Garlasco in Tv, revisione per Stasi più vicina: "Fuori dalla scena del crimine". Panicucci glaciale: "Clamoroso errore giudiziario"
Previsto oggi, venerdì 24 aprile 2026 un vertice tra PM che può avvicinare la revisione per Alberto Stasi. A Mattino Cinque Federica Panicucci non ha dubbi su quanto successo

Ultimo appuntamento della settimana per "Mattino Cinque", in onda oggi, venerdì 24 aprile 2026, sempre con uno spazio ad hoc dedicato agli approfondimenti sul caso Garlasco. La giornata odierna potrebbe portare a novità importanti, come annunciato subito da Federica Panicucci, proprio per questo l’inviato Emanuele Canta si trova davanti al Tribunale di Milano.
Garlasco, Mattino Cinque puntata 24 aprile 2026: incontro tra Pm in Procura, svolta vicina
Oggi è previsto un incontro in Procura a Milano tra i PM di Pavia e Milano, Fabio Napoleone e Francesca Nanni, che può essere decisivo. Gli inquirenti ora sarebbero concentrati su due consulenze, quella informatica di Paolo Dal Checco e del genetista Carlo Previderè. Dalla prima relazione (ha riguardato i PC di Alberto Stasi e Chiara Poggi) sarebbero emerse novità, soprattutto sul device della giovane che hanno spinto a fare ulteriori approfondimenti anche in luoghi limitrofi a Garlasco, relative a frequentazioni del nuovo indagato Andrea Sempio. Questi accertamenti andranno poi incrociati con quanto rilevato sugli hard disk del 38enne e con la perizia della genetista Denise Albani, oltre che sulla consulenza, ancora secretata, della genetista Cristina Cattaneo. Rilevante sarebbe anche la seconda consulenza, fatta dal genetista che già aveva accertato la compatibilità tra il DNA trovato sulle unghie di Chiara Poggi e Andrea Sempio. Non è escluso questo possa portare a un’accelerazione nella chiusura delle indagini, oltre che alla richiesta di revisione per Alberto Stasi.
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Entra nel canale WhatsAppEmanuele Canta prova ad anticipare quale potrebbe essere l’oggetto dell’incontro: "La Procura di Pavia quasi sicuramente spiegherà alla Procuratrice Generale i punti forti dell’inchiesta pavese, secondo i magistrati viene tolto Alberto Stasi dalla scena del crimine. Si solleciterà così Francesca Nanni e la Procura Generale di Milano a chiedere istanza di revisione per lui. Si discuterà ovviamente anche del cuore dell’inchiesta, arrivata alle battute finali, sulla base di quanto emerso dalle varie consulenze, che farebbero percepire la presenza di elementi molto forti contro Andrea Sempio. Non solo, nelle scorse ore è stata depositata la consulenza del genetista Carlo Previderè, che si sarebbe concentrato sui dati grezzi già analizzati dal perito Denise Albani e su altri elementi generici rivisti. Tra questi, il tanto discusso scambio dei pedali della bicicletta di Alberto Stasi, mai avvenuto secondo le perizie, la quantità di DNA trovata qui sarebbe identica a quella sul cucchiaino che Chiara Poggi aveva e che era stato rinvenuto sul divano di casa insieme al sacchetto di biscotti che lei amava mangiare. L’identicità del quantitativo sarebbe scientificamente quasi impossibile, così ritiene la Procura, per questo si è indagato a fondo su questo aspetto. Se ci fosse richiesta di revisione, questa sarebbe poi discussa presso la Corte di Appello di Brescia. Anche la difesa di Stasi, farà richiesta di revisione in maniera indipendente a chiusura delle indagini".
Il giornalista Stefano Zurlo prova a fare il punto della situazione: "Vedremo gli elementi che saranno presentati dalla Procura di Pavia, sembra che ci siano elementi tecnici frutto di consulenze e analisi, mi chiedo se ci siano aspetti derivanti dalle indagini tradizionali, quali testimoni, intercettazioni, confessioni. Altrimenti, ragionare sul pedale, sul cucchiaino, sull’orario della morte vuol dire innescare una nuova guerra tra periti che può prolungarsi all’infinito. Si va comunque verso la revisione per Stasi e la richiesta di rinvio a giudizio per Sempio, potremmo avere un finale sorprendente, secondo la mia idea potremmo avere la revisione per il primo e l’assoluzione per il secondo. Si potrebbe avere un giallo senza soluzione".
L’avvocato Fabrizio Gallo, legale di Massimo Lovati, fa un’osservazione importante: "Il Procuratore Napoleone va alla Procura Generale a parlare di una cosa importante, non si può procedere alla revisione di Stasi se non lo si toglie dal capo di imputazione, Sempio sarebbe legato all’omicidio con lui. Sempio andrà a giudizio da solo, altrimenti è una contraddizione".
L’idea che la quantità di DNA presente sui pedali della bicicletta di Stasi sia uguale a quella sul cucchiaino usato da Chiara non può che fare sensazione, lo mette in evidenza anche Panicucci: "E’ una possibilità veramente impossibile da verificarsi, ma ci sono tanti elementi sul piatto". Il giornalista Gianluca Zanella spiega: "Quei 2,78 nanogrammi devono essere capiti, si deve spiegare se si sia trattato di una contaminazione o di altro. Da questi dettagli stiamo capendo perché le indagini siano così blindate, per me stanno cercando di trovare non solo chi abbia ucciso Chiara Poggi, ma stanno indagando anche sull’operato di altri carabinieri per verificare questa sequela di stranezze. E quella dei pedali è più di una stranezza, lo scambio dei pedali è un cardine della condanna, pur non essendo mai avvenuto, è stato un punto che viene ancora oggi battuto mediaticamente. Se venisse fuori che quel materiale non c’era, ma è poi magicamente comparso, qualcuno avrà problemi".
