Garlasco in Tv, lite in diretta sullo scontrino di Sempio. Panicucci esausta: "Accettare l'evidenza dei fatti"

Ampio dibattito dedicato al caso Garlasco a Mattino Cinque venerdì 22 maggio 2026, spazio alle intercettazioni legate allo scontrino presentato all'epoca da Andrea Sempio

Ilaria Macchi

Ilaria Macchi

Content Editor

Laureata in Linguaggi dei Media, amo il giornalismo, il calcio, la TV e la moda, dove cerco sempre le ultime tendenze.

Ultimo appuntamento della settimana per "Mattino Cinque", in onda venerdì 22 maggio 2026, con l’ormai consueto spazio di approfondimento dedicato al caso Garlasco. Federica Panicucci punta a fare sentire una delle intercettazioni più importanti, quella legata allo scontrino che Andrea Sempio ha presentato per giustificare dove fosse la mattina del delitto, e non solo.

Garlasco, Mattino Cinque puntata 22 maggio 2026: le intercettazioni sullo scontrino di Sempio

Si parte dal summit che ha coinvolto nella giornata di ieri a Reggio Emilia il team di difesa di Andrea Sempio per fare il punto della situazione, alla domanda "Come stai?", lui aveva risposto semplicemente: "Come mi vedete", preferendo non dilungarsi ulteriormente. A sostenere la sua innocenza è anche il papà, che lo ha detto ieri al Tg1, ma anche pochi giorni fa a "Mattino Cinque", l’uomo aveva detto: "Andrea è innocente, non c’entra niente con la morte di Chiara Poggi".

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Si passa così ad ascoltare l’intercettazione, di cui si era già parlato nei giorni scorsi con il brogliaccio, relativa allo scontrino, secondo la Procura non l’ha fatto Sempio, ma la mamma, a dirlo è il marito e papà dell’indagato. Il dialogo è del 22 ottobre 2025, queste le parole della mamma: "Il super testimone dice che lo scontrino [incomprensibile], [ride] l’Andrea, va che son c**i forti!". Replica il marito: "Oh, Signore!". Risponde la donna: "Adesso c’è un familiare che dice che lo scontrino non lo ha fatto né l’Andrea né i suoi familiari!". Giuseppe Sempio ribatte: "Come fa ad averlo? Gliel’ha dato lui? [ride], non so! Chi è che gliel’ha dato? Cioè, la domand ada fargli è quella lì, va bè, nella.. estremii.. estremizzare le cose che poi sono c**e perché comunque lo scontrino lo hai fatto tu! [sospiro] Secondo lui, ha detto che non lo hai fatto tu, non lo ha fatto il figlio, non l’ho fatto io , e va bè, lo avrà fatto lui! Quello lì! Ma lo avrà dato lui al figlio! Ma robe da matti, che manica di diabolici.. Lo scontrino… L’ha documentato! Va bene! Fammi vedere! Ma pazzesco! Un familiare! Testimoni! Escono testimoni come..". Risponde ancora la donna: "A Garlasco ci sono più testimon che abitanti". Giuseppe Sempio: "Eh, ne vengono fuori un sacco! Ne usciranno fuori ancora un po’, bisogna vedere! Robe da matti!".

Federica Panicucci commenta: "Mi sembra piuttosto chiara, mi sembra che non lasci margini di interpretazione, loro si interrogano su chi possa essere il familiare che ha raccontato che lo scontrino non lo ha fatto la madre, il padre, il figlio. Il padre ride e dice: ‘Lo scontrino lo hai fatto tu'". In merito alla questione la conduttrice non può che interpellare Grazia Longo, che non si era detta convinta di questa versione dei fatti, ma lei non cambia idea: "Io penso che non stia a indicare la consapevolezza che lo abbia fatto la moglie, lui prima dice ‘cose estremizzate’. Io lo interpreto che ‘sono tutte cavolate dire che lo scontrino lo hai fatto tu‘. Noi sappiamo che la signora fosse a Gambolò, il vigile del fuoco dice di non averla incontrata, che non si sarebbero mai visti a Vigevano". Panicucci la interrompe: "Di questo ce ne occupiamo poi, resterei alla questione dell’intercettazione". Longo imperterrita: "Anche sull’intercettazione, io sbaglierò, ma non lo interpreto come un attribuire la responsabilità alla moglie, è un modo di dire. Non voglio imporre il mio pensiero, va legato alla frase ‘sono tutte cavolate estremizzate, ma che lo hai fatto tu".

