Garlasco in Tv, Sempio convocato in Procura, individuato il movente. Panicucci: "Incolpata la persona sbagliata, è l'errore più grosso"

Mattino Cinque ha parlato a lungo del caso Garlasco giovedì 30 aprile 2026, all'indomani della convocazione in Procura di Sempio, ritenuto unico assassino di Chiara Poggi

Ilaria Macchi

Ilaria Macchi

Content Editor

Laureata in Linguaggi dei Media, amo il giornalismo, il calcio, la TV e la moda, dove cerco sempre le ultime tendenze.

"Mattino Cinque" è in onda come ogni mattina anche oggi, giovedì 30 aprile 2026, pronto a dare aggiornamenti sul delitto di Garlasco, a maggior ragione dopo quanto accaduto nella serata di ieri. La Procura di Pavia, che si sta occupando della nuova indagine, ha infatti convocato Andrea Sempio per un interrogatorio, in programma martedì mercoledì 6 maggio. Cambiato inoltre il capo di imputazione, ora è accusato di omicidio volontario, con l’aggravante della crudeltà e dei futili motivi.

Garlasco, Mattino Cinque puntata 30 aprile 2026: Sempio convocato in Procura, gli scenari

Federica Panicucci annuncia subito di voler raccontare quale sia stata secondo la Procura la dinamica dell’omicidio, oltre al movente che sarebbe stato individuato. La conduttrice fa un’ulteriore precisazione: "Ci sono molti elementi che, secondo la Procura, ci fanno intendere che Alberto Stasi sarebbe fuori dalla scena del crimine, quindi l’unico assassino di Chiara Poggi sarebbe Andrea Sempio".

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La padrona di casa di "Mattino Cinque" mostra in esclusiva il documento di convocazione che ha ricevuto l’indagato: "cagionava la morte di Poggi Chiara, in particolare dopo un’iniziale colluttazione colpiva reiteratamente la vittima con un corpo contundente. Dapprima, in regione frontale sinistra e in regione zigomatica destra, facendola cadere a terra. A seguito di ciò, la trascinava al fine di condurla verso la porta di accesso alla cantina, dopo che la persona provava a reagire mettendosi carponi la colpiva nuovamente con almeno 3-4 colpi in regione pareto-temporale sinistra, in regione parietale superiore, lungo la linea mediana e in regione parietale sinistra paramediana facendole perdere i sensi. A seguto di ciò spingeva il corpo della vittima facendolo scivolare lungo le scale, nonostante la stessa fosse già incosciente la colpiva con almeno 4-5 colpi in regione pareto-occipitale sinistra cagionando alla stessa gravi lesioni cranio-encefaliche dalle quali derivava il decesso. Il tutto con l’aggravante di avere agito con crudeltà verso la vittima, in considerazione dell’efferatezza dell’azione omicidiaria per il numero e l’entità delle ferite inferte alla vittima, di cui almeno dodici lesioni sul cranio e sul volto".

Federica Panicucci annuncia però di voler svelare anche il movente che avrebbe portato secondo la Procura Sempio a uccidere. "Con l’aggravante di avere commesso il fatto per motivi abietti, riconducibili all’odio per la vittima in seguito a un rifiuto del suo approccio sessuale", si legge nel documento. Questo quadro lo porta ovviamente a rischiare l’ergastolo.

