Garlasco in Tv, Gallo a Mattino 5: "Un avvocato difende anche i colpevoli", la stoccata di Federica Panicucci
Nella puntata di mercoledì 12 novembre 2025 si parla ancora del delitto di Garlasco, protagonista l'avvocato Gallo, oggetto di una stoccata da parte della conduttrice in merito al lavoro dei legali
"Mattino 5" rappresenta ormai un appuntamento fisso per chi desidera essere informato sulle indagini per il delitto di Garlasco, apprezzato dal pubblico anche per la capacità di dare voce alle diverse parti in causa, ma con un denominatore comune: far luce su tutto quello che negli anni passati non ha funzionato per dare davvero giustizia a Chiara Poggi, anche se a distanza di diciotto anni dal suo omicidio. Quella di oggi è una giornata importante perché è previsto l’interrogatorio degli avvocati Soldani e Grassi, che assistevano Andrea Sempio, così da capire se ci sia stato un giro di corruzione per arrivare alla sua archiviazione. Tra gli indagati ci sono il pm che si era occupato del caso, Mario Venditti, accusato di corruzione in atti giudiziari, e Giuseppe Sempio, il papà del ragazzo, che avrebbe pagato 20-30 mila euro per aiutare il figlio.
Il parterre di ospiti è sempre ricco e comprende Umberto Brindani, direttore di "Oggi", l’avvocato Fabrizio Gallo, che difende Massimo Lovati, e il giornalista Marco Oliva. Al loro fianco anche Sabina Negri, il giornalista Gianluca Zanella e l’avvocato Elisabetta Aldovrandi.
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Entra nel canale WhatsAppMattino 5, puntata 12 novembre 2025 – Cos’è successo
In collegamento, come ogni giorno, c’è l’inviato Emanuele Canta, che ci ha tenuto a sottolineare che le dichiarazioni dei due avvocati potrebbero essere cruciali per comprendere dove sarebbero finiti i soldi che la stessa famiglia Sempio dice di avere portato in contanti presso lo studio dell’avvocato Soldani. Quest’ultimo ha però negato di averli ricevuti, l’unico ad ammetterlo è stato l’avvocato Lovati, che aveva seguito Sempio fino a poche settimane fa.
Si parte, come era facile immaginare, con le ultime novità emerse nella giornata di ieri, relative alle impronte rinvenute nella casa dove era avvenuto il delitto, che appartengono secondo il dattiloscopista a Marco Poggi e a un operatore intervenuto sulla scena del crimine. Entrambe si trovano sulla porta di ingresso e su quella del garage, mentre nessuna di queste è di Sempio, che continua a ribadire la sua innocenza. La partita tra accusa e difesa è però ancora tutta da giocare, si attende infatti entro il 18 dicembre di avere maggiori certezze sul dna trovato sulle unghie di Chiara, oltre all’analisi medico-legale, condotta dall’anatomopatologa Cristina Cattaneo, che si collegherà a quanto può emergere dalle indagini tradizionali.
Federica Panicucci ci tiene però subito a mettere in evidenza un dettaglio per lei importante, non ci sono le impronte di Sempio in casa, ma nemmeno quelle di Alberto Stasi, eppure lui è stato condannato.
Brindani interviene subito facendo un’osservazione: "Da un lato i difensori di Sempio possono cantare vittoria, ma dall’altra devono preoccuparsi, visto che loro si sono sempre difesi in merito all’impronta 33 e a quello sulle unghie dicendo che fosse normale visto che lui frequentava la casa. Ci si deve quindi fare una domanda: ‘Se non si trovano sue impronte come si fa a dimostrare che davvero lui frequentasse quella casa?’. Evidentemente non ci entrava abitualmente, come effettivamente a ridosso del delitto sostenevano i genitori della vittima, secondo cui lui aspettava Marco fuori quando dovevano vedersi".
Panicucci chiede un intervento a riguardo anche all’avvocato Gallo: "Non voglio sviare la domanda, ma sono più interessato a quello che succede a Brescia. L’assenza di impronte di Stasi non è certamente positiva per la difesa".
Non può che essere rilevante anche il parere del giornalista Marco Oliva, che è sempre stato convinto della correttezza dela sentenza che ha condannato Alberto Stasi. "È rilevante che alcuni reperti possano dare ancora delle risposte a distanza di così tanti anni, significa che queste indagini sono state doverose. Solo poche impronte hanno dato risposte, forse cade del tutto l’ipotesi che Chiara abbia fatto colazione con qualcuno, a meno che possano esserci rilievi diversi dalla BPA".
Canta sottolinea, però, come risulti ancora fondamentale il ruolo dell’impronta 33, presente sulle scale dove si trovava il corpo, che i carabinieri ritenevano fosse dell’assassino. E la Procura l’ha già attribuita a Sempio.
Ancora una volta Sabina Negri minimizza: "Si parla sempre di cose che non sono state analizzate, alla fine la cosa si è allargata coinvolgendo Venditti, va al di là di Sempio e Stasi". E arriva la puntualizzazione della conduttrice: "Se c’è un innocente in carcere dobbiamo saperlo, se ci fosse nostro figlio non potremmo fare finta di niente". In realtà, molti sostengono il contrario, si stava indagando dai vertici della Procura, per poi essere quasi "costretti" a verificare cosa sia accaduto a Garlasco, aspetto che Brindani ci ha tenuto a ribadire.
Zanella in collegamento rileva un aspetto: "Non credo che le indagini sul delitto siano legate all’indagine Clean, si è partiti prima, anche se noi lo abbiamo scoperto dopo. Sono due filoni separati, ognuno con la sua identità, poi hanno trovato una convergenza".
Importante notizia da parte di Gallo: da ieri c’è una macchina dei carabinieri che sorveglia lo studio di Lovati, segno di come debba essere protetto.
Non si deve però trascurare di capire quale sia il movente, aspetto precisato dall’avvocato Aldrovandi, nonostante si sia arrivati alla condanna di Stasi senza averne uno certo.
Garlasco e la rivelazione sull’avvocato Lovati: sa qualcosa in più?
Nel corso della puntata si è tornati sul testimone di cui si era parlato ieri, convinto di avere sentito Lovati mentre parlava al telefono con Sempio, a cui avrebbe detto: "Assasino di m…" (ha dedotto lui che i due stessero parlando). L’uomo ha però confermato di non averne parlato con le forze dell’ordine: "Non ho voglia di entrare in queste burocrazie infinite, preferisco di no". Lovati sa di chi si tratta, è pronto a denunciare, avrebbe detto questo per un astio che c’è tra loro. "Sappiamo chi è, lo facciamo andare a prendere" . ha detto Gallo. Parole che hanno richiesto l’intervento della conduttrice: "Questo sa di minaccia, non dobbiamo intimidire nessuno, non spetta a noi dire se sia attendibile o meno".
"Nessun cliente mi ha mai detto di essere colpevole, si può continuare nella difesa comunque, non c’è incompatbilità. Se mi confessa la cosa dico che a me non interessa, da lì decido". Puntuale la stoccata di Panicucci: "Mi sta dicendo quello che è successo a Lovati?", ma lui nega.
Aldrovanti mette in evidenza un aspetto importante a livello legale, non si può pensare di denunciare il testimone per diffamazione, non è stata lesa la sua reputazione. Si chiude nuovamente con la vecchia intercettazione tra Sempio e Soldani: "Probabilmente si procede, come mi aveva detto il pm, con una richiesta di archiviazione". Ma allora lui non era ancora stato interrogato.