L’inviato Emanuele Canta rileva quanto questa intercettazione sia importante: "La Procura di Pavia l’ha ricevuta dai magistrati bresciani per un altro procedimento perché può essere interessante riguardo l’omicidio sulla questione dello scontrino. Sui giornali si parla di un testimone che avrebbe detto che lo scontrino non lo avrebbero fatto i familiari, né Sempio, Giuseppe ride cercando di screditarlo, dicendo: ‘Tanto lo scontrino lo hai fatto tu’, c’è un sospiro che divide la frase da quello che verrà dopo. Secondo gli investigatori quella pausa segna una frase precisa, che è un’affermazione. ‘Cosa sta a dire questo testimone che lo scontrino lo ha fatto un altro se lo hai fatto tu?’, questa è l’interpretazione data dai magistrati, si basa sull’intonazione".

A obiettare su chi dubita sul senso della frase è anche la giornalista Emanuela Carcano, a quel punto la padrona di casa di "Mattino Cinque" non può più stare in silenzio: "Un po’ come lo scambio dei pedali, il dispenser, la misura del piede di Andrea Sempio, chiudiamo alcuni capitoli. Bisognerebbe accettare a un certo punto l’evidenza dei fatti, e invece mi sembra che a volte si faccia un po’ fatica. Bisogna ammettere che su alcune cose non ci può essere indecisione".

Nonostante tutto, Grazia Longo è imperterrita: "Secondo me lui parla del marasma, c’è chi dice questo, quello, dice ‘sì, l’hai fatto tu’ perché quella è la vulgata che lo attribuisce".

L’intercettazione va poi avanti, la mamma inizia a piangere, si mostra disperata e dice: "E’colpa mia, gli ho detto io di tenere lo scontrino, gli ho rovinato la vit all’Andrea", il marito ribatte: "Allora tutte le colpe sono tue… Vado a prendere le catene? Vado a prendere le catene? Ma cosa stai dicendo? Ma chiunque l’avrebbe tenuto, se tieni tutti gli scontrini del mondo. Non ricominciare [incomprensibile] Stai tranquilla". La donna ribatte: "Ho rovinato io la vita [singhiozza mentre piange]". Il marito risponde: "Perché devi dire le cose? Meno male che l’ha tenuto! Ma meno male! Ho rovinato la vita all’Andrea.. L’Andrea era a casa e basta [incomprensibile] No a .. [incomprensibile] nei bar.. le vai a cercare tutte te, cerchi tutte le cose per farti del male, non so il perché. Il ragazzo era a casa, e basta. Te eri a Gambolò.. Poi, un momento, abbiamo sempre sostenuto che sullo scontrino non era un alibi.. [incomprensibile].. il figlio.. [incomprensibile].. Perché se lei l’hanno ammazzata a quell’orario lì lui era a casa. Cosa stai dicendo? Io non lo so [farfuglia nervoso qualcosa di incomprensibile]. Io non capisco perché ti prende di pensare a quelle cose lì… Ti vengono in mente.. Incredibile, te le vai a cercare te.. Meno male che l’abbiamo tenuto! Ma meno male! Ma sai che è… adesso.. mah… e meno male.. Pensa se non l’avessi tenuto?.. E’ gli altri che lo devono dimostrare, no noi!".

