Garlasco in Tv, il vicino di Sempio morto e le versioni cambiate nel tempo. Panicucci: "All'epoca c'era un assassino in libertà"
Mattino Cinque ha dedicato uno spazio a Garlasco anche martedì 28 aprile 2026, focus sulla morte di un vicino di Sempio, su cui ancora oggi ci sono tanti dubbi

Nuova giornata e nuovo appuntamento con "Mattino Cinque", in onda anche oggi martedì 28 aprile 2026, con l’obiettivo di dare aggiornamenti, spesso in anteprima, sul delitto di Garlasco e sull’andamento delle indagini. Federica Panicucci annuncia di avere un’importante esclusiva, che sarà poi approfondita nel dibattito odierno.
Garlasco, Mattino Cinque puntata 28 aprile 2026: la revisione per Stasi e l’eventuale processo per Sempio
L’esclusiva riguarda la moglie di Giovanni Ferri, il pensionato di 88 anni che nel 2010 era stato trovato senza vita in un anfratto a Garlasco, vicino di casa dei Sempio all’epoca. Ci sono diversi dubbi sulla sua morte, catalogata come suicidio, solo ora la donna ha deciso di uscire allo scoperto e parlare. L’inviato Emanuele Canta ha inoltre ascoltato il vice comandante dei carabinieri che era in servizio all’epoca per conoscere la sua versione dei fatti.
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Entra nel canale WhatsAppFederica Panicucci ci tiene però a chiarire prima ancora una volta un aspetto, è possibile portare avanti l’iter che può consentire di arrivare alla revisione per Alberto Stasi, ma allo stesso tempo l’inchiesta che vede indagato Andrea Sempio, per cui è probabile possa esserci la richiesta di rinvio a giudizio. Il giornalista Stefano Zurlo è però ancora dubbioso sull’ipotesi di revisione: "Si fatica al momento a vedere l’evidenza di una prova nuova, potremmo essere smentiti nei prossimi giorni, c’è una rilettura clamorosa di alcuni elementi dichiamo ‘vecchi’, come l’orario della morte e le scarpe. Se la Nanni dovesse trovarsi davanti a questi elementi, ma rivalutati da consulenti autorevolissimi come la Cattaneo si troverebbe in un bel dilemma". L’avvocato Elisabetta Aldrovandi, nel team di difesa di Stasi e la conduttrice concordano: "Non basta la rivalutazione, servono elementi nuovi o clamorosi errori nella prima indagine".
La padrona di casa di "Mattino Cinque" vuole sapere dall’avvocato Fabrizio Gallo, legale di Massimo Lovati, quale possa essere la procedura sul piano tecnico: "La presenza di Napoleone alla Procura di Milano ha un duplice elemento essenziale, chiedere la revisione, e ci sarà, ma soprattutto significa che lui ha le idee chiare per sostenere la sua accusa in dibattimento nei confronti di Andrea Sempio. Ci saranno due processi paralleli, la revisione però dura molto meno, sarà fatto al massimo in due udienze, in pochi mesi. Il procedimento per Sempio, invece, in sei mesi non arriva ancora all’udienza preliminare. Fatta la revisione, Stasi sarà scarcerato, Sempio sarà invece rinviato a giudizio davanti alla Corte di Assise di Milano, gli elementi che ha in mano il Procuratore Napoleone tali da farlo andare in Procura a chiedere la revisione e togliere dal capo di imputazione Stasi sono assolutamente forti, granitici". Aldrovandi fa un’altra puntualizzazione: "Non è detto che le prove a carico di Sempio siano quelle a discarico di Stasi, ricordiamo l’impronta 33, il DNA sulle unghie, che escludono Stasi, ma potrebbero coinvolgere Sempio".
A questo punto interviene Panicucci per fare una sottolineatura importante: "Ricordiamo che nel processo di revisione non si possono portare prove a carico di Alberto Stasi, non è un nuovo processo". Aldrovandi precisa: "Le prove eventualmente a carico possono essere portate solo per confutare le prove a discarico".
La morte dell’anziano vicino di Sempio e le tante contraddizioni
Si passa così all’esclusiva relativa a Ferri e alle parole della vedova, che non ha più paura di ammettere i suoi dubbi sulla morte del marito. "A me hanno detto che aveva un coltello in mano, prima mi hanno detto che non avesse niente, poi sì: Non mi ricordo chi me lo abbia detto, non aveva motivo di suicidarsi. Può darsi ci sia stata la volontà di mettere tutto a tacere, non hanno più investigato, anche se me lo aspettavo, è stato chiuso tutto subito".
