Garlasco in Tv, Sempio a casa Poggi: le versioni cambiate nel tempo. Panicucci non ci sta: "Ce lo dicono le tesimonianze"

Si è parlato di Garlasco a Mattino Cinque martedì 21 aprile 2026, con focus sulla presenza di Andrea Sempio a casa Poggi: le versioni sono cambiate nel corso del tempo

Ilaria Macchi

Ilaria Macchi

Content Editor

Laureata in Linguaggi dei Media, amo il giornalismo, il calcio, la TV e la moda, dove cerco sempre le ultime tendenze.

"Mattino Cinque" è in onda come ogni giorno anche oggi, martedì 21 aprile 2026, pronto a dare aggiornamenti sul caso Garlasco, che continua a catalizzare l’interesse dell’opinione pubblica. Federica Panicucci questa volta vuole tornare su una questione che può essere cruciale e che ieri è stata trattata solo in parte, la frequenza con cui Andrea Sempio frequentasse casa Poggi, visto che negli anni sono emerse versioni contrastanti.

Garlasco, Mattino Cinque puntata 21 aprile 2026: le versioni contraddittorie su Sempio

Nella puntata di ieri è stata raccolta la testimonianza di una vicina dei Poggi, con il giardino adiacente al loro, che vive lì da 30 anni, che ha riferito di non avere mai visto Andrea Sempio all’epoca. La donna si è detta sicura di questo, visto che sta spesso all’aperto, per questo si sarebbe accorta di lui, ben sapendo che lui in quegli anni avesse i capelli corti, quindi facilmente riconoscibile (ha detto di non avere mai visto nemmeno gli altri amici, solo di avere sentito una macchina che la sera passava a prendere Marco Poggi). Questo smentirebbe quanto riferito dall’indagato, che negli ultimi tempi ha sostenuto questa teoria per provare a giustificare l’eventuale presenza di suo DNA negli ambienti.

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L’inviato Emanuele Canta, che ha effettuato l’intervista, commenta le sue parole: "Noi l’abbiamo sentita molto convinta – dice -. Più che prendere letteralmente queste dichiarazioni come ‘Non ho mai visto Andrea Sempio’, dobbiamo forse intendere questo come la quantità di volte in cui i ragazzi si trovavano nell’abitazione dei Poggi. Probabilmente se lei dice di non averli mai visti la frequenza non sarà stata così importante".

Il giornalista Marco Oliva già nella giornata di ieri aveva però provato a sconfessare parzialmente la teoria della signora facendo riferimento a una SIT di Marco Poggi dell’ottobre 2007, poco dopo l’omicidio: "dalla primavera e fino all’estate, quindi fino a pochi giorni prima della sua partenza, Sempio e altri amici frequentavano frequentemente la casa". La dichiarazione sarebbe relativa quindi a un periodo ben preciso (primavera-estate) e alla presenza di Sempio in due stanze, la saletta della Tv e la camera di Chiara.

Federica Panicucci ci tiene però a fare notare un altro dettaglio relativa al 24 agosto 2007, meno di dieci giorni dal delitto: gli inquirenti gli avevano chiesto se gli amici si recassero nell’abitazione, lui aveva risposto "sì, ma non frequentemente". La conduttrice fa un rilievo piccato a Oliva: "E‘ interessante, stride con il tuo ‘frequentemente’ di ieri". Oliva non è però convinto: "A ottobre ha specificato, a me non sembra una contraddizione, a ottobre ha spiegato meglio, non aveva da difendere qualcuno".

Panicucci non ci sta: "In questi mesi si è sempre raccontato di Sempio frequentatore della casa, in ogni dove, in ogni stanza, tranne la camera da letto dei genitori. Noi lo abbiamo inteso come una cosa fatta negli anni, e invece non solo dice ‘non frequentemente’, ma ci sono anche testimonianze terze che ce lo dicono. Ad esempio, l’ingegner Reale lo aveva descritto come ‘un casuale frequentatore della casa, in quanto amico di Marco. Il papà di Chiara non si ricordava nemmeno di averlo visto in casa’. Questo fa scopa con le SIT di Marco Poggi".

Il giornalista ribatte: "Magari i genitori non sapevano chi andasse di pomeriggio a casa loro, visto che erano fuori", la conduttrice lo interrompe: "E’ proprio Marco Poggi a circoscrivere la presenza di Andrea in quel lasso di tempo". Sulla stessa lunghezza d’onda anche la mamma di Sempio, che nel 2008, aveva parlato di "rare volte in cui era stato a casa Poggi". Analoghe le dichiarazioni dei genitori della 26enne uccisa, che nel dicembre 2016, in concomitanza con ia prima indagine ai danni di Sempio avevano detto chiaramente: "Lui non è mai entrato in casa, suonava il campanello, Marco usciva e andavano in giro per Garlasco e dintorni, come normali 18enni". La padrona di casa di "Mattino Cinque" ricorda inoltre un famoso elenco di pochi giorni dopo il delitto fatto dalla mamma della vittima in merito alle persone che erano entrate in casa in quel periodo, l’attuale indagato non era incluso (lo era invece il falegname o il garzone della pizzeria, ad esempio).