Panicucci fa un’altra osservazione: "Se lo scontrino è vero e l’ha fatto davvero Andrea, perché dire che hai rovinato la vita a tuo figlio? Lui è stato a Vigevano, quello è il suo alibi, è tutto vero, perché disperarsi così? Cosa c’è che non va in quello scontrino trattenuto?". Su questo vuole sapere l’opinione d Grazia Longo: "Questa è la conferma, come vedi siamo qui a discuterne, per questo la mamma si preoccupa. Da sempre noi abbiamo detto che quello non può essere un alibi, visto che non c’è la targa. Poi abbiamo detto che se lui non lo ha fatto può essere un boomerang, allora lei sente tutte queste cose, per questo dice: ‘Se non l’avessimo mai tenuto’. Sbaglierò anche questa volta, ma per me è così". La conduttrice continua: "Lei lo dice perché poi hanno verificato, lo abbiamo fatto noi ma anche la Procura, che i tempi non tornano, questo è agli atti". Longo è però di un’altra idea: "Ci sono state altre verifiche, lo ha fatto anche ‘Quarto Grado’ e lì i tempi tornano". Elisabetta Cametti commenta: "La Procura ha fatto la prova alle quattro di notte, ha scelto quell’orario per non trovare traffico, non ci sarebbero stati il passaggio a livello né la fiera, nessun ingorgo, e già lì l’orario non torna. Io credo che la signora pianga perché se lo scontrino fosse stato vero, nel senso l’avesse fatto davvero Andrea Sempio, sarebbe stato dimostrabile. E invece non è dimostrabile, casca il castello, cascando quello lei piange perché non è riuscita, detto tra virgolette, la copertura necessaria". Panicucci sottolinea: "Ricordiamo, un alibi falso è una prova d’accusa".

A riguardo dà un parere tecnico Elisabetta Aldrovandi, del team di difesa di Alberto Stasi: "Un alibi falso è un malizioso tentativo di sviare le indagini da parte dell’indagato. Dobbiamo ricordare che Sempio aveva presentato lo scontrino il 4 ottobre 2008, in quell’occasione aveva portato una fotocopia, quindi vuol dire che già preordinatamente avessero fatto in modo che quello rimanesse indelebile, sappiamo che la carta su cui viene stampato nel tempo l’inchiostro si cancella. Il fatto che il padre dica: ‘Ma ancora con questa storia?’ vuol dire che la mamma chissà quante volte si fosse mostrata tormentata e in colpa per averlo dato. Non a caso, lo scontrino riporta l’orario che nel 2008 era stabilito come orario della morte di Chiara Poggi, solo successivamente è stato anticipato, quindi era di fatto un alibi".

Panicucci rileva, sono tormentati sullo scontrino, ne parlano la mattina con quell’intercettazione, continuano a farlo di pomeriggio e si interrogano su chi possa essere il familiare. La mamma fa ipotesi su chi possa essere: "Secondo me o è quel Maurizio là o hanno richiamato Freddi a chiedergli perché ha detto: ‘E un indizio’, perché può anche essere che i carabinieri abbiano richiamato.. quello là.. per chiedergli la spiegazione di quello che ha detto in tele, poi i giornali la girano. Secondo me è quel def*** delle Bozzole".

Panicucci non riesce a trattenersi: "Ma perché continuano a parlarne così tanto? L’argomento dello scontrino non dovrebbe essere chiuso? Lo ha fatto Andrea, è il suo alibi, punto, e invece continuano, chi può essere quel familiare, lei piange, si dispera, c’è qualcosa che non torna". Successivamente avanza un dubbio: "La signora dice di essere stata a Gambolò per fare una copia di un telecomando, Emanuele Canta è andato dal negoziante, ma che ha riferito di essere sempre chiuso il lunedì, a prescindere dalla settimana di Ferragosto".

L’analisi della professoressa Cattaneo sull’arma del delitto

Federica Panicucci approfitta della presenza del medico legale Giuseppe Fortuni per analizzare la consulenza della professoressa Cristina Cattaneo in merito all’arma del delitto. Nell’informativa è presente la foto di un martello a scopo di esempio, ma sono stati analizzati anche un’ascia con manico, la testa di un’ascia e un’altra estremità piatta, la testa di una mazzetta, la pinza da camino. Lei vuole sapere dal professore perché siano stati presi in esame così tanti oggetti: "Ci sono delle lesioni da corpo battente contusivo, e potrebbe essere la parte piatta degli oggetti, ma anche lesioni che potrebbero essere da angolo smusso metallico, si chiamano lesioni da fendente, quali la parte assottigliata dell’ascia e l’ascia senza manico. Anche una pinza da camino potrebbe aver prodotto quelle lesioni. Ci sono queste caratteristiche che nelle visioni al viso e al capo che possono essere state prodotte da oggetti simili".

L’anatomopatologa, è bene precisarlo, non identifica un unico strumento, ma identifica compatibilità con alcuni oggetti.


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