Garlasco in Tv, Panicucci sbotta: "Stasi non l'ha fatta franca". Le lettere della mamma di Sempio e i dubbi della Procura
Mercoledì 20 maggio 2026 Mattino Cinque ha dedicato ampio spazio a Garlasco,focus sulle intercettazioni di Sempio e famiglia, con un occhio alle lettere della mamma dell'indagato

Nuova giornata e nuovo appuntamento con "Mattino Cinque", in onda anche oggi, mercoledì 20 maggio 2026, con il suo consueto spazio dedicato al caso Garlasco, che prevede aggiornamenti precisi e puntuali, spesso anche in esclusiva. Particolare attenzione sarà rivolta alle prove raccolte dalla Procura di Pavia, convinta che a uccidere Chiara Poggi sia stato Andrea Sempio.
Garlasco, Mattino Cinque puntata 20 maggio 2026: la riapertura dell’indagine per Sempio e le lettere della mamma
Si parte parlando di quanto accaduto il 27 febbraio 2025, momento in cui Andrea Sempio apprende di una nuova indagine aperta a suo carico dopo quella che aveva subito nel 2017, ma archiviata velocemente. A differenza del passato c’è però una novità, viene accusato di concorso in omicidio, è lui stesso a parlarne in macchina in un’intercettazione.
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Entra nel canale WhatsApp"Sì, adesso ti dico. Avviso.. Concorso.. Concorso in omicidio con Stasi.. Concorso [incomprensibile].. Dei ca**i.. Mi fa: ‘Guarda che a loro..’. Secondo la Angela è una brutta, ma non così pesante perché il discorso è: ‘Non così pesante’. [incomprensibile] Cioè.. [incomprensibile]. Allora ho un problema martedì, non riesco a esserci [pausa]. Ca**o li hano chius. [Rallenta con auto nei pressi di alcuni bidoni della spazzatura]. Ma io ho il [incomprensiible]. Dopo pranzo parliamo un attimo.. see. Stavolta mi hanno tirato dietro il concorso, cioè che io ero d’accordo con Stasi, infatti ho detto: ‘Che c**o può essere..Cosa.. Ca**o fa a fare il concorso, sì, parliamoci chiaro, insieme tutit i giorni. [Scende dall’auto, butta la spazzatura e risale]".
Spazio anche a una delle due lettere che la mamma dell’indagato aveva inviato ad Alberto Stasi in carcere, scritta il 16 dicembre 2016, Federica Panicucci si concentra su una frase che secondo gli inquirenti farebbe pensare alla corruzione di cui è accusato Giuseppe Sempio. Il riferimento è a "In molte celle c’era un cartello con scritto: ‘Con i soldi e l’amicizia la metti in c***o alla giustizia’ Quanto è vero". C’è anche un bigliettino scritto dal padre a mano a febbraio 2016, dove cita Venditti, che era il Procuratore di Pavia: "Se archivia l’indagine dovrebbe mettere il nome del soggetto sull’archiviazione, così non può più essere indagato per lo stesso motivo, il DNA". La conduttrice legge quanto riportato dai carabinieri in una nota: "Almeno il padre si era convinto che valesse la pena spendere quel che veniva richiesto che, tuttavia, non era una somma nella sua disponibilità".
C’è proprio un’intercettazione del 9 febbraio 2017, in cui Sempio parla della questione dei soldi: "Non è una cosa che risolvo [incomprensibile] Cacciando i soldi si sistema. Non sono i 50 euro, parliamo di cifre molto più.. [incomprensibile]". Quel soliloquio risale al giorno prima del suo interrogatorio, i carabinieri nell’informativa sottolineano come tutta la famiglia sembra abbia bene in mente come sia possibile sistemare una questione simile attraverso i soldi.
A indagare sulla corruzione è la Procura di Brescia, con alcuni filoni confluiti a Pavia, come precisa l’inviato Emanuele Canta: "L’aspetto economico secondo i carabinieri di Moscova è importante, da considerare, proverebbe il coinvolgimento di Andrea, quindi la necessità da parte dei familiari di assicurarsi l’impunità del figlio. Il team difensivo sta attendendo intanto alcune consulenze depositate, ha tempo fino al 27 maggio per decidere se farsi interrogare, è però più probabile che decidano di non farlo parlare, ma presentare una memoria scritta, dove stanno ribattendo punto su punto alle accuse della Procura".
Panicucci chiede a Grazia Longo un parere sulle lettere: "Sono molto dure, ma credo siano dovute alla disperazione. La famiglia di Sempio è molto povera, non è indigente perché hanno sempre lavorato, ma non hanno i soldi e la signora lo dice mille volte. La frase sui soldi secondo me non è riferita all’idea che loro abbiano corrotto qualcuno, ma al pensiero che con i sodi e le conoscenze giuste la famiglia di Stasi abbia potuto fare un’indagine difensiva attraverso un investigatore, che ha portato a far indagare il figlio". La conduttrice non ci sta: "Quando lei manda questa lettera Stasi è già stato condannato a 16 anni, non l’ha fatta franca, né con i soldi, né con l’amicizia". Longo continua: "Erano pieni di debiti, per loro questo era grave".
