Garlasco in Tv, Stasi rompe il silenzio: "Giustizia per Chiara e per me". Bocellari spiega la revisione: "Si sottovaluta quanto emerge"
E' partita lunedì 14 settembre 2026 la nuova edizione di Mattino Cinque, spazio a Garlasco con un'esclusiva, le parole di Alberto Stasi, che si augura di avere la revisione

E’ iniziata oggi, lunedì 14 settembre 2026, la nuova stagione di "Mattino Cinque", ancora con Francesco Vecchi e Federica Panicucci al timone, nella parte curata dalla conduttrice non si poteva che partire con uno spazio ad hoc dedicato a Garlasco, di cui lei si occupa da tempo con un’attenzione che ha pochi eguali. Presente in studio Giada Bocellari, legale di Alberto Stasi.
Garlasco, Mattino Cinque puntata 14 settembre 2026: le parole di Alberto Stasi e di Giada Bocellari sulla revisione
Si parte subito con un’esclusiva importante per il programma, una breve intervista ad Alberto Stasi, che non parla da tempo, in attesa di capire se riuscirà a ottenere la revisione della sua condanna (attualmente è in affidamento ai servizi sociali). "Non faccio dichiarazioni, per rispetto anche dell’autorità giudiziaria e delle persone che fanno l’indagine. Spero sia arrivato finalmente il momento di avere giustizia, per Chiara, per me, per tutte le persone. Penso che chi decide siano uomini di buona volontà (è un’espressione che aveva avuto lui in passato, ndr), se non sono loro chi potrebbero esserlo?".
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A commentare è il suo avvocato, Giada Bocellari, che lo segue da tempo: "Alberto, come sapete, non ama molto parlare, questo è stato anche motivo di antipatia in passato, è sempre molto restio. Credo di rappresentare bene il suo pensiero di questi ultimi tempi, da un lato guarda al suo futuro, non è più come una volta, era anche più attivo nella sua difesa. Ultimamente non ha più questa forza, ma chiaramente guarda con grande fiducia da una parte, ma anche con grande paura, sono stati anni di grandissima sofferenza. Una speranza c’è, ma sappiamo che ci saranno dei processi, che sono le uniche cose che contano, al di là di questo grande parlare mediatico, nelle aule si ridurrà molto a quello che è importante ed essenziale".
Federica Panicucci sottolinea come l’autunno in arrivo sia forte, sul tavolo ci sono due temi, la possibile revisione per Alberto Stasi e il possibile rinvio a giudizio per Andrea Sempio.
Importante è l’osservazione di Umberto Brindani, direttore di "Gente", che evidenzia un dettaglio: "Veniamo da un’estate di veleni, mi colpisce che lui abbia chiesto giustizia ‘per Chiara e per me’, ci stiamo dimenticando di Chiara, che si tratta di capire chi l’abbia uccisa".
La conduttrice vuole sapere dall’avvocato se l’intenzione della difesa sia quella di presentare comunque autonomamente la revisione anche in caso di negazione da parte della Procuratrice Generale: "La Procura Generale è un soggetto legittimato a proporre la revisione, ma non è obbligato a farlo, lo deciderà nella sua autonomia di giudizio, potrebbero esserci tempistiche che non conosciamo. La difesa di Stasi fa quindi il suo, noi abbiamo intenzione di presentarla nel più breve tempo possibile, compatibilmente con la chiusura delle indagini. Quando a maggio è arrivato il 415bis la nostra prospettiva era più breve, quando abbiamo appreso che la Procura avrebbe sfruttato tutto il termine fino a fine settembre ha senso attendere la chiusura. Poi servirà tempo per leggere e capire se gli elementi raccolti da Pavia possano tornare utili per la revisione, il focus è comunque Alberto Stasi, non Andrea Sempio, che non viene menzionato nella nostra richiesta, ci tengo a precisarlo. Sempio ha diritto a essere eventualmente processato, non può essere portato in una sede dove non gli sarebbe garantito neanche un contraddittorio. Quello che le indagini di Pavia possono dire riguardo la revisione si riferisce a potenziali elementi a discarico di Alberto Stasi, a prescindere che siano a carico o meno del nuovo indagato. E’ fondamentale che vengano addotte prove nuove, nel senso che siano idonee a dimostrare l’innocenza del condannato, quindi a creare un ragionevole dubbio sulla sua colpevolezza. La prova nuova non è solo una prova nuova scoperta dopo il giudizio di condanna, ma è anche una prova che era già in atto ma che non è entrata nel compendio valutativo del giudice che ha condannato. Non voglio anticipare nulla, c’è il massimo riserbo anche su eventuali nuove consulenze, ma sono stati fatti molteplici approfondimenti su aspetti che la Procura non aveva trattato perché procede nei confronti di un altro indagato".
