Garlasco in Tv, la morte del meccanico vicino di Sempio, la Procura può riaprire il caso. "I dubbi sul suicidio, ipotesi riesumazione"
A Mattino Cinque martedì 15 settembre 2026 spazio al caso Garlasco, con una novità clamorosa, la Procura vuole vederci chiaro su una morte che era stata catalogata come suicidio

Nuovo appuntamento con "Mattino Cinque", in onda martedì 15 settembre 2026, come di consueto con uno spazio dedicato al caso Garlasco curato da Federica Panicucci, così da dare gli ultimi aggiornamenti. Nella giornata di ieri c’è stato un incontro a Roma per tutto il team che assiste Andrea Sempio, che a breve saprà se sarà rinviato a giudizio, ma non mancherà un’esclusiva interessante.
Garlasco, Mattino Cinque puntata 15 settembre 2026: la riunione del team di Andrea Sempio
Il team che assiste Andrea Sempio si è riunito nella giornata di ieri a Roma, così da valutare le mosse da mettere in atto in vista del probabile rinvio a giudizio che lo attende. Lui ha preferito non sbilanciarsi: "Bene, ma più di questo non posso dire. Adesso non avrete altre dichiarazioni. Tranquillo? Giudicate voi", sono state le sue parole ai giornalisti presenti.
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Entra nel canale WhatsAppA parlare ci hanno pensato i suoi avvocati, a partire da Angela Taccia: "Molto probabilmente ci sarà la richiesta di rinvio a giudizio, vedremo se ci sarà poi un effettivo rinvio a giudizio. Come ho sempre detto, tutto è spiegabile, la cosa che lo preoccupa di più è la salute dei suoi cari per un mediatico così incessante". A lei si è unito Liborio Cataliotti: "Abbiamo fatto il punto della situazione, ognuno di noi componenti del team ha spiegato agli altri come ha perfezionato la propria memoria a noi difensori. Abbiamo pianificato il lavoro da qui al ventesimo di conclusione indagini, basta". Taccia ha poi spiegato ulteriormente il no alla consulenza psichiatrica: "No, perché è un atto del pm, è lo stesso vissuto di Andrea Sempio che rende palese che il medesimo non abbia alterazioni delle sue funzioni cognitive e volitive. E’ un atto coraggioso, anche se non passa mediaticamente perché noi ci rifiutiamo di poter utilizzare questi escamotage, anzi vogliamo andare in contraddittorio eventualmente, affrontare un processo senza facilitazioni di nessun tipo e accertare la formazione delle prove in contraddittorio".
Interviene a riguardo Elisabetta Aldrovandi, avvocato del team di Alberto Stasi: "Capisco le dichiarazioni degli avvocati, ma la consulenza richiesta dal pm a cui sta provvedendo il professor Catanesi non riguarda solo la capacità di intendere e di volere di Sempio al momento del fatto, ma anche la sua pericolosità sociale, si stabilirà anche quello. Credo sarebbe bene pensare non tanto all’eventuale processo dove si dovrà stabilire la responsabilità di Andrea Sempio in merito all’omicidio di Chiara Poggi, ma anche un’eventuale dichiarazione di pericolosità sociale, che potrebbe portare a una misura di sicurezza nei suoi confronti. Mi sembra che gli avvocati non stiano prendendo in considerazione questo aspetto".
Un suicidio a Garlasco che non convince
Spazio a un tema collaterale rispetto al delitto di Garlasco, ma di cui "Mattino Cinque" si era già occupato in passato, una serie di "strane morti", oggi ci si concentra sulla morte di un uomo, Giovanni Ferri, un ex meccanico trovato morto a 88 anni in un pertugio. Ora emerge una novità importante, ad annunciarla è l’inviato Emanuele Canta: "Il procuratore capo di Pavia, Fabio Napoleone, sarebbe pronto a chiedere la riapertura delle indagini sulla morte di Giovanni Ferri, è una notizia clamorosa. Abbiamo raccolto nei mesi scorsi il grido di verità lanciato dalla moglie, la signora Gabriella, che ai nostri microfoni aveva detto di non credere al suicidio. Ad ascoltare il suo appello è stato anche l’avvocato Fabrizio Gallo, che pro bono ha sposato questa causa ritenendo di voler capire di più, per questo ha chiesto e ottenuto in estate un incontro con il pm Napoleone, che ha cercato di capire la situazione. Il dottor Napoleone, mistero nel mistero, non è riuscito però a trovare il fascicolo, scomparso, ma non si è fermato e ha chiesto la ricostituzione del fascicolo con le compagnie di Vigevano e Garlasco e con l’istituto di Medicina Legale. A giorni il procuratore potrebbe chiedere al gip di riaprire il caso, sono troppe le cose che non tornano, dall’autopsia del dottor Ballardini, a tutte le fotografie che il procuratore ha in mano ma che chiariscono poco la dinamica. All’epoca si è parlato di suicidio, ma la vedova aveva riferito di non avere mai potuto vedere il corpo, oltre a non avere mai notato la mancanza di alcun coltello in casa. La donna si è detta disponibile anche a farsi ascoltare".
