Garlasco in Tv, la possibile via di fuga del killer e la scelta di Sempio di non pranzare. Panicucci: "Un giovane agitato a cui si chiude lo stomaco"
Venerdì 15 maggio 2026 Mattino Cinque ha dedicato ampio spazio a Garlasco, puntando su cosa avrebbe fatto Andrea Sempo la mattina del delitto e alcuni comportamenti avuti

Ultima puntata della settimana, oggi, venerdì 15 maggio 2026, per "Mattino Cinque", che prevede come sempre un approfondimento legato al caso Garlasco. Particolare attenzione sarà rivolta a cercare di capire cosa abbia fatto davvero il 13 agosto 2007, giorno della morte di Chiara Poggi, anche in merito allo scontrino che lui aveva presentato un anno dopo per giustificare la sua presenza a Vigevano quella mattina.
Garlasco, Mattino Cinque puntata 15 maggio 2026: cosa è successo
Federica Panicucci vuole concentrarsi innanzitutto su cosa sia accaduto subito dopo il delitto di Chiara Poggi, sulla via di fuga dell’assassino. Si parte con un’intercettazione di Andrea Sempio de 12 maggio 2025, dove lui parla del sangue che avrebbe visto all’interno della casa: "Eh… Che sono stati fatti [incomprensibile].. Mi ricordo quando [incomprensibile]… che Stasi è innocente.. [incomprensibile]… Tutto… [incomprensibile].. E’ sempre [incomprensibile] Tutto [incomprensibile].. Sta roba.. [incomprensibile]… No che la [incomprensibile]. Pensa allora a sto punto uno prende la perizia che dice che il sangue era secco e non rilascia le gocce, ma quella è la versione che usano per [incomprensibile].. Perché ancora prima hanno detto .. Perché loro hanno detto che l’hanno [incomprensibile]. Sulla destra han [incomprensibile]. Il sangue e hanno [incomprensibile] .. Sulla destra per stare attento.. Perché c’era il sangue e gli han detto: ‘No’. Lui dice di non aver [incomprensibile] con i piedi… Eh va bè, ma allora non c’era tutto quel sangue’. E allora non c’era tutto quel sangue, eh va bè’. Allora non c’era tutto quel.. Quando sono andato io [oppure forse dice ‘via’] il sangue c’era. ‘E allora, debitamente inconsapevole, cioè lui *Stasi] non se n’è reso conto, ma senza accorgersene ha evitato le macchie. . E allora, lui del tutto inconsapevole, senza accorgersi ha evitato le macchie, ha evitato le macchie. E gli hanno detto: ‘No, st**a, s***a’. E allora: ‘Era d’estate, ma era secco’. Va bè, questo ci può stare. E da lì stanno cavalcando l’idea che il sangue fosse secco".
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Entra nel canale WhatsAppFederica Panicucci analizza nel dettaglio quell’intercettazione, Sempio parte da "Mi ricordo", cosa che spinge la scrittrice Elisabetta Cametti a commentare: "Non solo quelle parole sono fondamentali, poi parla in terza persona, parla di Stasi, lo definisce ‘lui’, poi interviene e dice: ‘Quando sono andato io’, o ‘Quando sono andato via’, quindi si ricollega al ‘mi ricordo’. Ma soprattutto dice: ‘Il sangue c’era’. Subito dopo torna in terza persona e dice: ‘Stasi non se n’è reso conto’, quindi ci sono due soggetti diversi".
