Garlasco in Tv, l'esame emerso solo ora. Panicucci: "Prima del fermo di Stasi non c'è niente". La mossa dei legali non convince

Ampio spazio al caso Garlasco a Mattino Cinque giovedì 1° ottobre 2026, alla luce delle omissioni scoperte dalla Procura e le possibili conseguenze di queste azioni

Ilaria Macchi

Ilaria Macchi

Content Editor

Laureata in Linguaggi dei Media, amo il giornalismo, il calcio, la TV e la moda, dove cerco sempre le ultime tendenze.

L’attenzione che "Mattino Cinque" dà al caso di Garlasco è massima ormai da tempo, non potrebbe andare diversamente in questi giorni, dopo la chiusura delle indagini a carico di Andrea Sempio e altri dettagli che stanno emergendo. A fare discutere c’è anche quanto emerso in merito alla posizione di Alberto Stasi, si è scoperto infatti dell’assenza del DNA di Chiara Poggi sui pedali della sua bicicietta, ma gli esiti degli esami non sono mai stati dati alle parti. Non mancano altre novità nella puntata di oggi, 1° ottobre 2026.

Garlasco, Mattino Cinque puntata 1 ottobre 2026: il nuovo dato su Stasi cambia tutto

Negli ultimi giorni l’operato dei RIS che si sono occupati del delitto di Garlasco sta facendo discutere. Secondo quanto emerso, infatti, gli operatori che erano inservizio a Parma avrebbero eseguito delle controanalisi che smentivano la presenza del DNA sui pedali di Chiara Poggi emerso con delle controanalisi effettuate ad hoc il 20 settembre, dato che poteva scagionare Alberto Stasi, ma che non è mai stato depositato nel procedimento. Quattro giorni dopo la Procura di Vigevano aveva poi chiesto il fermo per il ragazzo, poi non convalidato dal GIP. La prova è emersa solo a novembre 2025, quando la Procura di Pavia ha ottenuto i dati grezzi di quei test, non si esclude quel DNA possa essere frutto di una contaminazione o di uno scambio di provette con il cucchiaino usato dalla ragazza per fare colazione prima di essere uccisa.

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Luciano Garofano, che era alla guida dei RIS all’epoca, ha escluso ogni tipo di manipolazione, a esculudere il suo coinvolgimento è anche Giorgio Portera, ex ufficiale e genetista, che ha raccontato di non avere eseguito le prime analisi che avevano dato esito positivo, nonostante nella fase di lavorazione del campione l’accesso risulti con la sua user personale. Questi elementi potrebbero essere certamente rilevanti per la revisione a cui aspira l’unico condannato, intenzionato a dimostrare la sua innocenza.

A fare il punto della situazione è l’inviato Emanule Canta, che si trova davanti alla Procura di Pavia: "La novità più rilevante è certamente quella relativa a quanto emerso su Alberto Stasi. Ieri è venuta fuori una notizia anche dagli avvocati di Andrea Sempio, arrivati qui per ritirare le carte che sembra siano intenzionati ad avanzare davanti al GUP la richiesta di incidente probatorio sull’impronta 33, elemento centrale per la Procura, che ha individuato 15 minuzie corrispondenti al palmo della mano destra dell’indagato. I legali hanno sempre minimizzato questo aspetto, i loro consulenti non sono andati oltre le 5-6 minuzie, ora anche gli avvocati sembra stiano dando un’importanza differente. Questo può essere interpretato come un cambiamento nella strategia difensiva, un tentativo, con il rischio del rinvio a giudizio, di mettere sul tavolo un elemento che potrebbe affievolire l’impianto accusatorio, cosa che però non corrisponde con le teorie dei magistrati. Gli avvocati sono pronti inoltre a sollevare davanti al GUP la questione del confillo di giudicati, la revisione per Alberto Stasi non è stata ancora proposta, per questo lui resta ancora l’unico condannato, se il GUP dovesse trovarsi una richiesta di rinvio a giudizio, come accadrà, potrebbe esserci un conflitto. I legali chiederanno così al giudice di sollevare la questione davanti alla Corte Costituzionale, con tempi che diventerebbero lunghissimi".

Il parere dell’avvocato Fabrizio Gallo, legale di Massimo Lovati, è però del tutto diverso: "Non c’è conflitto di giudicati, c’è solo un giudicato. Il problema nasce se c’è la condanna nei confronti di Sempio, non se c’è una richiesta di rinvio a giudizio, quella non è incompatibile con la sentenza. Può essere rinviato a giudizio anche se non fanno la revisione, la faranno e Stasi sarà ritenuto estraneo al delitto di Chiara Poggi". Su questo concordano anche l’avvocato Elisabetta Aldrovandi e il magistrato Lisa Imparato.

Federica Panicucci resta sorpresa da queste reazioni: "E allora perché parlano di questo gli avvocati?". Gallo ha un’idea precisa: "Per perdere tempo, hanno cambiato la strategia, stanno iniziando ad avere paura e mettono dei limiti". Anzi, con ogni probabilità potrebbe essere rigettato anche la richesta di incidente probatorio sull’impronta 33, visto che non rientra tra gli accertamenti irripetibili".