L’inviato Emanuele Canta, presente a Garlasco nei pressi dell’abitazione di Sempio, fa il quadro della situazione: "Siamo a una svolta, Sempio è stato convocato per il 6 maggio, dovrà presentarsi alle 10, ha l’obbligo di presentarsi, ma potrà avvalersi della facoltà di non rispondere. La Procura contesta il reato, il capo di incolpazione è comunque mutevole, può variare fino alla conclusione delle indagini, ora è chiaro e ben contestualizzato, sarebbe lui da solo ad avere agito uccidendo Chiara Poggi per futili motivi, il rifiuto a un approccio sessuale. Viene anche contestata la crudeltà, aggravanti che potrebbero portarlo all’ergastolo. Resta da capire lo scopo della convocazione, i PM scopriranno almeno in parte le carte, vedremo se Sempio vorrà capirlo o se preferirà avvalersi della facoltà di non rispondere. L’azione omicidiaria partirebbe con alcuni colpi sul volto di Chiara Poggi, che sarebbe caduta a terra, trascinata verso le scale e la porta a soffietto, la ragazza avrebbe tentato di reagire, per poi essere stata colpita ancora in maniera violenta sul capo. Lei avrebbe perso definitivamente i sensi, per poi essere gettata sulle scale, ma qui sarebbe stata colpita ancora. L’azione omicidiaria viene riscritta dalla BPA, si conclude sulle scale con i nuovi colpi pesantissimi subiti, per poi essere lasciata lì. Alberto Stasi ora esce definitivamente di scena, la BPA descrive una dinamica diversa, con tempi diversi e un’epoca della morte che va a cadere in una fascia oraria in cui lui è già a casa".

Sempio deve quindi necessariamente presentarsi in Procura, ha davanti due strade: avvalersi della facoltà di non rispondere, anche se non sarebbe ottimale per lui, potrebbe essere incolpato di cattivo comportamento processuale, cosa utilizzabile dal giudice se venisse rinviato a giudizio, o parlare, ma a quel punto dovrà parlare al buio, non sarà a conoscenza d quello che la Procura ha in mano. Panicucci continua: "La Procura potrebbe mostrargli qualcosa, ma voi dite: ‘Se è innocente che problemi ha a parlare?’. Se uno è innocente ha tutto l’interesse a presentarsi e a parlare spontaneamente, come fece Alberto Stasi, lui lo ha fatto senza problemi, ha dato il suo DNA più volte, mentre Sempio la prima volta si è rifiutato di farlo. Sempio potrebbe anche parlare e dire di non essere stato sulla scena da solo, il capo di incolpazione può cambiare, sia quando diventa capo di imputazione, sia in dibattimento". Il cambiamento è avvenuto, ad esempio, con il caso di Pierina Paganelli, ad Avetrana, per il mostro di Firenze (Pacciani è andato a processo da solo, poi sono stati inseriti i "compagni di merende").

La conduttrice fa un’altra osservazione: "Nel corso degli anni ci sono stati tanti errori nelle indagini, ma forse quello più grosso è stato nei confronti della persona, forse si è andati sulla persona sbagliata, forse il responsabile non era Alberto Stasi".

Non manca un commento dell’avvocato Taccia, legale di Sempio, che ha parlato all’ANSA, su quanto accaduto nelle ultime ore: "Stiamo valutando i passi più opportuni per la nostra strategia difensiva, tenendo conto del fatto che per la seconda volta dall’inizio dell’inchiesta Andrea viene convocato ma senza che gli atti delle indagini siano stati depositati". Panicucci ritiene però quest’osservazione inutile: "Le indagini sono praticamente finite, gli atti verranno inviati agli avvocati, quindi che interesse ha la Procura a tenerli secretati. Quando Sempio arriva in Procura il Procuratore potrebbe rivelargli e dire cosa ha in moda, lui potrebbe quindi non essere pronto a rispondere. C’è la possibilità che lui sia innocente, ma in quel caso che problema hai a parlare, cosa può avere di grave la Procura se sei innocente? La sua posizione non è semplice".

Importante è il commento di Elisabetta Aldrovandi, ora nel team di difesa di Stasi: "Il capo di incolpazione può cambiare, il capo di imputazione viene cristallizzato con il decreto di citazione a giudizio, ma può cambiare anche nel processo, qualora nell’attività dibattimentale e istruttoria dovessero emergere nuovi elementi. Alcuni reati vengono derubricati, ora serve prudenza. Il 20 maggio Sempio non si è presentato facendo leva su un cavillo procedurale, la Procura non l’ha più convocato, poteva correggere l’errore, ma non l’ha fatto, decide di convocarlo poco prima della chiusura delle indagini preliminari, cosa che non è usuale. Non darei per scontato che lui non risponderà".

