Garlasco in Tv, i dubbi sul suicidio del meccanico e la relazione che non convince. "Sembra un'indicazione suggerita da terzi"

A Mattino Cinque mercoledì 16 settembre 2026 si è tornati a parlare della morte del meccanico ex vicno di Andrea Sempio risalente al 2010, difficile si sia tolto la vita

Ilaria Macchi

Ilaria Macchi

Content Editor

Laureata in Linguaggi dei Media, amo il giornalismo, il calcio, la TV e la moda, dove cerco sempre le ultime tendenze.

Oggi, mercoledì 16 settembre 2026, "Mattino Cinque" è al suo terzo giorno di programmazione, conferma di essere in prima linea sul caso Garlasco, a pochi giorni dala chiusura delle indagini, prevista per il 28, che vedono Andrea Sempio accusato dell’omicidio di Chiara Poggi. Si tornerà inoltre a parlare, come giù accaduto ieri dello "strano suicidio" di Giovanni Ferri, il meccanico 88enne trovato morto nel 2010 in circostanze che lasciano pensare non sia stato lui a togliersi la vit.a.

Garlasco, Mattino Cinque puntata 16 settembre 2026: Sempio a un bivio

E’ ormai partito il conto alla rovescia in vista del 28 settembre, giorno in cui saranno chiuse le indagini preliminari che vedono Andrea Sempio accusato dell’omicidio di Chiara Poggi, uccisa nella sua casa a Garlasco il 13 agosto 2007. Da lì potrebbe arrivare per lui la richiesta di rinvio a giudizio, che lo porterebbe a processo o, eventualmente, all’archiviazione. Nell’arco della settimana saranno depositate la consulenza psichiatrica eseguita dal professor Roberto Catanesi, che ha effettuato il suo lavoro senza il confronto diretto con il 38enne dopo il rifiuto della difesa, e quella dell’anatomopatologa Cristina Cattnaeo, che si è invece dedicata a un approfondimeno sulla larghezza del piede dell’indagato.

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Nel frattempo, Alberto Stasi, che era il fidanzato della vittima e che è stato condannato a sedici anni di carcere, punta alla revisione, come detto da lui stesso nei giorni scorsi si augura di avere "giustizia per Chiara e per me".

L’inviato Emanuele Canta fa il punto della situazione: "La Procura di Pavia non è intenzionata a chiedere alcuna proroga alle indagini, ritiene di avere in mano un solido quadro accusatorio contro Andrea Sempio, dopo i 20 giorni che saranno concessi alla difesa per presentare ulteriori memorie o di valutare la possibilità di far ascoltare Andrea Sempio (lui non vuole parlare), sarà il GUP a decidere se lui andrà a processo. Forse solo davanti al giudice l’indagato potrà parlare, non ha voluto farlo a inizio settembre nemmeno con lo psichiatra Catanesi, che riteneva utile un confronto con lui per rendere più completa la sua consulenza. C’è attesa non solo per la capacità di intendere e di volere al momento dei fatti, ma soprattutto sulla valutazione in merito alla sua pericolosità sociale".

Il suicidio a Garlasco che non convince

Si torna a parlare della morte di Giovanni Ferri, meccanico 88enne trovato senza vita nel novembre del 2010 in un pertugio a Garlasco. Il caso è stato catalogato come suicidio, ma sono diversi gli aspetti che non tornano, a partire dal coltello stretto tra le mani. Il procuratore Napoleone, che lo stesso che sta indagando sul delitto di Garlasco ha ora chiesto la ricostituzione del fascicolo che era scomparso, l’avvocato Gallo ha presentato istanza per ottenere la riapertura del caso. Quella mattina, era il 22 novembre, l’anziano era uscito di casa come faceva ogni giorno, diretto al solito bar, ma non è più tornato, a scoprire il suo corpo qualche ora dopo è stata una passante, che lo ha notato in via del Mulino, all’interno di una sorta di intercapedine larga solo 50 centimetri. Apparentemente lui non aveva alcun motivo per togliersi la vita, non si riesce inoltre a comprendere come possa essersi tagliato polso sinistro e gola in un posto così stretto, Ferri si suicidato utilizzando un coltello da cucina trovato nella mano sinistra, lo stesso lato però che aveva un taglio sul polso, farlo appare quasi incredibile. L’arma rinvenuta non apparterrebbe inoltre all’abitazione in cui viveva, ora la vedova non esclude che la tragedia possa essere avvenuta a causa di un segreto "scomodo" di cui lui era venuto a conoscenza.

