Garlasco in Tv, le consulenze complicano la posizione di Sempio. Panicucci contro gli ospiti: "Considerate che Stasi sia innocente"
Mattino Cinque ha dedicato un approfondimento al caso Garlasco anche mercoledì 29 aprile 2026, la posizione di Sempio sembra complicarsi, ma c'è chi non ne è ancora convinto

"Mattino Cinque" è ormai diventato un punto di riferimento per chi ha la possibilità di sintonizzarsi davanti alla Tv ogni mattina, soprattutto se si vuole essere aggiornati sull’andamento dell’indagine per il delitto di Garlasco, giunta a una fase cruciale. Non mancheranno notizie interessanti anche nella puntata di oggi, mercoledì 29 aprile 2026. Federica Panicucci annuncia l’intenzione di fare un approfondimento importante, che inevitabilmente coinvolgerà i destini incrociati di Alberto Stasi e Andrea Sempio.
Garlasco, Mattino Cinque puntata 29 aprile 2026: cosa è successo
Federica Panicucci parte dalla situazione di Alberto Stasi e alla possibilità che lui possa ottenere la revisione, fino ad ora i giornalisti Stefano Zurlo e Grazia Longo erano apparsi dubbiosi su questo, ritenendo non ci siano gli elementi necessari per ottenerla, di diverso avviso è il collega Umberto Brindani: "Penso che tutto ora sia nelle mani della dottoressa Nanni, Procuratore Generale di Milano, e dell’Avvocato Generale Tonto Donati, saranno loro a decidere. La Nanni ha al suo attivo una revisione, quella di Beniamino Zuncheddu (liberato in Sardegna dopo più di 30 anni di carcere, ndr) e una negazione di una revisione, quella di Erba, quindi è difficile. Credo che tutto dipenda dal passo importante fatto dal Procuratore Napoleone, non scontato, vuol dire che ha carte molto solide in mano, penso che la dottoressa Nanni debba prendere atto che in questo anno e mezzo di indagine siano stati smontati uno per uno i sette indizi che hanno portato alla condanna di Stasi. Mi sento di scommettere almeno sull’invio delle carte a Brescia (deputata a prendere la decisione finale, ndr)".
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Entra nel canale WhatsAppZurlo sottolinea: "Spero, immagino, sono sicuro, che non si tratti solo di consulenze che rimettono in discussione i dati tecnici scientifici accumulati in un contraddittorio interminabile nell’arco di una serie di processi e di perizie. Spero emergano elementi oggettivi, sono il primo a dire che se ne uscisse uno certo a favore della revisione sia giusto farla. Sto aspettando, ma non mi si può dire del cambio dell’ora del delitto decisa dalla Cattaneo dopo sei perizie e processi. A meno che non si dimostra che tutti i periti e consulenti dei vent’anni precedenti siano dilettanti allo sbaraglio".
L’inviato Emanuele Canta, che si trova come di consueto a Garlasco, fa il punto sulla serie di consulenze che sono state depositate, oltre alla perizia Albani. "C’è un’indiscrezione, anche se in realtà è qualcosa di più, un’anticipazione, le consulenze chieste dalla Procura, quella della professoressa Cattaneo, la BPA dei RIS di Cagliari e quelle di tipo genetico di Carlo Previderè sembrano convergere, in qualche modo incastrarsi, così da sostenere la tesi accusatoria della Procura nei confronti di Andrea Sempio. Tutti i professionisti hanno lavorato in scienza e coscienza e autonoma, sono di alto livello, abbiamo detto più volte come sia importante leggerle insieme per arrivare a una conclusione. La richiesta di rinvio a giudizio per l’indagato potrebbe quindi arrivare a conclusione indagine, forse verso fine maggio, ma ribadiamo come le consulenze si incastrino alla perfezione rispetto all’impianto accusatorio che la Procura sta portando avanti".
