Garlasco in Tv, l'attacco di Panicucci: "Mettete già le mani avanti". I dubbi del team Sempio sulla nuova consulenza

Federica Panicucci non si lascia mai scappare i dettagli sul delitto di Garlasco, nella puntata di Mattino Cinque del 25 febbraio non ha lesinato critiche al team Sempio

Ilaria Macchi

Ilaria Macchi

Content Editor

Laureata in Linguaggi dei Media, amo il giornalismo, il calcio, la TV e la moda, dove cerco sempre le ultime tendenze.

"Mattino Cinque" è ormai diventato un punto di riferimento per chi vuole avere aggiornamenti sugli ultimi sviluppi sulle indagini per il delitto di Garlasco, cosa che ha fatto puntualmente anche mercoledì 25 febbraio 2026 con il piglio che caratterizza Federica Panicucci, brava anche a stanare lacune e contraddizioni.

A determinare novità importanti, che potrebbero scardinare del tutto la sentenza che ha portato alla condanna di Alberto Stasi, è certamente la consulenza effettuata dalla dottoressa Cristina Cattaneo, incaricata dalla Procura di Pavia, di cui emergono interessanti indiscrezioni.

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Garlasco, Mattino Cinque puntata 25 febbraio 2026: l’analisi delle ferite e la posizione del team Sempio

Secondo quanto trapela, l‘anatomopatologa avrebbe ipotizzato che l’aggressione che ha portato alla morte di Chiara Poggi possa essere avvenuta in più fasi, con un arco temporale superiore rispetto ai 23 minuti contestati ad Alberto Stasi (comprensivi del tragitto in bicicletta dalla villetta di Via Pascoli a casa sua). Non è escluso inoltre che le ferite, davvero diverse tra loro, possano essere inferte da più armi, e quindi magari anche da più persone. Maggiori certezze potranno arrivare incrociando la relazione con la BPA dei RIS di Cagliari, anche questa per ora secretata.

A dare ulteriori dettagli ci pensa l’inviato Emanuele Canta, presente proprio davanti alla casa in cui era avvenuto il delitto nel 2007: "La relazione della professoressa Cattaneo è davvero ampia, ben 350 pagine, sarebbero emerse differenze rispetto a quanto dichiarato dal medico legale Ballardini, in merito a orari e ora della morte. Indiscrezioni provenienti da fonti qualificate parlano di un’aggressione che sarebbe durata di più di quanto letto nelle sentenze, si andrebbe oltre le 9.35-9-36, quindi con Alberto Stasi già a casa e seduto al suo computer per lavorare alla tesi. Se così fosse, lo scenario cambierebbe, ma anche le responsabilità. Proprio per questo la Procura di Pavia, insieme agli altri elementi che ha in mano, potrebbe valutare e sollecitare la Procura Generale di Milano ad avanzare la richiesta di revisione. La professionista avrebbe anche fatto emergere la possibilità di più armi utilizzate, cosa detta dalle ferite. Sono indiscrezioni da prendere con le pinze, ma che potrebbero costruire un quadro accusatorio già preciso".

Federica Panicucci vuole soffermarsi soprattutto sull’orario della morte di Chiara Poggi con il supporto di un medico legale che ha grande esperienza, il professor Giuseppe Fortuni. Lei parte da quanto era stato detto dal dottor Ballardini, che aveva preso la temperatura della vittima e fatto i primi rilievi, vuole sapere quindi il parere del professionista: "Risulta quello che abbiamo sempre detto, dal punto di vista medico-legale l’epoca della morte non rientra nel range che le sentenze indicano, 9.12-9.36, ma è spostati in avanti, probabilmente di circa un’ora, quindi intorno alle 10.30-11. Sono dati biologici, la sentenza ha tenuto conto di aspetti circostanziali, che riguardano la disattivazione dell’allarme e l’utilizzo del computer a casa di Stasi".

Panicucci però mostra un documento dell’epoca, firmato proprio da Ballardini, che aveva indicato che la morte potesse essere "avvenuta tra le 10.30 e le 12, con una centratura più probabile tra le 11 e le 11.30". Fortuni fa un’altra precisazione, "manca un altro elemento certo, che è il peso della vittima, non è stato preso, era stato ipotizzato intorno ai 50 chili".

La conduttrice fa un’altra domanda importante, volta sgombrare alcune ipotesi, uscite anche recentemente: "Si sente di escludere, in virtù della sua esperienza, che la morte di Chiara Poggi sia avvenuta in un orario molto antecedente, quindi intorno alle 9 o addirittura nel corso della notte?". Lui non ha dubbi: "Sicuramente sì, è una certezza umana, non divina, ma è impossibile che il decesso sia avvenuta ancora prima di quanto avvenuto in giudicato, addirittura nella notte., impossibile".

