Garlasco in Tv, Giada Bocellari: "Mai rubato il DNA a Sempio, agito in modo lecito". La clamorosa scoperta sull'impronta 33 stravolge tutto
Presente in studio a Mattino Cinque giovedì 28 maggio 2026 Giada Bocellari, legale di Alberto Stasi, vicino alla revisione. Emerge un dettaglio inaspettato sull'impronta 33

Penultima puntata della settimana per "Mattino Cinque" prima della pausa estiva, in onda oggi, giovedì 28 maggio 2026, con il consueto spazio dedicato al caso Garlasco curato da Federica Panicucci. La conduttrice può contare sulla presenza in studio di Giada Bocellari, da anni legale di Alberto Stasi, oltre a promettere di avere un’esclusiva importante sull’impronta 33.
Garlasco, Mattino Cinque puntata 28 maggio 2026: la testimonianza di Giada Bocellari
Si parte con un aggiornamento dell’inviato Emanuele Canta sulla situazione attuale, con un’attenzione alle consulenze che sono state depositate dalla difesa di Andrea Sempio per rispondere alle accuse della Procura. "Sono cinque le consulenze presentate, ieri sono scaduti i 20 giorni prima che la Procura possa procedere con la richiesta di rinvio a giudizio, che è quello che certamente farà. Le consulenze riguardano la BPA, l’impronta 33, una medico-legale, una genetica per il DNA, la difesa si è mossa su tutti i punti contestati, mentre quella personologica non è stata consegnata, resta nella disponibilità dei difensori. In caso di rinvio a giudizio verrà fissata un’udienza davanti al GUP, probabilmentte in questa fase l’indagato potrebbe parlare, lo hanno più volte fatto intendere gli avvocati, che vorrebbero lui possa essere ascoltato da un soggetto terzo, un giudice, e non i magistrati, per questo hanno deciso di non farlo parlare davanti agli inquirenti".
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Entra nel canale WhatsAppFederica Panicucci chiede quindi a Giada Bocellari se a suo dire il rinvio a giudizio sia la mossa più probabile: "Non lo so, non conosco le consulenze presentate, ho molto rispetto delle garanzie, lo sapete, sono sicura che la Procura della Repubblica si prenderà il tempo per leggerle, mi auguro che lo faccia, quelle della difesa di Stasi erano state poco considerate. All’esito di questo verificheranno, se vorranno fare ulteriori integrazioni, la Procura può fare altre indagini, purché dia immediato avviso di deposito alle parti, valuteranno e vedranno se quello che la difesa ha eccepito abbia valore o meno".
La conduttrice chiede conto anche dell’eventuale revisione che può essere richiesta per Alberto Stasi: "Stiamo leggendo il copioso fascicolo, guardando alla posizione di Alberto Stasi, confermo quanto già detto, sicuramente la faremo, i tempi non saranno brevi, serve un lavoro fatto bene. La revisione è un atto tecnico, complesso, articolato, sapete cosa ci sia nel fascicolo precedente, si deve considerare la sentenza e le prove già acquisite, per metterle in relazione con quelle nuove. Lo faremo il prima possibile, ma ci prenderemo il tempo necessario per fare un lavoro fatto bene".
La padrona di casa di "Mattino Cinque" è interessata a conoscere anche lo stato d’animo attuale: "In questo momento il suo è un mix di emozioni, c’è una grande speranza, dall’altra una grande paura perché ha vissuto sulla sua pelle un iter processuale allucinante, con due assoluzioni, la condanna, sono passati tanti anni, adesso sta leggendo le nuove indagini, ci aiuterà come sempre fatto anche a formulare questo ulteriore e, speriamo, ultimo passaggio, la revisione. Ci sono tanti aspetti che non si aspettava, ma non penso sia opportuno renderli pubblici".
Panicucci vuole sapere dal legale anche quanto manchi ad Alberto prima di avere la libertà definitiva: "Quella definitiva, senza considerare i benefici, può averla a ottobre 2028, con i benefici è già in termini dal luglio dell’anno scorso per l’affidamento in prova".
