Garlasco in Tv, Panicucci sbotta: "Errore giudiziario clamoroso". Stasi a un passo dalla revisione, perché

"Mattino CInque" dedica da ormai da tempo uno spazio ad hoc al delitto di Garlasco, curato da Federica Panicucci, che cerca sempre di far venire alla luce quello che non quadra nelle vecchie indagini e cosa potrebbe accadere, lo ha quindi fatto anche nella puntata di martedì 24 febbraio 2026.
Siamo all’indomani del deposito della consulenza effettuata dalla professoressa Cristina Cattaneo, di cui emergono già alcune indiscrezioni, come sottolineato dalla conduttrice, che ha intenzione di parlare di questo e non solo.
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Entra nel canale WhatsAppMattino Cinque, puntata 24 febbraio 2026: le indiscrezioni sulla nuova consulenza
A dare alcuni dettagli a riguardo è l’inviato Emanuele Canta, che si trova a Vigevano: "La professoressa si è recata in Procura a Pavia, ha parlato con il Procuratore Napoleone, oltre che con gli investigatori e inquirenti, a cui ha spiegato il suo lavoro, che resta secretato. Secondo alcune indiscrezioni da fonti qualificate, si parla di un tempo dell’aggressione decisamente più lungo rispetto a quello stimato finora anche dalle sentenze. La forbice dell’azione omicidiaria potrebbe quindi allargarsi e andare a incastrarsi con l’alibi di Alberto Stasi, che dalle 9.36 alle 12.20 è certamente a casa sua a lavorare alla tesi al computer. Si andrebbe quindi ben oltre i 23 minuti, che comprendono anche il ritorno a casa in bicicletta del ragazzo, Di fatto, lui uscirebbe di scena, si dovrebbe quindi capire chi si trovasse sulla scena, se una o più persone. Ci sono anche indiscrezioni che parlano di più armi usate per colpire Chiara, cosa testimoniata da vari tipi di lesioni. Questo potrebbe spingere a ipotizzare che fosse presente più di una persona, anche se questo non è competenza della professoressa Cattaneo dirlo. Si dovrà poi incrociare questo con la BPA dei RIS di Cagliari, per poi proseguire anche con l’indagine tradizionale. Si attende poi la consulenza sui computer dei due fidanzati, che dovrebbe arrivare a fine mese o al massimo a inizio marzo. Da allora si arriverà alla chiusura indagini, che potrebbe esserci a fine primavera, con la quasi scontata richiesta di rinvio a giudizio per Andrea Sempio".
Qui arriva la chiosa di Panicucci: "Se queste indiscrezioni venissero confermate sarebbero clamorose, sposterebbero l’orario dell’azione omicidiaria, Alberto Stasi avrebbe un alibi". Arriva un’ulteriore chiosa di Canta: "In caso di conferma di questo la stessa Procura di Pavia potrebbe chiedere a Milano, che ne ha competenza, di avanzare una richiesta di revisione per Alberto Stasi".
Interviene il direttore di ‘Gente’ Umberto Brindani: "Io non ho indiscrezioni, ma possono cambiare l’orario della morte, la dinamica dell’omicidio, la quantità di armi usate, la quantità di persone presenti sulla scena. Ognuno di questi scenari possibili, anche presi singolarmente, scagionerebbe Stasi e sarebbe una smentita della sentenza definitiva di Cassazione a cui tanti si aggrappano. Ognuna di queste circostanze presa singolarmente, non è necessario che ci siano tutte. l’unico scenario che può portare a non scagionare Stasi può esserci solo se la professoressa Cattaneo confermasse che tutto è avvenuto in 23 minuti, cosa che francamente mi sembra improbabile".
Federica Panicucci interroga subito Fabrizio Gallo, avvocato di Massimo Lovati, in merito alla possibilità di arrivare in modo quasi automatico alla revisione per Alberto, cosa che lei definisce "errore giudiziario clamoroso". Questo il pensiero del legale: "Un errore giudiziario clamoroso, che parte da un elemento certo, non ancora smentito, l’orario impresso dal medico legale quando è intervenuto alle 17 a casa di Chiara. Lui è scientifico, non trova né ipostasi né rigor mortis. La ragazza era morta da poche ore, quindi secondo lui non prima delle 10-10-30, se questo fosse confermato, e credo che si vada verso quella linea, sarebbe un errore clamoroso. Il Procuratore Generale deve quindi chiedere una richiesta di revisione per portare Alberto fuori, a quel punto si apriranno altri scenari, penso che questa sia la linea della Procura, con la richiesta di rinvio a giudizio che da tempo diciamo sarà ufficiale".
