Garlasco in Tv, Sempio tra le accuse ai magistrati e il timore per il DNA in casa Poggi. Panicucci: "Parla del corrimano, è singolare"

Mattino Cinque ha dedicato ampio spazio a Garlasco lunedì 25 maggio 2026, Sempio è preoccupato per la possibile presenza del suo DNA dove è avvenuto il delitto

Ilaria Macchi

Ilaria Macchi

Content Editor

Laureata in Linguaggi dei Media, amo il giornalismo, il calcio, la TV e la moda, dove cerco sempre le ultime tendenze.

Inizia oggi, lunedì 25 maggio 2026, l’ultima settimana di programmazione per "Mattino Cinque" (il programma proseguirà poi con la "versione estiva" con Dario Maltese), non possono quindi mancare gli aggiornamenti sul caso Garlasco. Particolare spazio verrà dato alle ultime intercettazioni diffuse, relative a più di un anno fa, in cui Andrea Sempio è arrivato ad accusare la Procura di Pavia di essere corrotta.

Garlasco, Mattino Cinque puntata 25 maggio 2026: le intercettazioni di Andrea Sempio, accuse alla Procura e timori sul DNA

Si parte con le ultime novità date dall’inviato Emanuele Canta: "I legali di Andrea Sempio inizieranno a depositare oggi le prime consulenze in via telematica, ce ne sono cinque, la replica alla BPA, una consulenza medico-legale, una antropometrica, una sull’impronta 33 con un professionista che affianca Armando Palmegiani, oltre a un profilo personologico, anche se quest’ultimo potrebbe essere sfruttato dalla difesa successivamente. Tutto sarà completato domani con una memoria, che diventa una replica su ogni punto indicato dalla Procura. Andrea Sempio probabilmente non parlerà, anche se gli avvocati si riserveranno la decisione fino all’ultimo, più facile lo faccia davanti al GUP per sentirsi più garantiti".

Vuoi essere sempre aggiornato sulle ultime news su TV, personaggi e gossip? Iscriviti al nostro canale WhatsApp

Entra nel canale WhatsApp

Spazio quindi all’intercettazione diffusa nelle ultime ore, registrate il 21 marzo 2025, in un momento in cui Sempio era in macchina con un’amica, parla addirittura del suo timore di essere arrestato "Non lo so, non lo so.. Non so se siamo in m**a o meno, non lo so. Morale della favola [incomprensibile] chiesto l’incidente probatorio. Vogliono fare degli esami che trasformeranno il DNA da un indizio a una prova, e questo è un problema. Cioè è arrivato il coso che dice, guarda che secondo un loro esperto il confronto si può fare e si deve fare su un determinato tipo di campioni, loro hanno detto che ci sono elementi mai analizzati prima.. Stavamo parlando e il mio avvocato di mi dice: ‘Guarda che da un lato va bene perché se fanno l’incidente probatorio vuol dire che possiamo avere un contraddittorio, dall’altro può anche significare che magari se loro dicono che trovano una corrispondenza o che.. Perché se dicono che davvero lì .. Il punto qual è, che se dovesse esserci una corrispondenza mi fa può anche esserci che .. essendo un caso di omicidio che loro decidano di far partire una misura di custodia cautelare, cioè che vai in galera praticamente.. Finché non concludono le indagini. Noi abbiamo due giorni di tempo per rispondere, abbiamo deciso di opporci perché loro dicono che si tratta di esami non ripetibili, se non sono ripetibili li puoi fare solo una volta, allora devi fare incidente probatorio.. E il punto qual è, nel foglio che ci hanno mandato non c’è scritto cosa vogliono analizzare, non ci sono gli elementi, quindi noi non possiamo rispondere".

L’intercettazione continua con accuse precise alla Procura di Pavia: "Ieri sera stavamo parlando e lui e l’Angela (Lovati e Angela Taccia, ndr) continuavano a dire: si vede che è una cosa pilotata in qualche modo perché gli elementi non vengono detti. Poi dopo perché dovresti analizzare .. Perché dovresti tirar fuori degli elementi che negli anni hanno dato risultati incerti o dubbi? Dovresti avere qualcosa di certo che vuoi confrontare, non qualcosa di incerto o dubbio, e non dicono cosa siano questi. Una cosa che hanno detto è che hanno recuperato i tamponi… No… le strisce, i nastri, praticamente quello che mettono per rilevare le impronte. Loro non vogliono rilevare le impronte, vogliono scioglierli per trovare materiale genetico, quello potrebbe essere l’unico realmente non ripetibile.. Noi potevamo opporci, i miei avvocati hanno deciso di opporsi e hanno detto che ora possono accadere due cose, il GIP ha dieci giorni per scegliere se accettare, se accogliere la nostra obiezione, se la accoglie a questo punto non si fa questo incidente probatorio e si discute direttamente a processo. Il che vuol dire che possono volerci 7-8 mesi, se non di più. Oppure può non accettarla e fare questo incidente probatorio ora quindi.. C’era anche mio papà, lui gliel’ha detto.. Mi fa: ‘Se succede così può essere davvero che ti arrestano. O che [incomprensibile]. A mia mamma abbiamo detto soltanto che è una roba tecnica, non le abbiamo detto niente. Ora però questa mattina però che è successo, per quello che non so dirti s siamo in m**a o meno. Noi sappiamo che dall’altra parte abbiamo gente brutta e conosciuta per essere stra-corrotta. Napoleone, Civardi… Sono tutti stra-corrotti. E’ debole, ma perché va avanti se è così debole?".