Panicucci sottolinea: "L’avvocato Cataliotti è noto per essere un avvocato di contenimento del danno, quando ci sono cause complicate si tende a contenere, evitare la sentenza peggiore. Ammesso e non concesso che lui sia colpevole, ora potrebbe decidere di raccontare qualcosa per evitare il peggio".

Non può che essere rilevante l’opinione di Grazia Longo, che ha sempre creduto nell’estraneità dell’indagato: "Io non sono nella testa di Sempio né degli avvocati, non so se si avvarrà, ma a naso si avvarrà della facoltà di non rispondere in attesa della Discovery degli atti. Ora si parla di un solo assassino, mi devono allora spiegare a chi appartenga il cosiddetto Ignoto 2, ovvero l’altro DNA sulle unghie di Chiara Poggi. Per me è un contatto indiretto, come lo è anche quello della linea maschile di Sempio". Panicucci non ci sta: "Nella sequela degli errori non possiamo inserire anche avere messo Stasi sulla scena del delitto?" , ma la giornalista nega: "No, la camminata, l’impronta a pallini e l’assenza di sangue sotto le scarpe di Stasi sono indizi che hanno portato alla sua colpevolezza collocandolo sul luogo del delitto". La conduttrice non si trattiene: "Quindi la Procura sta prendendo una cantonata clamorosa, Stasi secondo te è colpevole, Sempio non ha motivo di essere collocato nell’abitazione".

A questo punto lei vuole conoscere il parere di Stefano Zurlo, che non ha mai messo in discussione la sentenza di condanna: "Non parlerei di cantonata. Il capo di imputazione può cambiare, ma non è un grande segnale di forza. Dire ‘in concorso con Stasi o ignoti’ e poi dici che fosse da solo, ma sapendo che la cosa possa cambiare ancora forse non hai le idee chiare. Se stai descrivendo un mostro che uccide in modo efferato mi devi spiegare perchè un anno fa si parlasse di concorso e ora no. Non posso escludere il movente sessuale, ma ci sono elementi oggettivi? Arrivi sulla base della consulenza della Cattaneo, quindi Chiara che lotta, o hai degli elementi? Su questo non si può fare neanche la revisione, serve una prova nuova. Leggetevi il Codice, io aspetto la prova nuova". Aldrovandi non ci sta: "Pensi che la Procura si inventi il movente?".

I dubbi sulla colpevolezza di Sempio

Panicucci incalza: "Non è detto che la prova nuova non venga presentata ad Andrea Sempio durante l’audizione del 6, ammesso e non ammesso che parli". Arriva il parere di Marco Oliva, anche lui sempre dubbioso sulla nuova inchiesta: "Potrebbe essere in carcere la persona sbagliata, lo vedremo quando ci sarà il processo. Finalmente abbiamo qualcosa su cui riflettere, un’accusa, un movente, una dinamica precisa, ma non possiamo far finta di niente su quello che è stato detto. Abbiamo sentito per un mese Cametti parlare del trasporto di due persone che trascinavano il corpo, l’avvocato De Rensis che vedeva i vestiti dei pittori, Aldrovandi parlare della colazione con gli assassini e sedie, Signoretti che parlava di Ignoto 2.. Per le sentenze Alberto Stasi è l’assassino. Illazioni assurde di cui qualcuno si dovrà prendere la responsabilità. Sempio potrebbe non presentarsi, non rispondere, farlo quando verranno svelate le carte, ha 20 giorni a disposizione". Il giornalista Signoretti non ci sta: "Pensiamo a una mamma che ha un figlio in carcere da dieci anni, questo stamattina non si può sentire". Anche il giornalista Gianluca Zanella controbatte: "Le illazioni assurde le avete fatte per diciotto anni su Stasi e il suo movente sessuale".

