Garlasco in Tv, Bocellari annuncia. "Stasi è fuori dalla scena del crimine". E Panicucci tuona: "Sempio? Una cosa non mi torna"

Anche venerdì 1° maggio 2026 Mattino Cinque ha dedicato spazio al caso Garlasco, grazie anche alla presenza in studio dell'avvocato Giada Bocellari, legale di Alberto Stasi

Ilaria Macchi

Ilaria Macchi

Content Editor

Laureata in Linguaggi dei Media, amo il giornalismo, il calcio, la TV e la moda, dove cerco sempre le ultime tendenze.

La giornata di oggi, venerdì 1° maggio 2026, è di festa per molti, ma "Mattino Cinque" non lascia solo il suo pubblico, con la consueta attenzione agli aggiornamenti sul delitto di Garlasco e all’andamento dell’indagine, giunta a una fase cruciale. Spazio a quanto riferito dalla Procura nella convocazione inviata ad Andrea Sempio, che avrebbe ucciso Chiara Poggi con 12 colpi inferti con un corpo contundente, tra gli ospiti che ne parleranno c’è l’avvocato Giada Bocellari, da anni legale di Alberto Stasi, in carcere da più di dieci anni per l’omicidio, ma di cui si è sempre dichiarato innocente.

Garlasco, Mattino Cinque puntata 1 maggio 2026: parla l’avvocato Bocellari, cosa può accadere a Sempio e lo stato d’animo di Stasi

Federica Panicucci interroga subito Giada Bocellari per sapere come lei e l’avvocato De Rensis abbiano preso la notizia arrivata dalla Procura, convinta che l’unico assassino di Chiara Poggi sia Andrea Sempio. "La vera novità è che per la prima volta da quando è successo il fatto il nome di Alberto Stasi non sia più accostato a questo omicidio. Questo è un dato di fatto, è stato un momento emozionante, ma sappiamo che la strada è ancora lunga, ci saranno molti passaggi da fare, complessi, ne siamo consapevoli, rimaniamo lucidi, con i piedi per terra e continuiamo ad andare avanti per la nostra strada e la nostra battaglia. Lui è ottimista, ma sempre molto prudente, sa perfettamente che non sono esiti di pancia presi a furor di popolo, sono cose tecniche, delicate, sa che un processo è complesso e che non tutto dipende da noi, quasi niente. Lui è la persona più lucida che io abbia a fianco".

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La conduttrice sottolinea come nei programmi si sia arrivati a parlare soprattutto del concorso tolto dal capo di incolpazione per Sempio, come se fosse spostata l’attenzione. Non si dice che Andrea Sempio sarebbe l’assassino e Alberto Stasi sia fuori, ma si parla di altro. Questa la replica dell’avvocato: "Fa comodo così, dopo tanti anni in cui opinionisti, giornalisti si sono esposti massancrando Alberto Stasi, questo è accaduto al di là delle giravolte dell’ultimo minuto, tutti hanno una responsabilità in questo, non solo dopo la sentenza di condanna, ma anche durante il processo. Alberto Stasi è stato condannato ancora prima dall’opinione pubblica, se questo è avvenuto non è accaduto per colpa sua, ma perché qualcuno ha fatto un certo tipo di narrazione. Anche oggi c’è chi pontifica e richiama al garantismo per Andrea Sempio, e io sono la prima a farlo perché so cosa ha patito Alberto, questi soggetti sono quelli che hanno contribuito a massacrarlo mediaticamente, e noi non lo dimenticheremo".

Panicucci ribatte: ‘Si continua a dire che Alberto Stasi sia l’assassino’ e che non sia avvenuto quello che dice la Procura", il legale replica: "Questo è vero, oggettivamente e processualmente è vero, c’è il giudicato, non dimentichiamolo, altrimenti ci accusano di dimenticarlo. Anzi, Stasi mi ha scritto di essere appena uscito dal carcere, quindi è in carcere, oggi per lo Stato è l’assassino. Ma c’è un’autorità giudiziaria che oggi sappiamo con certezza essere andata in un’altra direzione, di questo certi giornalisti e opinionisti dovrebbero prendere atto. E’ un dato di fatto, rimane la sentenza, ma c’è un’ipotesi accusatoria diversa, chiaramente vanno a parlare del concorso. E’ vero che si è parlato di ogni in questo anno, anche di persone che non c’entrano niente, ma l’ipotesi accusatoria originaria della Procura di Pavia era ‘in concorso’, la notizia è che oggi non è più ‘in concorso’, ma la vera notizia è che Alberto Stasi è fuori dalla scena del crimine, piaccia o non piaccia a certi giornalisti. Lo sottolineo, noi non dimentichiamo chi ha massacrato Alberto Stasi mediaticamente, non possiamo dimenticarlo, gli è stata rovinata la vita anche mediaticamente, anche prima della sentenza di condanna, questo lo ribadisco. Sappiamo tutti chi sono, Alberto non è un numero di procedimento, non è un ologramma che vediamo spesso, è una persona, anche lui meritava rispetto, quel rispetto che io oggi chiedo con forza anche nei confronti di Andrea Sempio".

