Garlasco in Tv, Panicucci dura sull''impronta 33: "Non era vecchia, ora basta". Niente interrogatorio per Sempio, la difesa risponde alla Procura

Mattino Cinque ha dedicato il consueto approfondimento al caso Garlasco anche martedì 26 aprile 2026, focus sull'impronta 33, attribuita con certezza dalla Procura a Sempio

Ilaria Macchi

Ilaria Macchi

Content Editor

Laureata in Linguaggi dei Media, amo il giornalismo, il calcio, la TV e la moda, dove cerco sempre le ultime tendenze.

Nuova giornata e nuovo appuntamento con "Mattino Cinque", in onda anche oggi, martedì 26 maggio 2026, con uno spazio come di consueto al caso Garlasco. Particolare attenzione sarà rivolta alle intercettazioni di Andrea Sempio emerse recentemente, oltre ad alcuni elementi trascurati e agli elementi che secondo la Procura sono determinanti per ritenere l’indagato l’assassino di Chiara Poggi.

Garlasco, Mattino Cinque puntata 26 maggio 2026: la risposta della difesa di Sempio alle accuse della Procura

Si parte con un collegamento con Emanuele Canta, davanti alla Procura di Pavia perché è previsto proprio per oggi il deposito delle consulenze redatte dalla difesa di Andrea Sempio. "Sono cinque le consulenze depositate dai legali di Sempio per ribattere punto su punto su quelli che la Procura considera elementi di prova contro l’indagato. Una medico-legale per replicare alla professoressa Cattaneo, una antropometrica per dimostrare che l’impronta a pallini non sia compatibile con la sua misura del piede cosa che invece sostengono i magistrati, una per rispondere alla BPA dei RIS di Cagliari per evidenziare una dinamica diversa, mentre quella relativa al profilo personologico non è stata ancora depositata, in risposta a quella preparata dal RACIS, che ha parlato delle caratteristiche del 38enne. C’è inoltre una consulenza specifica sull’impronta 33, consci che quella possa essere la chiave dell’indagine, secondo la Procura quella è un’impronta bagnata, da collocare in un tempo vicino all’omicidio. Domani scadranno i 20 giorni previsti, Sempio non si farà interrogare, eventualmente si farà sentire solo quando ci sarà la richiesta di rinvio a giudizio, quindi la fissazione dell’udienza davanti al GUP. I legali vogliono che a sentirlo sia un soggetto terzo, quindi un giudice, non i magistrati".

Vuoi essere sempre aggiornato sulle ultime news su TV, personaggi e gossip? Iscriviti al nostro canale WhatsApp

Entra nel canale WhatsApp

Federica Panicucci chiede all’inviato se sia vero che la difesa si opponga al deposito della consulenza del RACIS, anche se già depositata: "La difesa sta controbattendo punto su punto le consulenze della Procura, smontando a loro dire ogni aspetto che possa provare la colpevolezza di Andrea Sempio. E’ stato fatto con gli audio, dicendo che non sono una confessione, ma commenti a un podcast, sostenendo lui fosse consapevole di essere intercettato. Un lavoro simile è stato fatto con l’impronta a pallini, rimarcando la mancata corrispondenza, ma anche con il lavoro del RACIS, sanno che quella non potrà essere usata nel dibattimento, anche se è agli atti, la replica con la consulenza della dottoressa Valentina Marsella viene tenuta da parte per sfruttarla successivamente". La conduttrice ribatte: "O magari pensano che non possa essere utile, diventando controproducente". Canta replica: "Ci sono elementi, come i post pubblicati sul forum per i seduttori online che sono ritenuti importanti per il RACIS, forse è complicato per la difesa dare una spiegazione al loro tenore, sono pesanti, ma per i legali devono essere letti in un contesto più ampio, ce ne sono alcuni a favore dell’indagato".

