Garlasco in Tv, clamoroso scoop a Mattino Cinque: "Identificato Ignoto 2, non frequentava la casa". Fermato un servizio Tv per tutelare l'indagine
A sorpresa nella puntata di Mattino Cinque di giovedì 2 è emersa una voce che può cambiare l'indagine su Garlasco: sarebbe stato trovato Ignoto 2, sarebbe un nome clamoroso

Nella puntata di oggi, giovedì 2 aprile 2026, di "Mattino Cinque" si è tornati a parlare del caso Garlasco, ora che ci si avvicina alla chiusura delle indagini, che vedono indagato per concorso in omicidio Andrea Sempio, amico del fratello della vittima Chiara Poggi.
Garlasco, Mattino Cinque puntata 2 aprile 2026: le impronte in casa
In collegamento da Garlasco, davanti alla villa dove è stata uccisa Chiara Poggi, è presente come quasi tutte le mattine l’inviato Emanuele Canta, che fa il punto della situazione: "Tutte le consulenze sono state depositate, anche una delle più attese, quella del RACIS, che doveva descrivere un profilo di Andrea Sempio. Gli inquirenti vogliono concludere entro la fine di maggio, per questo il Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Milano sta già predisponendo la relazione finale raccogliendo il grande lavoro svolto in questi mesi. Da lì la Procura eserciterà l’azione penale chiedendo il rinvio a giudizio di Andrea Sempio, valutando anche la possibilità di includere ignoti in questa fase, tutto dipenderà anche da indagini tradizionali che sono ancora aperte. L’uscita di Alberto Stasi dall’indagine secondo la Procura sembra scontata, in base a quanto gli investigatori hanno ricevuto dalle consulenze della Cattaneo e dai RIS di Cagliari, dati che sono stati incrociati. Attesissima la discovery degli atti".
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Entra nel canale WhatsAppFederica Panicucci chiede quindi al giornalista ulteriori in merito alla posizione di Stasi e ala possibilità che sia la Procura a chiedere per lui la revisione. "Secondo quello che la Procura ha in mano, sulla base di fonti del Palazzo, ci sono evidenze importanti che andrebbero a rafforzare l’ipotesi accusatoria nei confronti di Sempio – risponde -. La figura di Stasi tenderebbe a uscire di scena, la Procura Generale potrebbe quindi sollecitare il Tribunale di Milano che ne ha competenza a chiedere la revisione".
La conduttrice interpella ancora il cronista su quello che sta emergendo su Sempio, puntando a capire se il rafforzamento dell’accusa derivi dalle consulenze o dalle indagini tradizionali: "Si tratta di un insieme, un lavoro scientifico fatto con grande attenzione, ma i nomi in campo lo testimoniano, su tutti la professoressa Cattaneo, ma anche i consulenti che hanno lavorato per la Procura – è la replica di Canta -. Questo si intreccia con quello che il Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Milano ha raccolto in tanti mesi, ci sono elementi molto forti derivati soprattutto dalle indagini tradizionali, quali testimonianze, intercettazioni. Le consulenze della Procura andranno poi vagliate dal giudice, che potrà poi chiedere di integrarle se lo riterrà opportuno in dibattimento con delle perizie".
Tra gli ospiti in collegamento c’è Armando Palmegiani, consulente di Sempio, Panicucci vuole conoscere la sua reazione alle ultime indiscrezioni: "Parliamo da mesi di indagini tradizionali che dovranno stravolgere tutto, dobbiamo vedere cosa uscirà nella Discovery, per ora sono ipotesi e indiscrezioni".
Spazio alle numerose impronte e tracce, non tutte considerate, come i polpastrelli presenti sul pigiama di Chiara Poggi, considerate appartenenti all’assassino già dalla pm Barbaini nell’appello bis, secondo cui avrebbe avuto le mani imbrattate di sangue lasciando dei segni sulla maglietta della vittima. Il corpo della vittima era stato però girato, rendendo impossibile analizzare i polpastrelli, Panicucci vuole sapere però da Matteo Fabbri, genetista della difesa Stasi se si sarebbe almeno potuto valutare il DNA. "Sono d’accordo con la Barbaini, quelle sono suscettibili di contatti papillari, non sono un dattiloscopista, la superficie della maglia non credo sia idonea, ma il DNA avrebbe potuto aiutare a capire se fosse dell’autore. Mettere in relazione le impronte papillari all’indagato è follia, se l’impronta non viene giuridicamente attribuita potrebbe essere paradossalmente anche mia". In merito a quanto scritto da Barbaini nell’appello bis Panicucci nota però qualcosa che non torna: "Secondo lei Stasi aveva le mani grondanti di sangue, per questo sostiene sia andato a lavarsi, ma nel sifone non è stato trovato sangue, né nel lavandino, né sul dispenser". A questo replica Palmegiani: "Nel sifone è rarissimo trovare tracce biologiche", anche se la conduttrice lo interrompe dicendo: "Hanno trovato il DNA della mamma", Il consulente prosegue: "Lo dice anche una pubblicazione, non posso sapere tutta la dinamica. Non credo che l’imbrattamento, chiunque fosse l’autore, fosse cospicuo, pulirsi con un asciugamano avrebbe aiutato. Le quattro formazioni pilifere sul lavandino andavano repertate, è indubbio".
