Garlasco in Tv, Sempio e i messaggi sulla violenza. Panicucci sbotta: "Date sempre una giustificazione, non si dica che è immaturo".
Nello spazio dedicato a Garlasco nella puntata di Mattino Cinque di mercoledì 27 maggio 2026 focus sul profilo personologico di Sempio, Federica Paniucci è stanca di chi minimizza

Si rinnova anche oggi, mercoledì 27 maggio 2026, l’appuntamento con "Mattino Cinque", alle ultime puntate di questa stagione, ma sempre in prima linea con gli aggiornamenti sul caso Garlasco. La difesa di Andrea Sempio ha depositato cinque consulenze in Procura, volte a rispondere alle accuse avanzate, anche se il rinvio a giudizio non può ancora essere escluso.
Garlasco, Mattino Cinque puntata 27 maggio 2026: le intercettazioni di Sempio sul DNA
Si parte da un’intercettazione di Andrea Sempio del 21 marzo 225 con una frase che sta facendo discutere: "Secondo loro adesso si possono leggere, che una volta erano illeggibili.. E poi degli oggetti che non sono stati nominati ma Angela alla fine è riuscita a farsi dare il CD con il coso, a farsi la copia, oggi lo deve studiare..E ha detto che in realtà lei ha guardato e lì dentro non c’è un c**o.. Mi fa: ‘Guarda che gli unici oggetti che hanno ritrovato sono le scatole del Fruttolo che ha mangiato lei quella mattina, i cereali della colazione, un’altra roba tipo la tazzina da cui beveva il té..Non lo so, forse davvero non li hanno analizzati, non lo so.. Però su quelli già sono più tranquillo.. Perché la mia… La mia paura fosse che tirassero fuori qualcosa dal.. Che c**o ne sono dal.. Corrimano, dalla maniglia, dalla sedia.. O magari.. Ma se lei quella mattina l’ ha sceso le scale toccando il corrimano.. Una c**a così..ll telecomando della [incomprensibile].. Li usavo anche io quei robi lì.. Quindi però se adesso mi vieni a dire che vogliamo analizzare il Fruttolo e l’Estathé.. L’Estathé o una tazzina.. Quelli sono sicuro che non li ho toccati.. Quindi su quello sono tranquillo".
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Entra nel canale WhatsAppFederica Panicucci sottolinea: "Tanti si sono concentrati sul Fruttolo, chiedendosi come possa essere possibile che lui sapesse che quella mattina Chiara Poggi lo avesse mangiato". Su questo commenta Elisabetta Aldrovandi, del team di difesa di Alberto Stasi: "Lui dava per certo che il Fruttolo lo avesse mangiato Chiara, è vero che all’epoca c’erano articoli di giornale che ne parlavano, alcuni dicevano che eventualmente avrebbe potuto averlo mangiato lei, altri no. L’incertezza era così forte da decidere di fare l’incidente probatorio, così da trovare il DNA, in quel modo si è capito che lo aveva mangiato lei, ma solo a giugno, non prima". Elisabetta Cametti prova però a smorzare questa teoria: "Quello non è un grande elemento di sospetto, la mamma di Chiara nel 2008 aveva detto più di una volta che Chiara lo mangiava, tra l’altro sia il 6 sia l’8 agosto 2007 lei era andata a fare la spesa e li aveva comprati, essendo a casa da sola probabilmente li mangiava lei. C’è un’intercettazione del 2008 in cui la mamma parla della spazzatura con un’amica, dove nomina il Fruttolo. Può essere quindi solo una deduzione di Sempio".
Marco Oliva commenta: "Il suo avvocato, Lovati, in quel periodo aveva l’incubo del Fruttolo", ma su questo l’avvocato resta poco convinta: "Come mai?". Arriva la chiosa della conduttrice: "Sapete che io non faccio sconti, ma in questo caso non rileviamo grandi criticità".
