Garlasco in Tv, il legale dei Poggi smonta la difesa Stasi sul DNA. Il genetista non ci sta: "In base a cosa lo dice?"
A Mattino Cinque venerdì 2 ottobre 2026 spazio alle ultime novità sul caso Garlasco, tra le analisi sul DNA e il possibile destino di Andrea Sempio, ritenuto dalla Procura colpevole

Ultimo appuntamento della settimana per "Mattino Cinque", in onda venerdì 2 ottobre 2026, non poteva ovviamente mancare l’ormai consueto spazio dedicato al caso Garlasco. Si punterà come sempre a fdare un aggiornamento su quanto emerso ora che le indagini su Andrea Sempio sono concluse, oltre agli errori commessi in passato.
Garlasco, Mattino Cinque puntata 2 ottobre 2026: le prossime mosse della famiglia Poggi
I genitori di Chiara Poggi hanno preso una decisione importante, annunciata dai loro avvocati, non si costituiranno parte civile nell’eventuale processo che potrebbe profilarsi per Andrea Sempio, accusato dalla Procura di Pavia di avere ucciso la loro figlia. "Non abbiamo da avanzare alcuna pretesa economica nei confronti di persone innocenti", hanno fatto sapere, ribadendo che per loro il colpevole resta Alberto Stasi. I magistrati che hanno riaperto l’indagine non hanno però dubbi sulla colpevolezza del 38enne, anzi oggi si discute anche su un altro dettaglio da pcoo venuto alla luce, quello relativo alla presenza del DNA della vittima sui pedali dell’unico condannato. Questo non ci sarebbe mai stato, a confermarlo sarebbero state due controanalisi negative effettuate dopo il primo positivo, ma tenute sempre nascoste alle parti, compreso il pm. Nel frattempo, la famiglia Sempio è finita nell’occhio del ciclone anche per alcune intercettazioni, dove si parla dell’inchiesta di Chiara Poggi con parole tutt’altro che accomodanti e del ruolo dei consulenti, con riferimento in modo particolare a Luciano Garofano, poi destituito dal suo ruolo e sostituito da Armando Palmegiani.
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Entra nel canale WhatsAppDa non trascurare anche una nuova consulenza, quella degli anatomopatologi Cristina Cattaneo e Biagio Leone, che ha allungato la finestra di sopravvivenza della 26enne, almeno 15-30 minuti, presumibilmente 30-60. L’aggressione sarebbe durata a lungo, con la giovane che avrebbe tentato di difendersi, l’orario della morte sarebbe quindi posticipato.
E’ l’inviato Emanuele Canta, che si trova davanti alla Procura di Pavia a fare il punto: "Le novità arrivano dai legali, arrivati qui per ritirare le carte dopo la chiusura delle indagini. Ieri l’avvocato di Marco Poggi, Francesco Compagna, ha spiegato che la famiglia non intende costituirsi parte civile ritenendo Sempio innocente, una mossa che sembrava intuibile. Ieri ha parlato anche l’avvocato Tizzoni, che da sempre difende i genitori, si è espresso anche in relazione alle problematiche legate al DNA e agli esami non comunicati. Questa è una fase in cui a lavorare è soprattutto la difesa di Andrea Sempio, stanno preparando consulenze e memorie che possono essere depositate entro 20 giorni dalla notifica di avviso conclusione indagini, poi sarà la Procura a muoversi, probabilmente chiederà il rinvio a giudizio, si arriverà davanti al GUP, figura centrale perché è da lì che si capirà se lui andrà a processo. Con la riforma Cartabia si rinvia a processo solo quando c’è una ragionevole previsione di condanna, sarà davanti al GUP, e questa è una svolta nella strategia, che gli avvocati chiederanno un possibile incidente probatorio sulla traccia 33. Questo è un punto centrlae per chi indaga, in passato aveva portato uno scontro interno nel team difensivo tra l’allora consulente Garofano, che chiedeva di farlo, e i legali che si erano opposti".
L’avvocato Fabrizio Gallo, legale di Massimo Lovati (ex avvocato di Sempio), ha spiegato meglio sul piano tecnico la mossa dei genitori di Chiara Poggi: "Non è che loro non vogliono costituirsi parte civile, non possono farlo, perché i legali della famiglia non lo dicono chiaramente? Avendo già percepito un risarcimento del danno da parte di Alberto Stasi c’è un principio valido in Italia, quello del doppio arricchimento, loro non possono costituirsi parte civile se non restituiscono fino all’ultimo euro ad Alberto Stasi. Non si può dire agli italiani una cosa diversa da quella che viene detta. Poi non decidono loro se Sempio o meno sia innocente, la Procura di Pavia nel 415bis li ha già inseriti come parte offesa, invitandoli a costituirsi parte civile, quindi a risolvere il problema con Alberto Stasi, perché la Procura lo ritiene già colpevole. Non sono loro a stabilire se Sempio sia o non sia responsabile".
Federica Panicucci chiede quindi all’avvocato cosa potrebbe accadere se Stasi dovesse ottenere la revisione: "Dovranno restituire fino all’ultimo euro, ma se vogliono costituirsi parte civile lo possono fare anche prima che sia intervenuto un provvedimento relativo all’estraneità di Stasi con la revisione. Una volta rinviato a giudizio, prima restituiscono il risarcimento ad Alberto Stasi, poi sono liberi di agire, come possono agire, nel processo contro Sempio".
