Garlasco in Tv, il DNA e l'autogol della difesa di Sempio. Federica Panicucci sbotta: "Non lo poteva sapere"
Oggi, lunedì 28 settembre 2026, è prevista la chiusura indagini per il delitto di Garlasco a carico di Andrea Sempio, a Mattino Cinque spazio ai vari elementi della Procura

La giornata di oggi, lunedì 28 settembre 2026, non può essere considerata come tutte le altre, è prevista infatti la chiusura dell’inchiesta (salvo proroghe, che sembrano improbabili) per il delitto di Garlasco. A essere accusato dell’omicidio di Chiara Poggi è Andrea Sempio, amico del fratello della vittima. "Mattino Cinque" ha quindi voluto come di consueto fare il punto della situazione, così da capire cosa ci si debba aspettare.
Garlasco, Mattino Cinque puntata 28 settembre 2026: cosa è successo
Salvo sorprese, l’indagine per il delitto di Garlasco si concluderà oggi, la Procura di Pavia dovrebbe così scoprire le sue carte e fare richiesta di rinvio a giudizio per Andrea Sempio, accusato di avere ucciso Chiara Poggi. Sono diversi gli indizi contro di lui, a cui si aggiungono quattro consulenze fatte realizzare dai magistrati recentemente per blindare il quadro accusatorio. Queste riguardano il DNA presente sulle unghie della vittima, la traccia 33, le impronte di scarpa a pallini e la relazione psichiatrica, affidata al professor Roberto Catanesi, che si è avvalso di scritti e interviste senza però incontrare il 38enne, che ha rifiutato la sua richiesta. Quest’ultima consulenza non è stata però inaspettatamente ancora depositata, anzi con ogni probabilità non lo sarà.
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I magistrati hanno però posto attenzione anche alle indagini del 2007, è in quest’ottica che è stato sentito venerdì il generale Luciano Garofano, che all’epoca era a capo dei RIS di Parma, oltre ad altri ufficiali che avevano eseguito i rilievi con lui, Le audizioni avrebbero riguardato le analisi di impronte e DNA sui reperti, in particolare quanto trovato sui pedali della bicicletta di Alberto Stasi, che aveva influito sulla sua condanna. La chiusura delle indagini potrebbe inoltre portare a velocizzare la richiesta di revisione di quest’ultimo, sia da parte della Procura Generale, sia da parte della sua difesa, che ha lavorato a una serie di nuove consulenze.
A fare il punto della situazione è l’inviato Emanuele Canta, che si trova davanti alla Procura di Pavia: "Cresce l’attesa, entro oggi i magistrati notificheranno l’avviso di chiusura indagine agli avvocati di Andrea Sempio, non ci sarà una proroga. La difesa avrà poi 20 giorni di tempo per presentare delle proprie memorie, ma anche volendo per fare parlare l’indagato, ma sicuramente non lo farà. Scaduti i 20 giorni, la Procura avrà ancora del tempo, i cosiddetti ‘ termini di riflessione’, nove mesi, fino a qui potrà spingersi per chiedere un’archiviazione, ipotesi che sembra esclusa, o formulare la richiesta di rinvio a giudizio. In questo termine potrà anche disporre nuove consulenze supplettive se lo riterrà necessario, fatta la richiesta di rinvio a giudizio il GUP avrà 30 giorni per fissare l’udienza. Non ci sono solo le ultime consulenze fatte negli ultimi mesi, ci sono importanti novità, saranno rese note a ore, ma sono di grande portata. Massimo riserbo sui contenuti della SIT di Garofano e dei suoi colleghi, ma si è voluto approfondire la questione del DNA sul pedale, quello che all’epoca aveva portato al fermo di Alberto Stasi".
Elisabetta Aldrovandi, avvocato di Alberto Stasi, spiega meglio sul piano legale cosa ci si debba attendere: "Il pubblico ministero dopo che la difesa di Andrea Sempio depositerà altre consulenze, se lo riterrà opportuno, può chiudere l’archiviazione o esercitare l’azione penale chiedendo il rinvio a giudizio. A quel punto si andrà davanti al GUP, con la riforma Cartabia è necessario che ci sia una ragionevole previsione di condanna perché l’indagato diventi imputato una volta rinviato a giudizio. L’impianto accusatorio deve quindi essere solido, deve prevedere una condanna in maniera ragionevole per essere rinviato a giudizio".
