Garlasco in Tv, scintille Garofano-De Rensis, volano parole grosse. GIletti tuona: "Si diffama Stasi, non posso accettarlo"
La puntata de Lo Stato delle Cose di lunedì 30 marzo 2026 dedicata a Garlasco è stata davvero movimentata, sono volate parole grosse tra Luciano Garofano e l'avvocato De Rensis

Nuovo appuntamento con "Lo Stato delle Cose", in onda lunedì 30 marzo 2026, con uno spazio come di consueto dedicato al delitto di Garlasco e all’andamento della nuova indagine, che vede indagato Andrea Sempio per concorso in omicidio. Non mancheranno le indiscrezioni sulla consulenza della professoressa Cristina Cattaneo, che potrebbe riscrivere la dinamica dell’omicidio di Chiara Poggi, oltre che sulla consulenza informatica di Paolo Dal Checco sui PC della ragazza e di Alberto Stasi, in carcere da più di dieci anni.
Garlasco, Lo Stato delle Cose puntata 30 marzo 2026: l’analisi dei PC di Chiara Poggi e Alberto Stasi
Ospite della puntata è Antonio De Rensis, avvocato di Alberto Stasi, che fa sapere quale sia il suo stato d’animo attuale ora che ci avviciniamo a una fase decisiva dell’indagine, nonostante il clima generale non sia dei migliori, visto che la collega, Giada Bocellari, ha ricevuto minacce di morte.
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Entra nel canale WhatsAppIl legale dice la sua sull’accaduto: "Per le minacce a Giada Bocellari parlo come dovrebbe fare una persona che svolge il mio ruolo, se lei e il sottoscritto avessero ricevuto minacce saremmo andati a Moscova per denunciare con le prove, sto facendo un’ipotesi. È falso? Non posso dire nulla. Se ci sono state minacce, i minacciati vanno nelle sedi opportune". Umberto Brindani fa una precisazione: "La notizia delle minacce a Bocellari è stata data stamattina a ‘Mattino 5’, dove si è parlato anche di minacce telefoniche all’avvocato Lovati".
Mentre è in diretta Massimo Giletti riceve un messaggio da una fonte che definisce "autorevolissima", che gli conferma che "l’avvocato Bocellari è stata minacciata". De Rensis chiede: "Io no?", il conduttore replica: "Anche lei è stato minacciato". Questa la risposta dell’avvocato: "Io non ho detto di sì, ho detto.: ‘Io no?'". Al termine di una pausa pubblicitaria il giornalista precisa: "Ho parlato con De Rensis, mi ha detto di essere stato minacciato anche lui, di essere andato a Moscova e avere fatto denuncia". Lui tergiversa: "Se le avessi avute sarei andato".
Il dibattito prosegue sull’inchiesta in corso, con un’attenzione particolare ai due PC di Chiara Poggi e Alberto Stasi, oggetto di una consulenza richiesta dalla Procura, che sarebbe stata depositata pochi giorni fa. Gli inquirenti vogliono capire se la sera prima del delitto abbia visto l’ormai nota cartella "Militare" presente sul dispositivo del fidanzato, dove era presente del materiale pornografico.
A parlare sono i periti Porta e Occhetti, che avevano analizzato il computer di Stasi su incarico del giudice Vitelli in occasione del primo processo ai danni del ragazzo. I due smentiscono la teoria avanzata dai tecnici della famiglia Poggi, convinti che Chiara abbia visto le immagini: "La prima analisi fatta riguarda le evidenze prodotte dalla parte civile, il file di collegamento che si determina quando viene aperto un file – dice Occhetti -. Noi rileviamo l’accesso alla cartella ‘Animali’ alle 21.59.58 e due secondi dopo l’accesso alla cartella ‘Militare-Nuova Cartella’. È un’attività inverosimile, nessun utente si ferma su una cartella per due secondi". Dello stesso parere anche Porta: "Se fosse vero l’accesso alle 22.00 lei avrebbe dovuto percorrere la cartella ‘Militare’ alle 22, passare subito alla ‘Nuova Cartella’, aprire un’immagine, visualizzarla, tutto nello spazio di 15 secondi, cosa che è effettivamente abbastanza surreale". Continua Porta: "L’utente ha acceduto a una cartella, il sistema operativo ha cambiato la data dell’ultimo accesso, ma quell’accesso implica che tutte le sottocartelle debbano essere aggiornate. Infatti quando lei accede alla cartella ‘Immagini’ tutte le sottocartelle iniziano ad aggiornarsi con la stessa data. Più evidenze si hanno, più il riscontro diventa solido, nel caso della cartella ‘Militare’ non c’è nulla. Se fosse entrata avrebbe visto immagini di veicoli, entrando in ‘Nuova Cartella’ avrebbe visto immagini di pornografia generica. Non ha mai visto lo scrigno con tutte le categorie pornografiche di Alberto. La maggior parte di queste sono scatti rinvenibili in qualsiasi sito porno comune, non contengono rapporti forzati, con animali o altre circostanze che possono alzare il livello".