Panicucci prosegue nel suo intervento: "Ammettiamo che Alberto Stasi avesse le mani sporche di sangue, allora l’impronta 33 sul muro avrebbe dovuto riportare le sue minuzie, non quelle di Sempio. C’è una consulenza Linarello-Ghizzoni che dice che era anche sporca di sangue". A questo risponde Palmegiani: "La congettura parte da una consulenza di parte", ma la conduttrice non ci sta: "È la Procura che dice di avere analizzato l’impronta a rileva 15 minuzie". Palmegiani va avanti: "La Procura dice questo, ma i carabinieri nei 2007 avevano ritenuto non identificabile quell’impronta, loro l’avevano vista sulla parete. Quell’impronta, l’ho sempre detto, non arriva a 10 minuzie, sfido qualunque dattiloscopista a dire che io ho parlato di identità".
Spazio a un’ulteriore impronta sul muro, di cui si è parlato pochissimo che, a detta di Panicucci, sembra ricordare la suola di una scarpa a carrarmato. "È interessante per la posizione in cui si trova – dice Elisabetta Cametti -. Ai tempi non è stata valorizzata, forse perché la famiglia ha detto di avere delle biciclette e si è pensato a delle strisciate delle gomme. Oggi unendo i puntini è interessante, è sotto l’impronta 33, considerata al momento dell’assassino, sotto l’impronta 45, anche Palmegiani ritiene sia lasciata dall’assassino, e vicino all’alzata tra il terzo e il quarto gradino, dove si dice Chiara abbia avuto il colpo fatale. L’assassino (o gli assassini) mentre la portava giù potrebbe avere perso l’equilibrio e strisciare lasciando quel segno".
Lo scoop di Mattino Cinque
Palmegiani smentisce questa teoria: "Non credo che l’impronta vista, sul gradino zero, sia correlata alla 33. Sono piani sfasati, per me è stata attribuita al copertone di una bicicletta". Panicucci mette in evidenza un’altra lacuna nelle indagini, la mancanza della misurazione della scarpa di Andrea Sempio, oltre al lungo discorso fatto nell’interrogatorio: "Già nell’agosto 2007 portavo il 44", cosa che avrebbe poco senso visto che era già un uomo. Il giornalista Riccardo Signoretti ritiene inaccettabile questo atteggiamento: "Oggi a Sempio sono state prese le misure. C’è l’impronta sul muro, è la bicicletta, a posto così. Tante cose sottovalutate, ignorate e oggi rivalutate completamente. C’è adesso una completa riscrittura, Stasi fuori dalla scena del crimine, ma soprattutto si parla di almeno due testimoni che avrebbero ricostruito l’accaduto. Uno viene dalla cerchia di amici e avrebbe raccontato dettagli che consentono di capire il clima attorno a quanto successo, per questo la Procura avrebbe identificato il movente e testimoni che corroborano l’impianto accusatorio. Secondo indiscrezioni non confermate Ignoto 2 non è più Ignoto ed è un nome clamoroso. Si tratterebbe di una persona che dovrebbe spiegare la presenza della sua impronta perché non era un frequentatore della casa. È una voce che gira da ieri sera, un programma Tv sarebbe stato pronto a rivelarlo, ma per rispetto dell’indagine non l’ha fatto. Per ora è un’indiscrezione non confermata, ma è un nome clamoroso perché non rientra nel gruppo di persone di cui si è parlato".
Federica Panicucci chiede quindi supporto su questo a Emanuele Canta: "Confermo che gli investigatori hanno lavorato molto sulle testimonianze, su persone vicine all’indagato, sarebbero arrivate informazioni utili che prima non avevano parlato, ma ora si sarebbero sbilanciate. Per Ignoto 2 noi sappiamo con certezza che gli investigatori hanno cercato subito di identificarlo, già quando il perito Albani non aveva trovato compatibilità con la lista presentata. Per ragioni legate all’indagine si cerca di tenere tutto segreto, il nome può rappresentare un’altra svolta e rafforzare la loro ipotesi. Per ora si cerca di non diffondere particolari per salvaguardare l’indagine stessa".
Signoretti conferma il suo pensiero: "Più persone sulla scena del crimine e Stasi completamente fuori. La Procura ha in mano tante cose, per questo si chiude prima del previsto, c’è addirittura qualcuno identificato come pentito, che avrebbe raccontato non solo il clima, ma anche dato idea del movente. Su Ignoto 2 confermo, sono identificazioni non confermate"..
Il numero di armi del delitto
Interviene Elisabetta Cametti: "Da indiscrezione confermata si parla di almeno due armi differenti, quindi significa almeno due persone. Sulla scena potevano esserci persone diverse con ruoli differenti. Nella relazione del dottor Fabbri si spiega che il corpo sarebbe stato sollevato da almeno due persone, altrimenti ci sarebbero stati segni di capelli per terra, che troviamo in altri punti della casa, ma soprattutto un’area pulita dal gocciolamento, cosa che spiega che la vittima sia stata tenuta da qualcuno per le spalle e da un altro per i piedi".
Su questo Panicucci interroga Palmegiani, visto che la difesa Sempio ha sempre parlato di un solo assassino e una sola arma: "Le voci cozzano con la nostra ricostruzione, vedremo quanto cozzerà con i RIS di Cagliari e la teoria della dottoressa Cattaneo. Vedremo in modo sereno, noi siamo convinti della sola arma con diversi punti lesivi". La conduttrice lo pungola: "Se si arriva a una riscrittura totale serve una difesa adeguata"; lui ribatte: "Pensi che non siamo adeguati? Noi abbiamo una linea e nostre convinzioni, un conto è la perizia e una la consulenza, vedremo cosa dirà l’altra parte".
Arriva una chiosa importante del genetista Matteo Fabbri: "Io sono del segno della Bilancia, l’indagine conferma i dubbi che c’erano contro Alberto Stasi, Basandomi su un principio giuridico sacrosanto, ‘in dubbio pro reo’, credo che la condanna sia un po’ pesante".