Panicucci interroga Oscar Ghizzoni, dattiloscopista della difesa Stasi, in merito a quanto detto da Gianluigi Tizzoni, convinto che i RIS abbiano analizzato l’impronta del piede sbagliata: "Non è possibile, c’erano diverse impronte da utilizzare, lo escludo. Nell’indagine sono stati coinvolti ben 4 RIS, quando mai si è vista un’indagine così approfondita e accurata, che ha mobilitato così tante persone".

Il ruolo dell’impronta 33

Si passa all‘impronta 33, secondo la difesa di Sempio non vale niente, così come le minuzie, sono solo increspature del muro, la Procura invece ha trovato un cluster composto da quattro minuzie fortemente identificative di Andrea Sempio. Ghizzoni spiega come si possa arrivare all’identificazione: "E’ un po’ come la combinazione di una cassaforte, quel cluster di minuzie ha caratteristiche precise, sono vicine tra di loro, sono in un punto particolare dell’impronta e rappresentano una combinazione speciale, quindi diventano altamente identificative". Panicucci ricorda che "a marzo Biondi e Redaelli, consulenti della famiglia Poggi, hanno depositato una loro consulenza, dove smontano del tutto l’impronta 33 sostenendo che non avesse valore e che le minuzie sono increspature del muro. Iuliano e Caprioli, consulenti della Procura hanno risposto ribadendo l’utilizzabilità, mettendo in evidenza che ‘bisogna considerare una minuzia che potrebbe non riprodursi sempre". Secondo la Procura queste quattro minuzie hanno "una combinazione particolare, che ne fa aumentare il valore identificativo". Non solo, ad aprile è stato richiamato Sempio per fargli prendere una nuova impronta, così da avere una verifica ulteriore con metodologie diverse, come riferito nell’integrazione: "le quattro minuzie si sono riprodotte sempre, con tre tecniche diverse, a conferma dell’affidabilità dei quattro punti".

All’epoca anche i dattiloscopisti del RACIS si erano espressi su questo, ravvenendo materiale liquido. Ghizzoni, che ha analizzato la cosa, dice la sua: "C’era per forza materiale organico, non poteva esserci solo acqua perché quella non reagisce alla ninidrina". L’idea che l’impronta fosse bagnata smentisce la teoria che fosse vecchia: "Ce lo dicono il RACIS, il colonnello Mattei, la ninidrina e la foto – precisa Panicucci -. Se fosse stata solo acqua non avrebbe reagito alla ninidrina, se non fosse stata bagnata non ci sarebbero stati schizzi, questo è materiale organico". Ghizzoni precisa ulteriormente: "Per bagnata si intende sicuramente di sudore e di altro materiale organico, che abbiamo identificato in parte come sangue. La presenza abbondante di sudore o sudore e acqua non cambia la sostanza, nel periodo estivo la componente più liquida tende a evaporare più velocemente, bastano poche ore e giorni, a meno che non venga fissata con un reagente particolare come la ninidrina. E’ stata assorbita dall’intonaco che l’ha trattenuta, ma poteva trattenerla per poco tempo, poi con le alte temperature sarebbe andata via". Panicucci osserva: "Quindi vuol dire che il muro è stato bagnato dall’impronta poche ore prima della rilevazione. Questo per rispondere a chi dice: ‘Vabbè ma quell’impronta, noi scendevamo spesso in quella cantina, quindi è normale trovare la mia impronta su quel muro. No, quell’impronta era bagnata, non poteva essere di un mese, dieci giorni, sei mesi prima, doveva essere necessariamente relativa a un arco temporale ristretto. Iuliano e Caprioli dicono fermamente che quel cluster con quattro minuzie è identificativo fortemente della persona".