L’impronta di scarpa in casa Poggi e la posizione di Sempio
La conduttrice è incuriosita da una mossa della difesa, che ha chiesto il supporto di un produttore di scarpe per rispondere alla Procura, di questo parla Oliva: "Penso si voglia far capire che in una scarpa 42, qualunque sia il numero di piede di Sempio, la sua impronta non potesse starci per la pianta più larga. Se la lunghezza del piede è 9,5 come la scarpa impone, alla difesa sembra difficile arrivare a 12".
Cametti lo corregge: "11,3 centimetri la larghezza del piede, invece l’impronta è di 9.5 centimetri. Attenzione, l’impronta è la parte rimasta nel sangue, non tutta la larghezza della scarpa, è la parte che ha lasciato il segno, poi c’è la parte più esterna e più lungam che fa parte della consulenza depositata. La Cattaneo ha misurato Sempio, fatto questo scrive nero su bianco le sue misure e che sono compatibili con quella scarpa perché dobbiamo metterlo in dubbio?".
La consulenza psicologica di Sempio e le sue ricerche online
Spazio anche alla consulenza personologica, redatta dalla difesa dell’indagato ma non ancora depositata, a parlarne è l’inviato Emanuele Canta: "Oggi scadono i termini per la consegna, ma la difesa lo ha già fatto, per la consulenza personologica resta quella del RACIS, anche se in sede dibattimentale non è un elemento di prova. Tra queste colpisce quella del medico legale Sabino Pelosi, che ha riletto l’autopsia, a suo dire si è trattato di un omicidio consumatosi in breve tempo, la ragazza è stata colpita, dopo una decina di minuti sarebbe morta, una conclusione diversa da quella della professoressa Cattaneo. Per quanto riguarda l’arma del delitto, si parla di un solo strumento, il martello. Il medico legale ha inoltre escluso la colluttazione, mentre la Cattaneo ha parlato di una difesa da parte della ragazza e di un tempo più lungo".
Non si può non parlare del lavoro fatto dal RACIS per stilare il profilo psicologico dell’indagato, presente anche nell’informativa. "Il 13 luglio 2014 viene registrata una navigazione inquietante, prima cerca su Google ‘Test Psicologico Killer’, poi visita la pagina ‘Il test del serial killer’, poi ‘Scopri il serial killer che è in te’ e ‘Quanto sei psicopatico da 1 a 10?'". Il RACIS sottolinea come "questo tema sia una costante nelle attività di navigazione, ma soprattutto la sua capacità di passare in rapida successione dal visionare libri, video e articoli che parlano di morte e torture ai siti web pornografici".
Si legge anche: "Numerose sono le navigazioni internet che palesano un suo interesse per il satanismo, gli omicidi, gli assassini, i predatori sessuali, la violenza sulle donne, i cadaveri, le decapitazioni gli esami autoptici, i fenomeni cadaverici". Sono stati analizzati anche i suoi sogni, lui "sogna di accoltellare persone, una bionda che usa il taser su di lui, ma lui le salta addosso e le apre la faccia, sogna che accoltella, sogna che stupra Erica (tutto annotato da lui)". Panicucci vuole conoscere l’opinione di Grazia Longo, che ha sempre minimizzato, ritenendo fossero pensieri di un ragazzo immaturo, la giornalista non ha cambiato idea: "Rivelano immaturità, ma anche un certo disagio, una persona tranquilla e lineare non fa questi sogni", Panicucci la corregge: "Toglierei immaturità, una persona immatura non fa questi sogni", ma lei continua: "Immaturità nel senso che non ha raggiunto un equilibrio psicofisico tale da garantire un approccio maturo alla vita", ma per la presentatrice: "Allora non si chiama immaturità". La giornalista spiega ancora: "Per quanto riguarda le ricerche, lui si era interessato anche al caso di Yara Gambirasio, le ricerche su predatori sessuali e omicidi potevano essere legate a quello". La conduttrice non ci sta: "Insomma, c’è sempre una motivazione".