Rilevante è il commento di Elisabetta Aldrovandi, da poco entrata nel team di difesa di Alberto Stasi: "C’è una narrazione completamente diversa tra il periodo che va dal 2007 al 2016 e quello che accade nel 2016. Diciamo la verità, non appena Sempio viene indagato si dice che frequentasse assiduamente la casa dei Poggi praticamente tutti i giorni e che andasse in tutte le stanze, tranne la camera da letto dei genitori, ma io mi chiedo: ‘Perché Marco Poggi, che era suo amico e lo faceva entrare nomina solo due stanze? La famosa impronta 33, che si trova lungo la scala che porta alla cantina, come può essere ascrivibile a lui? Che significato ha?".

Altrettanto sostanziosa è l’opinione dell’avvocato Gallo, legale di Massimo Lovati, che prova a comprendere cosa sta accadendo: "C’è una chiara strategia difensiva, quando appaiono tutta una serie di tracce di Sempio nella casa, l’ultima quella sulle unghie che esclude gli altri e c’è solo lui, puo solo parlare di una frequentazione forte a casa. Solo così possono giustificare quelle presenze in dibattimento, una persona che abita vicino se ne sarebbe accorta. Io mi posso difendere dalle impronte che ho in casa solo se dico, contrariamente a quanto fatto in passato, che ero lì sempre costantemente. Altrimenti non ne esci fuori".

Il giornalista Roberto Alessi evidenzia un altro dettaglio: "Colpisce che questa strategia difensiva parta dalla famiglia della vittima, sono giustificativi che partono da chi dovrebbe essere super partes". Gallo dice ancora: "Da quello che è stato trovato sembra che la frequentazione di Sempio sia avvenuta quando non c’erano familiari in casa. Non c’erano quando i genitori vanno via e Chiara rimane sola in casa, lo deduco da un dato scientifico: solo nel momento in cui trovo le impronte sulle unghie non trovo le impronte di nessun altro, comprese quelle di Stasi. Lo dico senza condannare nessuno, ma se si dovesse accertare che l’aplotipo appartiene alla linea paterna di Sempio quella frequentazione è avvenuta quando non c’era nessuno".

Un oggetto poco considerato

Federica Panicucci mostra poi un’immagine scattata in casa nel giorno del delitto di Garlasco, che è stata finora pressoché trascurata. Si tratta di un elemento trovato sul divano di casa Poggi, c’è chi pensa sia una collana intrecciata, con un elastico sulla parte posteriore, su questo è arrivata al progamma una segnalazione. Secondo una persona che lavora nel campo beauty questa potrebbe essere un laccetto per i capelli, "simile a quelli che usavano i calciatori e i ragazzi", dice la conduttrice.

Si fa vedere così un’immagine di Chiara che sembra indossare qualcosa di simile, ma per avere maggiori certezze è stato chiesto ad Alberto Stasi (per interposta persona, l’avvocato Bocellari) se lui lo ricordasse. La sua risposta è netta: "Lei non indossava questo tipo di cerchietto".

La padrona di casa fa però riferimento a un’intercettazione della mamma della vittima con l’avvocato Tizzoni in cui i due parlano di questo elemento, ma senza ricondurlo alla figlia. La donna diceva di averne parlato con il capitano Cassese, che riteneva fosse la cordicina legata alle macchine fotografiche dei RIS. "Non è stato analizzato, c’era sicuramente del DNA", dice la presentatrice. Il perito balistico Raffaella Sorropago esclude però osservandolo possa essere un laccio per capelli, arriva il commento di Aldrovandi: "Rimango sempre più stupefatta da determinate, chiamiamole superficialità, delle indagini. Se Cassese pensava fosse il laccio della macchina fotografica dei RIS sarebbe bastato chiamare chi aveva effettuato i sopralluoghi e chiedere se appartenesse a loro. Analizzarlo era importante".

Panicucci precisa di non avere la certezza che sia un accessorio per capelli, ma il giornalista Roberto Alessi osserva: "Usato da uomini con i capelli lunghi". Gallo dice a quel punto: "Chi aveva i capelli lunghi?" anche se la conduttrice ci tiene a dire di non voler in questo modo incolpare a priori qualcuno.


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