La conduttrice vuole conoscere l’opinione di Marco Oliva, sempre scettico sul quadro di accuse all’indagato: "Mi astengo, mi rimetto a ch ha analizzato l’impronta. Marzio Capra, consulente della famiglia Poggi, dice che ci sono minuzie identificative della mano di Sempio che non si ritrovano nell’impronta 33. E’ evidente che possa essere la prova regina per un processo, aspettiamolo. La famiglia Poggi aveva chiesto di inserirla nell’incidente probatorio, non avremmo nessun dubbio e saremmo qui a parlare d’altro. Il Tenente Colonnello Mattei, oggi alla guida dei RIS, dice che è bagnata, ma all’epoca aveva detto che non fosse utile". Panicucci non si trattiene: "Quindi adesso sta dicendo il falso", lui risponde: "No, questo lo dici tu, oggi dice che faceva impressione e che fosse bagnata, ma a sua firma all’epoca sosteneva non fosse utile. Vedremo quando si farà un’eventuale incidente probatorio e un’eventuale perizia, questo dato c’era prima". Ghizzoni decide di replicare: "Come sempre capita in questi casi fu una scelta, su quella scena del crimine sono stati trovate tantissime impronte, quando si ha a disposizione poco tempo si sceglie su cosa lavorare, in quel caso hanno lavorato sul dispenser, hanno tenuto da parte le altre. Dire ‘non utile’ viol dire che non lo era in quel momento".

La versione di Sempio e dei Poggi

C’è però un’intercettazione di Sempio che parla proprio dell’impronta il 22 maggio 2025 in una telefonata con un’amica, che gli chiede conto dell’impronta: "E’ una parete, è una… E’ un’impronta sulla parete delle scale, non è un’impronta insanguinata, eh.. E’ rosa, è rosa per… Per i reagenti che mettono sopra, fine". Inizialmente quindi lui tranquillizza la ragazza sulla colorazione, per poi raccontare perché potrebbe esserci: "Se tu vai giù nella cantina, e noi si è andati già un paio di volte, lì è una scalettina stretta, diciamo che fa una curva, insomma, tipo a chioccio, non proprio a chiocciola, però che fa una curva stretta, e non c’è corrimano né niente, quindi scendendo è normale che metti la mano sulla parete, difatti hanno trovato la mia, quella del Marco (Poggi, ndr), quella dei Carabinieri che hanno fatto i sopralluoghi. Non è nulla di che, non è un’impronta insanguinata o che, anche se alcuni hanno scritto insanguinata, non c’è nulla di incredibile".

Panicucci vuole precisare: "Sì, sono state trovate un paio di impronte, in particolare quella di Cassese che era sceso e appoggiato al muro, ma si era appoggiato in basso, non in alto. Tanto è vero che il Colonnello Fratini, che all’epoca era Comandante della Sezione Balistica dei RIS di Parma e analista della BPA, aveva sottolineato come fosse ‘naturale appoggiarsi all’altezza del busto’, infatti l’impronta di Cassese era in basso".

Il 38enne racconta inoltre come fosse naturale la presenza della sua impronta sempre nella telefonata: "Lo stesso Procuratore ha detto: ‘Guardate che non è un’impronta insanguinata e bona’. Ma io avevo già detto che io avevo girato per tutta la casa, quindi...Che salta fuori un’impronta può essere. Non è nulla di che, anche perché difatti c’è la mia impronta, lì vicino ce n’è un’altra del Marco e ci sono varie impronte sul muro. Loro sono andati senza guanti, ma magari non si è neanche preparati alla cosa, magari pensavano, non so, a un incidente domestico, non so pensavano a una roba così. Però nel senso, nulllla di incredibile, cioè è una notizia che ovviamente fa scalpore, però nulla di incredibile [incomprensibile] legalmente".

Non si può inoltre non sottolineare un cambio di strategia avvenuto nel corso del tempo, come evidenziato dalla padrona di casa di "Mattino Cinque": "La notizia dell’impronta 33 esce il 20 maggio 2025, prima di quella data nessuno aveva parlato della cantina di casa Poggi, del fatto che scendessero abitualmente da lì. ‘Soltanto in epoca successiva a quella data viene veicolato il messaggio che in quella cantina ci fossero i giochi della Playstation’, si legge nell’informativa recente. Nell’informativa dei Carabinieri questo viene messo nero su bianco, tantè che in un’intervista del Corriere della Sera improvvisamente Tizzoni parla addirittura della Playstation posizionata in cantina, informazione che mai prima d’ora era stata data".


Potrebbe interessarti anche