Stefano Zurlo, che ha spesso difeso la sentenza di condanna commenta: "Mi ha colpito che Stasi dica di non conoscere Sempio, sarebbe bastato dire: ‘Chira mi ha detto qualcosa di lui, mi ha parlato di uno sguardo..’ per lui sarebbe stato un assist, dal mio punto di vista è un atto di grande lealtà e onestà".
Sono inoltre mandate in onda le parole di Stasi in aula prima della condanna, quando lui faceva riferimento all’alibi cancellato al computer come se niente fosse, emerso solo due anni dopo, Bocellari dice la sua: "Se si fosse considerata la presunzione di innocenza, che tanto viene invocata adesso ed è giusto che sia così, sono la prima a farlo, se per una volta si fosse partiti dal presupposto che lui stesse dicendo la verità, forse le cose si sarebbero potute valutare in maniera diversa". Dice la sua anche il sostituto procuratore Lisa Imparato: "Mi viene una riflessione, quando Alberto dice che Chiara non conoscesse Sempio non mi meraviglierei se oggi sul piano investigativo si ponesse una questione, se Chiara avrebbe fatto entrare in casa una persona come Sempio, visto che lei non aveva confidenza con lui, non mi meraviglierei se l’accesso in casa fosse stato garantito da una terza persona. Non è detto sia entrato perché la porta era aperta, potrebbe essere stato aiutato da una terza persona, che poteva avere una familiarità con la vittima, pur non essendo di famiglia. Sicuramente lei non avrebbe accolto con piacere quello che poi è stato il suo assassino".
In sstudio viene mostrata anche la sentenza di condanna, Panicucci appare visibilmente emozionata: "Fa un certo effetto", sulla stessa lunghezza d’onda anche Giada Bocellari, che difende Stasi da anni: "Di solito non mi faccio cogliere dall’emozione, ma questo è stato uno dei momenti più difficili, è molto difficile difendere un innocente". A "Le Iene", nello speciale in onda due giorni fa Alessandro De Giuseppe ha chiesto a Stasi come sia possibile sopravvivere da innocente, questa la risposta: "Ci sono strumenti interiori che ognuno di noi può usare, io faccio un esempio, è come quando ci viene diagnosticato un cancro, ti capita, in qualche modo devi reagire, alcuni ce la fanno, altri no. La distinzione tra chi ce la fa e chi non ce la fa è dentro di sé, io ho la leggerezza della coscienza che mi aiuta. L’innocenza è una risorsa, uno strumento interiore che hai per affrontare le difficoltà quotidiane. Essere innocente mi aiuta"
Bocellari resta colpita: "L’ho vissuto in tutti qusti anni di carcere, credo che abbia avuto una grazia, in un certo senso, lui ha molta fede, vado su un piano personale che gli ha consentito di affrontare questi anni di carcere con le difficoltà che potete immaginare cercando di vederlo come un dono, come un arricchimento umano e personale. E’ una persona estremamente intelligente, questo l’ha aiutato, ha avuto persone che gli sono state vicine, la mamma su tutti, che gli hanno voluto bene e non l’hanno mai lasciato solo, non hanno mai messo in discussione la sua innocenza e smesso di credere che la giustizia prima o poi potesse arrivare. Questo l’ha aiutato, lui parla di strumenti interiori, sicuramente ha una grande capacità di adattamento, ma più di ogni altro ha la capacità di trasformare una tragedia, le difficoltà, in qualcosa di positivo, e non è ordinario".
