Garlasco in Tv, Panicucci sfida la difesa di Sempio: "Fornitemi il materiale". Bocellari si scontra con l'ospite: "Perdo la pazienza"

Mattino Cinque giovedì 7 maggio 2026 ha dedicato ampio spazio a Garlasco, all'indomani degli interrogatori di Andrea Sempio e Marco Poggi, provando a capire cosa potrà accadere

Ilaria Macchi

Ilaria Macchi

Content Editor

Laureata in Linguaggi dei Media, amo il giornalismo, il calcio, la TV e la moda, dove cerco sempre le ultime tendenze.

Si rinnova anche come ogni giorno l’appuntamento con "Mattino Cinque", in onda anche oggi, giovedì 7 maggio 2026, con aggiornamenti sul caso Garlasco, ben sapendo di essere arrivati a una fase che può essere decisiva dopo gli interrogatori di Marco Poggi, fratello della vittima, e di Andrea Sempio, unico indagato per l’omicidio. Non solo, in serata ieri sono stati diffusi anche degli audio del 38enne accusato del delitto in cui sembra descrivere un contatto che avrebbe avuto con Chiara Poggi, che potrebbe confermare la tesi accusatoria dell’accusa.

Garlasco, puntata 7 maggio 2026: gli interrogatori di Sempio e Marco Poggi e le intercettazioni emerse

Federica Panicucci parte subito mettendo in evidenza quanto accaduto nelle ultime ore: "Clamorosa svolta nel caso di Garlasco, in un’intercettazione la possibile confessione di Andrea Sempio. In macchina lui racconta tante cose, forse la sua ossessione per Chiara, il suo rifiuto? Forse il video intimo che lui aveva visto, lui ne parla in un soliloquio".

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Pur essendosi avvalso della facoltà di non rispondere, i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Milano e i magistrati pavesi hanno svelato alcune carte in loro possesso, lui ha ascoltato la trascrizione degli audio dell’accusa in religioso silenzio. Uno di questi risale al 14 aprile 2025, un mese dopo la riapertura dell’indagine captato da una cimice installata nella sua auto: qui farebbe riferimento alle ormai famose tre telefonate fatte a casa Poggi quando Chiara era sola in casa, mentre l’amico era in montagna con i genitori. "Delle tre chiamate lei ha detto…Non ci voglio parlare con te", è una delle frasi recitata imitando la voce di una ragazza. A questa si aggiunge: "Ah, ecco che fai la dura", oltre a un passaggio che fa riferimento ai filmati intimi che la vittima aveva girato con il fidanzato Alberto Stasi e che erano presenti nel suo computer: "Perché ho visto, e io ce l’ho dentro la penna". Queste parole secondo gli inquirenti farebbero riferimento al movente da loro individuato, ovvero un’aggressione nata per un rifiuto a un approccio sessuale, come indicato nell’invito a comparire che gli è stato inviato. I legali di Sempio respingono però le accuse, queste le parole dell’avvocato Taccia: "Lui dice che non si possono inventare una cosa che non ha fatto".

Nella giornata di ieri è stato interrogato anche Marco Poggi, fratello della vittima, secondo quanto trapela lui avrebbe confermato la versione di sempre, oltre a ritenere l’amico al delitto. "Non ho mai visto video intimi di Chiara con Andrea", avrebbe detto.

"La Procura ha svelato una minuscola parte di quello che ha in mano – sottolinea la conduttrice -. Gli inquirenti pensano che lui sia uscito dal lato posteriore della villetta, per poi andare dalla nonna a ripulirsi. Noi per primi a ‘Mattino Cinque’ avevamo esplorato questa ipotesi"

L’inviato Emanuele Canta fa il punto della situazione: "La frase choc che gli investigatori hanno messo sul tavolo è quella in cui lui avrebbe raccontato le chiamate fatte tra il 7 e l’8 agosto 2007, in particolare l’ultima, di 21 secondi, un tempo lungo per chiedere dove fosse l’amico Marco. Chiara avrebbe detto. ‘Con te non ci voglio parlare’, per poi chiudere il telefono in maniera brusca. Lui avrebbe inoltre ammesso di avere visto i video intimi di Chiara e Alberto e averne uno salvato nella sua chiavetta. Sono elementi forti, su cui lui non ha voluto replicare, restando in silenzio ben quattro ore. Si parla addirittura di ore per l’invio della notifica ai legali, per la chiusura indagine, forse oggi o al massimo domani. Secondo il procuratore capo Fabio Napoleone gli elementi per arrivare al rinvio a giudizio ci sono tutti con l’accusa di omicidio volontario aggravato".

La scrittrice Elisabetta Cametti sottolinea: "Se lui imita la voce di lei con quelle frasi precise significa che l’ha sentita davvero dare quelle risposte. Altrimenti, se avesse commentato un servizio Tv come abbiamo sentito dire non avrebbe imitato la voce. Significa che se la ricorda per come lei abbia risposto, secondo me è la seconda telefonata, la prima dura solo due secondi, la seconda 8 secondi, poi arriva quella di 21 secondi, dove probabilmente si parla della chiavetta".

