Garlasco in Tv, una testimonianza ignorata due anni dopo il delitto: "Una persona davanti a casa Poggi in bicicletta". Il giallo del verbale mai depositato
Federica Panicucci ha dedicato come sempre spazio a Garlasco a Mattino Cinque nella puntata di martedì 14 aprile 2026, con attenzione a una testimonianza mai considerata

Federica Panicucci è in onda come ogni giorno anche oggi, martedì 14 aprile 2026, con una nuova puntata di "Mattino Cinque" e uno spazio ad hoc dedicato al caso Garlasco. La conduttrice cercherà come sempre di far venire alla luce le lacune della vecchia indagine, con un occhio ovviamente a quello che potrebbe accadere a breve.
Garlasco, Mattino Cinque puntata 14 aprile 2026: i dubbi sul DNA e il punto sulle indagini
Federica Panicucci parte con un tema che viene spesso trascurato, la presenza di Ignoto 2 sulle unghie di Chiara Poggi, che presenta 11 loci, ovvero 11 punti di contatto con quel DNA, mentre sono 12 i loci del DNA che la Procura identifica con la linea patrilineare di Andrea Sempio. "Chi c’era in quella casa quel giorno? E’ possibile che ci fossero due persone?", si chiede.
Vuoi essere sempre aggiornato sulle ultime news su TV, personaggi e gossip? Iscriviti al nostro canale WhatsApp
Entra nel canale WhatsAppLa conduttrice si rivolge all’inviato Emanuele Canta, presente davanti alla casa dei Poggi a Garlasco, chiedendogli quali siano gli elementi che ci farebbero capire che quel giorno l’assassino non fosse da solo: "Il fermento in Procura in questi giorni è tanto, sembra che sia arrivato anche il Colonnello Andrea Berti, capo dei RIS dei Cagliari, per incrociare i dati della loro BPA con la relazione della professoressa Cattaneo, che ha rivisto l’autopsia della vittima. Questo si aggiunge al lavoro del RACIS, che ha ricostruito la personalità di Andrea Sempio. La Procura non scatta la possibilità che sul luogo del delitto possa esserci stata più di una persona, del resto Sempio è indagato ‘in concorso’. La BPA ha riscritto completamente da indiscrezioni la dinamica omicidiaria, la professoressa Cattaneo avrebbe parlato di una colluttazione tra la vittima e il suo aggressore (o i suoi aggressori). Le diverse lesività riscontrate su Chiara Poggi fanno pensare alla presenza di più armi, a questo si aggiunge un’impronta zigrinata sul gradino zero, che sarebbe ritenuta un’impronta di scarpa, dello stesso soggetto che poggia la mano sulla parete destra, ovvero l’impronta 33. Entro fine maggio l’indagine dovrebbe chiudersi, ma non è escluso si possa andare oltre, segno di come l’indagine sia viva. Ci sarebbero piste aperte sulla base delle nuove consulenze, in particolare quella di Dal Checco, che riguarda i computer di Chiara Poggi e Alberto Stasi. Si potrebbero ascoltare altri soggetti, gli elementi più forti arriverebbero soprattutto dal computer di Chiara".
La giornalista Grazia Longo continua a sostenere che il DNA trovato sulle unghie di Chiara Poggi, pur essendo su due mani diverse, sia frutto del caso nonostante i legami con Sempio. Questo provoca un’osservazione quasi scontata della padrona di casa: "Si dice che il DNA sia degradato, quindi non comparabile, chi invece come te dice che è da background, quindi significa che è comparabile". Cametti rileva: "12 loci su 16 con la linea patrilineare Sempio sono tanti". Canta fa un’altra osservazione: "La sera prima del delitto Chiara è sul computer di Alberto, il contatto tra le sue dita e il computer del ragazzo sarebbe stato continuo, e non c’è traccia del DNA di Alberto sulle sue unghie". Panicucci: "Se non vale niente e non si considera l’aplotipo DNA perché si affannano a cercare gli oggetti da background?". Anche Aldrovandi dice: "Allora perché l’ha comparato? Non è detto che il consulente tecnico debba per forza rispondere al quesito, può dire di non essere nelle condizioni di farlo, quindi non ha dato quei risultato solo perché chiamata a farlo".
La conduttrice fa un appello: "Invito tutti alla cautela, stiamo percorrendo l’ultimo miglio, la Discovery riserverà delle sorprese". Il giornalista Marco Oliva però è scettico: "Vediamo, è da un anno che le aspettiamo", su questo ribatte la scrittrice Elisabetta Cametti: "Non è un anno che le aspettiamo, le indagini non erano state chiuse, la Discovery non c’è mai stata, arriverà a fine indagine, ci saranno i risultati delle indagini tradizionali che non sono ancora emersi".