La conduttrice ritiene opportuno far commentare all’avvocato le lettere inviate anni fa in carcere dalla mamma di Sempio al suo assistito, con un’attenzione particolare alla frase: "Con i soldi e l’amicizia la metti in c**o alla giustizia". A "Quarto Grado" la donna si era giustificata: "Nel 2016 è stata la mamma di Stasi a firmare la denuncia contro mio figlio, non è stata la famiglia Sempio ad accusare Stasi. Il mio è stato uno sfogo dopo che per la seconda volta è stata chiusa la denuncia che aveva fatto mio figlio. Cosa dovevo fare? Ringraziarlo anche? La frase era scritta nel carcere dove lavoravo, vuol dire che chi se lo può permettere può arrivare al punto di far rubare un DNA, perché è così che è successo a mio figlio, la legge dice che questo si può fare. Mi sarei aspettata una risposta, se io sono innocente e ti accuso, tu mi rispondi e mi dici: ‘Io sono convinto che tuo figli sia colpevole, andrò avanti a dimostrarlo’. Non mi sono assolutamente pentita delle lettere, se tornassi indietro scriverei le stesse cose".
Questa la sua replica: "Faccio fatica, confesso (sempre con la voce strozzata, ndr). Le lettere le ho prodotte io, Alberto me le aveva consegnate quando erano arrivate, dopo avere avuto contezza del procedimento di Brescia sulla corruzione ho ritenuto di produrle per varie ragioni. Ci sono tanti passaggi, non penso si possa dire che Alberto possa averla messa in quel posto alla giustizia, visto che è da 11 anni in carcere, credo che sia evidente a tutti. La Procura ha usato questa fase nella nota dei pubblici ministeri, poi vedremo il procedimento di Brescia, mi sembra che ci siano già in questi anni elementi solidissimi per dire che le cose sono andate in un certo modo. Non si parla a sufficienza di questo, noi non abbiamo rubato nessun DNA, vorrei sottolinearlo, abbiamo agito su oggetti abbandonati, in forma anonima e seguendo quello che il dettame legislativo ci consentiva di fare, come appurato dal GIP. Dopo la denuncia subita da Andrea Sempio per falso, calunnia e violazione della privacy siamo stati archiviati, quindi credo che la legittimità e la liceità di quello che è stato fatto in quell’indagine difensiva sia stato già appurato. Noi non abbiamo accusato Andrea Sempio, abbiamo portato alla Procura della Repubblica un dato che avrebbe dovuto essere approfondito, esiste in Italia un principio costituzionalmente garantito che si chiama obbligatorietà dell’azione penale, che all’epoca non è stato ritenuto di approfondire. Oggi, invece, è stato approfondito e ha portato alla perizia Albani".
La padrona di casa di "Mattino Cinque" vuole un pensiero da Marco Oliva in merito alla frase della mamma di Sempio presente nella lettera, sottolineando come venga: "Respinta con forza da Alberto Stasi e dai suoi avvocati". Lui replica: "Premetto che siamo tutti in attesa di vedere questi elementi importanti per dimostrare l’eventuale corruzione, io ne sono curioso". Panicucci non ci sta: "Restiamo su questo, la mamma dice che la frase è riferita ad Alberto, invece la Procura pensa sia riconducibile all’indagine per la corruzione". Lui continua: "Aspetto di capire come la Procura dimostrerà che quella frase sia legata a quello. Ha ragione l’avvocato a dire che tutto sia stato fatto secondo le regole, tanto è vero che l’indagine contro di loro è finita con l’archiviazione, ma la signora lo ammette, solo non lo accetta. A suo dire non le piace quanto sia stato fatto a suo figlio e alla sua famiglia perché lo ritiene innocente, non mi sento di fare la gara tra mamme tra chi ha fatto meglio e peggio, io l’avrei evitata". Bocellari non ci sta: "Non tiri in ballo la mamma di Stasi, non ha mai fatto un’intervista, una dichiarazione pubblica, non si è mai permessa di offendere nessuno. Le mamme non sono sullo stesso piano, questo non glielo consento, la mamma di Stasi è a casa sua, non si è mai esposta, non ha mai offeso nessuno, è stata offesa ingiustamente, ingiustificatamente, con toni che non sono accettabili, a livello di rispetto personale. La mamma di Stasi non c’entra nulla in questo, non è entrata nella discussione, ha sentito una sua replica alle offese gratuite ricevute? Non lo ha fatto, quindi non la paragoni con la mamma di Sempio, questo non glielo consento". Lui continua: "Non c’è niente da consentire, io ho detto il contrario, ho detto che non mi metto a fare la gara tra le mamme, personalmente avrei evitato quella lettera, quindi non la giustifico, ho solo cercato di capire cosa abbia detto la donna, a torto o a ragione. Qualcuno travisa le mie parole"
Canta dà poi un aggiornamento sull’indagine di Brescia sulla corruzione: "E’ alle battute finali, la Procura dovrà decidere se archiviare o chiedere il rinvio a giudizio, sono indagati per corruzione sia l’ex pm di Pavia Venditti, sia il papà di Sempio, Giuseppe, al momento non trapela nulla. La Procura ha lavorato in maniera sinergica con i magistrati pavesi, tanto è vero che alcune intercettazioni inserite nel fascicolo di Pavia perché di interesse rispetto al caso di Chiara Poggi. Forse sapremo qualcosa la prossima settimana".