La posizione di Andrea Sempio: cosa può accadere e le differenze con Alberto Stasi

La conduttrice ricorda come ieri ci sia stato chi ha minimizzato le parole della Procura sottolineando che queste si basino solo su consulenze, lei ci aveva però tenuto a sottolineare che anche la condanna di Stasi sia arrivata con queste, ecco l’opinione di Bocellari: "Siamo in una fase di indagini preliminari, per forza gli atti sono quelli della Procura. Mi stupisco di chi dice: ‘Sempio viene convocato in Procura per essere interrogato senza conoscere gli atti’, ma di cosa stiamo parlando? Tutti gli indagati non conoscono gli atti quando vengono invitati per essere interrogati, Alberto Stasi non li conosceva quando è stato sentito, ma avviene in tutti i casi. Ci sono consulenze della Procura, che sono ovviamente di parte, ma è la fisiologia del procedimento penale, la prova si formerà in contraddittorio tra le parti, se ci dovesse essere un processo la difesa avrà diritto di fare le sue consulenze e assumere i consulenti nel contraddittorio della Procura dela Repubblica, ma in tutte le indagini i procedimenti partono con le consulenze e gli elementi raccolti dalla Procura, cosa c’è di strano in tutto questo? Alberto Stasi è stato rinviato a giudizio sulla base di cosa? Sulla base delle consulenze della difesa? Bisogna ricordare queste cose, altrimenti parliamo del nulla, capisco che tante persone debbano arrampicarsi sugli specchi perché la situazione per loro è quello che è, ma bisogna essere un minimo oggettivi. Ci sono persone che per anni hanno costruito le loro narrazioni, la base è l’onestà intellettuale, bisogna vedere se si sta cercando davvero la verità o è solo uno show, qui ci sono persone vere, oltre alla vittima, ci sono altri scopi, noi abbiamo sempre perseguito la verità, io solo quello, non mi è mai interessato altro".

L’avvocato ci tiene anche a spiegare meglio l’invito a comparire mandato a Sempio, che non comprende, ad esempio, come abbia fatto a entrare in casa e come abbia avuto l’approccio sessuale con la vittima "Questo è un’incolpazione o imputazione provvisoria, dove gli elementi essenziali sono il reato, quindi come è avvenuto l’evento. L’imputazione di Alberto Stasi è di tre righe, qui hanno voluto precisare in maniera analitica, e secondo me non è un caso, anche la successione temporale con cui questa aggressione è avvenuta. E’ un vantaggio per l’imputato, ma anche una dimostrazione di forza della Procura, anche nella contestazione dell’aggravante, dove si precisa il movente, deve provarlo e deve provare che la dinamica sia avvenuta così. Più il capo di imputazione è generico, più è uno svantaggio per l’imputato e un vantaggio per la Procura. Evidentemente la Procura ha elementi solidi per fare quell’imputazione".

Di questo ha parlato Liborio Cataliotti, legale di Sempio: "Andrà all’interrogatorio, è una certezza, è un obbligo di legge, io e l’avvocato Taccia ci siamo confrontati, non avendo riscontrato vizi formali spiegheremo al cliente che sia obbligatorio andare. Gli abbiamo anche detto che non saremo noi a imporgli la scelta processuale, ovvero rispondere o no, la Procura l’ha invitato prima di chiudere le indagini, così da rendere visibile almeno a noi tutti gli atti. Ci stupisce non poco il movente, a noi risulta romanzato e di fantasia, con un’espressione forte l’ho definito fantasmagorico, aspetto di vedere da quali deduzioni, indizi o prove, che lo abbiano trovato lo vedremo, che lo abbiano supposto è un dato da quella che rimane un’imputazione provvisoria".