Elisabetta Aldrovandi fa notare un aspetto: "Nella relazione del RACIS si dice che l’ossessione per il sesso violento non viene raccontata solo come fantasia, ma come esperienze di vita, questo è ancora più preoccupante, è una personalità tutt’altro che immatura, c’è molto peggio". Anche l’avvocato Fabrizio Gallo, legale di Massimo Lovati dice la sua: "Sul piano tecnico quando un difensore deposita consulenze contro altre consulenze a carico o a favore si prepara per il dibattimento. Queste non servono per l’udienza preliminare, ma non hanno fatto quella personologica, evidentemente non vogliono dare peso a una consulenza fatta dal RACIS, a cui si darebbe peso con una versione contraria. Se questo percorso psicologico fatto dal RACIS fosse in linea con la tesi accusatoria del PM se la troverà contro, forse non l’hanno depositata perché non sanno che dire". Longo non concorda però nemmeno con l’avvocato: "La mancata consegna del profilo stilato dalla psicologa fa parte di una strategia difensiva", il legale sostiene la sua teoria: "Evidentemente hanno paura di questa consulenza". La giornalista prosegue il suo pensiero: "La difesa non è d’accordo con la consulenza del RACIS perché non è realizzata vedendo la persona, ma solo su atti documentali". Su questo interviene Panicucci: "La difesa l’ha fatta sulla persona con la dottoressa Marsella, e non l’hanno consegnata, quindi forse hanno evinto incontrandolo che andasse nella loro stessa direzione".
Gallo controbatte: "Una persona innocente si mette a tu per tu con il pubblico ministero, non va in televisione, non deve rispondere con le perizie. Se fai le interviste vai in Procura". Cametti osserva: "Ci sono due lati di Andea Sempio, quello pubblico, abituato ad avere una maschera e a controllarsi con il comportamento del bravo ragazzo, e un lato più oscuro. Oltre ai test sui killer seguiva la storia di un killer innamorato di una bella ragazza, sapeva di non essere corrisposto, l’ha invitata a casa sua con una scusa, l’ha uccisa, ha violato il cadavere e l’ha mangiata. La giustificazione di Sempio è stata: ‘L’ha fatto per amore’. Ci sono cose che ci devono fare riflettere, per lui le donne sono oggetti, prede".
La giornalista Emanuela Carcano prova a minimizzare: "E’ da anni sotto pressione, serve empatia, allora condanniamo tutti quelli che si esprimono facendo bondage, pratiche sessuali strane", ma Federica Panicucci a quel punto sbotta: "Non voglio veicolare messaggi che normalizzino pensieri sullo stupro, sull’aggressione in generale, non posso e non voglio veicolare e normalizzare questo tipo di comunicazione. Non mi si dica che è immaturo, non lo voglio fare".
Il gesto di Sempio prima di essere indagato
Si torna al momento in cui un anno fa Sempio era arrivato poco più di un anno fa a gettare un foglietto dove parlava della descrizione di un omicidio in un’isola ecologica distante da casa, ma a cui avevano accesso i dipendenti del posto. Come evidenziato dall’inviato, chi arriva qui può smaltire la carta praticamente all’istante grazie al compattatore inserito.
Canta ha intervistato alcuni vicini del 38enne, che fino a qualche tempo fa viveva a Voghera: "E’ sempre stato uno sulle sue, sempre visto da solo, non è mai venuto nessuno, mai visto in compagnia, molto solitario", è la teoria generale. Ma viene evidenziato un elemento importante in merito alla raccolta rifiuti: "Solo la carta viene ritirata a domicilio, non l’ho mai visto metterla fuori", è il pensiero di una signora che vive ancora lì e che è residente in quel posto da 30 anni.
"Mi ha colpito quanto detto dalla donna, che non l’hai mai visto gettare la carta, oltre alla sua vita da solitario", ha sottolineato Canta. Arriva anche un rilievo di Panicucci: "Colpisce che quel giorno abbia preparato sacchi pieni di carta da buttare, sapendo di dover andare al Comando di Voghera forse aveva subodorato che potesse arrivare un nuovo avviso di garanzia, ed è quello che è avvenuto".
