Garlasco in Tv, il biglietto gettato da Sempio prima di essere indagato. Panicucci certa: "Aveva timore". La teoria dello spettacolo di Nuzzi

Mattino Cinque ha dedicato ampio spazio a Garlasco lunedì 11 maggio 2026, mettendo in evidenza alcuni dettagli su quanto emerso contro Andrea Sempio da parte della Procura

Ilaria Macchi

Ilaria Macchi

Content Editor

Laureata in Linguaggi dei Media, amo il giornalismo, il calcio, la TV e la moda, dove cerco sempre le ultime tendenze.

Prima puntata della settimana per "Mattino Cinque", in onda oggi, lunedì 11 maggio 2026, sempre in prima linea con gli aggiornamenti sul delitto di Garlasco. Ora siamo entrati in una fase cruciale, le indagini ai danni di Andrea Sempio, unico indagato per omicidio pluriaggravato, sono concluse, a breve sapremo se sarà rinviato a giudizio.

Garlasco, Mattino Cinque puntata 11 maggio 2026: cosa è successo

Il lavoro della Procura è stato estremamente minuzioso, l’ingegnere Simone Tiddia ha voluto unire la consulenza della professoressa della professoressa Cattaneo, quindi le misure antropometriche di Andrea Sempio, e la BPA dei RIS di Cagliari, così da ricostruire l’omicidio di Chiara Poggi. Questo ha permesso di avere a disposizione un avatar dell’indagato per capire come si sia mosso nella casa di via Pascoli: ci sarebbe corrispondenza tra l’impronta di scarpa rilevata sul gradino zero delle scale (la N1, solo la punta) e la traccia palmare 33, trovata sulla parete di destra e attribuita per 15 minuzie a Sempio.

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Dopo il delitto Andrea si sarebbe affacciato sulla soglia delle scale mettendo a terra il piede destro, per poi piegare in parte la schiena poggiando la mano sul muro per vedere il corpo di Chiara. Sul gradino zero ci sarebbero impronte di scarpe, lasciate per trasferimento di materiale ematico, indice della fase di osservazione. Complessivamente sono nove le consulenze contro il 38enne, l’ultima è proprio questa ricostruzione.

L’inviato Emanuele Canta fa il punto della situazione: "La ricostruzione riproduce in 3D con un avatar la figura di Andrea Sempio, prima di andare si sofferta ancora a guardare il corpo di Chiara Poggi, poggiando il piede sul gradino zero, dove lascia la N!, la punta della scarpa, mentre sul muro lascia la traccia 33. La misura sul gradino sarebbe perfettamente compatibile con il piede di Sempio, mentre per l’impronta 33 la Procura non solo è convinta che sia sua, ma è bagnata da sangue o sudore. Questo è importante, la presenza di sangue e sudore cambia tutto".

Federica Panicucci osserva un dettaglio: "Si è discusso tanto sulla misura del piede, nessuno glielo aveva mai misurato, lo ha fatto la professoressa Cattaneo, a suo dire è compatibile con 42-43. Possiamo mettere la parola fine su questo". La conduttrice chiede un parere su questo a Marco Oliva, spesso scettico sull’attuale indagine: "Non penso che la professoressa Cattaneo possa sbagliare su questo, anche se la difesa diversamente".

Si passa al gradino 3 della scala, dove c’è un segno lasciato dal sangue: su questo la professoressa Cattaneo dice: "E’ compatibile con l’arma del delitto, forma a doppia C con angoli squadrati sovrapposta". La conduttrice rileva: "E’ lecito pensare che questo richiami al martello con forma a coda di rondine", ipotesi confermata anche dall’inviato. "La nuova dinamica si esplicita tutta sui gradini, tra il gradino 1 e il 4 Chiara viene ferita ancora in maniera violenta, con 4-5 colpi, tutti al capo, solo da lì il corpo scivola piano dal gradino 4 al gradino 9".

Spazio a un’impronta di cui si era già parlato, Panicucci evidenzia: "Io vedo nitidamente una mano, come avevo detto all’epoca", teoria confermata dalla BPA, che dice: "dal punto di vista dimensionale, il palmo sarebbe 10×8, assolutamente compatibile con una mano sinistra di un individuo adulto". La conduttrice invita Grazia Longo, che aveva negato questo tempo fa, se ritiene ora possa esserci certezza su questo, ma lei nega: "Secondo me no, questa è una consulenza, ci sono state in passato consulenze che davano valutazioni con dimensioni diverse, sarà una battaglia di consulenze". Di fronte a queste parole l’avvocato Gallo, legale di Massimo Lovati, non può stare in silenzio: "Nonostante l’evidenza, ancora si nega. Vogliamo capire che l’informativa finale è un atto d’accusa nei confronti degli inquirenti del 2007, di alcuni professionisti, mi riferisco a un genetista in particolare, cui destinato parole non troppo belle, che con alcune frasi aggiunte hanno contribuito alla condanna di Stasi. Ci saranno molti indagati dopo l’informativa, uno l’abbiamo già avuto, è il colonnello Cassese per false informazioni al PM, ma ce ne saranno almeno 5".

Ecco quindi un quadro di quanto incastra Sempio secondo la Procura: le intercettazioni da solo, gli appunti scritti su dei foglietti e poi gettati via, le telefonate a casa Poggi, il DNA sulle unghie della vittima, la traccia 33 sul muro delle scale e l’alibi traballante dello scontrino del parcheggio. Secondo gli inquirenti, l’uomo avrebbe sempre mentito, sin dal 2007, come provato dai suoi monologhi in auto, dove sostiene di avere visto i video intimi di Alberto e Chiara, di avere telefonato alla ragazza ed essere stato respinto, oltre alle parole ce farebbero pensare alla sua presenza sulla scena del crimine, ovvero: "Quando sono andato io il sangue c’era".

