Garlasco in Tv, scontro in diretta sulle misure del piede di Sempio. Palmegiani non ci sta e smonta la Procura: "Ci vuole rispetto"

E' iniziato oggi, lunedì 1° giugno 2026, Morning News, non è mancato uno spazio dedicato al caso Garlasco, volto a valutare le prossime mosse della difesa di Andrea Sempio

Ilaria Macchi

Ilaria Macchi

Content Editor

Laureata in Linguaggi dei Media, amo il giornalismo, il calcio, la TV e la moda, dove cerco sempre le ultime tendenze.

Inizia oggi, lunedì 1° giugno 2026, "Morning News", il programma che nel corso dell’estate sostituisce "Mattino Cinque", con l’obiettivo di informare chi si trova davanti alla Tv in questi mesi. Tra gli argomenti non può non esserci il delitto di Garlasco, arrivato a una fase cruciale dell’indagine. La posizione dei legali di Andrea Sempio, accusato di avere ucciso Chiara Poggi, è molto chiara, lui non si sottoporrà alla consulenza psichiatrica richiesta per lui dalla Procura di Pavia, che lo accusa di essere l’assassino di Chiara Poggi.

Garlasco, Morning News puntata 1 giugno 2026: cosa è successo

La Procura ha affidato il compito di elaborare la consulenza psichiatrica su Andrea Sempio al medico psichiatra Roberto Catanesi, uno dei più apprezzati in ambito forense, che ora sarà chiamato a dare una risposta agli inquirenti sulla base del materiale sequestrato nella casa dell’indagato, oltre alle ricerche effettuate online e ai post pubblicati su un Forum per i seduttori. senza parlarci direttamente. Non mancheranno ovviamene le intercettazioni, oltre alle interviste, dove sembra reciti un copione a detta di chi indaga. La scelta della difesa di non sottoporlo al suo giudizio non fermerà quindi il suo lavoro.

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A complicare la sua posizione sono certamente anche le diverse intercettazioni, finite nel mirino degli inquirenti, dove parla di Chiara Poggi, oltre ai tantissimi messaggi che lui ha pubblicato online in cui mette in evidenza idee di violenza e una visione particolare dello stupro, definito come un modo per manifestare la superiorità su una donna.

Armando Palmegiani, consulente della difesa, minimizza però questo aspetto: "Parliamo di racconti, vanno valutati, ma sono cose che scriveva sui diari, c’è stata la valutazione del RACIS, anche se per ora siamo in una fase di indagine. Vedremo con un giudice cosa dirà, noi abbiamo presentato cinque consulenze tecniche e una memoria, siamo pronti a ogni perizia o incidente probatorio. Per il resto non ci ha ancora chiesto niente nessuno, abbiamo saputo della consulenza tecnica sul materiale documentale e basta. Siamo in un momento particolare, c’è stata la chiusura indagini e la consulenza del RACIS, ma noi ci chiediamo, se la parte personologica è talmente importante è giusto che si vada in perizia, poi la scelta spetta agli avvocati. Gli avvocati hanno fatto una memoria per spiegare le intercettazioni, questo compito spetta a loro. Io ho sentito l’audio filtrato in vari modi, non sento penna, invito a risentirli tutti, soprattutto questo senza i sottotitoli. C’è un ‘mica’ prima del momento in cui lui sostiene di avere il video intimo, invito tutti a farsi un suo giudizio, ma sentendo autonomamente l’audio senza sottotitoli".

Interviene Dario Maltese per commentare i numerosi post dell’indagato pubblicati sui social: "Sono arole sgradevoli danno un’altra idea della sua visione delle donne rispetto a quella ‘ufficiale’ in Tv". Sulla stessa lunghezza d’onda la giornalista Candida Morvillo: "Non si tratta di frasi isolate, ce ne sono tante e discutibili, pur essendo più di 3 mila, che manifestano aggressività verso le donne. Ce n’è uno dove spiega come capire se alla donna piace il sesso violento".

Un’ulteriore chiosa a riguardo arriva dall’indagato Emanuele Canta, che sottolinea una coincidenza particolare: "Sono oltre 3 mila i post sul forum, smette di scrivere a dicembre 2016, in concomitanza con l’inchiesta che lo riguarderà, quella che poi rapidamente lo porterà all’archiviazione. La Procura è colpita da questa concomitanza. Il professor Catanesi dovrà capire se ci sia personalità sociale anche sulla base di quanto scritto online".

Spazio anche a un altro elemento che fa discutere, l’impronta presente in casa Poggi, che gli inquirenti ritengono compatibile con il 38enne. Su questo si è fatto un’idea precisa Oscar Ghizzoni, consulente della difesa Stasi: "Per quanto riguarda l’impronta a pallini, la taglia è una questione suparata, abbiamo le sue misure precise, da lì si possono fare valutazioni chiare. Stiamo verificando la compatibilità delle misure con quella tipologia di scarpa, avremo quindi un’idea più evidente". Palmegiani però replica, sottolineando di non essere del tutto d’accordo, ma soprattutto mettendo in evidenza la differenza rispetto alle accuse mosse dagli inquirenti: "Noi lavoriamo solo sui dati della Procura, non quelli presi da noi, ultima consulenza accertato che l’impronta a pallini avesse dimensione ben precisa. 9.5 centimetri, più o meno mezzo centimetro, la prof. cattaneo parla di piede largo 11.5 centimetri, siamo totalmente concordi con lei. Se un piede è così largo può entrare in una scarpa che lascia al massimo 20 centimetri? Noi abbiamo fatto uno studio sui componenti della scarpa, una di quel tipo minimo è più stretta di 2 centimetri rispetto al piede, noi siamo molto convinti di questo, chiederemo quindi perizia di un perito super partes per accertare una cosa che per noi è netta".

Morvillo prende le distanze da questa teoria: "Mi dispiace per Palmegiani, ma conta la lunghezza, il piede dopo una certa età non si può allungare, ma allargare, se ci sono difetti del piede, in gravidanza, aumento del peso, questo non è smentibile. E’ un fatto che le foto di Sempio a 19 anni sono quelle di un ragazzo smilzo rispetto a oggi, serve dimostrare che il piede fosse uguale ad allora". Palmegiani: "Non si può dire mi dispiace per Palmegiani, ci vuole rispetto, noi abbimao prodotto questo lavoro quando nessuno pensava alla larghezza, sempre rispetto sul dato, quando leggerà la relazione accetterò ogni tipo di critica. Tutti lo sanno, quando si prova una scarpa può essere stretta. Noi chiediamo una perizia, se non credessimo nel dato non la chiederemmo".

Ghizzoni conclude: "L’impronta che rilascia la suola è sempre più stretta rispetto alla dimensione del piede".


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