Grazia Longo è però di parere opposto rispetto all’indiscrezione: "Credo che finché non ci sarà la Discovery degli atti potremmo stare qui a parlare, e facciamo benissimo, meno male se ne parla visti i tanti punti oscuri, ma a me non risulta, questo per due motivi. Secondo indiscrezioni di Canta relative a quanto stabilito dalla Cattaneo sarebbero state usate più armi, ma secondo la BPA dei RIS di Cagliari no". Panicucci la interrompe, vuole sapere come faccia a essere a conoscenza di questo: "Ognuno ha le sue fonti", ma questo non sta bene alla conduttrice: "Noi parliamo sempre di indiscrezioni, tu parli di certezze". La giornalista replica: "Ho sempre parlato di indiscrezioni, ho sempre ribadito che per me sono certe, sono indiscrezioni che arrivano da fonti certe. Questa per me è una fonte certa, ho sentito in tante trasmissioni dire di avere un’indiscrezione che non è confermata".
Panicucci ricorda poi un altro dettaglio a cui la giornalista, ospite fissa a "Quarto Grado" aveva fatto riferimento, la presenza di un’impronta a V a casa Poggi, che potrebbe appartenere alle Lacoste che Stasi dice di avere indossato quel giorno. "Tu mi hai detto di essere certa che fossero le dita di Chiara Poggi", lei ribatte: "No, io ho detto di sapere con certezza che non corrisponde all’impronta delle scarpe". La presentatrice prosegue: "Come fai a dirlo con certezza?". Questa la risposta di Longo: "Perché la mia fonte è certa, ma aspettiamo la Discovery degli atti, magari sarò smentita. Ho sentito in diverse trasmissioni persone anche autorevoli dire: ‘Ho un’indiscrezione, ma non è confermata’, io invece dico di averne una che è confermata. Ritengo la mia fonte certa, la conosco da tanti anni e di cui mi fido, poi magari sarò smentita".
Panicucci ribadisce un aspetto: "Ci tengo perché quello può essere importante per la revisione, dire che quell’impronta possa essere riconducibile ad Alberto Stasi è cruciale. E’ fondamentale quello che mi stai dicendo, vuol dire che uno di questi punti verrebbe tolto dall’elenco". Zurlo conorda: "Io da settembre ho scritto che l’arma fosse una, lei ha le sue fonti, io le mie, vedremo se saremo smentiti. Vedremo quando leggeremo le carte se le consulenze raggiungono un grado di certezza, probabilità o ipotesi, come si incastrano? Queste non smentiscono le consulenze fatte nei processi precedenti, ma le perizie fatte nei dibattimenti avallate da giudici e avvocati in cinque processi".
Elisabetta Cametti ci tiene però a mettere in evidenza un dettaglio da non tascurare: "L’incontro tra il Procuratore Napoleone e la Procuratrice Nanni segna un passaggio centrale, se non avessero avuto un quadro molto chiaro non avrebbero fatto quel passo. Ricordiamoci poi delle indagini tradizionali, di cui non sappiamo niente".
Umberto Brindani rileva qualcosa che tutti dovremmo tenere presente rivolgendosi a Zurlo: "Mettici un po’ di buon senso, Napoleone è a un passo dalla pensione, lui poteva non fare questa mossa, aspettare che la revisione venisse fatta da De Rensis e Bocellari. Se si espone al punto di andare dalla Nanni pubblicamente, vuol dire che o è a pazzo o a qualcosa in più di consulenze che ritieni inutili". Zurlo prova a raddrizzare il tiro: "Il DNA sulle unghie è importante, nessuno lo sottovaluta, in qualche modo, semplifico, riconduce a Sempio. Mi meraviglierei molto, conoscendo Napoleone e la Procura di Pavia, se si arrivasse a una Discovery solo sulle consulenze, l’ora della morte balla da 19 anni, si discute da 19 anni del numero di armi, ognuno dice la sua".