Grazia Longo resta però imperterrita: "Non basta essere innocente e parlare, Lo è, guardate che fine sta facendo. Non basta essere innocenti per non avere paura, per me lui è innocente, ma sta per essere rinviato a giudizio e andare a processo". Questa presa di posizione viene però ribaltata dalla conduttrice: Ma guardate che fine sta per fare Sempio, non abbiamo evidenze che sia innocente".

Aldrovandi ritiene però la convocazione in Procura dell’indagato una mossa cruciale: "Chiediamoci perché la Procura lo ha convocato in questa fase, non può essere che abbia in mano una serie di elementi da presentargli, che potrebbe chiedergli di spiegare? La Procura gli dà modo di sgravare almeno in parte la sua posizione? Possiamo pensare a questo".

Su questo si esprime anche il dottor Pasquale Linarello, genetista che fa parte del pool di Stasi: "Da quello che appuriamo Alberto Stasi è fuori dalla scena del crimine, questo è abbastanza chiaro. Vorrei rispondere a Marco Oliva, è più di un anno che ascoltiamo consulenti, opinionisti, il parere di tutti, tranne quello della Procura. Ora la Procura sta parlando, non sappiamo cosa abbia in mano, massima cautela e massimo garantismo nei confronti di Sempio, ma adesso la Procura sta parlando, ha in mano le consulenze e le indagini classiche, non sappiamo cosa abbiano".

La presentatrice non riesce però ad accettare la ritrosia della Procura sulla situazione attuale: "Stasi è stato condannato sulla base di consulenze, qual è la differenza con quello che vediamo ora?". Lui replica: "Non erano consulenze, ma perizie, hanno fatto i processi e i giudici si sono convinti di una verità definitiva, giusta o sbagliata che sia. Non è che adesso fai una consulenza e rimetti in discussione tutto". Aldrovandi spiega meglio la questione sul piano legale: "Possiamo sfatare il mito per cui solo le perizie fanno da prove? In un processo penale anche una consulenza della Procura può rappresentare una prova. Il giudice può predisporre una perizia sulla base del suo prudente apprezzamento se nota che la consulenza non sia sufficiente a provare il suo ragionevole convincimento. Smettiamo di dire che le consulenze non valgono niente". Zurlo non è d’accordo: "Mi stai dicendo che una consulenza della Procura dopo 20 consulenze, 5 processi e 7 perizie è una prova nuova? Va bene".

Canta fa una precisazione ulteriore: "Pochi immaginavano quello che la Procura di Pavia ha fatto arrivare alle soglie del rinvio a giudizio, per molti era un’ipotesi fantascientifica, inimmaginabile credere che tutto si potesse riscrivere. Tantissimi credevano che l’archiviazione fosse l’epilogo di questa nuova indagine iniziata dai magistrati pavesi, siamo arrivati a una ricostruzione nuova, un capo di incolpazione preciso, un movente individuato e una prossima richiesta di rinvio a giudizio. Abbiamo, permettimi, un Procuratore Capo che va da un Procuratore generale e chiede la revisione per Alberto Stasi, tolto totalmente dalla scena del crimine secondo elementi che lui crede siano venuti fuori dall’indagine su Sempio. Tutto davvero rimesso in discussione".

Gianluca Zanella chiosa: "Ho sentito parlare di suggestioni, i primi a crearli sono stati gli avvocati di Sempio con la teoria delle Bozzole, ne aveva parlato Lovati. Per anni, e ancora oggi, ci si è arrampicati sugli specchi per cercare di trovare un movente che giustificasse la condanna di Alberto Stasi. Vedere esporsi la Procura di Pavia in modo così forte e con un movente così chiaro a me fa supporre che le prove ci siano e le abbiano ben consolidate".

Panicucci conclude: "Ora che Stasi esce di scena, abbiamo conferma di essere davanti a un clamoroso errore giudiziario, parliamo di questo, non di chi aveva detto qualcosa o di chi avesse ragione. Parliamo di chi ha ucciso Chiara Poggi, vogliamo saperlo, il focus è questo, ho la sensazione di essere vicini a questo".


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