Panicucci non accetta però la giustificazione data dagli avvocati dell’indagato: "Loro dicono: ‘In quel periodo se ne parlava, probabilmente stava sentendo un podcast, oppure scimmiottava programmi televisivi. Io invito a fornirci i podcast e i programmi televisivi in cui si parlava della chiavetta, della sua ossessione per Chiara Poggi, dei video intimi. Invito davvero tutti a fornirceli".

Arriva il commento del giornalista Marco Oliva "Questo è quello che avrebbe detto lui agli avvocati, so che loro lo stanno cercando. So che gli avvocati non sapessero di queste intercettazioni". La conduttrice commenta: "La spiegazione data da Sempio è scivolosa". Lui però prova a minimizzare la cosa: "Non si dice che stesse imitando Chiara, si parla di una voce femminile". A quel punto Panicucci non riesce a stare in silenzio: "La nuova versione è: ‘Non era Chiara’, va bene".

Giada Bocellari: la sua posizione sugli ultimi sviluppi

Interviene in collegamento Giada Bocellari, avvocato di Alberto Stasi: "Ho sentito l’intervento di Oliva, apprezzo questo garantismo, ma come ho già detto, sarà il mio cavallo di battaglia nei prossimi mesi, lo avrei voluto anche per Alberto. Mi sembra che a ogni elemento che trapela ci sia una corsa, soprattutto da parte di chi per anni ha tenuto una certa linea su Alberto, a cercare di sminuire. Ne prendiamo atto, fortunatamente questo sarà vagliato da dei giudici, dovrebbe essere la nostra, e di tutti, garanzia. Dobbiamo stare molto attenti, sempre garantisti, guardando all’indagato come persona, quindi andrà contestualizzata questa intercettazione, non credo che l’impianto accusatorio si basi su questo, credo che poi potremo avere un quadro più ampio. Ma attenzione a continuare a giustificare dandogli dell’immaturo, come accaduto nei giorni scorsi in merito a messaggi che prescindono dall’omicidio, ma che sono inaccettabili e ingiustificabili. Serve equilibrio, che certe persone continuano a non avere, devono recuperarlo".

Oliva però vuole replicare: "Non se la prenda con me sulla mancanza di garantismo, io per anni con il suo collega Giarda ho sostenuto una serie di dubbi". Panicucci continua: "Non sentirti chiamato in causa, l’avvocato fa analisi ad ampio spettro".

Si mostra poi una dichiarazione di ieri dell’avvocato Taccia per spiegare come mai Sempio sia rimasto in Procura per quattro ore, pur essendosi avvalso della facoltà di non rispondere: "Hanno deciso di mostrare in forma riassuntiva gli elementi fino a oggi raccolti a suo carico – dice -. Dico a oggi perché le indagini non sono chiuse, lui si è avvalso della facoltà di non rispondere perché le bocce non sono ancora ferme. Lui non ha mai visto i video intimi, né ha mai chiamato Chiara per tentare un approccio, si sono dette tante cose. Non abbiamo sentito le intercettazioni, è stato tutto spiegato in maniera riassuntiva".

La conduttrice ci tiene però a precisare come ieri si sia parlato anche dell’impronta 33, dello scontrino, oltre ad altri temi. Questo viene confermato da Canta: "Sull’impronta 33 la Procura ritiene di avere elementi per sostenere che quella mano fosse bagnata, il genetista Previderè ritiene che sia bagnata, probabilmente di sostanza ematica. Poi l’importanza delle testimonianze, si sta svelando un quadro nuovo rispetto a quanto detto da Andrea Sempio, è il caso dello scontrino, una testimonianza racconterebbe altro, non sarebbe suo. Questo è un elemento forte, un alibi falso sarebbe una prova forte a carico del soggetto. Nell’intercettazione di aprile 2025 lui inoltre parla della lamentela di Chiara sulla mancanza di un video intimo tra lei e Alberto, lui all’epoca non poteva saperlo, di questo si è parlato solo molti mesi dopo. A parlare del video sono stati poi i periti Porta e Occhetti, ecco un altro elemento di dubbio. Tutto questo convince gli investigatori del quadro accusatorio, come detto già oggi potrebbe arrivare la conclusione delle indagini, ma anche un comunicato stampa del Procuratore Fabio Napoleone".

