Garlasco in Tv, la preoccupazione di Sempio alla vigilia della nuova indagine. Panicucci: "Forse teme di essere arrestato"
Mattino Cinque ha dedicato il suo consueto spazio al caso Garlasco giovedì 21 maggio 2026, focus alle pmosse della difesa di Sempio, probabilmente non rilascerà alcun interrogatorio

Si rinnova anche oggi, giovedì 21 maggio 2026, l’appuntamento con "Mattino Cinque", ormai considerato un punto di riferimento per chi desidere avere aggiornamenti sul caso Garlasco. Non mancheranno, come annunciato da Federica Panicucci, alcune intercettazioni inedite e altre novità raccolte dalla redazione.
Garlasco, Mattino Cinque puntata 21 maggio 2026: cosa è successo
Federica Panicucci interpella subito l’inviato Emanuele Canta per fare il punto sul lavoro della difesa di Andrea Sempio, che ha predisposto una serie di consulenze, in attesa di capire se deciderà di essere interrogato o presentare una memoria. "Il team difensivo si incontrerà nelle prossime ore, a breve arriveranno alcune consulenze chieste in risposta alle accuse della Procura. Ce n’è una per rispondere alla BPA di Cagliari, con la convinzione che la dinamica dell’omicidio sia diversa, una sull’impronta 33, oltre a un lavoro per replicare alle misure antropometriche prese dalla professoressa Cattaneo. Su ogni punto i difensori vogliono ribattere con una documentazione corposa, la memoria dovrà essere presentata entro il 27 maggio, quando scadranno i 20 giorni messi a disposizione, prima che la Procura proceda con il rinvio a giudizio, quasi scontato. Sempio ha la facoltà di farsi interrogare, i legali stanno valutando, lo faranno sulla base di queste consulenze, anche se è altissima la probabilità che non lo faccia".
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Entra nel canale WhatsAppLa conduttrice chiede un parere tecnico all‘avvocato Fabrizio Gallo, legale di Massimo Lovati, per comprendere meglio la strategia della difesa di Sempio, che lei pensa possano servire per avere il non luogo a procedere. "E’ consentito presentare manovre o perizie, ma solo se punti al non luogo a procedere, se questo non dovesse avvenire anticipi le tue prove prima del dibattimento, ma soprattutto consenti al PM di fare nuove indagini sulle tue perizie, sentire altri testimoni, chiamare i consulenti per coprire i buchi investigativi. sarà pregiudicante nel dibattimento se dovesLese essere rinviato a giudizio. Panicucci conclude: "Devono quindi essere sicuri di avere il non luogo a procedere, altrimenti le cose possono complicarsi".
La riunione di tutto il team, consulenti compresi, è prevista alle 11 presso lo studio dell’avvocato Cataliotti, così da capire come muoversi. Panicucci osserva ancora: "Non fare l’interrogatorio stride con le dichiarazioni dell’avvocato Cataliotti, che ha sempre detto di non poterlo fare parlare al buio e di voler attendere la discovery delle carte, ma evidentemente non si sentono pronti per farlo".
Spazio ancora una volta alla seconda lettera inviata dalla mamma di Sempio ad Alberto Stasi in carcere il 31 gennaio 2019, a tre anni di distanza dalla condanna e a un anno e mezzo dall’archiviazione del figlio, nonostante questo lei è ancora arrabbiata. Su questo arriva il commento del giornalista Roberto Alessi: "E’ spaventoso, viene scritta da una madre, ispirata solo da una rabbia cieca nei confronti di un’altra madre, che ha un figlio in prigione. Non conosce minimamente il concetto di pietà o la solidarietà, in alcuni casi di cronaca le mamme si incrociano nel dolore. Qui non c’è un errore, la lettera parte da una minuta, c’è un grande pensiero dietro, ogni singola paura piena di rabbia è stata filtrata per un periodo nel pensiero, nella scrittura e nella riscrittura".