Fino ad ora i legali dell’indagato avevano provato a giustificare le sue intercettazioni sostenendo che lui sapesse di essere sotto controllo (credeva di esserlo al telefono e non dall’auto), queste parole danno però un’idea diversa, come sottolinea la scrittrice Elisabetta Cametti: "Ci dicevano che lui sapesse di essere intercettato, quindi che non avrebbe parlato della chiavetta USB o di cose che avrebbero potuto metterlo nei guai, questa è la prova concreta che lui non lo sapesse. O al massimo di esserlo in altro modo, o si era dimenticato, per questo parlava comunque. Dice cose bruttissime, che non dovevano arrivare al mittente. Parla poi del suo avvocato, Angela Taccia, che è anche sua amica, dicendo: ‘Anche secondo lei è tutto pilotato’, questo mi riporta a Lovati, che parlava di macchinazione, e per questo è stato denunciato. Quel sospetto per loro era una convinzione. E questo fa specie perché sono loro accusati di corruzione".

Poi c’è un’altra intercettazione, altrettanto esplicita: "Poi c’è la gip che è Garlaschelli, che l’Angela m’ha detto che è una… m’ha detto che è una st**a". Angela ha fatto un casino, alla fine è riuscita a parlarci, in realtà la Garlaschelli si è rivelata una persona corretta, cioè, magari st**a nei modi, anche se Angela mi ha detto che l’ha trattata in maniera corretta, è riuscita quindi ad avere la copia degli oggetti che loro vogliono analizzare. Non c’è un c** o di irripetibile perché loro hanno detto che vorrebbero, cioè vogliono confrontare i referti delle vecchie estrazioni, quei dati considerati illeggibili, che secondo loro adesso si possono leggere. E poi degli oggetti che non sono stati nominati. La mia paura era che tirassero fuori qualcosa dal.. che c**o dal corrimano, dalla maniglia, dalla sedia.. O magari.. se lei quella mattina ha sceso le scale toccando il corrimano. una c**a così..Li usavo anche io quei robi lì, quindi .. Però se adesso mi vieni a dire che vuoi analizzare il Fruttolo o l’Estathé o una tazzina, quelli sono sicuro che non li ho toccati, quindi su quello sono tranquillo".

Federica Panicucci commenta: "Lui appella in quel modo, secondo quanto riferito da Angela Taccia, la dottoressa Guardaschelli, in più è preoccupato, parla degli elementi dove potrebbero trovare il suo DNA, e cita il corrimano. Pensate, è il punto in cui c’è quella pozza di sangue importante, è singolare che lo nomini".

Il ruolo del DNA nell’accusa

La conduttrice vuole sapere l’opinione di Grazia Longo a riguardo: "Mi dissocio dalle accuse ai magistrati, questa indagine è stata fatta da persone di fama rinomata in modo scrupoloso. E’ un ragazzo, ormai un uomo, che ha paura e che, permettimi di dire, straparla. A un certo punto dice: ‘Scioglieranno le unghie’, ma è una cosa fatta molti anni prima, in un’altra intercettazione. Lui secondo me non conosce la materia, ha paura di essere arrestato, ma è umano. Citare il corrimano fa capire che lui si appoggiasse scendendo le scale. Le accuse ai procuratori sono frutto della paura". Arriva anche il commento di Stefano Zurlo: "Emerge tutto e il contrario di tutto, cioè il nulla, parla del telecomando, dicendo che usava quegli oggetti, sembra la versione di uno innocente che cita cosa usava. Poi si può leggere in modo malizioso dicendo: ‘Proprio il corrimano citi?’. A me dà l’idea di uno che sa cosa ha toccato e teme di essere messo in mezzo".