La conduttrice sottolinea: "L’avvocato Cataliotti si è speso tanto in questi giorni per contestualizzare le intercettazioni, segno di come preoccupino molto il team difensivo di Sempio. Resta da chiedersi perché lui continui ad alta voce a parlare dello stesso tema, di Chiara, della pennetta". Stefano Zurlo dice la sua: "La Procura ritiene che lui sia colpevole e abbia un’ossessione per Chiara, ma dobbiamo ricordare un dettaglio banale, che mette in difficoltà questa ipotesi, o comunque ce ne offre una alternativa. Siamo a maggio 2025, lui è indagato, passa il tempo ascoltando podcast, video, leggendo le carte, studiando, il ragionamento fatto dalla Cametti ci può stare, ma ci sono diversi ‘incomprensibile’, frasi tradotte dai Carabinieri, che immagino saranno oggetto di contestazioni nell’eventuale e probabile processo. Lui potrebbe dire; ‘Ma come, usano la perizia per dire che il sangue fosse secco, ma non è vero'". Panicucci commenta ancora: "La sensazione è che l’impianto accusatorio sia estremamente solido, vi voglio riportare all’impronta 33, che sarà un elemento difficile da superare". Zurlo è dello stesso avviso: "L’impronta è centrale, ma non è detto sia così solido, penso che avrà grandissima importanza la discussione sui dati antropometrici, quello sarà un dato oggettivo fortissimo, possiamo che dopo 19 anni non si sia ancora capito se il piede dell’uno, dell’altro". La conduttrice lo interrompe: "Abbiamo un dato, il piede di Sempio non è un 44, l’hanno misurato, lo facevo anch’io con i miei bambini, misuravo la pianta del piede e poi compravo la scarpa sulla base della tabella dei numeri". Zurlo ci tiene però anche a dire una cosa a favore di Stasi: "Se venisse fuori che il piede di Stasi non fosse compatibile con la Frau quello sarebbe l’errore più grande in assoluto, sarebbe una sconfessione totale della prima inchiesta".
Si vuole inoltre raccontare cosa avrebbe fatto l’assassino, quindi Andrea Sempio secondo la Procura, subito dopo il delitto. Nell’informativa viene scandagliata la versione che l’indagato ha sempre dato del 13 agosto 2007, la mattina in cui lui avrebbe ucciso Chiara Poggi. Agli inquirenti lui ha raccontato di essere rimasto a casa insieme al padre fino alle 9.50 circa per attendere la mamma, uscita con la macchina. A quel punto lui avrebbe preso l’auto e sarebbe partito verso Vigevano per comprare un libro. Di certo alle 9.58 lui chiama un amico per un secondo, il suo telefono aggancia il settore 2 della cella telefonica di Santa Lucia a Garlasco, per comprovare la sua presenza a Vigevano consegna nel 2008 lo scontrino di un parcheggio emesso alle 10.18 con scadenza un’ora dopo. Lui sostiene di avere trovato chiusa la libreria e di essere tornato a Garlasco, anche se il suo telefono riceve un messaggio alle 11.10 da un’amico e alle 11.25 una chiamata da casa agganciando sempre le celle telefoniche di Garlasco. Successivamente è andato a casa della nonna, distante poche centinaia di metri dalla casa dei Poggi. Queste le parole dette all’epoca dall’anziana: "Ricordo che tra le ore 11 e le successive ore 12 dello stesso giorno in cui avevo saputo dell’omicidio di una ragazza mio nipote Andrea si è portato presso la mia abitazione". Subito dopo Sempio sarebbe tornato a casa per pranzare con i genitori, che hanno sempre confermato la sua versione. Il suo racconto, però, secondo la Procura sarebbe "chiuso nel triangolo familiare – si legge -, perimetrato da dichiarazioni che si sostengono a vicenda, ma che non hanno alcun riscontro esterno. Per i magistrati, infatti, sarebbe probabile che lo scontrino possa essere stato recuperato dalla mamma di Sempio e che alcuni appunti scritti dal padre siano in contrasto con quanto dichiarato, lui aveva infatti scritto: ‘Mio figlio era a piedi'".
L’inviato Emanuele Canta si trova dietro casa Poggi per indicare il possibile percorso che potrebbe avere fatto il killer: "E’ agevole fare questo percorso e arrivare indisturbati, non ci sono altre abitazioni, si è lontani da occhi indiscreti per giungere sulla strada. Andando ancora avanti si arriva all’abitazione dove all’epoca viveva la nonna di Sempio. Gli investigatori ipotizzano che Sempio abbia usato questa via di fuga, dalla nonna si sarebbe lavato e sistemato, per poi raggiungere a piedi casa sua".
