Garlasco in Tv, le versioni contrastanti sulla presenza di Sempio in casa Poggi. Panicucci tuona: "Attenzione, tutto cambia nel 2025"
Mattino Cinque ha dedicato come di consueto anche mercoledì 13 maggio 2026 uno spazio al caso Garlasco, sottolineando alcuni elementi che non sembrano giocare a favore di Sempio

Si rinnova l’appuntamento con "Mattino 5", in onda anche oggi, mercoledì 13 maggio 2026, con una serie di aggiornamenti sul delitto di Garlasco, volti a dare una panoramica ampia e precisa di quello che sta emergendo ora che a essere indagato per l’omicidio di Chiara Poggi è Andrea Sempio, amico del fratello della vittima.
Garlasco, Mattino Cinque puntata 13 maggio 2026: le intercettazioni di Andrea Sempio
Nella giornata di ieri tutto il team difensivo di Andrea Sempio si è riunito a Roma, questa è stata l’occasione per l’indagato anche per incontrare la psicoterapeuta incaricata di stilare il suo profilo personologico (secondo la trasmissione si tratterebbe della dottoressa Valentina Marsella). Il lavoro della professionista sarà poi contrapposto a quanto fatto dal RACIS, incaricata di farlo dalla Procura. Ora i legali hanno la possibilità di chiedere entro il 27 maggio che il proprio assistito venga assistito o, in alternativa, di presentare una memoria scritta.
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Entra nel canale WhatsAppFederica Panicucci sottolinea come l’intercettazione in cui il 38 dice "è successo qualcosa quel giorno…alle 9.30 a casa" sia stata considerata poco importante nella vecchia indagine del 2017, mentre oggi è ritenuta cruciale. Ce n’è poi un’altra, del 14 aprile 2025, in cui cita la pennetta di cui non si era ancora avuta notizia, in auto era poi entrata un’amica, lui non esclude di essere sotto controllo, ma pensa che questo stia avvenendo attraverso il telefono, non in macchina. L’inviato Emanuele Canta fa il punto della situazione: "In quella giornata lui era poco distante da Garlasco, parla da solo come spesso era solito fare, secondo gli investigatori sta spiegando il contenuto delle tre chiamate che aveva fatto a casa Poggi, tra il 7 e l’8 agosto, i magistrati ritengono che quella possa essere una sorta di confessione su quei due giorni. Si tratterebbe di una sorta di avance fatta a Chiara, che lo avrebbe però respinto, chiudendo il telefono. Chi indaga è inoltre convinto che il 38enne abbia visto almeno un video intimo della 26enne e di Alberto Stasi, uno era infatti presente sulla chiavetta della ragazza per tutto il mese di giugno 2007. Non è escluso che lui possa avere poi trasferito il filmato su un suo dispositivo.
Panicucci fa riferimento all’intercettazione (è del 27 febbraio di un anno fa) in cui Sempio parla della possibilità di sottoporsi al tampone salivare per avere il DNA, ipotesi che lo preoccupa: "Ok, mi fanno il tampone, mi prendono le cose. Ok, ora, trovano di sicuro qualcosa perché una mia impronta in casa ci sarà.. Ci sarà una mia impronta in giro per casa, ci sarà del DNA mio in giro n casa. Certo che c’è, sei lì tutti i giorni, ma certo che eri lì, eri lì tre giorni, ero lì tre giorni prima. Eri lì tre giorni prima, però loro devono dimostrare che tu sei…".
La conduttrice sottolinea di avere provato con la redazione a capire a cosa si riferisse parlando di "tre giorni prima", non ci sono evidenze che lui lo abbia fatto il 10 agosto, tre giorni prima del delitto, visto che Marco Poggi era in vacanza con i genitori, lui sostiene di avere visto l’amico il 4, ma di non essere entrato in casa. Canta fa un’osservazione: "Tre giorni dopo l’omicidio, il 16 agosto, viene fatto un sopralluogo da parte dei carabinieri dei RIS nella villetta di via Pascoli, non si può escludere che Sempio possa avere visto o attenzionato con curiosità e interesse cosa accadeva nell’abitazione. A quel punto i ‘tre giorni prima’ diventano la mattina dell’omicidio, questa potrebbe essere un’interpretazione secondo gli investigatori". Su questo interviene il giornalista Stefano Zurlo: "Questa può essere un’ipotesi, se ne può costruire una alternativa, devi sempre dimostrare che.., questo è il problema di fondo. Ora è giusto coltivare il dubbio sulla vicenda Stasi in quanto tale, mi colpisce la storia della pennetta, lui lo deve spiegare e al momento non c’è una spiegazione. Mi inquietano i toni di voce, che cambiano e oscillano, fanno pensare a una personalità alternativa. Questa è un’ipotesi, ma potrei dare una lettura alternativa". A quel punto Panicucci gli chiede: "Qual è la lettura alternativa?". Lui risponde: "Non lo so", a quel punto lei dice: "Pensavo l’avessi".
