Garlasco in Tv, il ribaltone dei legali di Sempio: "Chiederanno la sospensione di tutto". Lo sdegno di Giada Bocellari

A Mattino Cinque mercoledì 30 settembre 2026 è intervenuta Giada Bocellari, legale di Stasi, amareggiata per le novità emerse, mentre i legali di Sempio pensano a un cambio di strategia

Ilaria Macchi

Ilaria Macchi

Content Editor

Laureata in Linguaggi dei Media, amo il giornalismo, il calcio, la TV e la moda, dove cerco sempre le ultime tendenze.

"Mattino Cinque" continua a essere un punto di riferimento sugli aggiornamenti sul caso Garlasco, a maggior ragione ora che si sono concluse le indagini a carico di Andrea Sempio, per questo ha scelto di parlarne anche nella puntata di mercoledì 30 settembre 2026. Ospite di Federica Panicucci è Giada Bocellari, che da anni è l’avvocato di Alberto Stasi, che sta curando la sua richiesta di revisione, sconcertata da quanto emerso recentemente in merito ad alcuni esami che riguardano il suo cliente di cui non si era a conoscenza. (ha detto la sua anche ieri a "Verità Nascoste", ospite di Milo Infante).

Garlasco, Mattino Cinque puntata 30 settembre 2026: cosa è successo

Si parte subito con un collegamento dalla Procura di Pavia, dove è presente l’inviato Emanuele Canta, insieme anche a tanti fotografi e giornalisti: "Si attendono gli avvocati di Andrea Sempio, Angela Taccia e Liborio Cataliotti, che dovrebbero venire qui per ritirare il fascicolo dopo la nuova chiusura, il 415bis, la notifica di conclusione indagini. Ora loro potranno prendere visione di quanto fatto in questi mesi estivi dalla Procura, dalle consulenze fatte second chi indaga emerge un quadro abbastanza solido, la convinzione piena che il responsabile dell’omicidio di Chiara Poggi secondo i magistrati sia Andrea Sempio. Sono state smontate una per una le consulenze della difesa, vedremo le reazioni dei legali, che continuano a professare l’innocenza del loro assistito, convinti che davanti al GUP potranno giocarsi anche la partita del contraddittorio, forse solo in quella sede farlo parlare".

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Federica Panicucci racconta la svolta avvenuta nelle ultime ore: "I RIS erano a conoscenza dell’assenza del DNA di Chiara Poggi dai pedali della bicicletta di Alberto Stasi, hanno omesso di comunicare il dato, di fatto è cambiato probabilmente tutto il corso dell’indagine".

La conduttrice ricorda poi la dichiarazione fatta qualche giorno fa da Stasi all’inviato, intercettato poco prima di andare al lavoro, dove aveva espresso le sue sensazioni, sottolineando il desiderio di "giustizia per Chiara e per me. Penso siano loro gli uomini di buona volontà da cui dipende tutto, se non sono loro chi potrebbe esserlo?".

Panicucci chiede un parere a riguardo al suo avvocato: "Credo che Alberto abbia sempre avuto fiducia nella giustizia, in maniera anche incredibile, la maggior parte di noi avrebbe iniziato molto tempo fa a dubitare per quello che lui ha subito, già dall’inizio della storia. Lui è sempre rimasto fiducioso, sottolineando che anche la giustizia è fatta di uomini, ha sempre parlato degli uomini di buona volontà, anche durante il processo abbiamo trovato tante persone disposte ad ascoltarci, poi è successo quello che è successo. Lui non è però stato fiducioso da subito in merito alla possibilità di far luce su questa vicenda, quando si sono riaperte le indagini lui non era così sicuro che si potesse arrivare a un risultato concreto, non per la mancanza di fiducia nella Procura, ma per il tempo passato da quel 13 agosto. Poi nel corso dei mesi ha visto la seria volontà di fare, ricordo il giorno della prima perquisizione, quella di maggio dell’anno scorso, credo che sia stato quello il momento in cui ha iniziato a capito che questa fosse un’indagine seria, che si volesse fare tutto quello che si potesse fare, nonostante il tempo trascorso. Lui è sempre prudente e molto lucido, ancorato ai dati di realtà, ma ha sempre avuto fiducia, ancora oggi non fa discorsi generalizzati".