Giuseppe Brindisi ricorda quanto detto da Alberto Stasi nelle sue dichiarazioni spontanee prima della condanna, facendo riferimento a diversi elementi, come lo scambio dei pedali, smentito da una consulenza tecnica, eppure la cosa non sembra cambiata. "Di queste bufale se ne parla ancora. A parlare di bufala è il Procuratore Generale della Corte di Cassazione Oscar Cedrangolo durante l’ultimo processo, lui fa riferimento a Stasi che avrebbe parlato di incidente domestico, su quella bufala si basa tutta l’architrave della sentenza di condanna. Quegli elementi sono ancora adesso sul tavolo, e sono tutte sciocchezze".
Aldrovandi spiega sul piano tecnico quali potrebbero essere le conseguenze per Sempio sulla base dell’accusa di omicidio con aggravanti indicata dalla Procura: "Questo reato se fosse commesso oggi porterebbe direttamente all’ergastolo, senza possibilità di accedere a ritmi alternativi. Si applica però la legge più favorevole al reo, quindi paradossalmente potrebbe chiedere il rito abbreviato (non è più previsto dal 2019, ma il fatto è stato commesso dal 2007, quindi si applica la vecchia legge, ndr). La crudeltà è un’aggravante che porta all’ergastolo, ci sono molte più indicazioni rispetto all’imputazione a carico di Alberto Stasi, qui ci sono l’aggravante della crudeltà, il movente, importante a fini investigativi".
Canta fa un’ulteriore precisazione sulla scelta del professor Catanesi di non depositare la sua consulenza, come aveva anticipato nell’ultima puntata: "E’ così, non risulta consegnata, questo non significa che non arrivi a termine, la Procura potrebbe chiedere di completarla o consegnarla in un’altra fase, anche davanti al GUP. Questo dipenderà dalla strategia, la Procura sta lavorando anche da questo punto di vista, il no di Sempio al colloquio diretto ha influito, si è evitato probabilmente di esporsi ad altre contro consulenze non avendo questa il colloquio".
Uno dei punti che la Procura ha contro l’indagato è l’impronta 33, presente sulle scale dove si trovava il corpo di Chiara Poggi, su questa fa riferimento alle consulenze di Iuliano e Caprioli: "Bisogna considerare che una minuzia potrebbe non riprodursi sempre, qui ce ne sono quattro precise, fortemente significative". A questo si aggiunge il DNA sulle unghie della vittima, arrivato lì nel tentativo della ragazza d difendersi, su questo la perizia Albani non ha dubbi, "esclude tutti, anche Alberto Stasi, ma non Andrea Sempio". Su questo interviene Federica Panicucci: "Il DNA è su due mani, la difesa cita asciugamano, telecomando, corrimano, la maniglia, tutto è possible. Attenzione, si è passati dall’idea che Andrea Sempio non frequentasse mai quella casa (la mamma della 26enne non lo aveva inserito nell’elenco, c’era anche il garzone della pizzeria), ma improvvisamente quando esce il DNA sulle unghie della povera Chiara lui inizia ad essere uno che in passato ha frequentato quella casa assiduamente". Questo merita il commento di Brindisi: "E’ un autogol, se frequentava assiduamente la casa, all’epoca non si diceva così ma a Garlasco le cose cambiano, come mai ci sono tracce solo sull’impronta 33 e sulle unghie? Strano, avremmo dovuto trovare impronte e tracce biologiche ovunque, e invece no. Strano".
In aula se ci sarà un processo si parlerà inevitabilmente dei numerosi passaggi fatti da Sempio il giorno del delitto davanti a casa Poggi dopo avere saputo del delitto. L’assassino secondo gli investigatori sarebbe uscito dal retro attraversando una parte di campagna per poi arrivare in pochi minuti sul retro della casa dove viveva la nonna. Questo spiegherebbe perchè nessuno l’avrebbe visto. Lui dice poi di essere andato davanti alla villetta dove si è svolto l’omicidio con il padre tornando da casa della nonna, anche se lei non lo ricorda, lì avrebbe notato ambulanza e persone. Lui poi è tornato a casa, per poi andare nuovamente lì da solo e scoprire del ritrovamento di una donna morta da una giornalista, ma senza capire fosse la sorella del suo amico. A quel punto torna a casa per andare nuovamente a casa Poggi con il padre, è in quel momento che scopre della morte della 26enne, lui è l’unico amico a essere presente quel giorno, A non quadrare sono anche i percorsi più lunghi effettuati, uscendo da casa della nonna era però impossibile essere attirati da qualcosa di diverso dal consueto.
Panicucci ricorda inoltre un’altra frase particolare di Sempio: "Lui ha detto: ‘Sono passato di lì la prima volta, iniziava a esserci un po’ di confusione’, perché dire iniziava? Come faceva a sapere che sarebbe continuata? Poteva arrivare una sola ambulanza e finire lì, non lo poteva sapere"