Interviene Ilenia Petracalvina: "C’è però la consulenza dei periti della famiglia Poggi, che dice che Chiara abbia davvero visto la cartella ‘Militare'". Giletti non ci sta: "Appena finisce il filmato riportiamo quello che dice la famiglia Poggi, loro erano i consulenti del giudice, dovevano essere super partes". Brindani cerca di fare chiarezza: "Anche i consulenti della famiglia Poggi hanno decretato che l’accesso è stato tra le 22.00 e le 22.00.15, nella migliore delle ipotesi anche per loro avrebbe avuto 15 secondi per visionare chissà che cosa".
Giletti interroga a riguardo il generale Garofano, che negli ultimi giorni ha riferito di avere visto il contenuto dell’ormai nota cartella grazie all’avvocato della famiglia Poggi Tizzoni, per questo ora può parlare a pieno titolo del suo contenuto. "Mi sono conto che erano immagini forti, orribili, veramente raccapriccianti. Io confermo quanto detto dalla difesa della famiglia Poggi, chi dice che fosse normale pornografia non ha visto tutto. Vedere un’orgia tra più persone riportandola al 2007 e al carattere di Chiara Poggi non è qualcosa che potrebbe sconvolgerla? Non voglio dire altro anche per non andare contro, la memoria di Chiara". Il conduttore replica: "Ho visto di peggio di un’orgia".Garofano continua: "Ci sono tantissime immagini che potevano sconvolgere Chiara, c’erano cose orrende. Spero che un giorno gli addetti ai lavori possano vederle, la sensibilità di un uomo può essere diversa da quella di una ragazza".
De Rensis non manca di rispondere: "Ho registrato quello che ha detto, verrà un giorno in cui le ricorderò quello che ha detto sillaba dopo sillaba, cose fuori dalla realtà, ha fatto una introspezione psicologica della mutua, lei non ha alcuna capacità psicodiagnositca per capire cosa è raccapricciante e cosa non lo è!". Garofano risponde: "Lei è un maleducato, lei è un maleducato!" [ripetuto più volte]. De Rensis non può stare in silenzio: "Ma non scherziamo, ma non scherziamo! Ma dai!". Il botta e risposta prosegue, Garofano: "Lei è un maleducato che fa battute sulle mie capacità, battute fuori luogo. Non ho fatto nessun apprezzamento su Alberto Stasi. Vada a studiare la legge che forse sa solo quella". L’avvocato ribatte: "A me pare molto strano che lei sia così nervoso e irascibile, lei è stato un generale dell’Arma!". Garofano va avanti: "Lei che offende, è un gran maleducato, se lo ricordi!"
L’avvocato non accetta questo modo di fare: "Sono mesi che tolleriamo questa sua pseudo aggressività che fa paura alle formiche. Mi sembra strano che lei sia così nervoso e irascibile". Giletti ci tiene a riportare chiarezza: "Non fate passare il messaggio sulla presenza di immagini di minorenni". De Rensis prosegue. "Chissà perché lei è così nervoso su questa indagine, io verrò a vedere il suo nervosismo, questa è una promessa", l’ex capo dei RIS prosegue imperterrito ripetendo la stessa frase: "La mia è una certezza, lei offende ed è un maleducato". Il legale continua: "È l’unico italiano che mi etichetta così, per me è un grande orgoglio".
La teoria delle immagini come movente non sembra però soddisfacente per Giletti: "Stiamo parlando di due ragazzi che condividevano questo mondo, per quale motivo una ragazza vede questo, il suo ragazzo lo scopre e quindi la ammazza. È una cosa che non può reggere". L’avvocato non riesce a stare in silenzio rivolgendosi a Petracalvina: "Il movente ve lo siete inventato voi per 18 anni, un movente che non esiste e questo ragazzo è in galera da dieci anni".
Il generale dice ancora la sua: "Io non sono innervosito per questa indagine, quello che dice l’avvocato è fuori luogo, mi arrabbio quando offende, la settimana scorsa mi ha detto che dovevo fare una cura per la memoria, oggi che sono un esperto della mutua, queste sono offese". De Rensis precisa: "Ho detto che lei è un esperto di psicodiagnostica della mutua perché non sa niente di psicodiagnostica, è un generale".
Giletti ci tiene ancora a sgombrare il campo da ogni illazione: "Io ci tengo a dire che le immagini pornografiche erano tutte visibili e accessibili, si continua a diffamare Stasi, questo non posso accettarlo. A lei possono non piacere, è un suo giudizio, io lo rispetto, ma questo ragazzo lo stiamo caricando di cose non vere". Garofano è intransigente. "Lo dice la Cassazione, perché dobbiamo dare ragione a degli ingegneri e non a una sentenza della Cassazione?". Il conduttore risponde: "Magari loro la pensano come lei, se a me parla di un’orgia dico che può dare fastidio ma non la trovo folle, ho visto di peggio".