E’ però a il 26 febbraio 2025 che accade qualcosa di particolare, emerso recentemente (non era ancora indagato, lo scopre il giorno dopo). I carabinieri di Voghera lo contattano per invitarlo in caserma per una notifica, lui non lo sa, ma il suo telefono e la macchina sono già sotto intercettazione, in quel momento dice: "Ancora con questa storia? Quindi cosa mi devo aspettare? Che cosa hanno trovato?". Subito dopo avrebbe avuto atteggiamenti ambigui secondo i PM, una volta arrivato a casa esce per andare a buttare la spazzatura, prima vicino a casa, poi un altro sacco in un’isola ecologica distante, qui c’è un foglio a quadretti scritto a mano, da un lato ci sono alcune modalità di approccio da usare con le donne, dall’altro una serie di indicazioni che sembrano riferirsi al delitto. Una volta rientrato in macchina, queste sono le sue parole: "P*** P***, ancora con sta storia, p***. Atto giudiziario, che c**o hann inc… altra volta. Ma che c**, ancora sta storia. Quindi cosa mi devo aspettare?. Stia tranquillo, non è che la portiamo via’, ci credo molto poco. Che c*** hanno trovato".

Panicucci osserva: "Andrea Sempio ha timore, talmente forte che ancora prima che gli venga notificato l’avviso di garanzia si preoccupa di andare a casa e distrugge dei documenti". Oliva rende noto un dettaglio: "Qualcosa l’ha preoccupato, tanto da buttarlo, la spiegazione che sta dando la difesa è che fossero appunti per uno spettacolo teatrale. Lui racconta come ha scoperto all’epoca della prima indagine cosa gli stesse accadendo?". Questo non convince la presentatrice: "Perché allora tenta di distruggerlo? Ho visto l’avvocato Cataliotti impegnato in tante trasmissioni a cercare di contestualizzare le intercettazioni, segno di come sia molto preoccupato, altrimenti non si impegnerebbe tanto, parere personale".

In merito all’intercettazione in cui Sempio parla dei video intimi dei due fidanzati, Panicucci dice: "L’avvocato ci dice che lui avesse ascoltato un podcast di Zanella, che aveva parlato di trasferimento sulla pennetta, ma il giornalista ha assolutamente negato". Questa la sua versione: "L’unica volta in cui mi sono occupato della penna USB di Chiara Poggi è stato il 30 aprile 2025, quindici giorni dopo l’intercettazione. In quel video non parlavo di video, ma soo dei contenuti, l’idea che vede Sempio ispirarsi a un mio podcast è destituita da ogni fondamento ed è assolutamente dimostrabile". Su questo viene chiesta l’opinione di Grazia Longo: "Marco Oliva non è stato completo sul bigliettino, si trattava di uno spettacolo di Gianluigi Nuzzi, che lo ha specificato sui social ieri. Dobbiamo stare attenti. E’ evidente che avesse paura, era già stato indagato due volte, quando uno si vede recapitare un invito a comparire e gli era già accaduto in passato può immaginare di cosa si tratti. E’ umano che lui pensasse quello. Abbiamo la spiegazione di Nuzzi, eppure non basta, quindi aveva ragione a preoccuparsi. Gianluigi non c’è, lo dico io".

Cataliotti, legale di Sempio, ha comunque provato a giustificarlo: "Impossibile abbia parlato così, sapeva di essere intercettato", questo però non quadra rispetto a un’intercettazione. In un frangente in cui era in macchina con una ragazza, infatti, sembra faccia riferimento a un controllo sul telefono, non tanto a una microspia sulla macchina. "Lui ha paura di essere intercettato sul telefono, per questo dice: ‘Lo lascio qui'", aggiunge Panicucci. Da sottolineare l’opinione della scrittrice Elisabetta Cametti: "Se una persona è abituata a parlare con i soliloqui spesso diventa inconscio, un ragionamento a voce alta, in modo sistematico, non si aggiunge nemmeno più di parlare da solo, soprattutto quando il livello di stress è elevato. Ma soprattutto sentirgli dire che "il video ce l’ho nella pennetta’ è inquietante, il video del 1° maggio rimane sulla chiavetta dal 2 giugno al 1° luglio libero. Noi sappiamo però che il 20 luglio Andrea Sempio, probabilmente con Marco Poggi, ha usato il PC per trasferire il video dove lui era a scuola. In quel momento quel video potrebbe essere transitato su una chiavetta di Sempio".

Gallo ricorda un altro elemento: "Dice di lasciare il telefono per non essere intercettato, come lo lascia a casa alle 9.58 di quel 13 agosto per andare, come dice la Procura, a uccidere Chiara. Sul telefono è molto attento, non lo dico io, lo dice la Procura". Ed effettivamente alle 9.58 del giorno del delitto il cellulare dell’indagato aggiancia una cella con maggiore copertura davanti a casa Poggi, non rispetto a casa sua.

Il quadro che i magistrati fanno di Sempio è davvero pesante: "Si parla di annientamento furioso sulla testa, come a voler cancellare la persona che si era opposta alle sue avances", scritto dopo avere intrecciato indagini tradizionali e scientifiche.


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