Elisabetta Aldrovandi, da poco legale di Alberto Stasi fa un’osservazione: "Sottolineerei l’importanza del computer di Chiara Poggi". In merito a quello che potrebbe emergere Panicucci ne chiede conto al giornalista Gianluca Zanella: "E’ evidente che qualcosa possa emergere dal computer della vittima, la cosa più strana è che non lo si sia fatto all’epoca, evitando di indagare a 360 gradi a fronte di un delitto efferato. Quel PC potrà aprire scenari a oggi inediti, proprio ieri so di un gran viavai in Procura, sapevo della presenza di elementi dei RIS, oltre a elementi del Nucleo Investigativo di Moscova. Si parla di un possibile slittamento, ma l’attività è intensa, stanno arrivando indiscrezioni da verificare, serve cautela, scivolare ora è facile".
La testimonianza mai considerata a dovere
Si torna a un’ipotesi avanzata dall’avvocato di Stasi, Bocellari, la possibilità di un sopralluogo fatto la sera prima o la mattina stessa, effettivamente un uomo Pietro Emilio Franchioli, che abitava lì vicino aveva visto intorno alle 7.30 una persona nei pressi della casa con una bicicletta. L’uomo inizialmente non ne aveva parlato, poi rendendosi conto della compatibilità dell’orario lo riferisce agli inquirenti, anche se non firma il verbale, rileggendolo si rende conto che non fosse fedele alle sue parole. Questo porta a un commento di Canta: "Questo è rimasto un mistero, secondo gli investigatori all’epoca quella testimonianza non era utile rispetto al quadro che era già stato composto, lui ne parla nel 2009, con il processo di primo grado già in corso. Aveva parlato di un orario che secondo gli investigatori era troppo distante rispetto a focus delle 9.12, ora del disinserimento dell’allarme. Lui non ha mai testimoniato davanti al giudice. Oggi rileggendo quella dinamica ogni dettaglio può essere utile, compreso questo racconto". Panicucci ricorda un altro dettaglio "Anche la signora Travain ne aveva parlato, aveva riferito di avere visto una bicicletta, ma non ricordava se fosse il venerdì precedente l’omicidio o il giorno stesso. Noi sappiamo che Chiara Poggi tendeva a far uscire i gatti, poi lasciava la porta aperta, come confermato anche dal papà in un’intercettazione con un amico il giorno dopo l’omicidio. Si apre l’ipotesi che qualcuno possa avere fatto un sopralluogo per controllare gli spostamenti di Stasi, che qualcuno possa essersi appostato lì e aspettare quando Chiara avrebbe fatto uscire i gatti. C’è però anche una macchina sentita sgommare la sera prima, come raccontato sia da Stasi sia dalla signora Travain, che si spaventa e decide di avvertire le forze dell’ordine. Qualcuno potrebbe avere tenuto d’occhio quella casa, per ora sono supposizioni".
Cametti torna sulla testimonianza di Franchioli: "Lui ha sempre raccontato di avere visto una persona di spalle, vestita di scuro, inclinata in avanti verso la ruota, con i capelli lunghi. Non a caso, lui ha sempre avuto il dubbio se fosse un uomo o una donna, nell’intervista tempo dopo ha detto che probabilmente fosse un uomo. Abbiamo sentito dire spesso: ‘Non poteva essere nessun altro tranne Stats perché avrebbero corso il rischio di trovarlo in casa’ ma se qualcuno avesse fatto dei sopralluoghi avrebbero saputo che lui andasse lì quasi sempre in macchina, serviva quindi controllare che l’auto non ci fosse e che lei avesse aperto la porta per i gatti. Mi viene un dubbio, la Travain parla di cancello aperto, intorno alle 9.30, quindi anche dopo rispetto a quanto visto dalla Bermani, se una persona ha scavalcato, si è nascosta ed è entrata per far entrare qualcun altro può avere aperto il cancello dall’interno, visto che il citofono era all’interno".
Aldrovandi dice la sua: "Io non credo alla casualità, penso che questi elementi che avrebbero potuto portare a notizie investigative differenti rispetto all’attenzione su Alberto Stasi siano stati sottovalutati, se non ignorati. Mi stupisco che il verbale di Franchioli non sia stato modificato dopo avere riscontrato la non concordanza con le sue dichiarazioni. La SIT avviene a due anni di distanza, ma non sta alle forze dell’ordine decidere se una testimonianza possa essere utile o no, loro hanno il dovere di recepirla, far sì che il verbale sia attinente alle dichiarazioni rese e poi consegnarlo al pm e alla Procura. Non capisco quindi perché non sia stata verbalizzata".
