Garlasco in Tv, Sempio a lungo in Procura. L'avvocato Gallo: "Marco Poggi è il teste chiave, contraddizioni da chiarire". L'ipotesi delle testimonianze incrociate

A Mattino Cinque si è parlato a lungo del caso Garlasco mercoledì 6 maggio 2026, giorno di interrogatori sia per Marco Poggi sia per Sempio, si attendono sviluppi interessanti

Ilaria Macchi

Ilaria Macchi

Content Editor

Laureata in Linguaggi dei Media, amo il giornalismo, il calcio, la TV e la moda, dove cerco sempre le ultime tendenze.

Nuovo appuntamento con "Mattino Cinque", in onda anche oggi, mercoledì 6 maggio 2026, in una giornata che può essere davvero cruciale per la nuova indagine per il delitto di Garlasco. E’ previsto infatti l’interrogatorio dell’unico indagato Andrea Sempio (ha già fatto sapere di volersi avvalere della facoltà di non rispondere), ma soprattutto di Marco Poggi, fratello della vittima e suo amico, che era già stato chiamato a deporre un anno fa.

Garlasco, Mattino Cinque puntata 6 maggio 2026: il giorno di Andrea Sempio e Marco Poggi

A Pavia davanti alla Procura è presente l’inviato Emanuele Canta, che fa il punto della situazione: "E’ già arrivato Andrea Sempio a bordo della sua auto, è entrato dal retro così da evitare di presentarsi a piedi ed essere sottoposto a domande dai cronisti. Lui non risponderà alle domande, non dovrebbe presentare nemmeno memorie scritte o rilasciare spontanee dichiarazioni, insieme a lui ci sono anche i suoi legali. Si attende anche l’arrivo di Marco Poggi, convocato nello stesso orario per necessità dei PM, lui è persona informata sui fatti, quindi ha l’obbligo di rispondere, potrebbero esserci anche domande incrociate. Si arriva a questa giornata dopo che le consulenze sono arrivate sul tavolo dei magistrati, sembra abbia avuto un peso rilevante quella informatica del professor Dal Checco, che ha scavato a fondo sul computer di Chiara Poggi, dove ci sarebbero stati diversi elementi ritenuti importanti dagli investigatori. Si cerca di capire se i due possano raccontare qualcosa di nuovo o diverso, la necessità di convocare Marco Poggi a un anno di distanza dall’ultima volta può essere segno di alcune contraddizioni o evidenze che vogliono essere messe davanti a lui(un anno fa era stato interrogato a Mestre, ora gli è stato chiesto di presentarsi a Pavia ndr)".

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Federica Panicucci interroga subito Umberto Brindani, direttore di ‘Gente’, sulla convocazione di Marco Poggi a Pavia, in contemporanea con quella di Sempio: "Una grossa svolta, fosse decisiva. Ieri sono state sentite a Milano le gemelle Cappa dai carabinieri, con una durata relativamente breve. Il momento decisivo è oggi, Sempio non risponderà, ma la Procura potrebbe comunque fargli delle domande, non è proibito, il momento centrale è l’interrogatorio di Marco Poggi, questa volta da parte dei rappresentanti della Procura. Dopo un anno di indagini serrate lui verrà messo di fronte probabilmente ad alcune contraddizioni? Un anno fa sembra abbia risposto a monosillabi, senza entrare nel dettaglio, ora è stata fatta l’analisi del computer di casa Poggi, sappiamo che quello veniva usato sia da lui sia da Sempio, su questo si concentreranno le domande degli inquirenti".

Anche il giornalista Stefano Zurlo è sulla stessa lunghezza d’onda: "Giornata importantissima, risponde a una logica notata tante volte di drammatizzazione in vista della chiusura delle indagini. La giustizia è sostanza, ma anche forma, convocare il fratello della vittima in Procura lo stesso giorno in cui è chiamato il principale indagato dimostra una connessione fortissima, l’accusa prova a giocare le sue carte facendo parlare il fratello della vittima, che è anche la porta di accesso di Sempio in quella casa. Già un anno fa per me siamo andati a un passo dalla richiesta di arresto per Sempio, chi lo ha tutelato e difeso è stato Poggi, che ha detto: ‘No, era mio amico, e veniva in casa’. Se lui non fosse mai andato in casa la vicenda del DNA avrebbe avuto un’importanza clamorosa, sarebbe finita la partita. Ora vediamo sulla questione di computer, video intimo".

La presenza di Marco Poggi era attesa per le 10, ma allo scoccare dell’ora non lo si è ancora visto. "Strano, gli orari devono essere rispettati per un’audizione in Procura"- sottolinea Panicucci. Canta non esclude però possa essere entrato da un altro punto a sua tutela.

Non può che essere rilevante l’opinione di Fabrizio Gallo, avvocato di Massimo Lovati, che spiega la questione sul piano tecnico: "E’ importante che i Procuratori cerchino di convincere Sempio fino all’ultimo a parlare rappresentandogli una serie di temi, facendogli quasi venire la voglia di parlare, presentandogli alcuni elementi probatori. La cosa più importante è però avere convocato Marco Poggi, secondo la Procura è il teste chiave, devono risolvere una serie di contraddizioni e circostanze non chiarite tra la sua deposizione fatta un anno fa con le nuove indagini depositate ora. Lui ha l’obbligo di rispondere e dire la verità, si concentreranno secondo me frequentazione della casa, computer (gli inquirenti hanno sicuramente qui una traccia del movente) e se abbia sentito Chiara quando era in vacanza per capire se ci fosse qualcosa di strano. Questi elementi saranno fondamentali per la richiesta di rinvio a giudizio che ci sarà a giorni". La conduttrice prova a saperne di più, ipotizzando che a Marco Poggi possano essere portate evidenze difficilmente smentibili, non ammesse nel vecchio interrogatorio, vuole quindi capire se in questo caso possano essergli contestati dei reati: "Io non le racconto prima, ma adesso, è falsa testimonianza?", chiede. Lui conferma: "Sì, non è coperto da prescrizione, potrebbero trasmettere gli atti e procedere. La posizione è complicata, a differenza di Sempio lui sarà solo, senza avvocati davanti a un ufficio in Procura, che ha ben chiara la situazione e chi ha ucciso Chiara Poggi".