Gallo, presente in studio, conferma di avere incontrato Napoleone, ci tiene a fare un discorso importante: "Ringrazio i telespettatori che pongono fiducia in questa trasmissione Tv, ringrazio Emanuele Canta perché ha accompagnato per mano questa triste storia accompagnando la moglie di Ferri in questo percorso, che sarà molto doloroso. La signora non è al corrente di tutti gli atti, noi stiamo cercando di tutelarla, alla lettura di questo fascicolo abbiamo rilevato cose eclatanti. Ringrazio il dottor Napoleone, ci stiamo lavorando grazie ai mezzi che avete a disposizione voi della trasmissione, quando ho preso coscienza che il fascicolo non ci fosse ho riferito a Napoleone che qualcuno l’avesse portato via. Il fascicolo è stato occultato da qualcuno, lui ha ricostruito con la sua equipe punto per punto questo fascicolo, abbiamo tutti gli atti, alcune cose non si possono rivelare, all’interno ci sono testimonianze che vanno protette, c’è gente che ha paura. da una lettura che ho fatto con il mio studio si rivela che quello di Ferri non sia un suicidio, ma un omicidio brutale. Faccio una considerazione e poi taccio, stessi inquirenti del 2007 per l’omicidio di Chiara Poggi, stessi investigatori, stesso medico legale. Io mi sono impegnato con la signora per portare verità. Canta è stato il primo a credere in questa storia, io stavo desistendo quando mi hanno detto che il fascicolo non ci fosse più, lui mi ha forzato ad andare avanti e devo dirgli grazie. Alla lettura di quel fascicolo già a luglio abbiamo scoperto cose clamorose".
Ferri era stato rinvenuto cadavere il 22 novembre 2010 in un’intercapedine di 50 centimetri a Garlasco, con gola e polso sinistro tagliato. La Procura aveva archiviato il caso come suicidio, ma la moglie non si è mai data pace. Si parte da un dato, nei dintorni della Lomellina, sia prima sia dopo la morte di Chiara Poggi si sarebbero verificate diverse morti misteriose, appare difficile pensare che lui possa avere deciso di togliersi la vita, a maggior ragione in un anfratto così piccolo. Non si riesce inoltre a capire come possa essersi tagliato contemporaneamente polso e gola. La vedova non esclude che il marito possa essere venuto a conoscenza di qualche segreto. Le pareti di quel luogo sono decisamente strette, eppure non c’era alcuno schizzo di sangue su questo, l’unica traccia era data dallo strofinio della mano quando è stato portato via in barella. Si ipotizza che l’omicidio possa essere avvenuto fuori, per poi nascondere il corpo all’interno, lui inoltre aveva il coltello nella mano sinistra e il polso sinistro tagliato, azione illogica per un suicidio.
Canta sottolinea: "Non sappiamo quanto questo sia collegato con l’omicidio di Chiara Poggi, probabilmente la risposta ce la darà la Procura nei prossimi mesi. Non è mai stata fatta vedere alla vedova una foto del coltello per capire se fosse un oggetto che mancava in casa, né ha saputo niente dell’autopsia".
Indagare su questo ha permesso a Gallo di farsi un’idea, a suo dire può essere probabile abbiano posizionato il coltello nella mano di Ferri solo in un secondo momento. "Le due mani sono unite, il coltello inserito, di solito quando una persona muore non c’è la rigidità cadaverica, il coltello dovrebbe cadere", evidenzia l’avvocato. Su questo è concorde anche il medico legale Fortuni: "Osservazione molto pertinente, quello che non torna è che in uno scannamento, come si chiama questo in medicina legale, fuoriesce una grande quantità di sangue e una pressione molto alta. In un ambiente così angusto, di soli 50 centimetri, ci dovevano essere degli schizzi sui muri, e invece si dice che non erano sporchi, anche questo non torna. La lesione alla carotide è quella che conduce alla morte, produce un getto di sangue che in ambiente libero può essere anche a una distanza di un paio di metri".
Il legale non può trattenersi e spiega perché sia importante far luce sulla morte del meccanico: "Chi abitava di fronte a casa di Ferri? La famiglia di Sempo. C’è anche un’altra persona che si suicida, il dottore che era il medico della famiglia Sempio e del meccanico, che si è iniettato una sostanza velenosa due anni dopo. Ora c’è un’ipotesi di cui ho parlato con Napoleone di riesumazione del cadavere, lo vedremo nei prossimi incontri che avremo, ma ma questione è molto delicata. Non c’è solo questo suicidio. Ci sono degli elementi, le codette di uscita del coltello, dove è chiaro che questo sia un omicidio. Quando potremo accedere a una perizia nostra medico legale le andremo ad analizzare, già analizzate in passato, quella sotto l’orecchio dice tanto, ma non posso dire altro".
Impossibile poi non ricordare un dettaglio relativo all’uomo, che era un abitudinario, tendeva ad andare al bar alla stessa ora, compatibile con l’omicidio di Chiara Poggi. "Non è che su qualla strada lui ha incontrato o visto qualcosa?", è l’ipotesi di Elisabetta Cametti. A chiarire questo è però Federica Panicucci, che preferisce escluderlo, per una motivazione data da Canta: "Lui e la moglie non erano a Garlasco in tutto l’agosto del 2007, nel periodo della sua morte, era il 2010, siamo però in un contesto in cui non si parla d’altro, visto che nel 2009 Alberto Stasi viene assolto, quindi il caso è irrisolto, continua a essere argomento di ogni giorno in ogni bar. Anche la moglie si chiede se possa avere sentito o visto qualcosa".