Non c’è comunque intenzione da parte della difesa di attendere il rinvio a giudizio di Sempio o la decisione della Procura Generale sulla revisione, si aspetta la chiusura delle indagini attuali per verificare se possano esserci elementi utili ai fini della revisione.
Panicucci interpella poi Marina Baldi, genetista del team Sempio, in merito a quanto uscito recentemente, la rivalutazione del contenuto gastrico e dei margini ungueali di Chiara Poggi, per capire se possano condizionare il destino del suo cliente: "Potrebbe fare la differenza, staremo a vedere. Ogni parte porterà le proprie deduzioni scientifiche e si deciderà. Le dichiarazioni della Albani sono state cristallizzate nell’incidente probatorio".
Il quadro di indizi contro Andrea Sempio
Spazio a una novità importante, la consulenza psichiatrica del professor Catanesi su Andrea Sempio dovrebbe essere depositata in settimana, così come il lavoro della professoressa Cattaneo, un approfondimento chiesto dalla Procura sulla larghezza dell’indagato. Non ci sarà quasi sicuramente una richiesta di proroga alle indagini, la cui fine è prevista per il 28 settembre.
La Procura di Pavia è convinta che Chiara Poggi sia morta più tardi rispetto a quanto stabilito dalle sentenze, sulla base di quanto rilevato dalla professoressa Cattaneo e una base di aspetti a corredo, già questo esclude la colpevolezza di Stasi, che alle 9.35 era davanti al suo computer. Arriva su questo un commento della legale: "La Procura ha delineato un quadro molto chiaro, la nota detta all’indagato è sintetica, bisogna leggere anche gli atti del processo ad Alberto Stasi. Non è una teoria dire che la colazione sia iniziata dopo le 9.12".
Si torna a parlare dell’impronta 33, presente sul muro delle scale dove c’era il corpo della vittima, che gli inquirenti attribuiscono al 38enne per 15 minuzie. Sulla parete erano presenti diversi segni e impronte, ma la concentrazione si è soffermata da subito su quello, segno di come fosse visibile. "Dava l’impressione di essere fresca, di essere lì da un tempo relativamente breve", evidenzia l’inviato Emanuele Canta, ricordando anche un giudizio dato dal Colonnello Mattei dei RIS, che in un interrogatorio recente l’ha definita "particolarmente estesa, con una sorta di goccia con schizzi in prossimità di una delle dita. Si vedeva che fosse ua mano destra scendendo dalle scale, due o tre dita, il resto era una macchia, evidentemente il deposito era consistente, non potevamo escludere fosse sangue. Quella sembrava un’impronta lasciata da una mano bagnata, con una mano asciutta quell’impronta non esce".
La difesa di Stasi ha chiesto una consulenza a riguardo al professor Oscar Ghizzoni, che ha rielaborato le immagini dell’epoca e riprodotto allo stesso modo quella che poteva essere l’impronta sul muro. La legale spiega: "E’ stata fatta una consulenza idomatica, studia il colore, i punti in rosso sono quelli che cromaticamente corrispondono alle altre tracce di natura certamente ematica. C’è in atti una consulenza dell’aprile 2026 a firma di otto ufficiali del RIS che fa un’analisi identica a questa con modalità differenti, ma arriva alle nostre stesse conclusioni. Non solo, evidenzia, sulla base del collega di Mattei, Fratini del RIS di Parma dell’epoca, che quell’impronta si vedeva anche a occhio nudo prima dello spruzzo della ninidrina. I punti che si vedono in rosso esaltati dalla ninidrina si vedevano a occhio nudo, la ninidrina però non reagisce all’acqua, ma alla presenza di sostanza aminoacidica, quindi substrato di carattere biologico. Non può essere sporcizia, altrimenti la ninidrina non l’avrebbe esaltata".
Ed effettivamente l’informativa dei Carabinieri collega l’impronta 33 alla 45, una goccia di sangue posta sotto. "Abbiamo motivo di pensare che l’impronta 33 sia importantissima", chiosa Panicucci, per poi chiederne un parere a Baldi: "Non vedo novità rispetto a quello che già si sa. Non siamo preoccupati per questo", arriva così il commento della conduttrice: "Non preoccupa niente, prendo atto, siete molto tranquilli".
Arriva la chiusura della legale: "La prova scientifica viene spesso sopravvalutata, nel processo di Stasi ce ne sono state tante, è di aiuto quando c’è un quadro chiaro. Un elemento da solo come l’Y sulle unghie non può provare la responsabilità di un soggetto, bisogna inquadrarlo, quello che emerge va al di là dell’Y sulle unghie che si vuole sottovalutare".
