Garlasco in Tv, le tre morti in paese e il possibile legame con il delitto Poggi. La testimonianza di una vedova: "Temo di fare la stessa fine"

Nella puntata di Mattino Cinque di mercoledì 15 aprile 2026 spazio a tre morti avvenute a Garlasco, che potrebbero avere un legame con il delitto Poggi, i misteri aumentano

Ilaria Macchi

Ilaria Macchi

Content Editor

Laureata in Linguaggi dei Media, amo il giornalismo, il calcio, la TV e la moda, dove cerco sempre le ultime tendenze.

"Mattino Cinque" dedica sempre uno spazio ad hoc al delitto di Garlasco, con attenzione ai dettagli trascurati della vecchia indagine e a quello che potrebbe accadere a breve, lo ha fatto quindi anche nella puntata di oggi, mercoledì 15 aprile 2026. L’angolo odierno ha un titolo dato dalla trasmissione ben preciso: "I misteri di Garlasco", questa volta si cercherà quindi di capire se alcuni fatti avvenuti prima dell’omicidio di Chiara Poggi possano avere dei legami con il suo delitto.

Garlasco, Mattino Cinque puntata 15 aprile 2026: cosa è successo

Federica Panicucci spiega subito quale sia il tema della puntata: "Negli anni precedenti l’omicidio di Chiara Poggi e negli anni successivi sono morte circa 10 persone, a Garlasco e nei dintorni della Lomellina, sono stati strani suicidi, strane morti, strani casi. E’ un caso? Non lo sappiamo".

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Gli inquirenti non stanno lasciando niente al caso, si stanno concentrando in modo particolare su tre casi. Giovanni, meccanico in pensione di 88 anni, è stato trovato cadavere il 23 novembre 2010 in un piccolo spazio con uno spessore di circa 50 centimetri con gola e polsi tagliati ma senza alcuna arma vicino. La moglie aveva escluso subito potesse essersi suicidato, ma le forze dell’ordine erano arrivate a quella conclusione, erano gli stessi investigatori che si sono occupati del caso Poggi. Lui abitava vicino alla casa di Sempio, la mattina del delitto intorno alle 10 era in un bar a fare colazione, potrebbe avere visto qualcosa di rilevante e averlo detto alla moglie? Insospettisce anche la morte di un medico di base di Garlasco, Corrado, trovato senza vita nella sua casa di Vigevano il 24 marzo 2012, gli investigatori non escludono che il suo decesso possa essere un anello di congiunzione tra il caso del pensionato e il delitto di Chiara. Lui era infatti il medico di famiglia dei Sempio, ma tra i suoi assistiti c’era anche l’anziano, lui avrebbe aiutato la moglie di quest’ultimo dopo la scomparsa del marito, c’è chi pensa che la donna possa essersi confidata con il medico e avergli rivelato dei dettagli visti il 13 agosto 2017, giorno in cui è stata uccisa la 26enne. Ci sono però stati nel corso degli anni anche dei suicidi di giovanissimi, mai del tutto chiariti, come quello di Michele Bertani, amico di infanzia di Sempio, impiccatosi nel 2016 con un nodo scorsoio difficile da realizzare in autonomia. Di questo aveva parlato anche l’attuale indagato l’anno successivo in un’intercettazione in macchina in cui parlava tra sé e sé non riuscendo a comprendere le motivazioni del gesto del ragazzo.

L’inviato Emanuele Canta anche oggi si trova a Garlasco, ma questa volta nei pressi del punto in cui era stato trovato senza vita il meccanico. Lui mostra come l’anfratto sia strettissimo, era stato trovato un coltello, ma con tanti dubbi sulla compatibilità con le ferite che non sembrano così tipiche di un suicidio. "Le sue abitudini erano praticamente sempre le stesse – dice il giornalista -. Lui abitava di fronte all’abitazione dei Sempio dell’epoca, intorno alle 9 andava al bar distante 200 metri, poi rientrava a casa intorno alle 11. A trovare il suo corpo era stata una ragazza che era a passeggio con il cane, il suicidio dell’88enne ha lasciato tanti dubbi, non sarebbero stati fatti approfondimenti sulla compatibilità tra l’arma trovata e le ferite che erano ai polsi e alla gola. La moglie aveva detto più volte che il marito non avesse alcun motivo per togliersi la vita, i suoi orari, tra le 9 e le 11, sono inoltre compatibili con quello che lui potrebbe avere visto o capito la mattina del 13 agosto 2007. Il suo percorso è semplice e breve, a un certo punto incrocia Via Pavia, e quindi anche via Pascoli, dove si trova la casa dei Poggi".

Panicucci sottolinea come fosse singolare la dichiarazione fatta dalla moglie dell’uomo ai giornalistI: "Io non parlo, non dico niente perché temo di fare la fine di mio marito" – aveva detto. La conduttrice prosegue: "Ancora più misteriosa è la morte del medico di base della famiglia Sempio, che era anche il medico del meccanico e della moglie. Il dottore continua ad assistere la donna e a frequentare la sua casa per due anni". Canta spiega meglio: "Lui si era iniettato una dose letale, anche questo suicidio era considerato misterioso, per gli investigatori poteva avere un legame tra la coppia e la famiglia Sempio, che conosceva e assisteva".

La conduttrice chiede un’opinione in merito a questo, compreso il suicidio di Bertani, che conosceva bene Sempio, altra tragedia avvenuta con tanti dubbi: "Non credo che ci voglia un filo rosso per identificare quello che può legare queste morti, è come se chi ha avuto accesso a determinate informazioni o a sapere tante cose ha poi fatto una brutta fine. Garlasco è un centro piccolo, ma dove nella cronaca nera accadono tante cose, questo è strano e sospetto. Tutti quei morti per suicidio, ma ci sono dubbi anche su questo, possono esserci in un centro così piccolo? La testimonianza della moglie mi sembra significativa". Il giornalista Stefano Zurlo è però di parere opposto: "E’ un posto piccolo dove le casualità degli incroci tra le persone e le date ci possono stare, non vedo alcun legame con la vicenda di Chiara".

L’avvocato Elisabetta Aldrovandi, da poco nel team di difesa di Stasi, analizza la cosa con lucidità: "C’è un legame tra la morte sospetta del signore, che la moglie non ha mai considerato un suicidio, e il suicidio evidente del medico della famiglia, anche di Sempio".

Panicucci ricorda poi il testo scritto dai social il 19 gennaio 2016 da Bertani poco prima di togliersi la vita: "La verità sta nelle cose che nessuno sa. La verità mai nessuno te la racconterà". Questo, come lei precisa, è una citazione di un pezzo dei Club Dogo, sarà poi trovato anche uno scritto di Sempio, che immagina di essere su un palco con i Club Dogo, "non sappiamo se correlato o meno", sottolinea.

Importante è la presa di posizione della criminologa Simona Ruffini: "Un suicidio in quell’anfratto non è credibile. Io vedo un filo conduttore, siamo in un piccolo centro, le statistiche incidono, i suicidi hanno anche un legame tra loro. Se io fossi nella Procura procederei con l’autopsia psicologica su queste persone, se escludiamo alcune cause come quelle per i malati terminali, crisi economica, assunzione di sostanze, depressione, rimane solo il fatto che fossero tutti in qualche modo collegati con l’omicidio di Garlasco, questo qualche indizio ce lo dà".

La conduttrice promette di tornare a parlarne domani, il tema è ritenuto estremamente interessante, per questo merita un ulteriore approfondimento.


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