La presenza di sangue nell’impronta 33: il nuovo software utilizzato
Non manca un’esclusiva sull’impronta 33, presente sul muro della scala dove si trovava il corpo di Chiara Poggi, che la Procura ritiene sia attribuibile ad Andrea Sempio (quattro minuzie sono considerate altamente significative, difficile possano essere scambiate). La traccia è stata analizzata dalla difesa di Stasi con un software usato dalla Nasa (in genere sfruttato per valutare lo spettro cromatico dei corpi celesti), da cui si è compresa la presenza di sangue. Panicucci osserva: "I due schizzi di sangue sotto, la 42 e la 45, hanno un colore rosso, sono sicuramente sangue, è analogo a quello dell’impronta 33".
Per arrivare alla conclusione chiede supporto al genetista Pasquale Linarello, del team di Alberto Stasi: "Noi vogliamo difensdere il lavoro che sta facendo la Procura, i loro consulenti non si possono esprimere, quindi io mi trovo a interpretare le relazioni per poi sostenere il lavoro degli altri. Il Colonnello Iuliano e il dottor Caprioli a cuii si è affidata la Procura non sono gli ultimi arrivati, non possiamo pensare che due professionisti come loro abbiano confuso i solchi dell’intonaco con le impronte (questo dice la difesa Sempio, ndr). Sì, la 42 e la 45 sono cromaticamente tracce rosse, lo si vede immediatamente dalle fotografie, con questo software sono state analizzate due tracce sicuramente ematiche e sono state comparate con una parte dell’impronta 33, la parte raschiata dal muro, quella superiore, la più marcata dalla ninidrina, che evidentemente presenta le stesse caratteristiche cromatiche, che sono sicuramente ematiche".
Bocellari fa una precisazione: "La nostra consulenza è stata depositata poco prima della conclusione delle indagini preliminari, conferma le sperimentazioni che avevamo fatto. Ci dicevano che i nostri consulenti fossero alchimisti, per questo abbiamo pensato di farlo con un algoritmo, quindi con un software certificato, aspettiamo che venga smentito. La conferma è arrivata anche dal RIS".
Arriva il commento di Zurlo: "Ci sono due problemi, voi dite che sono superati, la difesa di Sempio dice il contrario, ma viaggiano in coppia da 19 anni. Si disse all’epoca che l’impronta 33 fosse importante, interessante, era stata analizzata, poi si è arrivati a dire che non ci fossero minuzie sufficienti per identificarla, e che quella fosse bagnata, ma che non era sangue. Oggi anche con l’aiuto di questo algoritmo si dice che è sangue e che quelle minuzie identificano Andrea Sempio. Vedremo cosa verrà fuori dalla discussione dei periti". Elisabetta Cametti: "C’è un elemento in più, è databile. Era bagnata, se verrà dimostrato che le minuzie sono di Sempio è databile, se tutto verrà confermato questa diventa la prova regina, la pistola fumante che tutti dicono non ci sia".