La padrona di casa di "Mattino Cinque" chiede quindi un’interpretazione dell’accaduto a Fabrizio Gallo, legale di Massimo Lovati: "Ci sono due cose fondamentali nella lettera, che reputo assolutamente inopportuna, mai visto in un processo. Se questa fosse stata letta o consigliata da un avvocato (lei lo dice, ndr) sarebbe molto ma molto grave. In questa inchiesta ci sono tracce dell’inchiesta di Brescia, che non possono essere rivelati tutti, quell’indagine è secretata, presto avremo la Discovery anche lì, e quella riguarda la corruzione. Questa non è come i soliloqui del figlio, è firmata e costituisce una prova documentale ancora più forte, con dichiarazioni sui soldi che non possono riguardare Stasi visto che è stato condannato. Lei si riferisce ad altro, lei dovrebbe essere risentita, e così sarà, nel processo di Brescia, per dare conto di quella frase, questa se non è una auto confessione o quantomeno una dichiarazione molto importante per decidere sull’atto di corruzione poco manca, non ci sono altre frasi più gravi".
Panicucci ci tiene a commentare il punto di vista della mamma, che aveva già parlato a "Mattino Cinque" tempo fa, professando l’innocenza del figlio: "Lei passa come una vittima, una vittima dell’indagine, ritiene la famiglia vittima perché devono impegnarsi economicamente, il clima attorno a loro è pessimo, a livello psicologico soffrono". Questa idea viene percepita anche in un’intercettazione di Sempio del 9 febbraio 2017, il giorno prima del suo interrogatorio, dove lui sembra avere le idee chiare: "Dare una risposta, su/tu dimmi, stare bene addosso, ogni k, e in più dobbiamo anche metterci dentro un paio di Frau e devi convincere [incomprensibile].. A dare tutto questo. Lo scopo non è andare lì e rispondere, lo scopo è andare lì e fare la vittima. [incomprensibile] No, gli rispondo [incomprensibile]".
Marco Oliva ha però un’idea diversa: "Secondo me la mamma non sta facendo la vittima, pensa che il figlio sia innocente e si sta battendo per quello. Con la presunzione di innocenza oggi Sempio lo è, se fosse tutto falso quello che viene detto nei suoi confronti sono vittime, poi vedremo se la situazione cambierà o no, per quanto mi riguarda sono vittime". Panicucci lo interrompe: "Per me c’è solo una vittima, ed è Chiara Poggi, il resto ce lo dirà il processo".
Gallo sottolinea un aspetto: "Nell’intervista che era stata fatta alla mamma lei diceva: ‘Non riusciranno a dimostrare’, dice dopo che è innocente. Una frase simile si dice quando c’è qualcosa di diverso rispetto all’innocenza".
Pochi giorni dopo l’interrogatorio Sempio è in macchina con il padre e parla della strategia usata, dicendo: "E’ andata bene," hanno fatto bene a suggerirci di non dare le mie scarpe". Panicucci osserva: "Se non sei entrato in quella casa e non sei l’assassino, che problema hai a dare le scarpe? Io rimango bloccata lì". Elisabetta Cametti prosegue: "Perché non ha dato il DNA? Non ha mai collaborato con la giustizia, non ha mai fatto niente spontaneamente".
La presentatrice interpella inoltre Grazia Longo in merito all‘intercettazione che coinvolge i genitori di Sempio in cui parlavano dello scontrino e il padre diceva alla moglie: "Lo scontrino lo hai fatto tu", frase su cui lei aveva obiettato. La giornalista non ha però cambiato idea: "Se non è così, è comunque una battuta ironica. La mamma non ha fatto lo scontrino, lo ha fatto Sempio". Gallo interviene: "C’è solo una certezza, non l’ha fatto lui, ci sono rilevanze che lo dicono. Il telefonino non lo colloca lì". Panicucci continua: "Abbiamo sentito l’intercettazione, non è un’interpretazione, non voglio tornare a raccontare l’ovvio. Il brogliaccio riporta l’intonazione della realtà". Longo imperterrita: "Io non sono d’accordo, ho la mia opinione e me la tengo".
Panicucci si chiede: "Se lo scontrino lo ha fatto Andrea perché la mamma dice: ‘Ho rovinato la vita a mio figlio?’ Non è che si sta dando la colpa perché sa che lo scontrino non l’ha fatto lui?". Canta evidenzia: "Se non si riesce a provare che lo scontrino sia falso è un elemento nullo, quindi non diventa un alibi per Sempio, che non può provare di essere stato a Vigevano la mattina del delitto". Si pensa invece che lo scontrino fosse della mamma, che potrebbe essersi recata a Vigevano per avere degli incontri intimi con un ex vigile del fuoco, che ha parlato di una relazione avuta nel corso di quell’estate, Cametti dice la sua: "Quello che gioca a sfavore della mamma è l’orario in cui si vedeva con il pompiere, era sempre intorno alle 10, e stavano insieme per un’ora, quindi l’orario dello scontrino. La Procura pensa che la signora fosse gelosa, tanto da andarlo a controllare, come effettivamente è stato chiesto all’uomo. Se lei voleva controllarlo, sapendo di poterlo incontrare sempre tra le 10 e le 11, poteva verificare se fosse al lavoro o no solo in quell’orario". Longo però obietta: "Non sono d’accordo, lui dice: ‘Non credo potesse controllarmi’, per me quello è un no. La Procura lo interpreta in maniera opposta a me, ma uno può pensarla come vuole. Con i se e con i ma in Corte d’Assise non vai da nessuna parte".
Panicucci chiude: "Noi disquisiamo di tante cose, ma secondo me la Procura è già avanti"