Arriva l’intervento di Fabrizio Gallo, legale di Massimo Lovati: "Sempio non ha detto cose determinanti solo nei soliloqui, quindi quando era in macchina da solo, ne dice anche in macchina alla presenza di due indagati, il padre, indagato per corruzione, e lui, indagato appunto per omicidio. Con situazioni simili nelle Corti d’Assise il presidente o il PM fanno sentire l’audio in aula e chiedono una giustificazione all’imputato. Dalla sua risposta dipenderà la sua credibilità nel processo, e molto probabilmente anche una parte della condanna".
La presenza di Andrea Sempio a casa Poggi e le varie contraddizioni
Elisabetta Aldrovandi, nel team di difesa di Stasi, rimarca un dettaglio: "Sempio è l’unico che dice: ‘Io ero lì tutti i giorni, dall’informativa emerge che in realtà non fosse così". Si fa riferimento a un’intercettazione che coinvolge i genitori e il fratello di Chiara, in merito alla frequentazione di Sempio in casa. Il padre dice: "Me lo chiederanno sicuro, ma io dirò: ‘Guardi che io Sempio a casa mia non l’ho mai visto, se fosse venuto con mio figlio ero a lavorare, quando io tornavo dal lavoro non c’era più. Capra (un altro amico, ndr) può darsi che sia venuto qualche volta dentro casa, ma Sempio no". Questa invece la versione della mamma: "Le uniche persone che ho visto portarsi presso la mia abitazione utilizzando una bicicletta sono raramente Sempio Andrea, Freddi Roberto, Biasibetti Alessandro, Cappa Mattia, gli amici di mio figlio li ho visti quasi sempre di pomeriggio". I due ne hanno parlato a più riprese, la conduttrice evidenzia: "La frequentazione evidentemente non era così assidua, il padre dichiara di non avere mai visto Sempio". Diversa è invece la versione del 38enne, che sostiene di essere passato da tutta la casa tranne la camera dei genitori.
Biasibetti, ad esempio, in una SIT dice di essere stato a casa Poggi "per giocare ai videogame nel salottino al piano terra. Sono stato anche in cucina, in salone dove c’era il caminetto, al piano di sopra sarò stato una volta, non sarei in grado di descriverlo. Sarò stato in camera di Marco uno o due volte". Mattia Capra, invece, dice: "Frequentavo casa Poggi per giocare ai videogame, andavamo nel salottino piccolo al piano terra, nella sala principale, può essere capitato raramente che andassi nella camera di Marco, mentre nella camera di Chiara ancora meno". C’è una sit anche di Roberto Freddi: "Giocavamo nel salottino, era difficile andare al piano superiore. Assolutamente mai capitato di andare in camera di Chiara per vedere qualcosa sul PC". La conduttrice osserva: "Nessuno di loro cita la cantina, è importante perché sul muro della scala che permette di raggiungerla c’è l’impronta 33. Evidentemente l’assassino ci è andato quel giorno".
Si fa riferimento alle dichiarazioni a SIT di Giuseppe Poggi del 21 agosto 2007, dove parla di due locali presenti in cantina, con uno scaffale dove c’erano giochi dei figli usati quando erano piccoli, oltre a un altro scaffale con i libri di scuola. Una versione analoga viene data anche da Marco Poggi e da Rita Preda, la mamma della 26enne. Panicucci avverte: "Attenzione, tutto cambia in modo sostanziale nel 2025". C’è un’intercettazione tra Giuseppe e Marco Poggi, il genitore dice: "Oggi sul giornale c’era ‘ecco la Playstation’, la famiglia Poggi dice che era nella stanzina della televisione, ma l’avvocato Tizzoni ha detto che era in cantina. Non so perché all’avvocato è venuto in mente di parlare della cantina". Questa la replica del figlio: "No, non era in cantina, lì c’eano le console vecchie..", cosa su cui è d’accordo anche il genitore, che sostiene si andasse in cantina per prendere i giochi da tavolo", con Poggi senior che conclude: "Non stare a rispondere, non dobbiamo giustificarci con i giornalisti".