La conduttrice la incalza in merito all’indignazione manifestata dall’avvocato sulla mancata comunicazione degli esami negativi, così da sapere se questa abbia cambiato il corso dell’indagine: "Questo è evidente, anche se oggi ne sento tanti che cercano di sminuire l’importanza del dato del DNA sui pedali, anche davanti all’evidenza. E’ sempre stato portato avanti dall’inizio come la pietra miliare della vicenda, tanto da portare al fermo, loro hanno sempre sostenuto che il DNA fosse sangue, anche se oggi cercano di negarlo, hanno continuato a dirlo per tutto il processo. Chiaramente se avessimo avuto quelle controanalisi del 20 settembre, che nessuno aveva diritto di scartare, credo sia ora necessario un approfondimento della Procura per capire cosa sia successo. Se le avessimo avute quel dato non avrebbe avuto alcun peso, avrebbero reso del tutto insensato il dato del 2019. Nessuno è mai riuscito a spiegare cosa fosse quel DNA sui pedali perchè era un dato anomalo, con quella quantità doveva essere vista a occhio nudo, i campionamenti successivi non hanno mai confermato l’unico risultato ottenuto nel 2019. Quello era frutto di un errore di laboratorio, non parliamo di dolo, può avvenire in ogni luogo, ma se hai delle controanalisi negative, qualunque sia il risultato va messo a conoscenza delle parti, del pm, dei periti. Non avevano diritto di fare valutazioni in proprio, dovevano essere fatte nel contraddittorio, non dobbiamo discuterne dopo vent’anni, ma nel 2007, prima di fermare Stasi e metterlo in galera, questa è la cosa grave. Capire chi, dove, cosa, quando, perché, l’ha fatto apposta o no è un dato successivo, lo accerterà la Procura, siamo pronti a vedere cosa sia successo, ma mi interessa che questo dato, che è eclatante, è in grado di tranciare totalmente non solo l’esistenza del DNA sui pedali, ma anche tutte le teorie, lo scambio dei pedali che era funzionale a incastrare questo pezzo del mosaico che non si è mai incastrato. Hanno forzato per incastrare questo puzzle, quando la conseguenza sono 16 anni di reclusione diventa un problema, e lo diventerà, per tante persone".

Panicucci ricorda come qualcuno nel suo studio abbia sottolineato che l’arresto del 24 settembre non sia durato: "Qualcuno ha detto: ‘Vabbè, lo hanno rilasciato". A questo replica Bocellari: "E’ vergognoso, è una posizione dei cosiddetti negazionisti a prescindere, che è vergognosa. Questa parte dal presupposto che Stasi sia colpevole, oggi potrebbero anche trovare il video e direbbero che sia stato contraffatto, potrebbe esserci una confessione e direbbero che sia stata estorta. Ho perso ogni speranza, soprattutto con alcune persone, di vederle guardare la realtà come deve essere guardata. Ormai si sono prese posizioni da troppo tempo, cambiare idea sarebbe una conseguenza sulla loro persona e sulla loro reputazione. Se questo viene fatto sulla pelle di una persona, quindi di Alberto Stasi, lo trovo semplicemente vergognoso. Bisogna ignorarli, lasciamoli dire".