L’inviato Emanuele Canta ha così sentito una persona che ha un ruolo centrale nella storia, il maresciallo Roberto Pennini, all’epoca nel 2010 vicecomandante della stazione di Garlasco. Lui sottolinea di non essere intervenuto in prima persona sul luogo del ritrovamento, ma ha saputo dare alcune informazioni su quanto avvenuto sulla base di ricordi e rilettura delle carte. Le sue dichiarazioni sembrano però essere in contrasto con le parole della donna: "Io premetto di non essere intervenuto io in quella circostanza, ma i miei colleghi di Garlasco. Sul posto è intervenuto il medico legale, ha visto il corpo sul posto, poi la salma è stata trasferita presso la medicina legale di Pavia, ritengo sia stata trasferita lì per fare l’esame autoptico, non so se ci sia stato o meno. Io non so da dove derivi il fatto che siano stati tagliati entrambi i polsi, leggendo gli atti dell’epoca mi ricordo che chi aveva fatto il sopralluogo aveva evidenziato il taglio del polso sinistro e la gola in entrambe le parti. Io non avevo parlato di due polsi tagliati, se non ricordo male ho sempre parlato dell’arma, del coltello che era lì presente. All’inizio si sosteneva che si fosse tagliato i polsi e il collo e che non fosse rinvenuta nessun’arma, ma io ho sempre sostenuto la presenza del coltello".
Canta lo interroga anche in merito alle affermazioni della vedova, che sostiene di non avere parlato con nessuno dopo la morte del marito: "Io sicuramente non posso dire il contrario di quello che sostiene la signora. Io non c’ero, ritengo che comunque qualcuno sia per forza andato a casa sua. Posso affermare con assoluta certezza che l’arma c’era, era in mano alla vittima".
Panicucci interviene: "Non abbiamo alcun motivo per non credere alla signora Ferri, una persona si ricorda cosa avviene in quei casi. Pennini dice di non aver mai parlato del taglio sui due polsi, ma del polso sinistro e che il coltello fosse nella stessa mano. Questo è quantomeno inusuale, ma poi dice polsi e gola, è stato un errore, un lapsus?". Canta ricorda: "Si continua a non fare chiarezza, si era detto che i due polsi e la gola fossero stati tagliati, adesso invece si parla di un polso solo, il sinistro. Ma è anomalo, se non inspiegabile, che nella stessa mano, la sinistra, avesse il coltello dopo avere tagliato il polso. Una contraddizione molto forte, ma non possiamo non credere alla signora".
La donna ha però delle perplessità anche in merito al luogo del ritrovamento del corpo, un anfratto strettissimo. L’uomo, che all’epoca era vicino dei Sempio, si recava ogni giorno al bar, facendo un percorso classico. Quel punto non faceva però parte del viaggio che lui faceva a piedi:"Io le garantisco che lui non facesse quella via, anche quando uscivamo e andavamo in macchina a Milano abbiamo sempre fatto quella per prendere l’autostrada e poi la circonvallazione. Non sapevo nemmeno dove fosse quel posto, l’allungava di più. Ma come faceva a trovare quella via? Non lo sapevo nemmeno io".
La conduttrice ipotizza così che il meccanico potesse essere in compagnia di qualcuno che potrebbe averlo indirizzato nell’altra direzione. "Il percorso non è compatibile con le abitudini del signor Giovanni – sottolinea Canta -. La moglie lo seguiva con lo sguardo fino all’ultimo, lui faceva sempre la stessa strada. Questa è una delle anomalie che fa riflettere, perché è arrivato fino a lì il signor Giovanni? É stato un suo atto volontario appartarsi e compiere questo gesto, tra l’altro in pieno giorno, o c’è altro, qualcuno lo ha magari condotto lì? Questa è una domanda a cui non c’è stata risposta secondo la signora Ferri, visto che a suo dire hanno chiuso tutto subito senza indagine".
La conduttrice ci tiene a fare riferimento all’epoca in cui è avvenuto il decesso dell’anziano: "Era il 2010, Alberto Stasi era già stato assolto, c’era un assassino in libertà, ci sarebbe stato di lì a poco un nuovo processo, c’era magari qualcuno che non voleva che alcune cose si sapessero, butto lì questo elemento". A conclusione del suo intervento lei ritiene sia importante tornare a parlarne, magari già domani.