Gallo ha ricevuto il nuovo fascicolo lo scorso 13 luglio, in quell’occasione ha parlato ai microfoni di "Mattino Cinque". "Mi è stato dato, da una prima analisi sembra non si tratti di suicidio. E’ stato un fascicolo che non era più negli archivi, è stato quindi completamente riformulato, di questo ringrazio la Procura di Pavia e il dottor Napoleone. Lui è riuscito a ricostituire un fascicolo che sembrava perso, cosa un po’ strana. La Procura ha convocato ll’autorità competente che era arrivata sul posto, i Carabinieri che hanno fatto notizia di reato, dai loro archivi si è fatta consegnare la documentazione. Successivamente ha chiamato l’Istituto di Medicina Legale per farsi mandare ircostruendo l’autopsiam sembra che ci sia tutto tranne un suicidio. Farò personalmente un’istanza di riapertura dell’indagine", ed è quello che è poi effettivamente avvenuto. L’istanza è stata corredata da un parere medico legale di parte, il dottor Leonardo Grimaldi, che arriva a conclusioni clamorose.

Federica Panicucci ci tiene a spiegare perché si parli di questa "morte particolare": "Ne parliamo perché chi ha indagato sul suo decesso sono le stesse persone che hanno indagato su Alberto Stasi. Ci sono tante stranezze, è particolare che questo caso sia stato chiuso in maniera frettolosa, nonostante ci fossero evidenze che ci portano oggi a dire come sia praticamente impossibile pensare a un suicidio".

Il muro del pertugio dove si trovava il corpo di Ferri presentava delle tracce di sangue, di questo ha parlato un operatore del 118 intervenuto: "si procedeva a caricare la salma su una barella e a percorrere a ritroso il cunicolo. Mentre si procedeva in senso contrario il braccio destro del cadavere si allargava dal corpo e fuoriusciva dalla barella andando a strisciare con la mano destra per alcuni centimetri contro il muro". Se si tiene presente questa spiegazione, però, la traccia di sangue risulta essere antecedente alla rimozione del corpo (a confermarlo una fotografia)

Il medico legale che sta analizzando ora il caso ha inoltre evidenziato l’assenza di schizzi sul muro su entrambi i lati, se Ferri è stato attinto con la lama il muro non poteva non sporcarsi. Panicucci si chiede: "Perché l’hanno scritto?". Il medico legale Giuseppe Fortuni conferma i dubbi manifestati dal collega:"Questa totale assenza di macchie da spruzzatura per lesione della carotide in un luogo così angusto con due pareti così alte e vicinissime al corpo non torna. Lo scannamento omicidiario, a differenza di quello suicidiario, ha delle caratteristiche per le lesioni sul collo molto diverse. La fotografia smentisce quanto scritto da chi ha soccorso il corpo, sembra un’indicazione suggerita da terzi, chi provvede a rimuovere la salma non presta attenzione agli imbrattamenti di sangue, almeno normalmente".

Grimaldi, il medico legale incaricato dalla vedova di Ferri e dall’avvocato Gallo, ha spiegato meglio quanto rilevato dallo studio dell’autopsia effettuata dal dottor Ballardini: "Credo abbia fatto un buon lavoro, ma riguardandolo a distanza di tempo con un occhio critico si vedono alcuni aspetti che devono essere approfonditi. Non c’è una certezza assoluta di un suicidio, l’ipotesi alternativa non può essere che quella di un omicidio. Per quanto riguarda la dinamica, si tratta di un soggetto anziano colpito a sorpresa da tergo, in posizione eretta con colpi in rapida successione al collo e un tentativo di difesa che ha provocato la ferita al polso, poi ha fatto alcuni passi per essere ritrovato nella posizione statica in cui è ricevuto. Il modo per accertare in maniera definitiva la direzione di queste lesioni è andare a recuperare l’immagine dell’autopsia, io ho avuto a disposizione solo l’immagine del sopralluogo, da cui si evince che la ferita sul lato sinistro del collo è diretta da anteriore a posteriore, quindi ipotizzando che il soggetto abbia agito con la sua mano destra appare difficile che se la sia inferta autonomamente".

Ci sono altri dettagli che lasciano quantomeno perplessi, la vedova dell’88enne non ha più visto il corpo, non le è stato riconsegnato alcun effetto personale del marito, né è stata avvisata sull’esito dell’autopsia, il tutto senza alcuna spiegazione. L’autopsia di Grimaldi coincide comunque per un elemento con qualla fatta all’epoca da Ballardini: "Il punto di ingresso della lama sarebbe al centro del collo, con un’uscita esterna sotto l’orecchio, un movimento innaturale per un destrimane, più facile se la vittima viene colta di sorpresa da dietro. La ferita sul polso viene inoltre identificata come una ferita da difesa", chiiude Canta.


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