Garlasco in Tv, il papà di Sempio difende il figlio: "E' innocente". Panicucci pone fine alle giustificazioni: "Ora dobbiamo finirla"

Mattino Cinque ha iniziato la settimana lunedì 18 maggio 2026 parlando del caso Garlasco, con riferimento alle accuse che la Procura di Pavia ha raccolto nei confronti di Sempio

Ilaria Macchi

Ilaria Macchi

Content Editor

Laureata in Linguaggi dei Media, amo il giornalismo, il calcio, la TV e la moda, dove cerco sempre le ultime tendenze.

Primo appuntamento della settimana per "Mattino 5", in onda oggi, lunedì 18 maggio 2026, con uno spazio come di consueto dedicato al caso Garlasco. Particolare spazio sarà destinato alle accuse che la Procura di Pavia ha rivolto ad Andrea Sempio, accusato di avere ucciso Chiara Poggi, morta il 13 agosto 2007.

Garlasco, Mattino 5 puntata 18 maggio 2026: cosa è successo

L’inviato di "Mattino Cinque", Emanuele Canta, presente come ogni giorno a Garlasco, questa volta nella via dove si trova la casa dei Sempio ha intercettato papà Giuseppe, a cui ha chiesto le sensazioni che sta provando in questo momento così delica. "Si va, vedete come va? Vado da Dio. Noi non parliamo. Siamo una cosa sola, Andrea è innocente, non c’entra niente con la morte di Chiara Poggi". Non risponde però in merito al biglietto rinvenuto, dove ha scritto "Andrea era a piedi" e all’intercettazione in cui dice alla moglie: "Lo scontrino lo hai fatto tu".

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Su questo il giornalista fa il punto della situazione: "La Procura ritiene che i biglietti di Sempio siano importanti, è un momento non semplice per Giuseppe e per la moglie Daniela, oltre che per Andrea stesso. I legali sembrano intenzionati a preparare una memoria scritta".

Si torna al 31 gennaio 2019, giorno in cui la mamma di Sempio scrive la seconda lettera ad Alberto Stasi, lamentandosi innanzitutto per non avere avuto risposta. Ti ho scritto una lettera più di un mese fa, alla quale come supponevo non ho avuto risposta, però mi ha confermato che la giustizia italiana con te non ha sbagliato. Stai tranquillo, non ho intenzione di insultarti, ti basta guardarti allo specchio la mattina. Auguro solo a te e a tuti quelli che hanno fatto del male alla mia famiglia e a mio figlio Andrea che Dio o il destino o la vita (chiamalo come vuoi) vi riservi né più né meno ciò che vi siete meritati. Un consiglio per tua madre. Signora? Se quando guarda negli occhi suo figlio vede un innocente (come ha dichiarato in tele alle Iene) le consiglio una bella visita oculistica, ne ha bisogno, ma da uno specialista bravo. Se non ha i 120 euro per la visita glieli offro io. Ci siamo mangiati migliaia e migliaia di euro a causa delle vostre indagini difensive e da innocenti, 120 euro non mi cambieranno la vita. E se per caso ti venisse in mente di strumentalizzare queste due lettere per fare ancora qualcosa sappi che ho le focopie e sono state visionate da un avvocato. Addio".

L’idea che il legale dei Sempio non si sia opposto alla scrittura della missiva inevitabilmente spavenda Federica Panicucci: "L’avvocato ha avallato il contenuto di questa lettera, davvero molto dura". Grazia Longo dice la sua a riguardo: "Per me Stasi è colpevole, ma ci deve essere sempre rispetto. La mamma rivendica l’innocenza, sappiamo che si sono indebitati, quindi si lamenta per questo". Questa è invece l’opinione della scrittrice Elisabetta Cametti: "Non vedo una mamma in pena per suo figlio, solo una preoccupazione per l’aspetto economico, ancora peggio che sia stata avallata da un avvocato".

Panicucci: "La mamma vuole addirittura che Stasi chieda scusa a suo figlio. La frase che fa discutere è soprattutto una e fa pensare a chi sia rivolta: ‘Con i soldi e l’amicizia la metti in c** alla giustizia". Brindani sottolinea: "Sono passati quasi due anni dall’archiviazione di Andrea, ma perché? Potrebbe essere letta come una rivendicazione di quanto avvenuto tra il 2016 e il 2017, ovvero l’inchiesta di Brescia sull’archiviazione. L’accusa sostiene sia stata comprata, potrebbe essere un’ammissione. Interessante è che Stasi abbia deciso di non renderle pubbliche, sono emesse dagli atti".

Ci sono tanti aspetti che hanno inevitabilmente condizionato le indagini dell’epoca, come aveva evidenziato Stasi stesso in occasione della sua deposizione prima dell’appello bis, poche ore prima della condanna: "L’alibi cancellato per sua stessa ammissione, lo ha detto a me Cassese. Lui ha fatto un esempio relativo a come lo scontrino se non ben conservato possa far perdere le tracce, come gli inquirenti hanno fatto con il suo computer, e non aveva a che fare con quello di Sempio. Non c’era lo scambio dei pedali, di cui si parla ancora oggi", dice Panicucci.

C’è un’intercettazione importante, in cui il papà di Sempio dice alla moglie: "Lo scontrino lo hai fatto tu". Contestualizzarla è importante, come rileva Canta; "I due commentano, screditando il supertestimone – sottolinea Canta -. Dice: ‘Chissà chi sarà, lo scontrino lo hai fatto tu’. Ce n’è anche un’altra in cui lei piange disperata: "Io gli ho detto di tenerlo, ho rovinato io la vita ad Andrea". Non a caso, anche l’avvocato Lovati aveva criticato questa mossa: "Segno dell’ingenuità di un ragazzo di 19 anni, sorpreso dai carabinieri ha pensato di significare in che punto fosse quel giorno. L’ha fatto lui, altrimenti si dovrebbero cercare complicità, se fosse è fantascienza".

Non si deve però trascurare l’impronta 33, che è certamente l’elemento più forte dell’accusa, Pasquale Linarello, genetista del team di Stasi, ci tiene a dare il suo punto di vista da esperto: "Gli ufficiali dei carabinieri dei RIS sentiti adesso parlano di una mano bagnata, ma non vuol dire di acqua, ma di sudore, altrimenti non ci sarebbe questo effetto. La ninidrina è stata mesa su tutte le pareti e il soffitto, con l’acqua non reagisce, diventa quindi di quel colore solo con materiale organico". Panicucci: "Era bagnata di acqua, ma anche sudore. Chi dice che il colore sarebbe apparso con la ninidrina sbaglia". Linarello: "Una parte ha colorazione più intensa, potrebbe esserci del sangue. Il test è stato negativo perché è stato grattato il muro, è evidente perché c’è un buco su quel punto ".

A questo punto la conduttrice conclude serafia: "Possiamo finirla quindi di dire che l’impronta era di 10 giorni prima o che è così per l’effetto della ninidrina, il sudore sarebbe andato via ad agosto".


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