La controversia sugli esiti del DNA
Si passa alle dichiarazioni di Gianlugi Tizzoni, legale della famiglia Poggi, che si è espresso sul DNA e sulle analisi fatte: "Una negatività inficia le positività precedenti? A mio avviso no, non si è trattato di una negatività data da un risultato contrastante, ma data dal fatto che la macchina ha dato come risultato: ‘Non ho funzionato‘, la macchina può darli, non darli o dare una sorta di encefalogramma piatto. Vuol dire che è zero, quindi non invalida i risultati del giorno prima, non è corretto non tenere come dato fermo, ribadito anche da Previderè (consulente della Procura, ndr). quindi un soggetto terzo, che quelle due estrazioni da sole fossero sufficienti. Erano 16 aplotipi che andavano su Chiara Poggi in maniera incontrovertibile, oggi si dice sorpreso dalla scelta di fare un’altra analisi perché non era prevista. Se il dato negativo è ‘la macchina non si è accesa’ non è considerato negativo".
Non può che essere importante l’opinione a riguardo di Pasquale Linarello, genetista del team Stasi: "Sono sbigottito da queste frasi. Se nel mio laboratorio c’è un risultato così contrastante, un risultato positivo il 19 e uno negativo il 20, si dice che la macchina non abbia funzionato. In base a quale criterio l’avvocato lo dice? Dov’è il malfunzionamento della macchina, dai dati che noi abbiamo non mi pare che ci sia stato un errore della macchina. Ma ammettiamo che l’analisi del 20 sia fallace, perché non fare altre dieci analisi il giorno dopo e verificare se l’analisi del 20 sia legata a un errore dello strumento? Io non mi posso fermare lì, tra il 20 e il 24 viene fatta la riunione con i consulenti di parte, ma non c’è nessuna analisi. Se io ho un dubbio, ed evidentemente a qualcuno tra il 19 e il 20 viene, altrimenti non ci sarebbe motivo di fare quella del 20, ne faccio altre dieci. Non posso decidere io cosa vada bene e cosa no, non è scientificamente corretto, e non sono aplotipi, ma è il DNA che identifica Chiara Poggi. Se io ho due risultati contrastanti, i consulenti di parte avrebbero chiesto mille approfondimenti, un’analisi ulteriore, che non c’è mai stata".
La conduttrice ci tiene a sottolineare come sarebbe doveroso comunicare ogni risultato, i pm e il team di Stati riferiscono di non avere mai avuto tra le mani quelli negativi, per questo la Procura ha intenzione di approfondire. Canta rivela un dettaglio: "Per quanto riguarda la teoria di una macchina non funzionante il 20, bisogna spiegare che in quel giorno quella avrebbe funzionato, visto che viene fatto l’esame sul cucchiaino, fatto lo stesso giorno in cui abbiamo i due negativi sul pedale, e in quel caso il dato viene ritenuto corretto. E’ probabile che sia stato il 2,78 sui pedali, un dato abnorme, ad accendere la lampadina in chi stava facendo quegli esami, di solito non si compie una ripetizione quando si ha un dato così pulito".
Linarello fa un’ulteriore precisazione, che consente di capire meglio quello che sarebbe accaduto anche ai non addetti ai lavori: "La riunione del 24 avviene nella biblioteca del RIS, dove non ci sono né sequenzatore né computer, vengono fatti vedere i tracciati, quello di Chiara Poggi e quello sui pedali, su carta, per essere consegnati ai consulenti di parte. Non ci sono date né elementi che distinguono nulla, è una tabella fatta con Word, il 19 viene fatta l’analisi positiva, il 20 c’è una linea piatta, questo deve accendere 1.000 allarmi, non uno".
Tra i temi trattati ci sono anche le modalità che hanno portato alla morte dell’allora 26enne, la Procura è convinta che la vittima si sia difesa, con una sopravvivenza che potrebbe essere durata fino a 60 minuti. A riguardo si esprime il medico legale Giuseppe Fortuni: "La professoressa Cattaneo fa un’ipotesi, basandosi su foto per me anche mal fatte. Dall’altra parte abbiamo il collega che fece l’autopsia, lui esclude che si tratti di lesioni da difesa, anche passiva. Ci sono segni suggestivi di difesa passiva, la professoressa Cattaneo ha usato una proteina che allunga i tempi dell’aggressione, e questo in qualche modo penso possa escludere Stasi, anche se io non prendo parte su questo, ma non ho fatto accenno alla proteina. Chi ha visto le lesioni con una lente esclude che siano sicuramente da difesa".
Capire se ci sia stata o meno difesa da parte della ragazza può però essere utile anche per la situazione relativa a Sempio e al DNA presente sulle unghie. Su questo è Linarello a ricordare un dettaglio: "L’avvocato Tizzoni fa una richiesta esplicita, tant’è che viene concessa la perizia e nominato il medico legale De Stefano, per sostenere che Chiara si sia difesa. L’unica relazione tecnica che contrasta quello che dice De Stefano nel 2014 è quella del professor Avato e del professor Fabbri, che già allora parlavano dell’esistenza di un profilo genetico non appartenente ad Alberto Stasi".
In chiusura spazio a un’intercettazione tra Sempio e la mamma, dove si parla di quanto avvenuto la mattina del delitto e i vari orari, Panicucci sottolinea: "Sembra che la mamma ricordi al figlio di dire di essere uscito alle 9.50, perché parlare delle 10 non regge lo scontrino, in 18 minuti non puoi arrivare a Vigevano e fare lo scontrino".