I contrasti tra Sempio e Garofano e le conseguenze delle omissioni

Si passa al momento in cui la famiglia Sempio aveva deciso di non avere più Luciano Garofano in veste di consulente. Oggi la sua figura è centrale, all’epoca era comandante dei RIS di Parma, per questo il suo operato è al nel mirino per la questione legata ai tracciati dl DNA non comunicati, mentre in passato era stato oggetto di discussione fino a decidere di non avvalersi più del suo supporto. Lui spingeva infatti per eseguire un incidente probatorio sull’impronta 33, mentre i legali sono stati sempre contrari, da lì Garofano aveva voluto abbandonare. In quella fase era stato l’avvocato Tizzoni, legale della famiglia Poggi, ad avanzare un’istanza, che non ne aveva facoltà, a opporsi era stata la Procura, ma anche la difesa, resta da capire se il cambiamento di modo di agire possa avere un peso davanti al giudice.

A riguardo è emersa un’intercettazione della mamma del 38enne di ottobre 2025, che aveva manifestato i suoi dubbi: "Garofano e Tizzoni hanno paura che esca fuori un’altra verità rispetto alla colpevolezza di Stasi e non si spiega come mai hanno paura se sono certi di aver fatto le cose bene all’epoca". A questo aveva ribattuto il figlio: "Garofano lavora con Capra e Tizzoni, e vuole seguire la strategia di Tizzoni. Se lo fanno come dice la Procura non possiamo fare più niente". Panicucci ritiene rilevante soprattutto quest’ultima frase: "Come dice la Procura, vuol dire che ci sono non solo le minuzie di Sempio, ma anche il sangue". Pochi giorni fa l’ex capo dei RIS è stato sentito a Pavia dal Procuratore Civardi, la sua deposizione è però ricca di "Non ricordo".

La conduttrice mostra poi la relazione preliminare del 2007 relativa all’analisi sui pedali, dove si parlava di "elevata probabilità di natura ematica", quella che aveva poi portato al fermo di Stasi. Oggi sono emerse due controanalisi, da cui riuslta non solo che non ci fosse sangue, ma che non ci fosse nemmeno il DNA. Eppure Garofano continua a difendere la sua posizione, dicendo: "No, il DNA c’era", teoria che è stata però smentita con gli esami effettuati il giorno dopo e mai inseriti nel fascicolo dell’indagine. Non solo, Garofano ha riferito che tutte le attività fatte all’epoca siano avvenute alla presenza delle parti, cosa smentita dalla legale di Stasi, Giada Bocellari. "Dal 18 al 24 settembre, giorno in cui si arriva al fermo di Stasi, non c’erano i consulenti di parte, né ci sono verbali, non c’è niente", ricorda Panicucci.

Elisabetta Aldrovandi, oggi legale di Stasi, non ci sta: "La relazione dei RIS del 24 settembre è firmata da Garofano e dal tenente colonnello, allora Capitano, Marino. Ma Marino non è colui che il 20 settembre aveva fatto le due prove risultate negative? Come mai, nonostante questi risultati negativi, Marino sototscrive una relazione in cui dichiara che quel DNA sui pedali è compatibile con il sangue? Questa non è un’omissione, non è un’errore, ma la consapevole sottoscrizione di una dichiarazione che contraddice le risultanze precedentemente accertate".

La conduttrice ricorda un altro elemento anomalo: "Evincono il DNA di Chiara in base a un cucchiaino che presumono lei abbia messo in bocca". Carlo Previderè, consulente della Procura, evidenzia la presenza del DNA, ma senza alcuna certezza fosse sui pedali, questo non può che alimentare la teoria di un possibile scambio di provette. Panicucci prova quindi a fare chiarezza: "Il 20 sono state fatte due verifiche piatte, quindi con nessun DNA sui pedali, è un dato documentale, uscito solo oggi a distanza di 19 anni. Questo è un dato documentale".Aldrovandi ribadisce: "Quando c’è un contrasto su dati scientifici così importanti non può essere considerato un indizio, non solo per un fermo di reato, ma né in un processo".

La padrona di casa di "Mattino Cinque" avanza un’altra perplessità in merito alle due repliche eseguite il giorno dopo in cui l’esame aveva dato esito positivo: "Il Tenenete Colonnello Marino parla di eccesso di zelo, ma non è che potrebbero essersi resi conto di avere sostituito o invertito le provette? Magari quella quantità era sul cucchiaino, si sono resi conto e hanno voluto rifarlo sui pedali ed è apparso l’esito negativo? A quel punto, visto l’errore..".

Gallo ritiene questa sia l’ipotesi pià probabile, pur non riuscendo a comprendere del tutto quanto sta accadendo nelle ultime ore: "E’ falso ideologico, questa è una violazione palese di un diritto costituzionalmente garantito, quello della difesa, perchè deve fare sobbalzare dalla sedia solo la difesa Stasi? Deve fare sobbalzare dalla sedia non solo tutti gli italiani, ma anche la parte civile. Se è stato ingannato Stasi, è stata ingannata anche la parte civile, che ha fatto un processo a un soggetto che non era colpevole. Non capisco perché non sobbalzino sulla sedia anche i legaii della famiglia Poggi". Ed effettivamente, gli avvocati che assistono i genitori della vittima hanno sostenuto recentemente di non vedere alcuna novità, ma anzi ritengono che "i dati ripropongono temi di prova già noti e approfonditi".

La Procura non ha comunque intenzione di fermarsi qui, si sta pensando di creare un fascicolo a parte, la possibilità di iscrivere soggetti nel registro degli indagati è al vaglio. Anzi, potrebbe non esserci alcuna prescrizione come ventilato da alcuni, come evidenziato da Panicucci: "I dati sono stati richiesti più volte negli anni e sempre negati, quindi la prescrizione quando parte? Dall’ultimo diniego".


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