Panicucci ci tiene anche a discutere della consulenza fatta dal RACIS sull’indagato, sottolineando che "ha un valore interessante nelle indagini, il profilo fatto serve a orientare le indagini, a spiegare l’ambito in cui si è consumato il delitto. Tra gli elementi considerati c’è un bigliettino scritto nel 2018 da Sempio, dove diceva: "Richiesta archiviazione per ignoti, si va in battaglia" I carabinieri avrebbero ritrovato difficoltà relazionali, soprattutto con il genere femminile, oltre alla "capacità di dissimulare la realtà inventandosi storie di fantasia per ‘affascinare’ i compagni e le maestre". Per gli esperti "i soliloqui potrebbero essere stati facilitati dal fatto che Sempio fosse in una condizione di abbassamento de controllo e dei freni inibitori comunicativi". E’ stato notato inoltre un "interesse per il satanismo, gli omicidi, gli assassini, i predatori sessuali, la violenza sulle donne, i cadaveri e la decapitazione, l’esame autoptico e fenomeni cadaverici", si legge nell’informativa.
Nell’informativa sono state messe in evidenza anche alcune reazioni dell’indagato: "alcune risposte sono state accompagnate da un inopportuno e dissonante sorriso, tipo ‘ghigno’ (elemento evidenziato anche dalla giornalista stessa), che è apparso più come un segnale di forte disagio emotivo e di inquietudine interiore, piuttosto che un segnale di impassibilità, come invece lo stesso Sempio ha provato ad argomentare". Il riferimento è evidentemente alle tantissime interviste Tv rilasciate, opportunamente analizzate dal RACIS.
Tra gli elementi presi in esame c’è il famoso bigliettino, che si è poi scoperto fosse una scaletta per uno spettacolo teatrale di Gianluigi Nuzzi (sul retro ci sono alcune sue indicazioni su come approcciare le donne). Un anno fa a febbraio il 38enne lo aveva gettato frettolosamente nella spazzatura dopo essere stato informato di doversi recare in caserma per ricevere una comunicazione, anche se non sapeva ancora di essere indagato, né di essere seguito dai carabinieri nel percorso. Perché ha fatto quasi 20 chilometri per gettare quel sacchetto? Di questo parla Canta: "Gli investigatori si sono insospettiti per questo atteggiamento, dopo la comunicazione ha evidentemente pensato subito all’omicidio di Chiara Poggi. A essere interessante non è il contenuto dello scritto, ma il comportamento anomalo, poteva gettare tutta l’immondizia vicino a casa, come ha fatto con tre sacchetti, invece decide di lasciarlo inspiegabilmente lontano da casa". Durante il tragitto lui viene intercettato, manifestando già in quel momento forte ansia: "P***a.. P***a, che c**o è [incomprensibile]. Ancora con sta storia, P**a. Atto giudiziario [incomprensibile] Che c**o hannoo.. [incomprensibile].. altra volta.. Ancora sta storia. Quindi cosa mi devo aspettare?".
Poco dopo, risalito in auto, parla ancora della questione. "[imcomprensibile] Devo dimostrare che sono [incomprensibile] C**o di [incomprensibile] che ne so io di c**o [incomprensibile]. Stia tranquillo, non è vero che la portiamo via, ci credo molto poco! Che c**o sono andati a fare". Panicucci osserva: "E’ preoccupato, non è ancora certo di cosa gli possa accadere, ma immagina di avere un avviso di garanzia e di andare incontro a un’altra indagine. Immagina il dialogo del giorno successivo, forse teme di essere arrestato". Nell’arco di pochi minuti in auto Sempio parla ancora: "P** P**a, che c**o vogliono questi [pausa]. Avviso di garanzia. Cosa ho passato io lo so.. Cosa [incomprensibile]. Ed è fatto.. [incomprensibile] Uno di quei motivi che mi [incomprensibile] è quello.. Che c**o hanno trovato? [incomprensibile] Non ci [incomprensibile]".
La presentatrice di "Mattino Cinque" osserva: "Dice una frase interessante: Ed è fatto’, come se avesse fatto qualcosa. E’ stressato e parla da solo, in previsione di un sopralluogo o una perquisizione si libera di alcune cose". Canta è dello stesso parere: "C’è una frase che ha colpito gli investigatori, ‘Che cosa hanno trovato’, emerge l’ansia per quello che il giorno dopo può accadere, anche se non sa che si sta riaprendo il caso. Torna a casa, prende i quattro sacchetti, uno lo porta al lavoro anche se non doveva tornarci, i carabinieri sono insospettiti, sbuffa costantemente pensando a cosa avessero trovato".
