Garlasco in Tv, la 'strana morte' dell'anziano vicino di Sempio. Panicucci: "Basta il buon senso per avere dubbi". E la vedova avanza un movente

A Mattino Cinque nella puntata di giovedì 23 aprile 2026 ha parlato in esclusiva la vedova di un anziano morto nel 2010, l'idea del suicidio non ha mai convinto la donna

Ilaria Macchi

Ilaria Macchi

Content Editor

Laureata in Linguaggi dei Media, amo il giornalismo, il calcio, la TV e la moda, dove cerco sempre le ultime tendenze.

"Mattino Cinque" è in onda come ogni giorno, anche oggi, giovedì 23 aprile 2026, con uno spazio apposito dedicato al caso Garlasco (quello di ieri è stato risicato rispetto a quanto accade di solito). L’indagine sembra essere alle battute finali, per questo a breve dovremmo sapere tutto quello che ha in mano la Procura, ma in attesa di quel momento Federica Panicucci annuncia di essere pronta a parlare di un’esclusiva che potrebbe cambiare molte delle convinzioni maturate.

Garlasco, Mattino Cinque puntata 23 aprile 2026: lo "strano suicidio" dell’anziano vicino di Sempio

Federica Panicucci parte facendo riferimento a un tema trattato nei giorni scorsi, alcuni strani suicidi e morti avvenuti sia prima della morte di Chiara Poggi sia successivamente, ora ci si proverà a concentrare sulla scomparsa di un uomo, il signor Giovanni Ferri, venuto a mancare a 88 anni nel 2010. L’uomo era stato trovato senza vita in un anfratto con la gola e i polsi tagliati, all’epoca si era pensato che lui si fosse suicidato, ma alcuni elementi non sembrano tornare.

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L’inviato Emanuele Canta si trova proprio nelle vicinanze del luogo, a Garlasco, ed è riuscito a raccogliere la testimonianza della moglie, che è sempre stata scettica sull’ipotesi del suicidio. La donna finora non aveva mai parlato, anzi sembra avesse detto di non voler dire niente per il timore di fare la stessa fine del marito, ora invece ha deciso di dare la sua opinione sui fatti (pur senza farsi vedere in volto).

"Ero in casa, è arrivato un carabiniere con mia cognata e mi hanno detto quello che era successo – dice -. Non ho più avuto modo di parlare con nessuno degli investigatori. In casa non mancava niente, nemmeno un coltello. Io penso che uno non possa in una volta contemporaneamente tagliarsi i polsi e la gola. Questo me l’ha detto anche il medico". La vedova non nasconde di avere avuto dubbi sin dal momento in cui ha visto con i suoi occhi l’anfratto in cui si trovava il corpo: "Ho detto: ‘Come ha fatto a entrare lì dentro, è difficilissimo entrarci. Lui era tranquillissimo, era ancora come una persona di 88 anni, mai nessun segno di instabilità o depressione, me ne sarei accorta".

Il giornalista le chiede se lei pensa ci sia stata la volontà di mettere tutto a tacere, lei replica: "Può darsi, non lo so perché non sono venuti da me, non hanno più detto niente, non hanno investigato, io mi aspettavo che lo facessero per capire il perché. E invece è stato tutto chiuso lì. Io non ho saputo più niente, non ho parlato più con nessuno, e nessuno mi ha fatto delle domande".

Federica Panicucci sottolinea come questa intervista sia importante, non solo lei non ha mai creduto al suicidio, ma soprattutto ha messo in evidenza l’assoluta mancanza di indagini per accertarlo. La conduttrice rileva: "Aveva anche il coltello in mano, basta il buon senso per generare dubbi, come fa un uomo di 88 anni a tagliarsi la gola, i polsi e a tenere poi il coltello in mano, sembra una dinamica particolare. Poi entrare lì non è nemmeno facile, deve proprio volerlo". A testimonianza di questo, Canta prova a entrare all’interno, è costretto a stringersi per riuscire a starci. Il fatto è avvenuto in pieno giorno, l’anziano andava in un bar poco distante dalla sua abitazione (era il 23 novembre 2010), Garlasco è un paesino, ma non era estate, quindi chi ci vive c’era. Panicucci insiste: "Il signor Ferri non aveva alcun motivo di suicidarsi a 88 anni, soprattutto con quella modalità così cruenta".

La vedova prosegue, azzarda l’idea che il marito sia stato ucciso, per poi azzardare un possibile movente. "Non hanno voluto indagare perché c’è sotto qualcosa. Mi sono fatta delle domande, ma non ho potuto darmi alcuna risposta, se non lo fanno loro che sono le forze dell’ordine io cosa posso fare? Quando mi è stato detto l’accaduto mi hanno detto: ‘Sarà stata la droga’, che avesse visto qualcosa al bar, qualche scambio di soldi, o ha sentito qualcosa, così hanno fatto questo, per la droga".

Gli altri "strani suicidi" a Garlasco

La conduttrice fa un intervento importante: "Tutto si aggiunge a un corollario di morti, strani suicidi, morti sospette, una decina. Garlasco non è una metropoli, dieci morti sospette sono tante, mettono in allerta". Lei ricorda una delle ricerche che erano state fatte da Chiara Poggi tra giugno e luglio 2007, che riguardavano pedofilia, anoressia, cocaina e omicidi senza colpevole (alle 6.45 salva un articolo nel file "Coca Cattiva" il 12 giugno). La scrittrice Elisabetta Cametti rimarca un dettaglio: "Non solo il caso è stato archiviato, ma lo hanno fatto velocemente, senza fare domande. Questo aumenta un sospetto, oltre a una serie di dettagli, non era depresso, non poteva entrare nell’anfratto e il chiarimento fatto dal medico, anche lui protagonista di una morte sospetta due anni dopo". Il medico che cita la donna era il dottore della mamma di Ferri ed era anche il dottore famiglia anche dei Sempio, si era iniettato una sostanza velenosa in vena, a soli 46 anni. All’epoca il pensionato viveva vicino a casa di Sempio, la mattina del delitto di Chiara Poggi era in un bar a fare colazione. Può avere riferito alla moglie qualche dettaglio di quel giorno? Gli investigatori stanno iniziando a credere che il decesso del dottore possa essere l’anello di congiunzione tra il delitto di Garlasco e quello dell’anziano. Ci sono però dubbi anche sul suicidio di Michele Bertani, un amico d’infanzia di Sempio trovato impiccato con un nodo che si ritiene fosse difficile fare da solo.

Davvero ficcante, come sempre, il commento dell’avvocato Fabrizio Gallo, legale di Massimo Lovati:"Non possiamo dire che gli inquirenti non ne azzeccano una, non ne fanno una. Qui è lampante che si tratta di un omicidio, non passa una macchina lì, è il luogo perfetto per farlo. Il coltello se si suicida deve essere trovato lì, non si può tagliarsi contemporaneamente polsi e gola. Bisogna capire, e lo si può capire facendo un’istanza al nuovo procuratore di Pavia, perché non abbiano fatto neanche un’indagine. La prima persona che si va a interrogare è la moglie, oltre alle persone vicine. Sarà sciatteria, superficialità, a mio avviso è un omicidio. Viste queste cose, ci sono un sacco di criminali in giro per Garlasco, è preoccupante".


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