Arriva calzante il rilievo del giornalista Umberto Brindani: "Per 18 anni, cioè dal 2007 a un anno fa, Sempio è stato un fantasma, non compariva nell’elenco delle persone che frequentavano la casa nel 2007, e così per 18 anni, anche Paolo Reale sosteneva che lui non entrasse in casa. Poi improvvisamente l’anno scorso, 14 mesi fa, viene fuori l’impronta 33 e il DNA, miracolosamente inizia a essere un frequentatore abituale della casa. E di ogni stanza. Poi abbiamo i tre amici, che dicono di non essere stati nella camera di Chiara, nessuno dei tre cita la cantina, quindi c’è qualcosa di strano, visto che per 18 anni c’è una versione e improvvisamente cambia".
La presentatrice si chiede: "Perché Tizzoni parla della Playstation in cantina? Per motivare quell’impronta?". Su questo risponde Grazia Longo: "Non sono nella testa dell’avvocato Tizzoni, ma magari aveva saputo che lì ci fosse qualcosa di inerente alla Playstation. Da questa intercettazione si capisce che facesse riferimento alla Playstation vecchia, oltre ai giochi da tavolo". Aldrovandi commenta: "E’ chiaro dalla captazione che è stata un’idea del collega Tizzoni parlare della cantina".
Il nodo dell’impronta 33
Panicucci non riesce a stare in silenzio di fronte ad alcuni dubbi manifestati dla suo parterre: "Sapete cosa vi dico? Tutto questo sembra già superato perché quell’impronta era BAGNATA (detto scandendo bene la parola, ndr). E se era bagnata vuol dire che è stata lasciata il giorno dell’omicidio". Il Colonnello Mattei, infatti, nell’informativa sottoline: "Con una mano asciutta quell’impronta non esce".
Grazia Longo non è convinta di quanto asserito dal Colonnello ("Può essere anche una mano sudata", dice), per questo la conduttrice le risponde: "Ti ricordo che per la Procura è l’impronta dell’assassino e ci sono 15 minuzie appartenenti a Sempio, lo voglio ricordare a te, a me stessa e ai telespettatori". La giornalista ribatte ancora: "Per la legge italiana le minuzie devono essere 16-17". La presentatrice replica: "Negli Stati Uniti e in Svizzera ne bastano 15", Longo va avanti: "Ma noi siamo in Italia", anche se le vengono ricordate alcune sentenze della Cassazione dove ne sono state ritenute sufficienti anche 15, oltre ad altri indizi. Gallo ricorda: "Ne possono bastare anche meno, la Cassazione ne ha ritenute sufficienti in alcuni cas anche 11-12. Ma voi conoscete la portata di questa dichiarazione degli inquirenti che andrà in dibattimento e metterà la parola fine sulla teoria che fa pensare che l’impronta fosse bagnata? Se è bagnata viene lasciata dall’assassino al momento dell’omicidio, la conoscete la portata di una dichiarazione del genere?". Longo commenta nuovamente: "Peccato che non abbiano voluto inserirla nell’incidente probatorio". Il legale le risponde: "Non c’era bisogno, non serviva, lo porteranno in dibattimento. E’ una lancia in mano alla Procura, non serviva passasse dall’incidente probatorio" Ed effettivamente sono ben otto gli esperti che hanno ritenuto fosse un’impronta estremamente importante.
In chiusura di puntata Panicucci vuole un parere tecnico da Gallo su quanto possano pesare in dibattimento, se si andrà a processo, il DNA, quindi la perizia Albani, e l’impronta 33. Questa la sua opinione: "Peseranno tanto, vedrete che saranno determinanti per la condanna di Andrea Sempio. E’ stata l’inizio della fine per Alberto Stasi, ma anche l’inizio di un nuovo percorso per Andrea Sempio la perizia della Albani, considerata da alcuni zero. Io ribadisco, da quella esce un elemento fondamentale, l’esclusione di Alberto Stasi dalla scena del crimine e l’inserimento di un altro soggetto, cosa che ha comportato quello che vediamo anche oggi". Interviene ancora Longo: "La perizia Albani dice che si tratta comunque di un risultato ottenuto con dati statistici e non consolidato, e su elementi falsati, non dobbiamo dimenticarlo". Aldrovandi la corregge: "La parola ‘falsa’ viene usata in riferimento all’ex perito De Stefano", lei raddrizza il tiro: "Allora mi fermo al non consolidato". Gallo dice ancora: "Ci sarà da ridere in dibattimento. Ci saranno diversi nuovi indagati, leggendo bene l’informativa di Moscova lo si capisce, alcuni sono professionisti, altri sono appartenenti alle forze dell’ordine, altri sono soggetti di cui non possiamo parlare, non sono solo due, credo più di 5-6, è lampante, sono collegati al reato di corruzione a Brescia".
