Garlasco in Tv, la coincidenza sul DNA alimenta i sospetti sulla regolarità del processo a Stasi. L'avvocato sentenzia: "Il caso è chiuso"
Mattino Cinque ha dato ampio spazio al caso Garlasco nella puntata di lunedì 27 aprile 2026, arrivato a uno snodo cruciale: la revisione per Alberto Stasi è a un passo

Inizia oggi, lunedì 27 aprile 2026, una nuova settimana con "Mattino Cinque", pronto a dare aggiornamenti sul delitto di Garlasco, sempre con la dovizia di particolari che caratterizza la trasmissione. il momento in cui sapremo quali saranno i destini delle persone coinvolte sembra essere davvero vicino, tutto dipenderà infatti da quando i giudici della Procura di Pavia renderanno note le carte della nuova indagine. A quel punto si darà il via a una nuova fase, legata alla possibile revisione per Alberto Stasi, in carcere da più di dieci anni, e alla quasi certa richiesta di rinvio a giudizio per Andrea Sempio.
Garlasco, Mattino Cinque puntata 27 aprile 2026: cosa è successo
"Non sarà uno studio né veloce, né facile", queste le parole della Procuratrice Generale di Milano, Francesca Nanni, subito dopo l’incontro con il Procuratore di Pavia, Fabio Napoleone, che si sta occupando dell’indagine sul caso Garlasco, in riferimento alla valutazione del lavoro degli inquirenti. A scagionare Alberto Stasi potrebbero essere la perizia sul DNA trovato sulle unghie di Chiara Poggi, che esclude quello dell’attuale condannato, ma anche la riscrittura dell’ora della morte da parte dell’anatomopatologa Cristina Cattaneo, che lo terrebbe fuori dalla scena del crimine. Ci sono però anche altri elementi che avevano contribuito alla condanna, ma che ora sarebbero visti sotto un’altra luce, quali il DNA sui pedali della bicicletta, le impronte sul dispenser e il lavabo del bagno della villetta.
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Entra nel canale WhatsAppFederica Panicucci ci tiene a fare un riepilogo di quello che si verificherà a breve: "La Procuratrice Generale ci dice di essere in attesa dell’informativa, una sorta di ‘riassunto’ proposto dal Procuratore Napoleone relativo al lavoro fatto, da lì lei valuterà se sia il caso di chiedere altri documenti per approfondire ulteriormente. Fatto questo, lei rimetterà la sua decisione alla Cote d’Appello di Brescia, che valuterà se confermare la revisione per Alberto Stasi". La conduttrice ritiene che non sia così negativo pensare che la cosa "non sarà veloce", come precisato dalla Procuratrice, visto che ci sono tanti aspetti da approfondire.
Interviene l’inviato Emanuele Canta, presente davanti alla casa dei Poggi a Garlasco: "I magistrati pavesi sono convinti che Alberto Stasi sia stato vittima di un clamoroso errore giudiziario, questo hanno fatto presente alla Procuratrice Generale, deputata a chiedere la revisione (oltre alla difesa). Questa tesi arriva sulla base delle consulenze, delle nuove analisi, che hanno portato a essere convinti che lui non possa essere l’autore del delitto. Innanzitutto l’orario, la professoressa Cattaneo sembra avere spostato, e di molto in avanti, la morte, quando lui era a casa sua".
Il giornalista ha chiesto alla Nanni come si potrà procedere anche in merito all’eventuale processo ai danni di Sempio, se questa possa esserci tenendo presente anche l’eventuale revisione per Stasi. "Sono cose diverse, la chiusura delle indagini è un atto della Procura di Pavia, che compirà in assoluta autonomia. L’istanza di revisione va alla Corte d’Appello di Brescia, poi i passi dipendono da loro. Non si può però fare nessuna dichiarazione in nessun senso, né sui tempi, né sul se, né sulla contestualità prima di avere ricevuto, valutato, studiato le carte". Panicucci ci tiene a fare un’osservazione "Napoleone ha tutto il diritto di continuare a lavorare, chiudere le indagini. Ci sono due binari diversi, la revisione per Stasi e il rinvio a giudizio per Sempio".
L’avvocato Gallo, legale di Massimo Lovati, spiega la questione sul lato tecnico: "Assolutamente, sono due cose separate. La revisione può essere richiesta sia da un condannato, quindi da un prossimo congiunto, che dalla Procura Generale. In quest’ultimo caso la cosa è più forte, lo scopo della Procura è di tutelare la libertà e la correttezza di un giudizio che a loro modo di vedere non è stato fatto bene. Quel processo viene quindi ritenuto, sia da Napoleone, sia dalla Nanni, ingiusto". Panicucci vuole sapere quale sia la percentuale che può portare una revisione iniziata in questo modo a non andare a buon fine: "Prima deve passare l’ammissibilità da parte di Brescia, superato quello se gli elementi sono forti, come stabilire che al momento dell’omicidio Alberto fosse da un’altra parte, si va a buon fine al 90"".
