Garlasco in Tv, Lovati: "Ecco cosa bisogna fare con Stasi". Panicucci non ci sta: "Dobbiamo ancora rifargli il processo?"
Mattino Cinque si è occupato di Garlasco lunedì 13 aprile 2026, l'ex legale di Sempio, Massimo Lovati, non crede al racconto di Alberto Stasi, ma viene criticato da Federica Panicucci

Nuova settimana e nuovo appuntamento con "Mattino Cinque", regolarmente in onda anche oggi, lunedì 13 aprile 2026, come di consueto con uno spazio dedicato al caso Garlasco. Particolare attenzione verrà rivolta a una dichiarazione fatta pochi giorni fa dal consulente della famiglia Poggi, Dario Redaelli, che avrebbe identificato un’altra impronta sul muro.
Garlasco, Mattino Cinque puntata 13 aprile 2026: i dubbi sulla mattina del delitto
Federica Panicucci annuncia di volersi concentrare su Ignoto 2, così viene definito nella perizia della dottoressa Albani, che riferisce di un DNA con 11 loci, ovvero 11 punti importanti per farlo combaciare e attribuirlo. La conduttrice ricorda una dichiarazione fatta nel 2009, proprio a "Mattino Cinque", da parte di un uomo che all’epoca abitava a Garlasco, vicino alla casa di Chiara Poggi, lui si chiamava Pietro Emilio Franchioli ( è morto nel 2020). In quell’occasione lui aveva riferito di una bicicletta e di un uomo visto intorno alle 7 della mattina davanti alla casa della vittima. Lui aveva saputo dell’omicidio nel pomeriggio, intorno alle 16-16.30, era poi passato nei pressi di un supermercato, dove aveva sentito un uomo dire in dialetto: ‘Li hanno presi’, dopo aver scoperto del delitto ha ricordato di quanto visto la mattina ("un uomo chino sulla sua bici"), ma l’ha ritenuto irrilevante visto che si parlava di un orario intorno alle 10-11.
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Entra nel canale WhatsAppLa conduttrice ne chiede conto al giornalista Stefano Zurlo, ricordando l’ipotesi fatta dall’avvocato di Alberto Stasi, Giada Bocellari, che aveva avanzato l’ipotesi di qualcuno arrivato prima, magari anche per fare un sopralluogo. "L’idea del sopralluogo mi sembra difficile, ma se parliamo di questl vuol dire che dobbiamo anticipare tutta la vicenda. Abbiamo parlato di azione durata forse di più e spostata più in là nel tempo, qui avremmo un incipit precedente". Panicucci lo blocca: "Non è detto, l’allarme viene tolto alle 9.12, potrebbe essere stato in attesa", teoria caldeggiata anche dalla scrittrice Elisabetta Cametti, che non dimentica il riferimento al muretto di casa rotto.
In riferimento però alla presenza del DNA di Ignoto 2, spesso trascurata, si mostra una dichiarazione fatta dall’avvocato dei Poggi, Tizzoni, a ‘La Provincia Pavese’. "Il materiale è molto ridotto dedegradato, ma noi avevamo chiesto un incidente probatorio. La presenza di un altro DNA sulle unghie, infatti, condiziona molto la possibilità di attribuire l’altro a un aggressore". Lui evidente fa pensare a qualcosa raccolto casualmente, anche questo merita l’osservazione di Cametti. "Strano che non abbia raccolto per caso il DNA di qualcuno che viveva in quella casa".
Panicucci chiede all’avvocato Lovati, che fino a qualche tempo fa era il legale di Andrea Sempio, oggi indagato, se ritiene sia possibile che quel giorno in casa ci fossero più persone. Lui risponde: "Io ho sempre pensato che si trattasse di una sola persona, il fatto omicidiario non consente di fare previsioni differenti. Non conosco la consulenza Cattaneo, né gli altri documenti forniti agli investigatori, ma penso sempre a un solo individuo, anche perché le tracce di scarpe sulla scena del delitto non permettono altre interpretazioni". La conduttrice replica: "Al momento, invito alla cautela, ancora non c’è stata la Discovery".
Lovati va però avanti per la sua strada: "Si è parlato tanto del muretto rotto, ma perché nessuno chiede ad Alberto Stasi dove lui possa avere scavalcato, perché non è stato fatto un esperimento giudiziale?". Sia Zurlo sia Panicucci sottolineano come questo quesito sia stato fatto, lui ha riferito di avere scavalcato vicino alla porta. Il legale continua: "Io parlo di un esperimento giudiziale, bisogna portare l’indagato sul luogo e fargli ripetere il movimento". La padrona di casa di "Mattino Cinque" non ci sta: "Se parla di indagato è sbagliato, Stasi è il condannato. Ma ancora? Dobbiamo rifargli il processo?". L’avvocato ritiene che l’errore sia in realtà fatto all’inizio, si doveva agire diversamente. "Lì si sarebbe capito se lui dicesse la verità è mentiva, bisogna ripartire da questo punto. Secondo me lui è un bugiardo perché non ha scoperto nessun cadavere, non è mai entrato in quella casa, ma manca la dimostrazione di questo assunto".
Le impronte sul muro
Si passa a interrogare Oscar Ghizzoni, consulente di Stasi, in merito a quanto detto da Redaelli sull’impronta sul muro, presente sotto la 33, Panicucci vuole sapere la sua opinione a riguardo: "Su quei muri sui due lati ci sono tantissime impronte – dice -, molte di queste probabilmente non sono contestuali al delitto. Sono inoltre più tenui rispetto alla 33 perché sono meno cariche di materiale organico. L’impronta 33 è stata inoltre catalogata, raffrontata con l’indagato e attribuita, contestualizzata anche in merito alla sua posizione perché relazionabile al sangue e alle impronte di scarpe più sotto. Questa indicata non è stata invece considerata né confrontata o contestualizzata, probabilmente, e credo abbiano avuto ragione, sono state ritenute poco importanti e fuori contesto".
Panicucci chiede un parere anche al medico legale Giuseppe Fortuni sulla possiiblità che in casa il giorno del delitto ci fossero più persone, come si potrebbe pensare dalle impronte sul pigiama oltre all’idea che il cadavere sia stato sollevato. Lui replica: "Non posso dire la mia da uomo comune, sono qui in veste tecnica. Posso fare riferimento ad alcuni elementi, da questi non si pensa sicuramente a una sola arma, non spetta dire a me se siano state maneggiate da più persone. Ci sono poi le impronte insanguinate sul pigiama, quelle sono quasi sicuramente dei polpastrelli di una mano che non sembra troppo grande, sia per le dita sia per il palmo. I magistrati lo avranno soppesato, ma non è possibile pensare che quell’afferramento sia disgiunto alle lesioni sulla cute, sono dei graffi, non mi sento di esprimermi sulla dinamica, non è di mia competenza",