L’avvocato Elisabetta Aldrovandi, uno dei legali di Stasi, ricorda che "un processo di revisione si basa non solo su prove nuove, ma anche eventualmente su prove false, false testimonianze o falsi documenti che hanno rappresentato la base della sentenza di condanna definitiva. L’incontro di oggi è fondamentale, serve per sfilare Stasi dal capo di imputazione con Sempio, ma deve essere basato su prove che lo eliminano dalla scena del crimine, quindi quale colpevole. Probabilmente il procuratore Napoleone ha raccolto una serie di elementi indiziari, se non prove che devono dimostrare una condanna ingiusta".
Panicucci commenta come al solito in maniera acuta: "Diventa reale la possibilità di un clamoroso errore giudiziario. Si parla di una sequela di errori, omissioni, indagini lacunose, è in carcere da quasi 11 anni". Il giornalista Riccardo Signoretti ci tiene a dire la sua: "Io all’aggettivo clamoroso ne aggiungerei un altro, vergognoso, da un anno e mezzo il pubblico è diviso ancora tra innocentisti e colpevolisti, ma non siamo più noi a ragionarci, è una Procura che mette il sigillo sull’idea che Alberto Stasi non fosse in quella casa quel giorno. Cambia l’orario della morte di Chiara, hanno trovato forse le impronte delle Lacoste che lui ha consegnato, chi diceva che lui non fosse entrato in quella casa ha fatto una ricostruzione sbagliata, lui è andato e ha scoperto il cadavere secondo quanto risulta oggi. Si dice che l’assassino non si sia mai lavato in quel lavandino, anche questo oggi non torna con quella ricostruzione. Non sono battaglie di perizie, sono elementi che vengono smontati".
Gli elementi trascurati e una morte dai dettagli particolari
Federica Panicucci torna a parlare di alcune strane morti avvenute a Garlasco in quel periodo e negli anni successivi, mai approfondite del tutto, oltre ad alcuni elementi trascurati. Tra questi una collanina, che era sul divano di Chiara Poggi il giorno del delitto, secondo una segnalazione non era una collana o il laccio di una macchina fotografica come indicato da qualcuno, ma un cerchietto per capelli simile a quelli usati dagli uomini. Alberto Stasi ha negato fosse di Chiara, così come la mamma della ragazza, che ha riferito di non averlo riconosciuto. "Non è stato analizzato, non c’è un verbale, non si sa niente di più", chiosa la conduttrice.
Nella giornata di ieri ha parlato per la prima volta in esclusiva la moglie di Giovanni Ferri, meccanico che è stato trovato senza vita nel 2010 in un anfratto, che viveva vicino a casa Sempio. Il suo caso era stato definito un suicidio, ma ci sono tanti dubbi a riguardo, anche da parte della donna. La vedova fa sapere altri dettagli mai resi noti finora: "A me avevano detto che lui aveva un coltello in mano, prima mi hanno detto che non aveva niente, poi hanno tirato in ballo un coltello, due versioni diverse. Non mi ricordo chi me l’avesse detto, nemmeno i carabinieri mi hanno detto qualcosa. Non c’era motivo di suicidarsi, può darsi ci sia stata la volontà di mettere tutto a tacere, da me non sono venuti, non hanno investigato, mi aspettavo cercassero di capire il perché. Lui usciva e andava al bar, quando uscivamo a piedi o in macchina non passavamo da quella via, non sapevo neanche dove fosse quell’anfratto. Come faceva a trovare quel posto, non lo sapevo nemmeno io".
Sulla morte dell’anziano interviene l’avvocato Gallo: "Sapete chi è il medico legale che è intervenuto alla sua morte? Ballardini, lo stesso di Chiara Poggi. Quando è accaduto il fatto pur essendo competente la stazione dei carabinieri di Garlasco è intervenuto qualcuno della compagnia di Vigevano, che fa alcune affermazioni. E’ importante avere contezza di quel fascicolo, esaminarlo potrebbe portarci a una conclusione diversa, così da connettere questo fatto all’omicidio di Chiara Poggi. Il fascicolo è negli uffici della Procura di Pavia, bisogna sbrigarsi perché dopo un po’ vengono mandati al macero". Gallo, consapevole di quanto il ruolo della vedova sia determinante (le dichiarazioni dell’allora capitano Cassese non coincidono con quelle della donna) si dice disponibile ad aiutarla.
L’avvocato Aldrovandi rimarca: "C’è un fil rouge che collega una serie di superficialità, negligenze e dichiarazioni che risultano inesatte da parte del capitano Cassese. Si parte dal muretto di casa Poggi rotto e non analizzato, dalla collanina o cerchietto (lui ha pensato fosse la corda della macchina fotografica dei RIS, intervenuti però giorni dopo, ndr), fino al coltello nelle mani di Ferri. Queste dichiarazioni che lui ha fatto anche pubblicamente per quale motivo le ha fatte? Ci sono incongruenze molto gravi".
La vedova di Ferri ricorda le sensazioni provate dopo la morte del marito: "Avevo un po’ di paura, è logico. Vedendo quello che è successo, i testimoni spariti, evidentemente c’è chi ha paura. come mai sono spariti? Uno è andato e ha detto: ‘Sono uno stupido’, come mai lo dice? Per me qualcuno lo sa e non lo dice per paura". Federica Panicucci sottolinea di avere ancora dichiarazioni della donna, pronta a mandarle in onda la prossima settimana.