Panicucci svela un altro dettaglio: "Ci sarebbero anche delleintercettazioni del padre di Sempio dove dice alla moglie: ‘Evidentemente lo scontrino allora non l’hai fatto tu. Andrea quel giorno non è andato a cercare i libri, era a piedi. Si paventa un quadro interessante, la Procura in mano un quadro preciso e minuzioso. L’impronta 33 sarebbe bagnata, lui si sarebbe lavato le mani nel lavandino della cucina, poi con le mani bagnate di acqua e di sangue si sarebbe appoggiato sulla parete sulle scale, osservando il corpo di Chiara". La presentatrice interroga a riguardo Grazia Longo, che è sempre stata convinta dell’innocenza dell’indagato, oltre ad avere giustificato pochi giorni fa le sue frasi sullo stupro trovate su un forum online: "Io ho sempre detto che non si debba avere paura della verità, per questo non ho mai criticato l’inchiesta dei carabinieri e della Procura di Pavia, ben vengano verità nuove, anche se non collimano con il mio pensiero". Panicucci la interrompe: "Dici che non collimano con il tuo pensiero, quindi continui a negare l’evidenza?". Longo continua: "Volevo dire il contrario, anche se emergono delle cose che non collimano con quello che ho sempre sostenuto ben vengano, quella che deve prevalere è la verità. Ma aspettiamo, ascoltiamo queste intercettazioni, dobbiamo verificare se davvero lui stesse commentando un podcast o una trasmissione Tv, questo lo dice lui, dobbiamo vedere se è così. Se davvero lui ha chiamato Chiara e le ha fatto delle avances, ma come è possibile che lei non lo abbia detto né al fratello né al fidanzato? A me pare strano". Panicucci commenta: "Forse l’ha detto alla cugina, Paola Cappa pochi giorni dopo l’omicidio aveva parlato di qualcuno che poteva essersi fatto avanti con lei, ma magari non le aveva rivelato il nome".

Interviene a riguardo l’avvocato Bocellari: "Nella SIT Paola Cappa fa quell’ipotesi, ma dice espressamente anche: ‘Se mia cugina avesse subito delle avances mai lo avrebbe detto perché è una persona timida e riservata, valgono le carte, non le immaginazioni degli opinionisti. la SIT è del 2007, se conosce il fascicolo'". Longo risponde: "Me lo ricordo benissimo, mi pare comunque strano, al fratello poteva almeno dirlo". L’avvocato fa una domanda che fa riflettere: "Voi sapete quanti contatti telefonici da gennaio ad agosto 2007 ci sono tra Chiara e Marco? Non ce ne sono praticamente". Longo non ci sta: "Rimango con questo dubbio". Il legale dice ancora la sua: "Abbiate pazienza, sto iniziando a perderla, rispetto le opinioni di tutti e le interpretazioni di tutti, ma se vogliamo fare una valutazione sulla base delle opinioni di ciascuno, ma che non trovano riscontro negli atti il contraddittorio pubblico diventa inutile. Io parlo sulla base delle carte, gli altri parlano non conoscendo i dati, le SIT, ma danno le interpretazioni". Longo ribatte: "Io la SIT la conosco e me la ricordo benissimo". Bocellari le risponde: "Si vede, infatti non l’ha nemmeno menzionata". La giornalista prova a dare la sua spiegazione: "Non l’ho menzionata perché secondo me non era così rilevante in questo momento. La cugina ha espresso un’opinione, non una certezza". Bocellari ci tiene a spiegare: "La cugina esprime unopinione rispetto all’ipotesi, ma conoscendola pensa che se fosse successo non l’avrebbe detto. Visto che conosce il fascicolo conosce qualcuno che dice qualcosa di diverso rispetto a questo". Ecco la risposta dell’opinionista di "Quarto Grado": "Non mi risulta".

Panicucci ritiene doveroso fare un commento: "Invito tutti alla cautela, stiamo discutendo forse su un centesimo degli elementi che ha in mano la Procura, stiamo discutendo addirittura su una possibile parziale ammissione, vi esorto alla prudenza, noi siamo portati a pensare che la Procura abbia in mano molto altro".

Andrea Sempio e lo scontrino di Vigevano

Mostrata inoltre un’intervista all’avvocato Taccia in merito allo scontrino che all’epoca era stato presentato da Sempio, altro tema centrale nell’interrogatorio: "Ci hanno letto tutto in maniera riassuntiva, solo parte delle testimonianze. Io purtroppo non posso dire altro. Non so niente dello scontrino, sembrerebbe che per loro non sia suo a oggi. Le indagini non sono chiuse, non posso dirlo". Panicucci chiosa: "Possiamo rassicurarla, le indagini saranno chiuse tra poche ore, poi avremo in mano i documenti. Siamo portati a pensare che ieri abbiano letto a Sempio una SIT di qualcuno che ha raccontato di aver preso lo scontrino".

Ne chiede quindi conto all’inviato Canta: "L’avvocato Taccia lo ha confermato, la Procura è convinta che lo scontrino del 13 agosto non lo abbia fatto Sempio, i magistrati arrivano a questo pensiero dopo avere ascoltato delle persone, una in particolare, lo abbiamo detto più volte, potrebbe essere il pompiere amico della mamma. Possiamo dire con certezza che la testimonianza sia stata letta dai magistrati, evidentemente la Procura ha elementi per contraddire la versione di Sempio. Gli investigatori hanno comunque già fatto un lavoro certosino per contestualizzare l’intercettazione di Sempio di aprile 2025, è un colpo di altissimo livello quello che hanno fatto i carabinieri del Nucleo Investigativo di Milano e la squadra di magistrati. Non è una frase presa ed estrapolata se l’hanno messa sul tavolo a Sempio, ritengono che si trattasse di un passo falso, probabilmente definitivo".


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