Garlasco in Tv, spunta a sorpresa il manoscritto del 2014: Stasi e il DNA, cambia tutto

Emerge solo ora un documento scritto a penna a opera con ogni probabilità di un assistente del professor De Stefano, che riscrive la posizione del condannato per l'omicidio di Chiara Poggi

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Si è svolta ieri a Pavia l’udienza per l’incidente probatorio inserito nella nuova indagine per il delitto di Garlasco, in cui era stata uccisa il 13 agosto 2007 Chiara Poggi, che vede ora indagato per concorso in omicidio Andrea Sempio, amico del fratello della vittima. Questa è stata l’occasione per discutere in aula della perizia eseguita per conto del Tribunale dalla perita Denise Albani sul DNA trovato sulle unghie della 26enne, arrivata a cristallizzare la compatibilità con la linea paterna dell’indagato.

A questo si aggiunge però anche un altro dettaglio non da poco: è stata escluso che quel materiale genetico potesse appartenere ad Alberto Stasi, che era il fidanzato della giovane e che si trova in carcere da dieci anni, pur essendosi sempre dichiarato innocente.

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Garlasco, il manoscritto uscito a sorpresa: cosa cambia nell’indagine

L’udienza è stata però importante anche perché ha permesso di far venire alla luce un elemento che finora era rimasto nascosto e di cui non erano a conoscenza nemmeno le parti che avrebbero potuto essere interessate, a partire dalla difesa di Stasi. È emerso, infatti, un manoscritto, che ora è in possesso della perita Denis Albani, che risale al 2014, il periodo in cui Alberto era alle prese con il processo che lo avrebbe poi portato alla condanna, che avrebbe potuto dare una visione differente della sua posizione.

Questo, come indicato, risale all’11 settembre di quell’anno: qui De Stefano aveva parlato di "due tracce che mostrano un DNA comparabile", cosa che non può però passare inosservata, visto che il perito ha poi sostenuto che il "DNA fosse degradato e non comparabile", ma con l’aggiunta di una postilla non irrilevante, ovvero "non si può escludere che sia di Alberto Stasi". Certamente l’ex fidanzato di Chiara Poggi non è finito in carcere per il DNA, ma sapere che ci fosse del materiale genetico sul corpo della vittima, poi risultato appartenente a un’altra persona avrebbe potuto dare un risvolto differente alla vicenda giudiziaria. Quel verbale era però sparito dagli atti giudiziari, mentre è oggi nelle mani della Albani, che lo avrebbe ricevuto proprio dal collega.

Gli aspetti che contribuiscono a dare man forte all’idea dei numerosi errori commessi nella vecchia indagine per il delitto di Garlasco non sono però finiti qui. I legali di Andrea Sempio hanno infatti citato nella loro requisitoria una perizia effettuata da Marzio Capra, consulente della famiglia Poggi, e quindi della parte offesa, ma che non risulta tra il materiale depositato dal giudice. Non può però essere ritenuto "normale" che documenti relativi al lavoro fatto da chi sostiene i genitori della vittima finiscano a chi è attualmente indagato.

Ora la palla passa al pm Fabio Napoleone e ai carabinieri di Milano, che potrebbero, con ogni probabilità a primavera, rinviare a giudizio Sempio.

Il video che fa discutere

A distanza di quasi 24 ore dalla conclusione dell’incidente probatorio c’è però un altro episodio che sta facendo non poco discutere, sia i media sia l’opinione pubblica. Nella serata di ieri, infatti, il team difensivo di Andrea Sempio, compresi i consulenti, e lo stesso indagato, si sono ritrovati a cena in un ristorante, probabilmente anche per discutere sui prossimi passi da compiere.

I loro sguardi erano decisamente distesi, non sono mancate le risatine, ritenute inappropriate visto cosa sta accadendo e quello che potrebbe accadere ancora al loro assistito, oggetto di un’indagine per omicidio. I diretti interessati però evidentemente ritengono tutto questo "normale", visto che è stato uno dei legali, Liborio Cataliotti, a pubblicarlo sul suo profilo Instagram, come se niente fosse. Stride inoltre a detta di molti che il 37enne si mostri al ristorante o solo in alcune trasmissioni Tv, mentre non ha voluto presentarsi in udienza, così come aveva evitato di farlo quando era stato convocato in Procura per l’interrogatorio.

Non appena il breve filmato si è diffuso sono stati diversi i commenti negativi apparsi sui social. "Davvero senza parole", "No vabbè", "Che dire: sprizzano di contagiosa allegria per nulla artefatta! Avanti così", "È tutto così surreale", "Che cringiata", "Boh, gente non so più che dire…", sono solo alcune parole degli utenti a riguardo.


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