Spazio alla versione di Canta in merito alla teoria dell’impronta di scarpa smentita da Longo: "Ognuno fa il proprio lavoro giornalistico, ha i propri canali di fondi e informazioni. Sulla BPA non viene spiegato quante siano le persone che hanno agito, questa è una deduzione investigativa, è stata raccontata una dinamica che, per quello che noi sappiamo, è diversa da quella finora raccontata nelle sentenze. Posso ribadire che è un’anticipazione, non un’indiscrezione, la convergenza sulle consulenze, è una lettura che fa la Procura. Gli investigatori sono certi di arrivare davanti al GUP con un quadro molto solido".
Il possibile movente del delitto
Si passa a un’altra indiscrezione, il possibile movente, che potrebbe portare la situazione fuori da Garlasco, secondo quanto sarebbe emerso dalla consulenza informatica del professor Dal Checco. "Il suo lavoro è stato importante e minuzioso, soprattutto sul computer della famiglia Poggi, che non era mai stato fatto prima, quindi ha portato a elementi nuovi. Questi sono stati ritenuti interessanti dagli investigatori, che si sono mossi per fare approfondimenti, anche sulle frequentazioni dell’epoca di Sempio, che sono fuori dal paese. Sono elementi inesplorati e nuovi, è stata una solida base per continuare a lavorare"
Panicucci ci tiene a fare una riflessione per lei doverosa: "Mi sembra, ed è un’opinione personalissima, che ci sia sempre un muro, anche adesso. Ora forse siamo arrivati a un momento di svolta, la Procura Generale e la Corte di Appello di Brescia potrebbero accettare la revisione, vorrebbe dire che siamo davanti a un errore giudiziario. Potreste prendere in considerazione l’ipotesi che Alberto Stasi sia davvero innocente? Si va in questa direzione, dire no tout cour lo trovo in questa fase forse, permettetemi, un po’ eccessivo". Zurlo replica: "Per quanto mi riguarda, i dubbi vengono coltivati sempre, è giusto farlo davanti a una persona in carcere da dieci anni con una condanna pesantissima. Io ho molta fiducia nella Nanni, ha detto sì e no a richieste di revisione, per me sarà già un punto di riferimento importante. Per me gli elementi che hanno portato alla condanna di Stasi, anche se controversi e difficili e oggetto di cinque processi, al momento non sono caduti. Nel giorno in cui cadono, sarò il primo a dire: ‘Abbiamo sbagliato, chiediamo scusa a Stasi'".
Il giornalista Roberto Alessi concorda con la conduttrice: "Siamo pieni di dubbi su quello che è successo. Credo sia un diritto di noi italiani assistere a un processo di revisione, il caso Garlasco ha messo veramente in dubbio la fiducia che abbiamo sempre avuto nei confronti della magistratura. L’opinione pubblica ha bisogno di questa reviione".
Panicucci non ci sta: "Oggi siamo davanti a un’ipotesi di revisione per Stasi, il tema un’arma/due armi, chi era in casa fa parte dell’inchiesta a carico di Andrea Sempio. Noi stiamo parlando di una revisione per lui, mentre il procuratore indagava su Sempio ha avuto evidenze che gli fanno credere che Stasi non fosse lì". Longo ribatte: "Non posso che concordare che di fronte a elementi eclatanti si debba cambiare idea e chiedere scusa, anch’io lo fare. Ma da 19 anni nonostante una condanna definitiva c’è una parte di giornalisti, inquirenti, persone e cittadini che difende Stasi. Non è detto che anche con la revisione ci si debba convincere che…". La presentatrice non ci sta: "Al di là della vulgata, la vulgata può dire che Stasi sia innocente, ma noi siamo oltre. Siamo davanti a un Procuratore che parla a una Procuratrice che andrà in Corte di Appello e che diranno revisione sì/no per decidere. Noi vogliamo la verità, qualunque essa sia".