Panicucci osserva: "Non è questo il caso, ma magari una persona che è stata in casa e che magari è porprio l’assassino sa esattamente gli elementi che può avere toccato, ma ribadisco, non è questo il caso". Non può che essere importante il pensiero dell’avvocato Gallo, legale di Massimo Lovati: "Se un soggetto è entrato poche volte a casa , e soprattutto che manca dal 4 agosto, perché ha una preoccupazione di sapere se ci siano tracce sue sul corrimano, sulla sedia e sul pomello, che sono le ultime cose che si toccano? Nei giorni in cui la famiglia preparava le valigie per andare via saranno state toccate da seimila persone. Lui fa capire che questa sua preoccupazione è perché magari quelle tracce potrebbero essere state lasciate brevemente rispetto all’omicidio. Non ci sono indici di reato per le parole sui magistrati, ma dovrà spiegare chi gli ha riferito quelle cose".

Umberto Brindani dice la sua: "Con quelle frasi, al di là degli oggetti toccati o no, sta inguaiando la Taccia. Lui la cita sia per la presunta corruzione di Napoleone e Civardi, sia nel caso della citazione della Garlaschelii, ricordiamo che lei è stata quella che ha negato per due volte a Napoleone la ripartenza dell’indagine, lui ha dovuto rivolgersi alla Cassazione. Dire quelle cose è strano".

Grazia Longo arriva a ipotizzare che quelle intercettazioni siano state fatte nella macchina dell’amica di Sempio, ma Canta la smentisce: "A noi risulta che siano state fatte solo sul cellulare e l’auto del ragazzo, non sull’auto di una persona non sottoposta a indagine". Lei continua imperterrita: "Era la ragazza che stava frequentando in quel momento, anche i genitori non sono indagati ma sono stati intercettati". Canta fa una descrizione differente: "La ragazza si è presentata da Andrea, poi lui l’avrebbe fatta salire sulla sua automobile, lasciando il telefono sulla macchina della ragazza perché aveva timore per il cellulare senza sapere che ci fossero captatori all’interno della vettura. Questo avviene ilgiorno dopo la richiesta di incidente probatorio sul DNA, lui si preoccupa di capire cosa può accadere".

Nell’intercettazione lui continua a parlare della corruzione: "Due giorni di tempo, il problema è che tu mi dovresti dire a cosa mi sto…Ma tu non me lo dici, se non me lo dici io non posso oppormi.. Non posso depositare.. Mi i**i, però è una cosa.. cioè strana.. Niente vediamo, vediamo cosa deciderà. Adesso ha dieci giorni di tempo per decidere, vediamo se l’accoglie. Allora dovremmo arrivare a discutere, alla chiusura delle indagini..Se ci sarà un rinvio a giudizio.. Ma una volta chiuse le indagini potrebbe anche non esserci un rinvio a giudizio.. Potrebbe essere anche di nuovo archiviata come quelle vecchie… senza un processo.. Bisogna vedere… Secondo me è difficile perché secondo me… Cioè ci sono troppe cose che giuridicamente non dovrebbero valere ma valgono. Perché le persone sotto sono corrotte. Quindi io mi aspetto il peggio possibile da tutto questo. Magari lunedì dicono già che fanno l’incidente probatorio. Se lo fanno lunedì vuol dire che proprio sotto sono.. sono tutti pagati e via".

Gallo ne approfitta per dare una notizia: "Domani mattina a Milano inizierà il processo per diffamazione della famiglia Giarda contro Massimo Lovati, che vuole fare riferimento a questi audio e dire cose che per ora non ha detto nemmeno a me. Lui dice che queste cose possano risolvere il suo processo per diffamazione, lui aveva sempre parlato di una macchinazione".

Si rimanda in onda l’intervista alla mamma di Sempio trasmessa venerdì a ‘Qarto Grado’ dove lei parla di indagini non fatte in maniera adatta all’epoca, convinta che in caso contrario la posizione del figlio sarebbe stata differente. Panicucci riferisce: "Se magari avessero fatto le indagini tradiizonali diversamente avremmo saputo che Alberto Stasi aveva un alibi, e che quindi non potesse essere lui in quel frangente a essere in casa, avremmo saputo tante cose, ha ragione la signora. Le indagini tradizionali sono state compiute con la mano sinistra, per non dire altro. La signora è conscia dell’alibi, dice che suo figlio è innocente, ci domandiamo quindi perché pianga e si disperi con il marito quando parla dello scontrino dicendo: ‘E’ colpa mia, gli ho detto io di tenere lo scontrino’. Se davvero è stato a Vigevano e davvero ha vidimato lui quello scontrino perché piangere e disperarsi così? Per quale motivo? Io francamente, sarà un problema mio, non riesco a superare questa cosa".


Potrebbe interessarti anche