricordato come sia perseguibile il reato di falsa testimonianza. Lui però continua a riferire di non ricordare dell’intervento dell’ambulanza, pur essendo inusuale nel corso di una SIT, a quel punto Civardi interrompe la SIT, legge l’articolo 371 bis del Codice Penale, che punisce le false dichiarazioni e la reticenza del soggetto che sta parlando al PM, significa che potenzialmente può essere indagato per questo motivo. Vedremo quale sarà l’evoluzione".

Il giornalista Marco Oliva ricorda un dettaglio: "Sempio ha detto che gli è stato chiesto di mostrare lo scontrino, lui dice di ricordare questo", Bocellari lo incalza: "Dove è scritto? Lo ha detto ai pubblici ministeri?", il giornalista però ribatte: "Lo ha detto in televisione". La legale non ci sta: "Ah, quello che ha riferito in televisione non ci interessa. Nel verbale non c’è scritto dello scontrino, c’è scritto solo: ‘Cos’hai fatto il 13 agosto?’, lui ha detto: ‘Sono andato a Vigevano a cercare un libro trovando la libreria chiusa’, poi dice ‘a proposito, vi consegno lo scontrino del parcheggio’, questo è il verbale. Cassese non si ricorda, ma ci sono altri due verbali di amici sentiti in simultanea con le stesse persone. Ricordiamo che Stasi ha fatto l’abbreviato, ha scelto di essere giudicato rinunciando al contraddittorio sulla base degli atti nel fascicolo di indagini, ma questi atti, quindi questo verbale che contiene questo tipo di informazione. Purtroppo Andrea Sempio non si fa sentire, Cassese non lo ricorda, il dato oggettivo è che Sempio si è sentito male, questo è importantissimo".

Melania Rizzoli evidenzia un dettaglio: "Quando Cassese dice di non ricordare non guarda il pm negli occhi, vaga con lo sguardo come a cercare la conferma di un ricordo che forse vuole nascondere, sembra una testimonianza con reticenza".

Candida Morvillo sottolinea: "C’è una coincidenza con la mamma, anche lei si sente male nell’interrogatorio, quando si parla di cosa è successo quella mattina a Vigevano e dello scontrino. Una coincidenza suggestiva. Sempio ha parlato dello scontrino in Tv, davanti ai magistrati non ha risposto".

Spazio anche alle prove fatte dal team Sempio per dimostrare incompatibilità tra il suo piede e quello presente sulla scena del delitto, su questo Bocellari sorride: "Rispetto tutti, ma c’è un problema, le solette interne della FRAU, numero 42-43-44 sono rispettivamente 9,2-9,3-9,4 di larghezza, il piede di Sempio è 11,5 circa. Seguendo questo ragionamento, secondo cui il piede del’indagato debba alloggiare perfettamente nella soletta noi dovremmo arrivare a un numero 62, il problema è la tomaia che contiene il piede, che è sempre più largo rispetto alla soletta interna, tanto è vero che noi quando compriamo una scarpa indichiamo il numero, poi se si ha un piede con la pianta più larga si prende un numero in più per essere più comodo. Non c’è un problema di larghezza del piede, il video ha una sua utilità nel processo, spero lo acquisiscano".

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