Panicucci interpella poi Armando Palmegiani, consulente di Andrea Sempio, in merito alle indiscrezioni, pur precisando che "queste non dicono che lui sia colpevole, ma sarebbe clamoroso togliere Stasi dalla scena del delitto". Questo il suo punto di vista: "Vedremo cosa sarà confermato, togliere Stasi non significa mettere Andrea automaticamente. Ma c’è un altro aspetto, che mi spiace dover ripetere, la Cattaneo sta lavorando su dati del 2007, non ha potuto accedere allora al corpo. Sappiamo quanto lei sia di altissimo livello, ma un domani se si andrà in dibattimento ci sarà un perito con cui si dovrà discutere su questo. Non è una cosa categorica, il suo è un giudizio di parte del pubblico ministero". La padrona di casa lo incalza in merito al modo di agire del team difensivo dell’indagato: "Insomma, la dottoressa Albani ha fatto una consulenza che forse è opinabile, la Cattaneo un’altra consulenza opinabile, insomma questi medici professori…". Lui risponde: "Quella della Albani è una perizia super partes da parte del GIP, quindi va direttamente nel fascicolo". Panicucci ribatte: "Mettete sempre le mani avanti. Anche lì avete avuto da ridire". Palmegiani ribatte: "Io non ho nulla da ridire". Lei dice ancora: "Quindi è confermato che quel DNA sia della linea patrilineare di Andrea Sempio?", questa l’opinione del consulente, che annuisce: "Con tutte le problematiche che ci sono, degrado, ecc. Attualmente è riconducibile, poi cerchiamo di spiegarlo, non ho mai detto che non potesse essere suo. La consulenza Cattaneo è di parte, in un eventuale rinvio a giudizio il DNA potrebbe non entrare, non verrà ridiscusso".

Panicucci fa un’altra osservazione importante: "Se non fosse stato trovato quel DNA sulle unghie di Chiara Poggi forse oggi non sapremmo che l’orario della morte sarebbe posticipato, quindi che Alberto Stasi aveva un alibi". La criminologa ha una domanda a riguardo, che non può che fare riflettere: "Ma la scienza è una o viene interpretata? Sono preoccupata da come la datazione della morte venga utilizzata per ipotesi investigative. All’inizio era stata fissata nella seconda parte della mattinata, quando Alberto ha potuto dimostrare il suo alibi, è stata spostata. Se la professoressa Cattaneo spostasse in avanti l’ora della morte, o dovesse anche solo ampliare la dinamica, a quel punto il mio timore è che non si facciano altre ipotesi investigative (Alberto avrebbe un alibi), ma si cercherà di collocarlo la notte. Ma fortunatamente il professore ci spiega come calcolare l’ora".

Spazio poi alle lesioni sul corpo di Chiara, la conduttrice chiede a Fortuni perché pensa possano essere state fatte con due armi diverse: "Sicuramente la lesione mortale è quella da mezzo contusivo nella lesione pario-occipitale sinistra, le altre non sono lesive, sono da mezzo fendente, con una lama con un filo grossolano, affilata ma pesante. C’è una lesione sull’orecchio sinistro, che è da punta, nessuna arma può avere tutte queste caratteristiche. Sul sopracciglio sinistro c’è una lesione che assomiglia a una lesione da taglio, altro tipo di arma. Trovare un oggetto con queste caratteristiche è un tentativo da fare, ma non si riesce a identificarlo, quindi ci devono essere più oggetti, almeno due se non tre. Sulla palpebra ha un taglio che sembra una soluzione continua con i margini contusi, potrebbe essere un mezzo contusivo, tipo lo spigolo del gradino cadendo nell’ultima fase".

Panicucci interpella ancora Palmegiani, la professoressa Cattaneo ha infatti fatto la sua relazione sulla base della BPA dei RIS di Cagliari, più corposa rispetto a quella dell’epoca. "Sono risultati attendibilissimi, conosco il colonnello Berti. Non voglio screditare gli altri, ma anche lui sta lavorando sulle foto del 2007, e sto parlando di una persona di altissimo livello". Elisabetta Cametti replica: "Credo che se la Cattaneo avesse sentito la necessità di fare una riesumazione l’avrebbe chiesto, se non l’ha fatto vuol dire che con tutti gli elementi a sua disposizione è arrivata a una ricostruzione reale e coerente per lei".

Palmegiani replica anche in merito al possibile nuovo orario della morte: "Secondo me non sono state prese in considerazione le ipostasi", interviene Fortuni: "Servono quando il cadavere è quasi esangue, ma c’erano, conta che siano fisse o che possano migrare, in quella fase iniziale non c’erano, poi si formano e diventano fisse".

La conduttrice non manca di sollevare un altro dubbio, su un aspetto spesso trascurato: "Possibile che l’allarme non l’abbia disattivato Chiara? Vi ricordate che il telecomando era al di sotto nel cestino? Magari bisognerebbe interrogarsi, e la butto lì, su chi aveva in dotazione un altro telecomando".


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