Non è mancata una dichiarazione dell’avvocato Taccia: "Sempio non ha alcun problema a parlare, ma qualunque cosa lui deciderà di fare sarà sempre su nostro consiglio per seguire al meglio le tecniche e le strategie difensive". Panicucci però controbatte: "Non mi torna, lei dice che lui non avrebbe problemi a parlare, ma la prima volta si è avvalso della facoltà di non rspondere, non ha consegnato il DNA. Lui nei confronti dell’opinione pubblica vuole parlare, ma gli avvocati glielo impediscono. Forse gli avvocati difensori hanno timore, ma se non hai fatto niente cosa potrà uscire dalla Procura?".

Taccia prosegue: "Quello che ci ha lasciato basiti è il fatto che non soloè stato tolto il concorso, quello era prevedibile, ma è stata aggiunta l’aggravante della crudeltà, che era stata tolta a Stasi. Non si capisce come mai dopo 19 anni, mentre le ferite rimangono quelle inevitabilmente viene aggiunta quell’aggravante, tecnicamente non la capiamo". Questa la replica della collega Bocellari: "L’aggravante è stata esclusa per Stas i perché gli era contestato un certo tipo di omicidio, con dolo d’impeto, ma era il fidanzato. Qui ci sono due problemi, un conto è il fidanzato, che può avere un movente legato alla loro relazione, un conto è Andrea Sempio, che non aveva teoricamente nessun rapporto con Chiara Poggi. Quell’imputazione provvisoria con quella dinamica descritta non c’è nel fascicolo di Stasi, non erano riusciti a descrivere la successione temporanea dei colpi. Se la professoressa avesse scritto che l’assassino ha infierito inutilmente sul corpo della vittima, allora lo scenario cambia. Prima bisogna vedere gli atti, poi si può fare una valutazione più fondata".

La conduttrice commenta: "Evidentemente la Procura ha in mano qualcosa, e lo dovrà sostenere con qualcosa di solido". Non può che essere importante il punto di vista di Armando Palmegiani, consulente di Sempio: "Sono sempre stato chiaro, non mi occupo né entro nel merito dei precedenti processi di Stasi. Parlo di Andrea Sempio dal punto di vista tecnico, ho sempre detto che l’autore fosse uno, lo dico da sempre. Sono d’accordo con l’avvocato Bocellari sulla specificità del documento, la ricostruzione non si distacca troppo da quella che abbiamo fatto noi".

Non è mancata la presa di posizione di Dario Redaelli, criminalista della famiglia Poggi, dopo quanto uscito dalla Procura, che ha parlato all’ANSA: "La dinamica degli eventi indicata dal capo di imputazione presenta elementi che a mio giudizio non trovano riscontri oggettivi sulla scena del crimine, così come documentata durante i sopralluoghi dei Carabinieri della territoriale e dei RIS di Parma. Si parla di corpo spinto sulle scale della cantina, ma sui primi due gradini sono presenti solamente gocciolature, nessuna traccia di trascinamento. Si parla di 4-5 colpi vibrati con violenza tale da cagionare l’ampia frattura cranica in posizione perieto-occipitale sinistra, ma lungo le scale non si riscontrano tracce di sangue dovute al brandeggio del corpo contundente utilizzato, oltre alla presenza di schizzi limitati".

Su questo però la scrittrice Elisabetta Cametti (oltre a Giada Bocellari) dissente: "Già nella relazione dei RIS si parlava di un possibile ultimo colpo quando Chiara aveva già la testa sul quarto gradino".

Panicucci ci tiene a fare un’altra osservazione: "Vorrei tenere il focus su quanto dicevamo all’inizio, ovvero Alberto Stasi fuori dalla scena del crimine, si va verso la revisione, mentre Sempio è prepotentemente sulla scena del crimine", vuole quindi sapere da Bocellari se ci sia l’intenzione di chiederla oltre a quello che potrebbe fare la Procura: "Sì, con i tempi tecnici necessari, prima vogliamo leggere tutto, quindi ci vorrà tempo, probabilmente mesi, non sono un robot. Si parla di 70 faldoni, le cose vanno fatte per bene, non abbiamo mai avuto fretta".

