Garlasco in Tv, il gatto investito da Sempio e la nuova ipotesi sulla bicicletta. Panicucci: "Non aveva problemi a lasciarla lì"
A Mattino Cinque nella puntata di martedì 7 aprile 2026 si è parlato di Garlasco, in riferimento a un incidente di Sempio e a una nuova idea sulla bicicletta davanti a casa Poggi

Nuova giornata e nuovo appuntamento con "Mattino Cinque", in onda anche martedì 7 aprile 2026 con l’obiettivo di dare aggiornamenti rilevanti sul caso Garlasco, con un’attenzione particolare alla nuova indagine e alle lacune mai chiarite all’epoca.
Garlasco, Mattino Cinque puntata 7 aprile 2026: le intercettazioni di Andrea Sempio
Federica Panicucci interpella subito l’inviato Emanuele Canta, che si trova davanti alla casa dei Poggi per fare il punto della situazione: "Sono state tutte depositate le consulenze chieste dalla Procura ai propri esperti, la più attesa era quella della professoressa Cattaneo, che ha rivisto l’autopsia del corpo di Chiara Poggi sulla base di fotografie e documenti dell’epoca. Le consulenze sono corpose, vengono lette in una maniera nuova, la Procura è convinta che la sua ipotesi possa essere stata rafforzata, ritiene di avere individuato un movente a carico di Andrea Sempio, indagato per omicidio volontario in concorso con Alberto Stasi o con ignoti. La figura di Alberto Stasi, invece, secondo quanto trapela dalla Procura tenderebbe a uscire di scena".
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Entra nel canale WhatsAppSi passa a un aspetto relativo a un comportamento di Andrea Sempio, che può aiutarci a conoscerlo meglio. Angela Taccia, suo avvocato e amica da tempo, lo aveva descritto in un’intervista a ‘Oggi’ parlando di una persona sempre attenta ai bisogni degli altri, animali compresi. "Una volta si accorse di un grillo in difficoltà, rimase indietro per metterlo su una pianta – aveva detto -. . Notava persino le formiche in fila e ci diceva di non calpestarle". Panicucci fa un’osservazione su questo: "Lo descrive come una persona sensibile, attentissima agli animali, per questo pensiamo anche alle persone, uno di cuore".
C’è però un’intercettazione del 2017 che andrebbe parzialmente contro a questa teoria, lui era in macchina, sente un colpo e pensa di avere investito un gatto. Questa la sua reazione: "C***. Ho preso un gatto? Maledetto. Eh, che devi fa". La conduttrice commenta: "Certo, può non volere dire niente, ma a noi ha stupito un po’, una persona così attenta agli animali come ce la descrive la Taccia…". L’intercettazione viene ascoltata, ma viene definita non attinente. Panicucci continua: "Se vieni descritto come uno che non pesta le formiche in fila e pensi di avere investito un gatto ti viene da dire: ‘Caspita, mi fermo, se è ancora vivo lo soccorro'". A commentare ci pensa anche l’avvocato Elisabetta Aldrovandi, da poco nel team di difesa di Stasi: "Non è solo la parola ‘Maledetto’, ma la contraddizione tra la descrizione di un comportamento di una persona super sensibile, poi investe un gatto e non si ferma. Un menefreghismo assoluto".
Non manca la trasmissione di un’altra vecchia intercettazione, in cui Sempio parlava della sua particolare visione delle donne. una società divisa in piccole tribù composte da un massimo di 150 individui, in particolare donne, "perché per ogni maschio ci sarebbe una proporzione di quattro femmine". Alle donne toccherebbe la gestione degli spazi e della prole, mentre gli uomini andrebbero a caccia in gran parte della settimana: "Gli uomini stanno lì un po’, poi tornano e hanno un ricambio di donne, quindi c’è sempre desiderio, c’è sempre voglia, non ci sono persone isteriche perché non si trom…, perché il marito non ti guarda più o perché la moglie è diventata una cicciona di m…". Questo porta la giornalista Tiziana Ciavardini, reazione che la conduttrice ritiene inopportuna, per questo gliene chiede conto: "Non so a quale società si riferisse, faceva sorridere, parlava di donne ciccione, uomini con un cambiamento di donne. A me infastidisce molto, il mio era un sorriso sarcastico, dobbiamo capire in che contesto sta parlando". Il suo commento non viene sottovalutato dall’avvocato Gallo, legale di Massimo Lovati: "La cosa più rilevante è l’ultima parte, dice che mia nonna viveva così, bisogna capire come viveva sua nonna e perché lui traccia questo modo di vita abbastanza grave e particolare. Bisognerebbe saperlo, sarebbe abbastanza drammatico".
C’è poi un’altra intercettazione in macchina, dove lui parla dell’articolo del Codice Penale relativo ai 30 anni che si possono prendere con l’omicidio volontario e lui ride. La conduttrice fa un’altra osservazione sagace: "Le ipotesi sono due, o non aveva ben compreso cosa rischiasse, o ride perché sa che alla fine verrà prosciolto. Forse qualcuno gli ha spiegato che poi alla fine tutto sarà una bolla di sapone". Il giornalista Marco Oliva lancia un’altra teoria: "Forse è lo stress del momento".
La bicicletta davanti casa Poggi
Si prosegue con un altro elemento spesso trascurato, la presenza della famosa bicicletta davanti alla casa di Chiara Poggi la mattina del delitto, su questo la padrona di casa fa un’altra rilevazione: "Evidentemente era di qualcuno che non aveva alcun problema a farsi vedere lì, altrimenti non l’avrebbe lasciata. Si può fare un’altra ipotesi, Chiara potrebbe avere ricevuto alle 9.12 una visita, poi questa persona va via, la bicicletta non c’è più e a quel punto entra chi l’ha uccisa. Ammesso e non concesso che l’assassino o gli assassini abbiano scavalcato e rotto il muretto, la bicicletta potrebbe essere stata di qualcuno che non temeva di farsi notare, lo raccontano le palline di carta sul tavolo della cucina". L’inviato conferma: "Il muretto rotto lascia pensare, non è mai stato repertato per verificare le tracce, ma se l’assassino fosse Alberto Stasi sarebbe entrato citofonando". Panicucci ribatte: "Nemmeno la persona che è arrivata in bicicletta. Dopo le 10 la bicicletta non è stata più vista, quindi la persona è andata via. Cassese dice di avere analizzato il muretto, ma il verbale non c’è". Di questo chiede lumi a Pasquale Linarello, il genetista di Stasi: "Si può fare un tampone sulla parte rotta, si può trovare il DNA, chi ha scavalcato ha fatto una pressione tanto da romperlo. Non capisco Cassese che competenze possa avere per dire che non ci sono impronte digitali, molte non si vedono a occhio nudo". Arriva l’osservazione di Gallo: "Sembra che Cassese abbia già risolto, per lui non ci sono problemi, ma come fa a dirlo? Noi dobbiamo andare in fondo a questo, poteva darci risposte, ma lui trancia".
Spazio anche a un reperto di un elastico per capelli, attribuito presumibilmente alla vittima dopo un esito dubbio del combur test (unico esame effettuato), Linarello osserva: "Perché attribuirlo alla vittima? Forse ci si era già innamorati della tesi Stasi colpevole".