Nell’informativa c’è un altro dettaglio: "Sempio quel giorno non pranza, asserendo di sentirsi sazio per avere bevuto troppo acqua, come confermato dalla mamma, poi è tornato sul luogo del delitto, sia da solo sia insieme al padre". Ed effettivamente già a gennaio "Mattino Cinque" aveva ipotizzato che l’assassino potesse essere scappato dal retro della villetta di via Pascoli. Il giornalista Riccardo Signoretti rivela: "Lui avrebbe raggiunto casa sua con l’arma del delitto in uno zaino o avvolta in un asciugamano, questo c’è scritto nell’informativa. La strada è riservata, può essere facile non essere visti, l’assassino secondo la Procura si sarebbe lavato nel lavandino della cucina della casa di Chiara, peraltro mai analizzato. La logica vorrebbe che l’uscita più conveniente fosse quella posteriore".
Panicucci ricorda un altro dettaglio: "Alle 9.58 del 13 agosto il telefono di Sempio prende benissimo davanti a casa Poggi, molto meno bene davanti a casa sua. Sono dati oggettivi". Cametti interviene: "Nell’informativa c’è scritto che le finestre temporali dell’omicidio, che potrebbero vedere Sempio assassino, sono due, prima delle 9.58, quando il padre appunta ‘era uscito a piedi’, oppure dalle 9.58 alle 11.25, in quel momento non sappiamo se lui abbia guardato l’SMS avuto. Dove aggancia la cella diventa fondamentale in entrambi i casi".
La conduttrice ci tiene a prendere in considerazione due dichiarazioni contrastanti sul pranzo del giorno del delitto. Nella prima versione, data ad Alesandro De Giuseppe de ‘Le Iene’ e riportata nell’informativa (parole del 25 agosto), dice: "Eravamo d’accordo che sarebbe arrivato a casa a mezzogiorno per il pranzo, ma alle 11.30 non è arrivato. Gli ho telefonato, era già a Garlasco, a casa della nonna, è arrivato, ha mangiato normalmente e io il pomeriggio sono andata a lavorare". Tre settimane dopo, il 15 settembre, la donna cambia versione in un’altra intervista: "E’ venuto a casa a mangiare e mi dice: ‘Non ho fame’, io gli ho chiesto: ‘Perché’, lui ha detto: ‘Mi sono bevuto mezzo litro d’acqua’, mi hanno dato una bottiglietta in un bar e non mi ha tolto il tappo'". Panicucci osserva: "Strano, proprio il giorno dell’omicidio di Chiara Poggi lui non aveva fame e non pranza".
Elisabetta Aldrovandi, avvocato di Stasi, sottolinea: "Lui dice di avere trovato la libreria chiusa, è poi andato in un bar, dove ha preso un caffè e una bottiglietta d’acqua. Se ha tenuto lo scontrino del parcheggio perché non ha fatto lo stesso con quello del bar? Forse in maniera più dirimente avrebbe potuto dimostrare di esere a Vigevano, sono altri elementi investigativi importanti, sono diverse le perplessità su dove fosse quella mattina". Panicucci osserva: "E’ il suo stato d’animo di quella mattina che ci viene rappresentato, piuttosto che la bottiglietta d’acqua. Perché un giovane di 19 anni non pranza? Il buon senso ci può far pensare a un giovane agitato, a cui si chiude lo stomaco".
L’informativa parla anche del percorso che Sempio avrebbe fatto quel giorno per andare da casa della nonna a casa sua, con tanto di mappa, si legge: "Per passare davanti a via Pascoli (casa di Chiara Poggi, ndr) venendo da via Canova (casa della nonna, ndr) per via Rossini (casa sua, ndr) il percorso non solo raddoppia, ma è illogico, è nella direzione opposta alla destinazione". Ed effettivamente il 5 dicembre 2025 a "Mattino Cinque" era stato fatto lo stesso ragionamento dei Carabinieri.