La conduttrice interpella anche Marco Oliva, che si è spesso ostinato a dire che la Procura sbagli, per questo è sempre rimasto fermo sulle sue idee. Lui replica: "Io non mi ostino a dire niente, non dico che la Procura stia sbagliando, voglio vedere gli atti. Non mi trovo nella vostra ricostruzione iniziale, per me la notiiza è che Andrea Sempio sia l’unica persona e che non ci sia più il concorso. Che non ci fosse Alberto Stasi mi sembra lo sapessimo dal primo giorno". La conduttrice ribatte: "Mi stai dicendo che per te Alberto Stasi sia innocente?". Questa la sua idea: "Quando vedo il processo, finisce, si arriva al terzo grado di giudizio e si condanna Andrea Sempio allora dico che lui sarebbe innocente. Per quanto mi riguarda, che la Procura non pensasse alla presenza di Alberto Stasi io lo immaginavo dal giorno 1. Dire ‘in concorso con ignoti o con Alberto Stasi’, sapevamo tutti che Stasi fosse un’ipotesi fatta per poter indagare. La notizia è l’assenza del concorso. Se il professor Avato, che era nel team di Stasi, aveva parlato di trascinamento del corpo portandolo a processo e quello non ha resistito, evidentemente questo è stato superato diversamente, anche in questo momento. Non sono state trovate fino a oggi le impronte della seconda persona che trascinava il corpo della povera Chiara".

La conduttrice vuole conoscere da Palmegiani come Sempio abbia preso la notizia: "Noi sapevamo che l’indagine sarebbe terminata, forse non pensavamo possibile il cambio del capo di imputazione. Fa sempre colpo vedere una narrazione del genere, ma dopo un anno e due mesi la Procura non poteva dire di avere sbagliato tutto. Lui ha preso questo come un dato di fatto, è sempre molto tranquillo, lo è di carattere, anche se magari dentro potrebbe essere agitato. Non so se parlerà, credo che deciderà all’ultimo con gli avvocati".

Oliva vuole sapere da Bocellari cosa farebbe al posto degli avvocati di Sempio: "Io mi sentirei un minimo di pregiudizio ad andare a rispondere a un interrogatorio quando so già che il Procuratore è convinto della mia responsabilità e ha chiesto la settimana prima la revisione per Stasi", dice il giornalista. Questa l’opinione del legale: "C’è sempre la paura in noi avvocati quando dobbiamo decidere cosa fare con un nostro assistito, se la Procura sta facendo indagini forse ha un pregiudizio. Io lo farei avvalere della facoltà di non rispondere, o quantomeno gli consiglierei di farlo, non ho mai imposto a un mio assistito una strategia difensiva, quella si condivide con lui. Il professor Giarda all’epoca consigliò ad Alberto Stasi di avvalersene nell’interrogatorio di garanzia quando era solo in stato di fermo, ma lui aveva detto di no". Panicucci sottolinea: "Andrea Sempio ha parlato molto, a parte ‘Mattino Cinque forse perché non gli era gradito, può darsi che la Procura abbia assunto alcune dichiarazioni, se adesso non parlerà può essere distonico".

Il movente individuato dalla Procura

Spazio anche al movente indicato dalla Procura: "l’aggravante di aver commesso il fatto per motivi abietti, riconducibili all’odio nei confronti della vittima a seguito di un rifiuto del suo approccio sessuale", si legge nella convocazione. Il diretto interessato lo ritiene "impossibile" perché non conosceva così bene Chiara Poggi, lo aveva già detto mesi fa a "Zona Bianca".

Questa versione, però, non torna per Panicucci: "Lui dice che lei non sapesse nemmeno il suo nome, ma come? Ha fatto tre telefonate a lei, si è anche presentato, lei ha risposto. E’ particolare, quantomeno strano. Nei giorni successivi alla partenza non c’è stato alcun contatto tra Sempio e Marco Poggi, quindi non capiamo perché insistesse a chiamare e cercarlo, i due non si sono mai sentiti". L’ultima telefonata, dell’8 agosto 2007, dura 21 secondi, non sono pochi per chiedere se Marco fosse in casa. Ecco la chiosa dell’avvocato Gallo, legale di Massimo Lovati: "Le telefonate sono importante, saranno determinanti per la richiesta di rinvio a giudizio, la condotta descritta in modo così specifico del capo di imputazione è frutto di una serie di atti che la Procura ha. Sempio non parlerà assolutamente, si avvarrà della facoltà di non rispondere, non può andare a fare un interrogatorio alla cieca, aspetta la Discovery, il 415 Bis e poi lo chiederà lui dopo, è matematico. Le telefonate pesano tantissimo, ma anche il discorso dello scontrino, il movente per me è stato trovato anche nel computer di Chiara, ha permesso di fare un capo di imputazione che per me sarà difficile smontare".

Arriva la chiosa di Panicucci: "Oggi l’omicidio è stato completamente riscritto".


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