La posizione dell’avvocato Cataliotti

Nel frattempo, sono arrivati gli avvocati Angela Taccia e Liborio Cataliotti, a cui viene chiesto dei possibili testimoni che loro avrebbero trovato, in grado di confermare che Sempio abbia sempre portato il 44, a rispondere è lui: "Vediamo che le notizie circolano prima ancora che si cristallizzino in atti. Non è vero che non ci siano novità, una c’è, avevamo ragione sostenendo che il professor Catanesi non potesse espletare il suo mandato, la verifica dell’imputabilità richiede che la persona venga sottoposta a test. C’è un confronto tra consulenti, su cui leggeremo cosa convince gli inquirenti sull’impronta 33, che sia intrisa di sangue, che sia riconducibile a lui o che sia connessa all’omicidio, sono domande diverse, che non necessariamente hanno la stessa risposta, ma secondo il comunicato stampa le risposte non sono così nette da come vengono rappresentate. Le altre novità riguardano Stasi, per Andrea Sempio ogni team di consulenti, quelli della Procura e i nostri, sono fermi nelle proprie convinzioni, non pensavamo potessero cambiare idea. Forse faremo la punta agli spilli, rinfrancare le conclusioni, ma giochiamo di rimessa, si deve prendere la palla all’avversario, quindi ritirare le carte, distribuirle ai nostri consulenti, e a quel punto avremo la palla in mano. Ci sono impronte di scarpa e ipotesi di accusa, per la Procura la misura è compatibile, ma non è una prova forte a carico, se fosse a discarico sarebbe decisiva, depositeremo altro, è una prova inevitabilmente decisiva, visto che è l’unica traccia certa lasciata dall’assassino".

Cataliotti dice la sua anche su quanto emerso su Stasi: "Siamo sconcertati, ed è un’espressione non a caso, increduli finché l’evidenza non ci dica che effettivamente ci sia stato un errore così marchiano, se non peggio, nelle indagini. Questo però era non verificabile fino ad adesso, ci crederemo se e quando i nostri consulenti ci diranno sia vero, ma siamo indifferenti a quello, non si tradurrebbe in un elemento a carico di Sempio".

La testimonianza di Marino e i tanti "Non ricordo"

Spazio alla dichiarazione del Capitano Marino, che rivela di avere consegnato al Generale Garofano le informazioni in suo possesso, sottolineando che quei dati non fossero un problema. "Non mi ricordo cosa abbiamo fatto dopo, forse a questi risultati negativi non è stato dato il peso che meritavano". Bocellari non ci sta: "Ma che titolo avevano per decidere cosa fosse un problema e cosa no? Loro avrebbero dovuto dare le corse elettroforetiche a tutte le parti, consegnarle al pm, poi se ne sarebbe discusso nel contraddittorio, questa è una cosa di una gravità inaudita, è una violazione macroscopica dei diritti fondamentali dell’indagato e dell’imputato, non può esistere. E’ allucinante, Marino nella relazione preliminare che ha portato al fermo ha scritto: ‘C’è il DNA di Chiara Poggi oltre ogni ragionevole dubbio. Io non credevo a quanto emerso, ho passato un mese a controllare il fascicolo, pensavo fosse sfuggito qualcosa a qualcuno, è inaccettabile",

Bocellari ci tiene a fare una precisazione: "Non è il RIS a dover dare spiegazioni, ma chi ha fatto quelle analisi, e chi era lì in quel momento. Però da quanto si è capito sembra che la maggior parte non ricordi nulla, non sanno niente di preciso, su una vicenda di questo tipo c’è chi ricorda la febbre di Mattei (altro membro del RIS, ndr), ma sull’analisi stessa non ricorda cosa hanno fatto. Ma come è possibile? Hanno fatto arrestare una persona, auspico che la pm Muscio venga sentita, bisogna sapere se qualcuno le abbia detto questo. E’ una situazione gravissima, non può succedere, perchè ai periti di primo grado che dovevano esprimersi sul DNA sui pedali non sono state consegnate le controanalisi? Chi poteva avere titolo per decidere cosa fosse importante e cosa no, a cosa dare peso e cosa no? Questo non lo può fare nessuno, qualcuno ne deve rispondere, deve spiegare il perché, si vedrà se ci sono responsabilità, a titolo di dolo o altro titolo".

Emerge una novità importante rivelata da Canta in chiusura: "I difensori di Sempio probabilmente chiederanno davanti al GUP di sollevare la questione del conflitto di giudicati, quindi che sia lui davanti alla Corte Costituzionale a chiedere la sospensione di tutto finché non si chiarirà la posizione di Alberto Stasi. Sulla 33 sembrano intenzionati davanti al GUP a chiedere l’incidente probatorio".


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