Liborio Cataliotti, legale di Sempio, aveva però fatto un’osservazione diversa a ‘Il Giornale’: "Due processi paralleli sarebbero impensabili, le stesse prove potrebbero venire valutare in modo diverso. Cosa accade se in uno l’impronta 33 viene attribuita a Sempio e nell’altro no? Sarebbe un processo bicefalo con esiti possibilmente mostruosi". La conduttrice chiede un’interpretazione di queste parole all’avvocato Elisabetta Aldrovandi, nel team di difesa di Stasi: "Non sono del tutto d’accordo. La revisione si basa su prove nuove, quindi non conosciute quando è stato celebrato il precedente processo, o prove rivalutate con nuove tecnologie, che diventano così prove nuove. La condanna a Stasi è avvenuta solo sulla base di indizi, la prova dimostra il fatto, l’indizio è un elemento che richiede un ragionamento logico deduttivo per arrivare a dimostrare quel fatto. Cataliotti pensa che la revisione si basi su prove valutate in modo diverso, ma non è detto sia così. Su questo concorda anche Gallo: "Cataliotti sbaglia, i processi sono paralleli, la revisione valuta gli elementi a discarico di Stasi, il processo che sarà celebrato contro Sempio valuta gli elementi contro di lui, non vanno a coincidere".
A questo punto Panicucci fa un rilievo: "La revisione deve portare solo elementi a favore di Stasi, altrimenti sarebbe un nuovo processo, che non si può fare". Il riferimento, almeno indirettamente, è al modo di agire dei consulenti dei Poggi, che avevano riferito di essere alla ricerca di prove che avvalorassero la sua colpevolezza.
Gli elementi che possono portare alla revisione per Stasi
La conduttrice ci tiene a parlare di un elemento chiave, il cucchiaino usato da Chiara Poggi, dove viene rilevato un DNA di 2,78 nanogrammi, stessa identica quantità di DNA trovato sui pedali della bicicletta di Alberto Stasi. "Sembra essere una bizzarria, a livello scientifico è praticamente impossibile che gli elementi siano identici".
Si fa così un riepilogo di quali possono essere gli elementi a favore del condannato. Innanzitutto, l’orario della morte (non più tra le 9.12 e le 9.37, viene spostato di almeno mezz’ora in avanti, tra le 10.30 e le 12, come sostenuto nella prima autopsia). Le scarpe di Stasi sono state uno dei capisaldi dell’accusa, ora la BPA dei RIS di Cagliari avrebbe individuato un’orma a V compatibile con le Lacoste che lui dice di avere indossato quel giorno, questo rafforzerebbe la sua versione di scopritore del corpo. Il DNA della vittima sui pedali della bicicletta è stato decisivo per la condanna, ma secondo la nuova consulenza della Procura effettuata dal prof. Carlo Previderè il campione coinciderebbe perfettamente con un altro reperto, il cucchiaino usato da Chiara Poggi per fare colazione quella mattina, un dato che potrebbe fare ipotizzare uno scambio di provette. Se confermato, questo dato metterebbe in forte dubbio anche la tesi dello scambio dei pedali. Sul dispenser del sapone erano state trovate impronte di Stasi e DNA della vittima, cosa che aveva fatto pensare che Alberto si fosse lavato dopo l’omicidio, le nuove analisi dei RIS escluderebbero però l’uso del lavabo da parte dell’assassino. C’è infine la perizia Albani, che indica che il DNA presente sulle unghie di Chiara Poggi sia compatibile con la linea paterna di Sempio, escludendo invece Stasi.
Panicucci osserva: "Non ci sono solo elementi nuovi, ma anche elementi valutati all’epoca in un certo modo, ma che oggi con la nuova inchiesta del Procuratore Napoleone a carico di Sempio si è capito siano state fatte valutazioni errate. Napoleone non ha indagato su Stasi, ma indagando su Sempio ha rilevato delle anomalie, quindi avrebbe già escluso la presenza di Stasi sulla scena del crimine".
L’inviato Emanuele Canta sottolinea come la coincidena tra DNA sui pedali e sul cucchiaino nella stessa quantità sia stata definita dallo stesso genetista Previderé come "scientificamente quasi impossibile". Non solo "il quantitativo di 2,78 nanogrammi è importante, è strano trovarlo su un cucchiaino che viene messo in bocca, nella stessa quantità presente sui pedali. Questo ha insospettito sia la Procura sia il genetista". In merito alla posizione di Stasi il genetista precisa che "il Procuratore Generale può inoltrare l’istanza di revisione e valutare di chiedere la sospensione della pena, quindi chiedere che Alberto venga immediatamente scarcerato. I suoi legali preferirebbero però che lui continuasse a scontare la pena per evitare sorprese negative. Il 22 ottobre 2028 lui terminerebbe la sua pena con i benefici attuali".
Panicucci quindi osserva:"Con la richiesta di revisione Stasi potrebbe tornare a essere completamente libero, cancellando del tutto la sua condanna. Lui potrebbe godere subito della sua libertà, anche in attesa della sentenza di revisione".
Gallo ci tiene a mettere in evidenza un aspetto importante a livello legale: "Se un Procuratore Capo si reca da una Procuratrice Generale, cosa che non è quasi mai successo in Italia, significa che hanno degli elementi talmente forti che quando lo saprete salterete sulla sedia. Di solito un Procuratore Capo non si scomoda, la revisione di un processo tutela la verità sostanziale di un procedimento, che lui ritiene non ci sia stata. E’ chiaro che loro procederanno con la sospensione, quindi con la scarcerazione di Stasi, quando si hanno elementi talmente forti si evita che una revisione possa andare male. Con l’arrivo del Procuratore a Milano il caso di Garlasco è chiuso, nel senso che si apre nei confronti di Sempio e finisce nei confronti di Stasi".