La conduttrice chiede l’intervento del giornalista Stefano Zurlo, finora spesso colpevolista nei confronti di Stasi: "La cosa più importante sarà l’indicazione sulla durata del delitto. Bisogna vedere il grado di probabilità o di certezza che lei indica, questo verrà discusso in contraddittorio. Comincio a vedere una possibilità di chiusura della vicenda particolare. se si scagiona Stasi non significa che Sempio sia colpevole. C’è un’ipotesi, scagionare Stasi e non indicare Sempio colpevole? Credo che questo scenario sia molto realistico".
Il percorso di Sempio la mattina del delitto
Si torna poi a parlare dell’ormai noto discorso dello scontrino presentato da Sempio per dimostrare che il 13 agosto 2007 fosse a Vigevano. Panicucci interroga Armando Palmegiani, consulente dell’indagato, in merito alla ricostruzione fornita dal team a ‘Quarto Grado’ con una partenza alle 20.41 da casa di Sempio in un 17 dicembre qualsiasi, quindi di notte, fino in prossimità del parcheggio. Si arriva in un punto in cui ci sono dei lavori, quindi ci si ferma lì ipotizzando un paio di minuti in più, senza tenere conto del parcheggio dell’auto e della vidimazione dello scontrino. "Come mai di sera?", chiede. Lui risponde: "Noi l’abbiamo fornita perché non è quella che porteremo eventualmente in Procura, era un caso esemplificativo per capire alcune cose, il tragitto, per vedere se fosse simile ad allora, quanto tempo ci si potrebbe mettere come minimo e massimo (guidava Andrea in quella ricostruzione), oltre alla toponomastica delle vie sulla base delle celle delle antenne come erano nel 2007". La conduttrice chiede ancora: "Perché di sera?". Lui replica: "Sarebbe stato uguale", ma per lei "Non è detto". Il consulente prosegue: "Quel video non ha un valore grande", ma Panicucci non è convinta: "La sera ci sono le condizioni del traffico, quel giorno c’era la fiera, c’erano tanti elementi in più. Ma lo avete fatto anche alle 9.58?", ma lui dice di no. Anzi, Palmegiani ribadisce la sua posizione. "Per noi era importante che su 16 minuti e mezzo di tragitto 4 minuti e mezzo prendevano l’antenna numero 2".
"Non è certo che proporremo questa analisi, ricordiamoci che attualmente lo scontrino non è stato contestato, quindi se non c’è contestazione perché dare una giustificazione?" – dice ancora Palmegiani. Panicucci ribatte: "Se non c’è contestazione perché fare quella prova alle 20.41?". Questa la replica: "Volevamo sapere noi quanto fosse possibile e la posizione delle celle". Di nuovo la conduttrice: "Pensa sia realistica quella ricostruzione?", per lui: "In un tragitto di 16 chilometri e mezzo sappiamo che due chilometri-due chilometri e mezzo, vado a memoria, coprono la zona di Borgo San Siro, quindi è tornato il nostro esperimento empirico".
Sulla base della ricostruzione fatta dall’inviato Emanuele Canta i tempi indicati da Sempio però non coincidono. Panicucci prosegue: "Il telefono di Sempio alle 9.58 aggancia la cella di Garlasco, quello indica il punto di partenza per calcolare la tempistica che avrebbe impiegato". L’inviato che ha fatto la prova conferma la sua versione: "Il percorso da casa a Vigevano va verso Nord, la cella invece irradia il segnale verso Sud, quindi il segnale va a indebolirsi, non ci si aggancia alla stessa cella se il segnale è debole, ci si aggancerebbe a un’altra cella con il segnale più forte". Palmegiani ha una teoria diversa: "Quando un’antenna è satura passa a un’altra, c’è l’ipotesi teorica dell’aggancio, se passiamo l’area non cambiamo subito cella, l’antenna si estende di più".
Importante a riguardo è l’opinione dell’informatico forense Luigi Nicotera, a cui Panicucci chiede: "Sempio potrebbe avere agganciato l’area 3 nonostante su quel punto ci sia scritto area 2?". Lui risponde: "E’ irrealistico. Parliamo di una chiamata uscente, a suo tempo era un servizio ad alta priorità, è fondamentale quindi che chi telefona agganci la cella che sta garantendo il miglior servizio su quel territorio. Il ragionamento di Palmegiani è corretto quando si tratta di un’attività asincrona, come l’invio di un messaggio, la navigazione internet, a suo tempo era un dato che non doveva impegnare la cella per un evento prioritario, che era una telefonata. Non è così solo se c’è stato un disservizio o la saturazione dell’operatore, è comunque una situazione rara".
