Garlasco in TV, la stoccata di Lovati contro il nuovo team di Andrea Sempio

Ospite della trasmissione Farwest, l'ex legale dell'indagato nell'omicidio Poggi ha espresso perplessità sulla nuova strategia difensiva. Poi la precisazione sulle parcelle.

Tommaso Pietrangelo

Tommaso Pietrangelo

Giornalista

Autore, giornalista, cantautore. Laureato in Letterature Straniere, è appassionato di cinema, poesia e Shakespeare. Scrive canzoni e ama i gatti.

Il caso Garlasco si arricchisce di polemiche e retroscena. A scuotere il già fragile equilibrio tra accusa e difesa è l’ex avvocato di Andrea Sempio, Massimo Lovati, intervenuto durante la trasmissione Farwest per commentare, senza troppi giri di parole, il repentino cambio nel pool difensivo dell’attuale indagato. Nella vicenda che vede Sempio di nuovo al centro delle indagini sull’omicidio di Chiara Poggi – in concorso, per la Procura, con Alberto Stasi e altri ignoti – Lovati non risparmia affondi, insinuazioni e qualche stoccata ben calibrata all’indirizzo del suoi ex assistito. Ecco di seguito tutti i dettagli.

Garlasco, la stoccata di Lovati contro il nuovo team di Sempio

Massimo Lovati, licenziato da Sempio poche settimane fa, è tornato all’attacco ieri sera nella puntata di Farwest, puntando il dito contro il nuovo team difensivo dell’indagato nel caso Garlasco. A difendere Sempio in vista della prossima udienza sono adesso il penalista Liborio Cataliotti e Angela Taccia. E anche tra i consulenti scientifici c’è stato un ‘rimpasto’: Luciano Garofano è stato sostituito dall’ex poliziotto Armando Palmegiani e dalla genetista Marina Baldi. "Il cambio di strategia della difesa di Sempio", ha commentato Lovati con una punta di malizia, "è mirato a una più stretta collaborazione con l’accusa…Ad esempio la partecipazione di Sempio alla consulenza della dottoressa Cattaneo, cosa che io non avrei accettato".

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Il riferimento è all’ispezione corporale voluta dalla Procura di Pavia – affidata alla nota criminologa Cristina Cattaneo – durante la quale sono state raccolte le misure di Sempio (peso, altezza, lunghezza degli arti) per confronti tecnici legati alla dinamica del delitto di Chiara Poggi. "Non avrei mandato Sempio a questa consulenza", ha rimarcato a questo proposito Lovati, sottolineando la sua distanza dalle scelte del nuovo team legale dell’ex assistito.

L’avvocato ha tuttavia concesso una piccola ‘vittoria’ al nuovo pool di difensori: "Mi compiaccio però con il nuovo pool difensivo perché mette l’accento su un particolare importante che è quello dell’omicidio in ‘concorso’ con Stasi o ignoti: tirando questo mulino dalla loro parte, nel senso di dire che per loro è Alberto Stasi l’assassino, finiscono per incidere in modo indiretto e negare la possibilità di ‘concorso'".

Le parole di Lovati sui soldi ‘elargiti’ dai Sempio

Ma le dichiarazioni di Lovati vanno oltre le strategie processuali, gettando ombre e sospetti anche su come venivano gestite le parcelle dalla famiglia Sempio. Il racconto, a tratti quasi paradossale, disegna uno scenario in cui il denaro ‘pioveva’ letteralmente dalle mani della famiglia Sempio. "Non mi sono mai chiesto perché all’inizio sono stati chiesti questi soldi subito ai Sempio, a me piovevano addosso e lasciavo che piovessero. Non ho mai chiesto soldi io ai Sempio. Rispondevano a delle richieste non mie. Ma io ero contento così".

Secondo l’ex legale, dal 2016 la famiglia avrebbe pagato complessivamente 45mila euro agli avvocati difensori – una cifra che oggi è anche sotto la lente di ingrandimento degli inquirenti nell’altro filone di indagini, quello che coinvolge l’ex pm Mario Venditti e il padre di Sempio per presunta corruzione in atti giudiziari. Lovati, tuttavia, ribadisce che quei fondi servivano esclusivamente a pagare il collegio difensivo. Scagionando in questo modo la famiglia del suo ex assistito.


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