La porta a soffietto di casa Poggi: cosa non torna
Giletti mostra poi un’immagine della porta a soffietto di casa Poggi, dove al centro si nota una macchia rossa, punto decisamente importante visto che il corpo viene posizionato su quella scala da cui si accede attraverso la porta. Giletti dice: "Potrebbe essere dell’assassino". Su questo interviene Garofano, che si era occupato del caso all’epoca: "Le uniche tracce di sangue analizzate in quanto tale erano quelle in basso, che erano da proiezione. Analizzato anche il pomello, che ha dato esito negativo. Quella parte che avete visto non corrisponde a sangue. Noi l’abbiamo analizzata tutta, portata in laboratorio a Parma".
Giada Bocellari chiede di parlare telefonicamente in diretta: "Voglio fare una precisazione, l’analisi per il sangue è stata fatta solo in corrispondenza delle impronte digitali, appena sopra la maniglia, un’area piccolissima, tutto il resto non risulta verificato". In sottofondo si sente Garofano che dice: "Non è vero", ma Bocellari prosegue: "Mi dispiace per lei, mi dica a che pagina sarebbero queste analisi". Lui dice la sua: "Non tutte le tracce vengono repertate, si fa un’ispezione generale, la si fa con la luce normale, con le luci forensi, se necessario con il luminol, addirittura quella porta l’abbiamo smontata e portata in laboratorio. I risultati sono relativi a tutte le tracce sospette che noi abbiamo repertato". Bocellari prosegue: "Quindi il RIS ha valutato visivamente quella traccia come una traccia che non era ematica". L’ex capo dei RIS non accetta le parole: "Se voi volete proporre un’altra verità divertitevi, queste sono falsità, Lei mi dice queste cose, l’avvocato De Rensis batte le mani contento perché noi abbiamo sbagliato, divertitevi. Sulla base di una fotografia mettete in discussione e dite che noi non abbiamo fatto le analisi, credete quello che volete. Assurdo fare queste suggestioni per incultare l’opinione pubblica di altri pseudo errori o cose che non abbiamo fatto, è vergognoso. Non faccio diagnosi sulle fotografie, è una falsità della fotografia, è un’illusione fotografica. Non faccia illazioni gratuite, si astenga". In difesa della collega inerviene De Rensis "Lei si rivolge a una signora che esercita la professione di avvocato con educazione, l’avvocato Bocellari è anche una donna, è un cafone, l’educazione l’ha lasciata quando si è tolto la divisa".
Le parole dell’avvocato Tizzoni
Non manca un’intervista a Gianluigi Tizzoni, avvocato dei Poggi, in merito alle indiscrezioni sulla consulenza Cattaneo: "L’idea che Chiara si sia difesa è un dato nuovo, nessun medico legale l’ha mai evidenziato. Sono segni ricondotti anche alla fase intermedia, quando lei è ancora a terra e viene poi fatta cadere lungo le scale. Il primo giudice che stabilisce che 23 minuti sono sufficienti è il giudice Vitelli. C’era l’Estathé bevuto da Stasi, l’unico dato relativo alla colazione è quello dell’incidente probatorio, l’unica persona che può dire in quale istante Chiara ha fatto colazione è Stasi. Lei in genere faceva colazione intorno alle 9, Vitelli utilizza questo dato per tarare ora della morte dalle 9.12 in poi. Mi sembra che si stia spostando la coperta come serve, la scarpa da 42 diventa 33, il DNA sull’unghia diventa importante, quello delle altre due viene dimenticato. Si è sempre detto di un’aggressione in più stasi, siamo convinti che Chiara abbia accolto Stasi in cucina, l’Estathé ci dimostra che in quella sala i due si sono fermati in un tempo contenuto. Stasi è l’unico colpevole per tutti gli italiani che vogliono credere alle sentenze. Oggi non ho percepito neanche una virgola che vada a spostare la responsabilità di Stasi".
Petracalvina riceve un messaggio del capitano Cassese, che si era occupato subito del sopralluogo, che le ha spedito un’immagine della porta effettuata quel giorno, dove non si vede la macchia che era stata mostrata. Giletti replica: "Non ci siamo immaginati noi la foto, era nella relazione dei RIS del 2007".
De Rensis dice la sua: "La foto di Cassese sembra scurita, anche questa può sembrare un’illusione ottica. I fascicoli parlano, nessuno ha detto che è sangue, abbiamo detto altro. Sull’affermazione ‘Vergognatevi’ del generale confermo che è un uomo molto coraggioso".