Panicucci osserva: "La convocazione per oggi non è arrivata a caso, ma dopo il deposito della consulenza di Dal Checco. Abbiamo motivo di pensare che la scelta sia una conseguenza".

Gallo sembra avere compreso quello che sta facendo la Procura: "L’idea della Procura di bruciare i tre testi in dibattimento, se li hai già sentiti in un contesto processuale, diverso da quello, si può arrivare a dire: ‘Non ricordo’. Sentirli a ridosso della richiesta di rinvio a giustizio e con prove diverse o con consulenze tecniche diverse la dichiarazione di adesso diventa bruciata in dibattimento, queste testimonianze verranno cristallizzate. La prova si forma in dibattimento, ma se dici qualcosa di diverso ti viene contestato. A mio avviso la Procura vuole fare il vuoto attorno a Sempio, si prepara anche per il dibattimento su tre figure importante, le gemelle Cappa e Marco Poggi".

La conduttrice torna alla SIT di Marco Poggi dell’ottobre 2007, pochi mesi dopo il delitto: "Chiara, che era nel salone, mi riferiva che stava scaricando un file dal computer di Alberto. Dalla finestra del programma aperta ho letto i messaggi che si sono scambiati, non ricordo esattamente visto il tempo trascorso, ma posso dire che, dato il contenuto, anche se non esplicito, ho intuito che il file dovesse contenere immagini relative alla loro intimità". Panicucci spiega meglio: "Lui dice di non avere visto il video, ma di avere letto uno scambio di messaggi che gli ha fatto capire di cosa si trattasse". Nell’audizione aveva precisato di avere usato lo stesso computer della sorella, per questo "mi è capitato di vedere la sua cartella. Lei ne aveva una con il suo nome, così come io ne avevo una con il mio. Mi è capitato di vedere la sua, ma solo limitatamente a quella delle immagini con le foto che lei aveva fatto con Alberto, con i gatti, ai nostri familiari. Non ho mai visionato sue sottocartelle riproducenti filmati". Nell’interrogatorio c’è un altro elemento interessante, detto da Marco Poggi: "Dopo il funerale di Chiara durante la mia visita presso il cimitero ho chiesto ad Alberto se fosse in possesso di qualche video in cui era stata ripresa mia sorella, aggiungendo di avere avuto modo di intuire dell’esistenza di almeno un video. Lui me lo ha confermato e mi ha detto che fosse attinente alla loro intimità". Stasi non ha però mai consegnato quei video.

Panicucci ricorda però di quando Chiara Poggi aveva poi deciso di proteggere con una password le fotografie e i video con Alberto, mettendoli in un file chiamato "Albert.zip". A luglio, però, dopo avere ricevuto gli ultimi mette un altro livello di sicurezza, mettendo il flag nascosto, evidentemente "fino a quel momento lei non aveva sentito la necessità di proteggere la sua intimità, da quel momento in poi sì, quindi qualcosa è successo", sottolinea la scrittrice Elisabetta Cametti. Non solo, Chiara aveva notato che dal suo PC venissero visitati dei siti porno e ne aveva parlato con la mamma.

Nel frattempo, sopraggiunge fuori dalla Procura intorno alle 10.24 un’auto con i vetri oscurati, non si esclude sia quella dove si trova Marco Poggi. La conduttrice osserva: "Se fosse lui, significa che Sempio è ancora all’interno. Se sanno dal comunicato che Sempio non abbia intenzione di parlare possono bastare pochi minuti negli uffici, evidentemente non è così, sembra durare più del previsto. A lui potrebbero avere presentato qualcosa di preciso. Quando hanno sentito la mamma di Andrea Sempio le avevano proposto alcuni temi, non a caso quando le hanno parlato del vigile del fuoco sembra abbia avuto un malore".

Brindani osserva: "Hanno individuato Andrea Sempio come unico autore dell’omicidio, alla luce di un odio che si era creato prima, potrebbero avere avuto il problema su come collegarlo con Chiara. Il collegamento però può passare solo attraverso Marco Poggi". Gallo spiega meglio la procedura: "Davanti a una richiesta di avvalersi della facoltà di non rispondere la Procura dovrebbe prenderne atto, ma non preclude che il magistrato possa insistere se lo vede traballante e invitarlo a chiarire. Questo dipende dalla durezza degli avvocati, il sì dovrebbe essere tranciante, ma gli avvocati possono insistere. Posso avvalermi, ma fare dichiarazioni spontanee su quello che la Procura mi dice, è uno scenario possibile". Effettivamente, alle 10.37 Sempio non risulta ancora uscito, per questo Gallo dice: "Si sta verificando questo".

La conduttrice conclude: "E’ una giornata cruciale, forse segna uno spartiacque nel caso così discusso. Vogliamo la verità per Chiara, forse siamo veramente vicini".


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